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“L´Italia Si Cura con il Lavoro“ nei luoghi simbolo il Primo Maggio di CGIL, CISL e UIL

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Il tutto si svolgerà nel pieno rispetto delle regole anti covid e con una presenza limitata di delegate e delegati.
Lo slogan della giornata del Primo Maggio sarà: "L'Italia Si Cura con il lavoro". In una fase difficile della vita del Paese, in cui c'è bisogno di ripartire nel segno dell'unità, della responsabilità e della coesione sociale, Cgil, Cisl, Uil vogliono ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia.

Cgil Cisl Uil hanno scelto di celebrare il Primo Maggio organizzando, unitariamente, tre distinti eventi sindacali che si svolgeranno presso alcuni luoghi simbolici del mondo del lavoro del nostro Paese. Il Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sarà all'acciaieria AST di Terni; il Segretario generale della CISL, Luigi Sbarra, sarà all'Ospedale dei Castelli in località Fontana di Papa in provincia di Roma; il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, sarà davanti alla sede Amazon di Passo Corese, in provincia di Rieti.
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Cgil, Cisl, Uil hanno deciso, oggi, di programmare per i prossimi giorni una serie di iniziative unitarie di mobilitazione a sostegno della piattaforma sindacale per la ricostruzione economica e sociale del Paese e dell'Europa, sollecitando l'avvio di un confronto urgente con il Governo sui temi del lavoro, della crescita economica e della riduzione delle diseguaglianze sociali e per una migliore e più equa destinazione delle risorse stanziate dall'Unione Europea con il Recovery Fund. La prima iniziativa pubblica, "la notte per il lavoro", si svolgerà in piazza Santi Apostoli, a Roma, il prossimo 29 luglio, a partire dalle 20,30, ed avrà al centro le rivendicazioni sindacali, a partire dal blocco dei licenziamenti, la proroga degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell'anno, la riforma fiscale e la lotta all'evasione, i rinnovi contrattuali nazionali privati e pubblici, investimenti, sanità, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura , infrastrutture materiali ed immateriali, lavoro stabile, digitalizzazione, mezzogiorno, previdenza, legge sulla non autosufficienza, inclusione sociale e soluzione delle crisi aziendali aperte, con le testimonianze dei delegati e le conclusioni dei leader nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Furlan, Bombardieri.

Le modalità e gli obiettivi della manifestazione saranno illustrate in una conferenza stampa il 28 luglio dagli stessi leader sindacali. Cgil, Cisl, Uil, stanno programmando per i primi di agosto anche un'iniziativa pubblica sul tema della sicurezza del lavoro. il 18 settembre, si svolgerà una giornata di mobilitazione nazionale di tutto il mondo del lavoro a sostegno delle rivendicazioni di Cgil, Cisl, Uil ed a supporto del confronto sulle scelte che il Governo assumerà nella prossima legge di bilancio.

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CGIL, CISL, UIL incontrano al MEF i ministri Gualtieri e Catalfo

Giornata intensissima, quella odierna, che ha visto impegnato il Sindacato sul fronte della manovra economica. Nella giornata di domani, il provvedimento verrà varato dal Consiglio dei ministri e inviato a Bruxelles. Cgil, Cisl, Uil, dunque, hanno chiesto di essere convocati dal Governo per sollecitare, ancora una volta, l'adozione delle soluzioni proposte già negli scorsi giorni, in occasione degli incontri a Palazzo Chigi e al Mef.

La convocazione è giunta nel pomeriggio. E così, una delegazione dei tre Sindacati confederali, guidata dai Segretari generali, Carmelo Barbagallo, Annamaria Furlan, Maurizio Landini, ha incontrato i ministri dell'Economia, Roberto Gualtieri, e del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Molte ancora le questioni da definire. "Continuiamo ad apprezzare il metodo - ha detto Barbagallo- e abbiamo anche registrato qualche positivo avanzamento rispetto alle nostre proposte. Restano però alcune perplessità e perciò abbiamo ribadito le nostre posizioni: la netta contrarietà all'ipotesi dell'introduzione di finestre per quota 100 e la richiesta di risorse per la riduzione del cuneo fiscale, per i rinnovi contrattuali e per la rivalutazione delle pensioni".

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Giovedì, 03 Ottobre 2019 10:09

Occupati e disoccupati: i dati Istat

Ad agosto 2019 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto a luglio; il tasso di occupazione si attesta al 59,2%.

L'occupazione risulta stabile per entrambe le componenti di genere; aumenta per gli ultracinquantenni (+34 mila) mentre cala nelle altre classi d'età. Dopo la flessione del mese scorso, tornano a crescere i dipendenti, sia permanenti sia a termine (+32 mila nel complesso); diminuiscono invece gli indipendenti (-33 mila).

Le persone in cerca di occupazione sono in forte calo (-3,4%, pari a -87 mila unità nell'ultimo mese). La diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere e coinvolge tutte le classi d'età. Il tasso di disoccupazione scende al 9,5% (-0,3 punti percentuali).

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ad agosto è in aumento (+0,6%, pari a +73 mila unità) per entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività sale al 34,5% (+0,2 punti percentuali).

Nel trimestre giugno-agosto 2019 l'occupazione è in crescita rispetto ai tre mesi precedenti (+0,2%, pari a +45 mila unità) per entrambi i generi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,5%, +79 mila) sia quelli a termine (+0,4%, +12 mila) mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,8%, -45 mila); si registrano segnali positivi in tutte le classi di età, ad eccezione dei 35-49enni.

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Si è conclusa, al Ciocco, la due giorni seminariale dell´Esecutivo nazionale della Uil. Un momento di discussione e di analisi sulle linee guida dell´azione sindacale per i prossimi mesi, anche alla luce di un confronto informale con alcuni economisti e sociologi. Ha dato il proprio contributo al dibattito, tra gli altri, anche il professor Domenico De Masi.

«Abbiamo molto riflettuto - ha dichiarato il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo - sul futuro del lavoro nel nostro Paese e sul ruolo del Sindacato nell'attuale scenario politico ed economico. L´impegno della Uil sarà, come sempre, per valorizzare il lavoro, rivalutare le pensioni, creare le condizioni di prospettive occupazionali per i giovani. Questo è ciò che chiederemo al nuovo Governo, il cui operato valuteremo sulla base della capacità di raggiungere quegli obiettivi. Se, dunque, non avremo risposte alle rivendicazioni contenute nella piattaforma unitaria - ha concluso Barbagallo - daremo continuità alla nostra mobilitazione».

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 «Quando è arrivata la sua convocazione, signor Ministro, tutti hanno parlato di un fatto irrituale e mai verificatosi, ma le cose irrituali e le novità non mi spaventano, se determinano risultati concreti. Per questo motivo siamo qui oggi e vorremmo cercare di capire, però, quale metodo usare per arrivare a qualche risultato concreto». Così il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha introdotto il suo intervento al tavolo aperto con le parti sociali dal vicepremier Matteo Salvini al Ministero dell´Interno.

«Vorrei capire - ha precisato Barbagallo - se quelli proposti stamane sono input che derivano dalla posizione della Lega o se sono frutto di un confronto interno al Governo. Inoltre, sarebbero molto utili documenti scritti per proseguire il confronto sui singoli aspetti». Il leader della Uil ha ribadito le posizioni contenute nella piattaforma di Cgil, Cisl, Uil, dal Mezzogiorno al rinnovo dei contatti del pubblico impiego, dalle infrastrutture alla previdenza e ha indicato anche una prima riforma possibile da attuare a costo zero per la crescita del Paese: la delegificazione.

Inoltre, ha posto l'accento su quella che la Uil considera la priorità: «Bisogna ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati: ormai lo diciamo tutti in coro, perché c'è la necessità di rilanciare i consumi per accrescere i livelli produttivi e occupazionali. Peraltro, noi proponiamo di detassare, per tre anni, gli aumenti contrattuali: non costerebbe nulla in più. E, comunque, se le risorse sono poche, bisogna recuperarle dall´evasione fiscale. Noi - ha proseguito - siamo contro l'austerità, ma bisogna fare alleanza per modificare quelle regole europee che ci stanno soffocando. Infine, per quel che riguarda il salario minimo, così come è stato proposto, il rischio è che siano maggiori gli svantaggi dei vantaggi. Siamo disponibili - ha concluso Barbagallo - a discutere su tutto e con tutti per trovare soluzioni positive e condivise».

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Venerdì, 12 Luglio 2019 10:21

Bocchi: «Urge far crescere i salari ovunque»

Le gabbie salariali appartengono alla preistoria del mondo del lavoro e sono il segno di un Paese votato alla povertà. Noi, invece, abbiamo il problema esattamente opposto: migliorare le condizioni di un´economia ancora asfittica. Ecco perché bisogna far crescere i salari, ovunque, ancora troppo sacrificati da una tassazione più alta della media europea e da alcuni ritardi nei rinnovi contrattuali.

Peraltro, ancora oggi, le retribuzione di fatto sono più basse al Sud, dove la contrattazione aziendale, rispetto al Nord, è poco diffusa. Se vogliamo davvero far crescere il Paese, dunque, bisogna preoccuparsi, da un lato, di fare investimenti e, dall'altro, di far aumentare il potere d´acquisto di tutti i lavoratori dipendenti e pensionati. Altrimenti, non ci sono le risorse per acquistare merci e servizi prodotti dalle nostre aziende, a cominciare proprio da quelle allocate nel Nord del Paese, con conseguenti rischi per i livelli produttivi e occupazionali.

Roma, 11 luglio 2019

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Lunedì, 24 Giugno 2019 09:39

UIL: il mercato del lavoro è ancora fermo

Pochi giorni fa i dati del I trimestre 2019 sulle Comunicazioni Obbligatorie; i dati della Nota congiunta Ministero Lavoro, Inps, Inail e Anpal, riferiti allo stesso trimestre; oggi quelli dell'Inps sul Precariato riferiti al I quadrimestre dell'anno in corso.

Una pletora di numeri che destabilizza anche il lettore più attento con il rischio di non comprendere cosa stia realmente avvenendo nel nostro mercato del lavoro.

Seconda un'elaborazione della Uil sui dati dell'Osservatorio sul Precariato si rileva una flessione tendenziale dei nuovi rapporti di lavoro attivati (-200 mila), quale effetto di una forte riduzione dei contratti a tempo determinato (-100 mila) e in somministrazione (-177 mila) nei primi 4 mesi dell'anno. Probabilmente hanno perso il lavoro le lavoratrici e i lavoratori per i quali un eventuale rinnovo del contratto avrebbe necessitato di causale dato che, siamo consapevoli, quelle attuali sono poco praticabili. La Uil continua a chiedere, assieme a Cgil e Cisl, un intervento correttivo sulle causali, più aderente alle singole realtà settoriali, attraverso un rinvio alla contrattazione collettiva.

Si è comunque registrato l'aumento delle trasformazioni di lavoratori a termine in tempo indeterminato (+106 mila).

Sono solamente 38 mila i nuovi contratti a tempo indeterminato in più rispetto allo stesso quadrimestre del 2018, fotografia questa che fa i conti con la perdurante assenza di politiche di crescita che non ha, quindi, prodotto quell'auspicato aumento di contratti di lavoro stabili che si sarebbe potuto, invece, ottenere.

Si registra, inoltre, un incremento nel I trimestre del 2019 delle Partite Iva (+14%) rispetto allo stesso periodo del 2018, come si evince dai dati dell'Osservatorio sulle Partite Iva del MEF, frutto questo evidentemente della riduzione della tassazione (Flat Tax) con la Legge di Bilancio 2019.

Questi dati ci confermano che il nostro mercato del lavoro è ancora fermo; non si sta creando nuova occupazione e, anzi, al netto di qualche stabilizzazione, il Decreto Dignità, con le sue causali inapplicabili, stà realizzando situazioni di turn-over tra lavoratori.

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Il Ministero del lavoro, in risposta all'interpello n. 2/2019, si pronuncia in merito al diritto alla pausa pranzo e alla conseguente attribuzione del buono pasto, o alla fruizione del servizio mensa, da parte delle lavoratrici che usufruiscono dei riposi giornalieri "per allattamento" (art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001).

In particolare, si chiede se in caso di una presenza effettiva nella sede di lavoro pari a 5 ore e 12 minuti, dovuta alla fruizione dei riposi giornalieri, si debba procedere a decurtare i 30 minuti della pausa pranzo, come se la lavoratrice avesse effettivamente completato l'intero orario giornaliero, considerato che tali riposi sono considerati dalla legge ore lavorative a tutti gli effetti.

Ad avviso del Ministero nella fattispecie in esame non si ha diritto alla pausa pranzo, secondo un'analisi coordinata delle seguenti due disposizioni aventi finalità diverse per l'attribuzione delle pause lavorative.

L'articolo 39 del decreto legislativo n. 151/01 stabilisce il diritto della lavoratrice, durante il primo anno di vita del figlio, a due ore di riposo giornaliero, quando l'orario lavorativo è superiore alle sei ore, e a una sola ora di riposo per un orario inferiore a sei ore. Lo stesso articolo stabilisce che i permessi sono "considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro".

L'articolo 8 del D.Lgs. n. 66/2003, relativo all'organizzazione dell'orario di lavoro, consente invece al lavoratore che effettui una prestazione superiore a sei ore di beneficiare di un "intervallo" per pausa, le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti, ai fini del recupero delle energie psico fisiche.

Premesso quanto sopra, considerata la funzione della pausa pranzo, che la legge definisce come "intervallo", termine che lascia presupporre la successiva ripresa dell'attività lavorativa, il Ministero esclude che una presenza effettiva della lavoratrice nella sede di lavoro per meno di sei ore dia diritto alla pausa.

Pertanto, non si dovrà procedere alla decurtazione dei 30 minuti della pausa pranzo dal totale delle ore effettivamente lavorate dalla lavoratrice.

Il parere recepisce, peraltro, le indicazioni sia del Dipartimento della Funzione Pubblica sia dell'Agenzia delle Entrate, secondo le quali "il diritto al buono pasto sorge per il dipendente solo nell'ipotesi di attività lavorativa effettiva dopo la pausa stessa".

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L'INAIL, con la circolare n. 6/2019, illustra le modifiche apportate al "Regolamento per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro", fornendo anche indicazioni operative sulla nuova misura di sostegno, prevista dalla legge di Bilancio 2019, per il disabile destinatario di un progetto di reinserimento mirato alla conservazione del posto di lavoro.

Secondo l'innovazione introdotta al Regolamento dalla determinazione presidenziale n. 527/2018, confermata nella Legge di bilancio, il datore di lavoro potrà proporre progetti personalizzati, condivisi con i lavoratori, che saranno valutati da parte dell'équipe multidisciplinare della Sede INAIL competente, anche supportata dalle Consulenze tecniche dell'Istituto.

Viene valorizzato il ruolo propositivo dei datori di lavoro per i quali è prevista una semplificazione degli adempimenti a loro carico, dell'iter procedimentale di attivazione dei progetti e una flessibilità nell'erogazione dei finanziamenti o di eventuali rimborsi.

Istruzioni operative riguardano anche la disposizione della Legge di bilancio che prevede il rimborso da parte dell'INAIL al datore di lavoro del 60% della retribuzione corrisposta alla persona con disabilità da lavoro destinataria di un progetto di reinserimento che, alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta, non possa attendere al lavoro senza la realizzazione degli interventi individuati nel progetto.

Importante è infine quanto evidenziato nella circolare circa il ruolo di informazione, di assistenza e di tutela svolto dai Patronati (oltre a tutti gli altri soggetti coinvolti) che, godendo di un punto di osservazione privilegiato e più vicino alle realtà produttive nelle quali operano i propri assistiti, possono veicolare in modo mirato ed efficace le opportunità di sostegno o

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