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Mercoledì, 11 Aprile 2018 09:12

Turi della Uil Scuola sull'emergenza docenti aggrediti

Anche secondo il leader della Uil Scuola, Pino Turi, "i fatti di cronaca sono effetto della politica sbagliata. Serve un'inversione di tendenza. Quando si trasforma la scuola della Costituzione in un servizio a domanda individualizzata, basato su un modello aziendalista, e i clienti del servizio ritengono di avere un diritto, se non sono soddisfatti, reagiscono anche in questo modo".
"Gli episodi gravi di insegnanti aggrediti da studenti e genitori, sono segno di un modello di scuola che non risponde più alla sua funzione essenziale. I genitori non sono clienti da accontentare", continua Turi.

"La deriva è iniziata quando sono stati ignorati i valori fondanti dei decreti delegati degli anni '70. A partire dagli anni '90 in poi si è cercata una connotazione diversa per la scuola. Ora bisogna ridarle dignità. E non si tratta solo di dare dei soldi ai nostri insegnanti.  I soldi sono importanti – aggiunge – ma pensare che siano l'unico obiettivo è un errore. Ridurre la funzione insegnante a prodotto da erogare sul mercato è cosa alla quale non intendiamo né pensare, né rassegnarci. Siamo fortemente contrari al modello proposto dalle logiche neo liberiste".

Secondo il sindacalista, "nell'età evolutiva il bambino vede nella maestra la figura di cui fidarsi. Se la figura viene screditata dalla scuola e dalla società quel bambino avrà poi delle difficoltà da adulto.
Serve un rapporto più forte tra scuola e famiglia, ci vuole consenso e fiducia nei confronti della scuola.
E invece in questa fase la scuola è stata trasformata in un'agenzia con una finalizzazione: trovare il lavoro agli studenti".

"La scuola statale ha una funzione molto più ampia – quella richiamata dalla Costituzione che le affida il ruolo di garanzia dei diritti universali, non quello di soddisfare esigenze immediate o lobby interessate. Ha la funzione di garantire un insegnamento libero, portare ad un pensiero critico", conclude il sindacalista.

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