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Martedì, 06 Giugno 2017 07:59

Dati Ista sul PIL: dati del primo trimestre 2017. Il commento della UIL

Nel primo trimestre del 2017 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,2% nei confronti del primo trimestre del 2016.

La stima preliminare diffusa il 16 maggio 2017 scorso aveva rilevato un aumento congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale dello 0,8%.

Il primo trimestre del 2017 ha avuto due giornate lavorative in più sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al primo trimestre del 2016.

La variazione acquisita per il 2017 è pari a 0,9%.

Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda nazionale hanno registrato una crescita dello 0,5% dei consumi finali nazionali e un calo dello 0,8% gli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono aumentate dell'1,6% e le esportazioni dello 0,7%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del PIL (0,3 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), 0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione (PA) e -0,1 gli investimenti fissi lordi). Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del PIL (0,4 punti percentuali), mentre l'apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,2 punti percentuali.

Si registrano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto di agricoltura (+4,2%) e servizi (+0,6%), mentre quello dell'industria risulta negativo (-0,3%).

COMUNICATO UIL NAZIONALE

I dati che certificano l'aumento del PIL sono inferiori alla media dell'Eurozona, ma possono comunque essere incoraggianti.

Ci sono segnali di ripresa della componente nazionale della domanda e anche i servizi, sul lato dell'offerta, riacquistino tonicità.

Per rafforzare lo sviluppo e ridurre la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è necessario investire con continuità in infrastrutture materiali  e immateriali, ma soprattutto procedere sulla strada della riduzione del cuneo fiscale con misure ad hoc e strutturali per lavoratori, pensionati e imprese. Questa è la strada per sostenere anche la parziale crescita dell'occupazione ancora gravata, però, dalla componente del lavoro a termine.

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