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Martedì, 24 Dicembre 2019 09:07

Comunicato unitario delle organizzazioni sindacali

E' NATALE PER TUTTI, MA NON PER LA SCUOLA

Con l'invio della richiesta di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione, è stata formalizzata la proclamazione dello stato di agitazione nel Comparto Istruzione e Ricerca, con l'astensione da ogni attività aggiuntiva di tutto il personale della scuola, docente ed ATA (in particolare, con la consegna ai dirigenti scolastici della rinuncia all'incarico superiore da parte degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA). Nei giorni scorsi si sono svolte tre manifestazioni a Roma, e altre ne seguiranno a livello locale, per chiedere al Governo più risorse rispetto a quanto stanziato in Legge Finanziaria

Il CCNL 2016-2018 della Scuola, Università e Ricerca è scaduto il 31/12/2018 ed è stato formalmente disdettato. Le scriventi Organizzazioni sindacali rivendicano risorse aggiuntive per completare il recupero salariale rispetto a quanto perso nel precedente decennio a seguito del blocco della contrattazione, ridurre il divario stipendiale esistente rispetto alla media dei paesi europei, garantire il consolidamento in busta paga dell'elemento perequativo previsto nel CCNL 2016/2018, valorizzare maggiormente la professionalità del personale del comparto, incrementare il fondo per la contrattazione integrativa delle istituzioni scolastiche fermo al lontano 2013, riavviare le progressioni economiche e di carriera per l'Università e la Ricerca bloccate da dieci anni e rendere maggiormente flessibile la costituzione e l'utilizzo dei fondi per il salario accessorio.

Tali richieste, come si vede, sono assolutamente ragionevoli e costituiscono la base minima sui cui trattare. Se non fossero accolte a gennaio potrebbe verificarsi per la prima volta nella storia della Repubblica una diminuzione consistente dell'importo delle retribuzioni di Docenti, Personale ATA e Dirigenti Scolastici.

C'è poi tutto il mondo dei precari che chiede urgentemente attenzione.

Occorre superare la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto a partire dalle dotazioni dei posti di sostegno. Le Università formano un numero fortemente insufficiente di insegnanti di sostegno. In Piemonte ne mancano circa 5000 e solo nella provincia di Alessandria più di 700, a fonte di un gettito dell'Università di Torino, unica in Piemonte a fare questo tipo di formazione, di circa 200 persone l'anno.

Bisogna rendere disponibile in via strutturale e permanente il sistema delle abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione dei precari con almeno 3 anni di servizio, docenti già di ruolo, dottori di ricerca.

Per il Personale ATA bisogna sanare una grave ingiustizia e consentire agli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA senza titolo specifico di partecipare alle procedure riservate per accedere al profilo di DSGA.

Occorre poi incrementare gli organici del personale Ata, aumentando i parametri di distribuzione del personale alle scuole, in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza e assistenza degli alunni specie per quanto riguarda il profilo di collaboratore scolastico.

Va riattivata per tutti i profili la mobilità professionale (art. 48 CCNL 2007) e l'accesso alle posizioni economiche (art. 50 CCNL 2007) e procedere ad un piano straordinario di assunzioni su tutti i posti liberi.

E' assolutamente indispensabile abrogare le norme che impediscono di sostituire i colleghi fin dal primo giorno di assenza.

Va sburocratizzato il lavoro del docente, limitando all'essenziale la documentazione relativa ai processi didattici e amministrativi; occorre valorizzare l'autonomia progettuale dei docenti che si esplica nella dimensione individuale e collegiale, garantire pienamente la libertà di insegnamento, snellire i procedimenti amministrativi eliminando confusioni e conflitti di competenza, ripristinare la funzionalità degli uffici territoriali dell'amministrazione periferica al fine di liberare le scuole da compiti impropri e gravosi.

Infine bisogna salvaguardare l'unitarietà del sistema nazionale di istruzione, attaccata in sede istituzionale da molte Regioni, tra cui il Piemonte. Il carattere unitario e nazionale del Sistema di istruzione è fattore unificante del Paese, sotto il profilo culturale e per garantire uguaglianza di opportunità alle nuove generazioni nell'accesso all'istruzione e alla formazione fino ai suoi più alti livelli. La regionalizzazione del sistema scolastico va esclusa in qualsiasi forma, per evitare gli squilibri già oggi eccessivamente marcati fra aree territoriali, a danno dei settori più deboli e indifesi della società.

Come si può vedere la lista dei regali che la Scuola Italiana chiede a Babbo Natale è lunga e articolata, ma solo per il motivo che da molti, troppi anni, Babbo Natale non passa più dalle nostre parti.

E' notizia di queste ultime ore la firma del verbale di conciliazione con il Ministro Fioramonti, che avrebbe assunto come preciso impegno molte delle richieste di cui abbiamo parlato. Da parte nostra verificheremo con la più grande attenzione le iniziative che saranno prese dai decisori politici ed economici, ben sapendo che la categoria si aspetta un segno concreto e tangibile di attenzione.

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