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Manca poco al 1°maggio, festa dei lavoratori, e per il secondo anno siamo privati del piacere e della possibilità di festeggiare con un corteo lungo le vie e le piazze delle città. Nessuno avrebbe mai immaginato che a livello locale, come nazionale, per la seconda volta consecutiva la situazione legata alla pandemia ci avrebbe reso impossibile organizzare un evento ospitato a turno da una diversa città capoluogo di provincia. 

Avevamo etichettato il 2020 come l’annus horribilis, l’anno nero che ha spazzato via certezza, socialità, stile di vita e consuetudini che stavamo dando per scontate. 

L’avvento della pandemia, piombata sulle nostre vite in Italia alla fine del febbraio 2020 con i primi conclamati casi di Covid 19 ha precipitosamente influito in maniera fortemente impattante sulle nostre esistenze. 

Ad oggi ci troviamo ad accusare la lontananza da tanti contatti umani, imposta in nome della sicurezza, la solitudine e un disagio sociale crescente che ancora una volta è pesato maggiormente sui soggetti più fragili con il rischio che questi restino ai margini della società. Come UIL non possiamo non soffermarci sulle conseguenze che si sono abbattute sul mondo del lavoro. 

La pandemia ha portato alla chiusura immediata e ahimè anche prolungata di moltissime attività commerciali che in questi mesi sono scese più volte in piazza per farsi sentire. Ristoratori e commercianti hanno dovuto tenere abbassata la serranda non solo nelle prime settimane della pandemia per un periodo già prolungato, ma anche più volte dall’autunno in avanti, quando l’indice di contagio e la saturazione dei reparti di terapia intensiva necessitava di misure di contenimento del virus. Artigiani, piccoli commercianti, proprietari di attività e i loro dipendenti si sono ritrovati a casa fermi, improvvisamente senza clienti né appuntamenti. Interi settori hanno accusato le chiusure a partire dal mondo dello spettacolo a quello dello sport, che di fatto non hanno ad oggi ancora ricominciato. L’emergenza improvvisa ha messo in cassintegrazione numeri spaventosi di lavoratori provenienti dai settori più disparati: nel 2020 quasi 4 mld di ore di cassa integrazione. 

A pagare un prezzo altissimo sono stati i lavoratori, soprattutto precari, lavoratori a tempo determinato, lavoratori occasionali ed in genere maggioranza donne, che hanno visto la loro vita in sospeso, senza entrate, senza prospettiva e con pochissime certezze sulla ripresa. 

Il blocco dei licenziamenti ha aiutato a garantire a tutte queste persone misure come la cassintegrazione, ma temiamo già da tempo quello che succederà quando il periodo di tutela sarà ultimato. Oltre alla crisi vissuta dall’inizio, e perpetrata per tutto l’anno trascorso, si vedranno solo a partire dai prossimi mesi i numeri reali di persone che avranno perso il lavoro. Nel 2020 a livello nazionale si sono persi 945mila posti di lavoro, in provincia di Alessandria 6000 occupati in meno rispetto al 2019 calo del 3,5% con incidenza maggiore nel commercio e ristorazione – 8,6%, il tasso di disoccupazione della provincia è salito al 9,5%, il più alto del Piemonte ed uno dei più alti del nord Italia.

Interi comparti come il commercio e il turismo sono stati messi in ginocchio e irrisorie sono stati li aiuti o i ristori arrivati con il contagocce.

Sull’altro piatto della bilancia i lavoratori che non hanno mai smesso di lavorare, i lavoratori essenziali come il personale medico, infermieristico degli ospedali, delle RSA, i farmacisti, i cassieri, forze dell’ordine, personale para sanitario ecc. molte di queste figure ancora oggi non sono state vaccinate e messe in sicurezza, sicurezza che sarebbe servita la vita di tante persone dei servizi essenziali.

La pandemia ha già mietuto tante vittime e intere fasce della popolazione sono state messe in ginocchio. Un prezzo particolarmente elevato è stato pagato dalle donne che troppe volte hanno dovuto rinunciare, in piena pandemia, al proprio posto di lavoro per adempiere a tempo pieno al ruolo di cura e accudimento di più generazioni, dai figli spesso rimasti a casa da scuole e asili ai genitori anziani, fragili e da salvaguardare.

La pandemia ha messo in evidenza alcune carenze fondamentali per il sistema Paese, da quella sanitaria che con i tagli perpetuati negli anni ha allargato la forbice delle disuguaglianze. I dati ufficiali sulla povertà sanitaria, rappresentano una tragica emergenza sociale, quando una gran fetta di persone povere e non povere viene tagliata fuori dal bisogno primario di accesso alle cure necessarie, ci troviamo di fronte a fatti che scardinano l’impianto stesso del diritto alla salute sancito dalla costituzione. La limitazione alle prestazioni ambulatoriali ha colpito i più fragili, minore accesso alle cure, liste di attesa più lunghe; in questa situazione emergenziale i cittadini più vulnerabili e le fasce più povere della popolazione non possono accedere a servizi sanitari privati o non possono affrontare lunghi spostamenti per potere accedere ai servizi offerti in altre zone o in altre regioni

Si è evidenziato anche il fenomeno della povertà educativa, i dati dimostrano che la povertà economica è strettamente legata la povertà educativa, dove l’una alimenta l’altra determinando la trasmissione della condizione di marginalità sociale (è dimostrato delle lezioni in DAD dove alcune fasce sono rimaste escluse per infrastrutture o per mancanza di apparecchi tecnologici).

Dobbiamo potenziare e razionalizzare le misure di contrasto alla povertà, riprogettare il sistema sanitario partendo da una rafforzata medicina territoriale e garantirla per tutti i cittadini.

La priorità del Paese è la salute, la quale costituisce la base fondamentale per la ripresa economica.

Il futuro è ancora molto incerto e fumoso, ovviamente la campagna vaccinale deve continuare in maniera celere e raggiungere non solo le importanti fasce di età considerate più deboli e a rischio, ma anche i lavoratori attivi perché possano essere messi nelle condizioni di lavorare al sicuro.

La sicurezza deve rimanere un obiettivo fondamentale per tutti ed anche per il sindacato, infatti, la campagna tesseramento UIL 2021 cita lo slogan #ZeroMortisulLavoro, dobbiamo crederci. Questo obiettivo è importantissimo e già troppo volte, in questi primi mesi dell’anno, abbiamo dovuto raccontare incidenti ed infortuni mortali.

Per ritornare sulla provincia di Alessandria il dato che comunicavo sulla disoccupazione è un po’ preoccupante, la situazione è ancora abbastanza critica, oltre il settore commercio e turismo, ci sono alcune crisi aziendali, vedi Cerutti a casale M.to, l’incognita Ilva, le Terme di Acqui ed altre aziende, ma un po’ di speranza l’abbiamo con il settore orafo con Bulgari – Damiani, con l’edilizia, la logistica, il retroporto di Genova, lo scalo ferroviario, l’insediamento Amazon, e ancora, se partiranno, il nuovo ospedale di Alessandria e Campus universitario.

Nell’attesa che passi questa pandemia guardiamo fiduciosi al futuro, ricordandoci che ci sono tanti lavoratori che vanno salvaguardarti e che dobbiamo tutelare il lavoro perseguendo una buona e stabile occupazione, lo slogan del 1 maggio di CGIL-CISL-UIL Nazionali l’Italia si cura con il Lavoro  è fuori dubbio se c’è lavoro stiamo tutti bene, buon primo maggio a tutti.

 

Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria

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La Regione Piemonte ha emanato una circolare che consentirà alle organizzazioni antiabortiste di proporre la loro propaganda ideologica all’interno di ospedali e consultori, luoghi che invece dovrebbero essere deputati alla promozione della libertà di scelta e di autodeterminazione, alla tutela della salute delle donne così come delle persone transessuali che necessitino di cure o assistenza. Aprire i consultori a queste organizzazioni integraliste significa mortificare, mettere in difficoltà, ostacolare una volta di più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza.

Diritto formalmente consentito dalla legge 194 ma, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, la burocrazia e la carenza di personale medico. E’ proprio su questo piano che tentano di insinuarsi i soggetti antiabortisti e di estrema destra. A livello internazionale possiamo vedere come in Polonia e in Ungheria questi movimenti stiano impedendo il diritto all’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto. In Italia i provvedimenti su base regionale che tentano di ostacolare ulteriormente il diritto di scelta sui nostri corpi si stanno moltiplicando.

A partire da regioni come Piemonte, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo e Friuli, si sta tentando di realizzare un disegno politico repressivo più ampio: si rendono le procedure più complesse per il diritto all’aborto, si tenta di ampliare l’obiezione di coscienza, si introducono vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della RU486, si tenta – e in alcune regione si riesce – di divulgare attraverso gli stessi enti pubblici la propaganda antiabortista. I consultori, costantemente dimenticati dalle istituzioni e con sempre meno finanziamenti e meno personale, hanno un ruolo importantissimo sul territorio e devono essere rilanciati come luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni, accessibili, garanti della libertà delle donne e delle persone Lgbt.

Per questo vogliamo difendere e attuare la Legge 194

E’ da anni (da quando è stata promulgata) che scendiamo in piazza a difesa di questa legge per chiedere la sua piena attuazione e la tutela di nuovi diritti ancora troppo spesso ignorati: l’accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche di ogni genere; l’accesso davvero sicuro, gratuito e garantito all’interruzione di gravidanza; un’educazione sessuale nelle scuole per una sessualità consapevole; consultori accessibili, accoglienti e finanziati; consultori per donne della terza età. Questo è ciò che serve, non la propaganda contro le donne!!

INVITIAMO CHIUNQUE ABBIA A CUORE L’AUTODETERMINAZIONE E IL DIRITTO ALL'ABORTO A PARTECIPARE AL PRESIDIO DI SABATO 17 APRILE DALLE ORE 16,30 ALLE 18,30 DAVANTI AL COMUNE DI ALESSANDRIA. Si raccomanda la scrupolosa osservanza di tutte le misure anti – Covid mantenendo le distanze e partecipare solo con mascherina per la tutela collettiva


Aderiscono:


CGIL ALESSANDRIA
UIL ALESSANDRIA
TESSERE LE IDENTITA’
ME.DEA
A.N.P.I ALESSANDRIA
CONFERENZA DELLE DONNE DEMOCRATICHE
CONSULTA DI BIOETICA ONLUS
CASA DI QUARTIERE ALESSANDRIA
FORUM DONNE ARTICOLO UNO

"Zero morti sul lavoro": questo il titolo della campagna lanciata dalla Uil nazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di un impegno collettivo per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. "71 anni fa nasceva la nostra Organizzazione - ha detto il Segretario generale, Pierpaolo Bombardieri - e abbiamo voluto festeggiare questa ricorrenza con l'avvio di un progetto che coinvolgerà non solo il nostro Sindacato, ma molta parte della società civile. Ci saranno 'ambassador' di eccezione, del mondo dello sport e dello spettacolo, a supportare con i loro messaggi sui social questa battaglia di civiltà.

Tutta la Uil è mobilitata per iniziative sul territorio e nei luoghi di lavoro che mettano al centro dell'azione sindacale l'obiettivo di zero morti sul lavoro". 

Anche noi come UIL Alessandria abbiamo voluto aderire alla campagna, certid ell'importanza del messaggioe  convinti che questa sia la strada da seguire per scongiurare incidenti, infortuni e morti sui luogi di lavoro.

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Com'è cambiato il mondo del lavoro nell'anno della pandemia mondiale?

Il 2020 e l'avvento improvviso del Covid - 19 che ha colpito la popolazione a livello mondiale ci ha fatto capire, fin dalle prime settimane, che anche le modalità di svolgimento di molte professioni non potevano più essere le stesse adottate fino a quel momento.

La stessa postazione di lavoro con la scrivania in ufficio, magari in una stanza accanto ad altri colleghi, non era più pensabile. Per ragioni di sicurezza, necessità di limitare i contatti e rispetto delle distanze il lavoro individuale e di squadra non poteva più svolgersi in condivisione di persona. In molti sono stati catapultati nel mondo dello smart working, anche se come abbiamo ben capito, non sempre c'erano le condizioni per garantire un vero lavoro agile, con strumenti adeguati.

A un anno dall'inizio della pandemia abbiamo voluto riflettere e confrontarci con esperte e professioniste su smart, remote e home working, evidenziandone potenzialità e criticità di questo sistema.

Interverranno Adele Mapelli, partner di Kokeshi Coloured HR, esperta in leadership femminile e Smart Working, Gaia Vicenzi, psicologa, psicoterapeuta e autrice del libro L'abito non mente, Mirna Pacchetti CEO di INTRIBE S.B. S.R.L., Marinella Bonomo, Confindustria Alessandria.

Non mancheranno inoltre le testimonianze di chi ha avuto modo di sperimentare il  lavoro a distanza e a domicilio a confronto con chi per professione non ha potuto esimersi dal continuare a presentarsi sul posto di lavoro, vedi lavoratori dei servizi essenziali.

Spazio alle esperienze delle donne lavoratrici che hanno trovato lo smart working rivoluzionario e comodo o al contrario ha dovuto trovarsi a conciliare a fatica impegni di lavoro e familiari. Proveremo a capire cosa tenere di questa esperienza e cosa sarebbe meglio rivedere nell'ottica di poter migliorare questa soluzione, normandola adeguatamente nei contratti nazionali di lavoro, rendendola permanente o possibile in alcuni periodi.

L'evento, organizzato dalla UIL Pari Opportunità e Diritti di Alessandria in collaborazione con Assessorato e Consulta Pari Opportunità del Comune di Alessandria nell'ambito di Marzo Donna, si svolgerà in web conference collegandosi sulla piattaforma  CISCO WEBEX in data 11 marzo 2021 a partire dalle ore 17.

Questo il link: https://uilpoalessandria.my.webex.com/uilpoalessandria.my-it/j.php?MTID=m533ffb7f4757f9af206dc7f2b24c0f90 

Tutti possono partecipare tramite link, portando la propria esperienza.

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Convegno Nazionale Amianto: l'Intervento di Luigi Ferrando

Alcune date indicate nella relazione di Tiziana Bocchi devono essere completate dalle iniziative  prese sul territorio piemontese, segnatamente a Casale Monferrato.

La legge 257/92 che ha bandito la lavorazione dell'amianto, è stata precedute nella nostra realtà dalla delibera comunale analoga voluta dal sindaco casalese Riccardo Coppo nel 1987.

Da anni si era capito che l'amianto che veniva estratto dalla cava di Balangero e lavorato nello stabilimento Eternit di Casale, era nocivo e procurava morte certa a chi ne respirasse la fibra.

Lo si era capito dal numero di morti registrati nello stabilimento, ma anche da analisi certe che erano scaturite dal convegno di Neuss in svizzera.

A quel convegno, le cui conclusioni sancirono la letalità del prodotto, aveva partecipato il futuro amministratore delegato Stephan Smidheiny, il quale di ritorno dal dibattito anziché dare inizio ad una diversificazione del prodotto, ammoniva i propri quadri affinchè minimizzassero il pericolo e rassicurassero gli operai con l'uso di mascherine protettive.

Per il sindacato casalese iniziò un periodo di lotte difficili, ostacolate anche dalla spaccatura che si registrò nella cittadinanza.

In sostanza si manifestò l'alternativa del diavolo: o perdi il lavoro o perdi la salute.

Ci vollero anni per arrivare ad un consenso di maggioranza nella città per imporre la messa al bando della lavorazione.

Quel tardivo momento non ha sconfitto la morte per Mesotelioma Pleurico, anzi la ormai troppa diffusione del manufatto continuò a mietere vittime anche fra i cittadini che pur non essendo mai entrati in fabbrica respiravano la perniciosa fibra in città.

Anzi delle tremila morti che ancora scontiamo ogni anno una cinquantina sono il tributo che paga Casale.

Il picco previsto negli anni 2021-2025 costituirà anche per Casale, che associa quella pandemia alla attuale pandemia da covid-19, l'esigenza di fronteggiare due fenomeni pandemici contemporanei.

Ottenuta la legge 257/92

Al sindacato si prospettò da subito un'azione risarcitoria basata su tre elementi: Giustizia, Bonifica, Sanità, che rappresentano lo slogan di tutta la nostra azione.

Sul piano della giustizia offrimmo la piena collaborazione al Procuratore Raffaele Guariniello ed al suo giovane aiutante Gianfranco Colace, per allestire il capo di accusa che sfociò nel processo contro Smidheiny apertosi nel 2009.

Il processo trasformò gli indizi in responsabilità certe e 4 anni dopo si arrivò alla prima sentenza di condanna del magnate svizzero a 16 anni di detenzione ed al risarcimento delle famiglie danneggiate.

Nel frattempo l'imputato tentava di assottigliare gli accusatori offrendo 30000 euro a quanti avrebbero transato rinunciando ad essere parte civile, offrì somme consistenti anche ai comuni perché rinunciassero a costituirsi parte civile, senza risultati tangibili per la sorveglianza da noi e dal popolo casalese effettuata su ogni mossa delle giunte interessate.

Offrì anche circa 4 milioni di euro per la ricerca e per la sanità.

In appello nel duemila sedici gli fu rincarata la dose con 18 anni di condanna.

Il tutto fu purtroppo cancellato con la prescrizione sancita dalla corte d'appello nel 2018.

Sul versante della bonifica, definita la zona sito di interesse nazionale abbiamo ottenuto dal governo Renzi 64 milioni per la bonifica, ottenendo che il comune stabilisse ristori a coloro che bonificavano, Casale è oggi una delle città più deamiantizzate anche se continua pagare il tributo di 50 morti all'anno per mesotelioma pleurico, noi lo chiamiamo mal d'amianto.

Sul piano della sanita si è costituita l'UFIM ( unità funzionale interprovinciale per il mesotelioma), in collaborazione fra le strutture ospedaliere di Casale, Alessandria e l'Università di Torino, finalizzata alla ricerca ed alla cura delle malattie asbesto correlate.

Con le consigliature regionali e comunali precedenti avevamo costituito un comitato strategico comprendente anche il sindacato regionale, gli assessorati competenti regionali e comunali, per monitorare i processi di bonifica nell'intera regione con l'intento di trasferire la sensibilità del casalese a tutto il territorio piemontese, purtroppo con le nuove giunte non siamo ancora riusciti a riattivizzare il comitato.

La conferenza Nazionale Governativa tenutasi in Casale nel 2017, preceduta dall'analoga iniziativa che si tenne a Venezia nel 2012, con la partecipazione di tutte le regioni e le autonomie locali, ha dato indicazioni operative in parte ancora disattese.

Conveniamo sull'esigenza che la messa un comune dei dati afferenti le malattie asbesto correlate debba essere a carico dell'INAIL, così come conveniamo che lo stesso istituto debba sovraintendere con maggiore impegno all'attività del COR, alla sorveglianza sanitaria coordinata a livello delle regioni, al coinvolgimento nella ricerca clinica per la cura del Mesotelioma.

Ci trova d'accordo anche la richiesta dell'apertura di un tavolo di confronto con il Ministero interessato per la valutazione di tutta la materia previdenziale ivi compresa la riapertura dei termini per la presentazione delle domande per il riconoscimento dell'esposizione all'amianto ai fini previdenziali.

Non riteniamo neanche secondaria la battaglia per rendere duraturo e consistente il Fondo Vittime Amianto, grazie alle battaglie sindacali tale fondo è stato migliorato ma non reso stabile per le prossime leggi finanziarie.

Tutta questa materia fa parte della nostra piattaforma regionale che vogliamo confrontare con le altre realtà territoriali contagiate dal pernicioso prodotto.

Termino condividendo gli obbiettivi che la relazioni attribuisce a questa riunione: proseguire nella campagna di informazione per diffondere la sensibilizzazione intorno al tema che non può essere soltanto patrimonio di chi ne ha subito le conseguenze.

Soprattutto condivido la preparazione della giornata del 28 Aprile ( giornata mondiale delle vittime amianto), noi come piemontesi, in particolare casalesi ci stiamo già organizzando ma vorremmo celebrare la giornata in un contesto di regia nazionale alla quale aderiremmo con grande spirito partecipativo.

Pubblicato in Notizie: UILP

Nella disputa per la suddivisione degli investimenti derivanti dal Recovery Found, si colloca anche la richiesta del sindacato pensionati tesa ad ottenere il miglioramento delle R.S.A. nell'integrazione con la cura, il territorio, la domiciliarità.

La curva demografica si presenta inesorabile, tra qualche anno le persone con più di 65 anni saranno un terzo della popolazione italiana.

Dal punto di vista sanitario, gli anziani denunciano prevalentemente malattie croniche, degenerative, neoplastiche, cardiocircolatorie e metaboliche.

Occorre sempre più costruire un'adeguata rete di cura e assistenza sul territorio, quindi il potenziamento delle cure di prossimità con maggiori stanziamenti per i L.E.A.P. ( livelli essenziali di assistenza e prestazioni ).

L'anziano non autosufficiente ha diritto di invecchiare a casa propria perché è comunque portatore di un progetto di vita.

Ciò non vuol dire accantonare le R.S.A. perché ci sono e ci saranno sempre persone che per la gravità delle patologie o per difficoltà familiari non possono essere assistite a domicilio, ma gli anziani non affetti da gravità, ancorchè non autosufficienti, possono essere presi in carico dal sistema sociosanitario a casa loro, con un progetto personalizzato.

Per fare tutto ciò occorrono investimenti adeguati tesi a potenziare la rete territoriale di medici e infermieri dedicati, fisioterapisti di prossimità, personale che possa offrire anche a domicilio assistenza quale ad esempio: bagno assistito, pasto, fisioterapia, esercizi di palestra ecc.

Le R.S.A. nel contempo manterrebbero una adeguata componente sanitaria, tenendo conto   che accolgono sempre più soggetti con gravi patologie facili al riacutizzarsi.

Per fare un esempio che riguarda il nostro territorio, si calcola che in Piemonte ci siano almeno cinquantamila anziani che necessitano di assistenza e che non ricevono adeguato supporto sociosanitario, con costi enormi a carico delle loro famiglie.

Si tratta anche di percorrere una inversione della cultura nordeuropea dell'anziano che deve terminare la propria esistenza in un collegio-ricovero anche quando, con qualche aiuto, ne potrebbe fare a meno.

Un simile progetto sgraverebbe le R.S.A., rendendole più " attente " alle pandemie come quella che ci sta invadendo in questi momenti drammatici della vita sociale, certo richiede maggiori investimenti nella sanità, per questo il sindacato chiede anche il ricorso al MES, scioccamente ritenuto inutile da alcune forze politiche.

Nel tempo, però, ne siamo convinti, ancorchè riumanizzare l'esistenza dei nostri anziani, si tradurrebbe in sicuri risparmi perché curare la salute significa prevenzione quindi, nel lungo termine, risparmio.

Pubblicato in Notizie: UILP

Ripartire dal lavoro, questo il messaggio forte e chiaro che unitariamente CGIL, CISL e UIL lanciano al Governo nella giornata di venerdì 18 settembre. La mobilitazione nazionale farà tappa anche ad Alessandria con una manifestazione organizzata dai tre sindacati confederali Alessandria e Asti.

L'appuntamento è in Piazza Santa Maria di Castello ad Alessandria a partire dalle 9.30. La mattina sarà ricca di interventi di lavoratori, lavoratrici e pensionati del pubblico e del privato, ciascuno racconterà la situazione vissuta nel proprio settore in questo anno di emergenza Coronavirus, tra lockdown, necessità di fornire i servizi essenziali, cassintegrazione e difficoltà nella conciliazione della vita lavorativa e familiare.

Le conclusioni saranno affidate a Michelangelo Librandi, UIL FPL nazionale.

I temi che verranno affrontati ruotano intorno alla centralità della ripartenza del lavoro per la ripresa del Paese, facendo un focus sugli ammortizzatori sociali e le vertenze aperte, la riforma fiscale e la lotta all'evasione.

Di grande attualità e interesse anche il rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati, il diritto all'istruzione e ad una scuola sicura, ribadendo l'importanza di sanità pubblica e sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura. Di grande importanza anche il tema degli investimenti, le politiche industriali, la digitalizzazione, il lavoro stabile e sostenibile e la questione del Mezzogiorno.

Inoltre ci sarà modo di ribadire l'importanza di una legge per la non autosufficienza, la previdenza e l'inclusione sociale.

CGIL, CISL e UIL già luglio avevano organizzato a Roma la Notte del Lavoro e la giornata del 18 settembre è la seconda fase di questa mobilitazione.

Questo importante appuntamento verrà svolto in città nel rispetto della sicurezza di tutti i partecipanti, con il dovuto distanziamento sociale.

 

 

Pubblicato in Comunicati Stampa

Comunichiamo all'utenza che gli uffici CAF e ITAL UIL in tutte le sedi della provincia di Alessandria resteranno chiusi a partire da venerdì 7 agosto compreso fino a lunedì 24 agosto compreso. Gli uffici riprenderanno la normale attività in data martedì 25 agosto.

Si ricorda che l'accesso agli uffici CAF e ITAL è consentito previo appuntamento.

Per conoscere i recapiti delle varie sedi zonali potete consultare questo link:

https://www.uilalessandria.org/sedi-e-contatti.html

 

 

 

Pubblicato in Notizie: ITAL Patronato

Analisi a cura della UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio

4,8 miliardi di euro, al netto dell'IRPEF nazionale e delle addizionali regionali e comunali, è quanto manca nelle tasche dei dipendenti nei mesi di aprile e maggio che, a causa del Covid-19, sono stati posti in cassa integrazione (2,5 miliardi di euro netti nel mese di aprile e 2,3 miliardi di euro netti nel mese di maggio).

Alla Lombardia il primato della maggior perdita delle retribuzioni nette, pari al 25% del totale nazionale (1,2 miliardi di euro), seguita dal Veneto dove i cassaintegrati perdono oltre 608 milioni di euro netti, dall'Emilia Romagna (491 milioni di euro netti) e dal Piemonte (418 milioni di euro netti).

È quanto emerge da un'analisi condotta dalla UIL-Servizio Lavoro, Coesione e Territorio che ha elaborato i dati Inps delle ore autorizzate di integrazione salariale su cui sono state condotte le simulazioni.

Ma quanto incide questa perdita sulle singole retribuzioni mensili dei dipendenti? Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei 13° e 14°, spiega Ivana Veronese - Segretaria Confederale UIL, in due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 18% al 37%, a seconda del reddito.

A fronte di circa 1,7 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nei mesi di aprile e maggio (rispettivamente 835 milioni e 849 milioni di ore), numeri mai raggiunti in precedenza ed in così breve tempo, gli 8,4 milioni di beneficiari hanno perso, mediamente, 569 euro pro-capite nel bimestre.

Se simulassimo, invece, continua Ivana Veronese, che le ore autorizzate fossero riferite a dipendenti posti in cassa integrazione "a zero ore", equivalenti a circa 5 milioni di beneficiari, la mancata retribuzione corrisponderebbe a 966 euro netti medi pro-capite nel bimestre.

Pertanto, nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali, sottolinea Ivana Veronese, occorre tenere ben presente il tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione e la loro rivalutazione, fissati oggi per Legge a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48. Per la UIL la rivalutazione dei sussidi, incalza Ivana Veronese, dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua che, come noto, negli ultimi anni ha registrato indici pressoché pari allo zero.

Infatti, se consideriamo un dipendente a tempo pieno con una retribuzione annua netta di 17.285 euro (1.440 euro mensili) posto in cassa integrazione a zero ore per due mesi, la perdita, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di 13° e 14°, ammonterebbe a 889 euro netti (444 euro mensili). Altro caso è quello di un dipendente part-time con una retribuzione netta annua di 10.005 euro (834 euro mensili) che in due mesi in cassa integrazione perderebbe 290 euro netti (145 euro mensili).

 

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 286.352.696 92.229.570 39.466.946 418.049.212 Valle d'Aosta 5.030.046 3.912.802 1.925.254 10.868.102 Lombardia 673.622.466 332.965.175 156.713.731 1.163.301.372 Trentino A.A. 54.380.521 25.134.056 6.209 79.520.786 Veneto 379.855.699 151.868.603 76.693.581 608.417.883 Friuli V.G. 76.438.996 25.673.514 12.837.673 114.950.183 Liguria 49.830.275 27.763.896 10.913.091 88.507.262 E. Romagna 296.664.842 120.576.598 74.086.341 491.327.781 Toscana 171.757.810 91.321.309 50.137.881 313.217.000 Umbria 35.421.614 15.917.270 14.091.612 65.430.496 Marche 114.090.641 28.635.431 21.294.474 164.020.546 Lazio 148.114.872 125.671.459 81.283.636 355.069.967 Abruzzo 68.034.113 19.689.479 13.984.108 101.707.700 Molise 9.715.126 2.162.513 1.689.123 13.566.762 Campania 161.569.927 55.007.856 55.754.388 272.332.171 Puglia 118.236.707 52.848.627 39.770.078 210.855.412 Basilicata 27.831.974 5.520.817 5.065.516 38.418.307 Calabria 23.978.012 14.919.545 14.296.885 53.194.442 Sicilia 71.056.048 46.842.919 39.390.376 157.289.343 Sardegna 27.317.739 22.061.393 16.398.855 65.777.987 ITALIA 2.799.300.120 1.260.722.832 725.799.758 4.785.822.710 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" AD APRILE 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 205.579.403 12.568.295 851.122 218.998.820 Valle d'Aosta 3.096.084 1.067.817 831.970 4.995.871 Lombardia 516.737.191 63.881.412 8.901.427 589.520.030 Trentino A.A. 41.461.390 296.339 0 41.757.729 Veneto 300.762.288 27.062.385 30.083.149 357.907.822 Friuli V.G. 55.404.620 3.552.750 975.220 59.932.590 Liguria 36.135.971 8.471.455 2.189.058 46.796.484 E. Romagna 230.616.115 18.962.033 3.733.403 253.311.551 Toscana 128.473.818 18.025.778 9.013.610 155.513.206 Umbria 29.053.785 5.328.517 3.662.350 38.044.652 Marche 92.422.545 6.963.372 9.121.627 108.507.544 Lazio 108.962.282 12.354.543 19.567.796 140.884.621 Abruzzo 43.337.047 3.879.484 806.388 48.022.919 Molise 5.343.496 475.843 283.935 6.103.274 Campania 118.637.883 6.607.974 19.205.625 144.451.482 Puglia 99.987.685 10.405.192 5.229.633 115.622.510 Basilicata 12.839.998 902.088 1.253.921 14.996.007 Calabria 20.062.536 3.569.517 3.641.712 27.273.765 Sicilia 58.952.880 14.834.703 2.281.029 76.068.612 Sardegna 22.065.899 3.975.829 688.503 26.730.231 ITALIA 2.129.932.916 223.185.326 122.321.478 2.475.439.720 

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" A MAGGIO 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 80.773.293 79.661.275 38.615.824 199.050.392 Valle d'Aosta 1.933.962 2.844.985 1.093.284 5.872.231 Lombardia 156.885.275 269.083.763 147.812.304 573.781.342 Trentino A.A. 12.919.131 24.837.717 6.209 37.763.057 Veneto 79.093.411 124.806.218 46.610.432 250.510.061 Friuli V.G. 21.034.376 22.120.764 11.862.453 55.017.593 Liguria 13.694.304 19.292.441 8.724.033 41.710.778 E. Romagna 66.048.727 101.614.565 70.352.938 238.016.230 Toscana 43.283.992 73.295.531 41.124.271 157.703.794 Umbria 6.367.829 10.588.753 10.429.262 27.385.844 Marche 21.668.096 21.672.059 12.172.847 55.513.002 Lazio 39.152.590 113.316.916 61.715.840 214.185.346 Abruzzo 24.697.066 15.809.995 13.177.720 53.684.781 Molise 4.371.630 1.686.670 1.405.188 7.463.488 Campania 42.932.044 48.399.882 36.548.763 127.880.689 Puglia 18.249.022 42.443.435 34.540.445 95.232.902 Basilicata 14.991.976 4.618.729 3.811.595 23.422.300 Calabria 3.915.476 11.350.028 10.655.173 25.920.677 Sicilia 12.103.168 32.008.216 37.109.347 81.220.731 Sardegna 5.251.840 18.085.564 15.710.352 39.047.756 ITALIA 669.367.204 1.037.537.506 603.478.280 2.310.382.990 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020

REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 94.504.081 35.310.376 15.109.886 144.924.343 Valle d'Aosta 1.660.039 1.498.047 737.109 3.895.195 Lombardia 222.314.228 127.477.385 59.997.907 409.789.520 Trentino A.A. 17.947.085 9.622.543 2.377 27.572.005 Veneto 125.363.194 58.143.584 29.363.052 212.869.830 Friuli V.G. 25.226.933 9.829.186 4.914.916 39.971.035 Liguria 16.445.337 10.629.655 4.178.135 31.253.127 E. Romagna 97.907.750 46.163.211 28.363.965 172.434.926 Toscana 56.684.803 34.962.838 19.195.518 110.843.159 Umbria 11.690.163 6.094.085 5.395.077 23.179.325 Marche 37.653.205 10.963.269 8.152.870 56.769.344 Lazio 48.881.943 48.113.542 31.119.984 128.115.469 Abruzzo 22.452.965 7.538.219 5.353.821 35.345.005 Molise 3.206.217 827.931 646.688 4.680.836 Campania 53.322.473 21.059.897 21.346.140 95.728.510 Puglia 39.021.618 20.233.371 15.226.091 74.481.080 Basilicata 9.185.143 2.113.667 1.939.368 13.238.178 Calabria 7.913.450 5.712.047 5.473.665 19.099.162 Sicilia 23.450.577 17.934.248 15.080.621 56.465.446 Sardegna 9.015.641 8.446.306 6.278.299 23.740.246 ITALIA 923.846.845 482.673.407 277.875.489 1.684.395.741 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

 

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" AD APRILE 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 67.847.988 4.812.185 325.880 72.986.053 Valle d'Aosta 1.021.810 408.849 318.547 1.749.206 Lombardia 170.540.327 24.459.099 3.408.204 198.407.630 Trentino A.A. 13.683.627 113.463 0 13.797.090 Veneto 99.261.481 10.361.724 11.518.323 121.141.528 Friuli V.G. 18.285.353 1.360.287 373.395 20.019.035 Liguria 11.926.063 3.243.575 838.153 16.007.791 E. Romagna 76.110.929 7.260.238 1.429.456 84.800.623 Toscana 42.400.600 6.901.762 3.451.157 52.753.519 Umbria 9.588.708 2.040.198 1.402.251 13.031.157 Marche 30.502.490 2.666.156 3.492.515 36.661.161 Lazio 35.961.149 4.730.343 7.492.174 48.183.666 Abruzzo 14.302.656 1.485.388 308.752 16.096.796 Molise 1.763.530 182.192 108.714 2.054.436 Campania 39.154.417 2.530.080 7.353.505 49.038.002 Puglia 32.999.236 3.983.970 2.002.337 38.985.543 Basilicata 4.237.623 345.394 480.105 5.063.122 Calabria 6.621.299 1.366.707 1.394.349 9.382.355 Sicilia 19.456.396 5.679.954 873.367 26.009.717 Sardegna 7.282.475 1.522.277 263.616 9.068.368 ITALIA 702.948.157 85.453.841 46.834.800 835.236.798 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" A MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 26.656.093 30.498.191 14.784.006 71.938.290 Valle d'Aosta 638.229 1.089.198 418.562 2.145.989 Lombardia 51.773.901 103.018.286 56.589.703 211.381.890 Trentino A.A. 4.263.458 9.509.080 2.377 13.774.915 Veneto 26.101.713 47.781.860 17.844.729 91.728.302 Friuli V.G. 6.941.580 8.468.899 4.541.521 19.952.000 Liguria 4.519.274 7.386.080 3.339.982 15.245.336 E. Romagna 21.796.821 38.902.973 26.934.509 87.634.303 Toscana 14.284.203 28.061.076 15.744.361 58.089.640 Umbria 2.101.455 4.053.887 3.992.826 10.148.168 Marche 7.150.715 8.297.113 4.660.355 20.108.183 Lazio 12.920.794 43.383.199 23.627.810 79.931.803 Abruzzo 8.150.309 6.052.831 5.045.069 19.248.209 Molise 1.442.687 645.739 537.974 2.626.400 Campania 14.168.056 18.529.817 13.992.635 46.690.508 Puglia 6.022.382 16.249.401 13.223.754 35.495.537 Basilicata 4.947.520 1.768.273 1.459.263 8.175.056 Calabria 1.292.151 4.345.340 4.079.316 9.716.807 Sicilia 3.994.181 12.254.294 14.207.254 30.455.729 Sardegna 1.733.166 6.924.029 6.014.683 14.671.878 ITALIA 220.898.688 397.219.566 231.040.689 849.158.943 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 277.954 103.854 44.441 426.249 Valle d'Aosta 4.883 4.406 2.168 11.457 Lombardia 653.865 374.934 176.465 1.205.263 Trentino A.A. 52.786 28.302 7 81.094 Veneto 368.715 171.011 86.362 626.088 Friuli V.G. 74.197 28.910 14.456 117.562 Liguria 48.369 31.264 12.289 91.921 E. Romagna 287.964 135.774 83.424 507.162 Toscana 166.720 102.832 56.458 326.010 Umbria 34.383 17.924 15.868 68.175 Marche 110.745 32.245 23.979 166.969 Lazio 143.771 141.511 91.530 376.811 Abruzzo 66.038 22.172 15.747 103.956 Molise 9.430 2.435 1.902 13.767 Campania 156.831 61.941 62.783 281.555 Puglia 114.770 59.510 44.783 219.062 Basilicata 27.015 6.217 5.704 38.936 Calabria 23.275 16.800 16.099 56.174 Sicilia 68.972 52.748 44.355 166.074 Sardegna 26.517 24.843 18.466 69.825 ITALIA 2.717.196 1.419.629 817.281 4.954.106 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" AD APRILE 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 399.106 28.307 1.917 429.330 Valle d'Aosta 6.011 2.405 1.874 10.289 Lombardia 1.003.178 143.877 20.048 1167.104 Trentino A.A. 80.492 667 0 81.159 Veneto 583.891 60.951 67.755 712.597 Friuli V.G. 107.561 8.002 2.196 117.759 Liguria 70.153 19.080 4.930 94.163 E. Romagna 447.711 42.707 8.409 498.827 Toscana 249.415 40.599 20.301 310.315 Umbria 56.404 12.001 8.249 76.654 Marche 179.426 15.683 20.544 215.654 Lazio 211.536 27.826 44.072 283.433 Abruzzo 84.133 8.738 1.816 94.687 Molise 10.374 1.072 639 12.085 Campania 230.320 14.883 43.256 288.459 Puglia 194.113 23.435 11.778 229.327 Basilicata 24.927 2.032 2.824 29.783 Calabria 38.949 8.039 8.202 55.190 Sicilia 114.449 33.411 5.137 152.998 Sardegna 42.838 8.955 1.551 53.343 ITALIA 4.134.989 502.670 275.499 4.913.158 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" A MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 156.801 179.401 86.965 423.166 Valle d'Aosta 3.754 6.407 2.462 12.623 Lombardia 304.552 605.990 332.881 1.243.423 Trentino A.A. 25.079 55.936 14 81.029 Veneto 153.539 281.070 104.969 539.578 Friuli V.G. 40.833 49.817 26.715 117.365 Liguria 26.584 43.448 19.647 89.678 E. Romagna 128.217 228.841 158.438 515.496 Toscana 84.025 165.065 92.614 341.704 Umbria 12.362 23.846 23.487 59.695 Marche 42.063 48.807 27.414 118.283 Lazio 76.005 255.195 138.987 470.187 Abruzzo 47.943 35.605 29.677 113.225 Molise 8.486 3.798 3.165 15.449 Campania 83.342 108.999 82.310 274.650 Puglia 35.426 95.585 77.787 208.797 Basilicata 29.103 10.402 8.584 48.089 Calabria 7.601 25.561 23.996 57.158 Sicilia 23.495 72.084 83.572 179.151 Sardegna 10.195 40.730 35.380 86.305 ITALIA 1.299.404 2.336.586 1.359.063 4.995.053 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

NUMERO BENEFICIARI POTENZIALI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19" AD APRILE E MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria FIS Deroga Totale Piemonte 547.513 186.594 154.328 888.435 Valle d'Aosta 5.646 6.675 3.524 15.845 Lombardia 946661 669.511 247.268 1.863.440 Trentino A.A. 86.483 20.567 0 107.050 Veneto 545.991 263.104 126.896 935.991 Friuli Venezia Giulia 143.312 60.813 25.977 230.102 Liguria 70.836 61.605 60.801 193.242 Emilia Romagna 455.900 282.968 133.970 872.838 Toscana 253.806 181.464 106.481 541.751 Umbria 57.490 34.881 23.274 115.645 Marche 142.067 53.073 37.540 232.680 Lazio 214091 330.847 167.039 711.977 Abruzzo 118.982 44.085 29.104 192.171 Molise 18.164 5.175 5.018 28.357 Campania 250416 155.248 136.992 542.656 Puglia 150.098 112.800 83.713 346.611 Basilicata 40.597 10.716 11.822 63.135 Calabria 33.530 36.795 35.054 105.379 Sicilia 93.741 113.827 87.817 295.385 Sardegna 40.290 53.093 34.076 127.459 ITALIA 4.215.614 2.683.841 1.510.694 8.410.149 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

SIMULAZIONI UIL SULLA PERDITA NETTA DELLA RETRIBUZIONE DI UN DIPENDENTE IN CASSA INTEGRAZIONE IN BASE AL REDDITO

Caso 1) Dipendente tempo pieno con reddito mensile lordo inferiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 21.700 1.808 20.361 1.697 Retribuzione netta 17.285 1.440 16.396 1.366 Differenza sul reddito netto -889 -74 Perdita netta per ogni mese di CIG -444 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

Caso 2) Dipendente part-time con reddito mensile lordo inferiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 11.000 917 10.601 883 Retribuzione netta 10.005 834 9.715 810 Differenza sul reddito netto -290 -24 Perdita netta per ogni mese di CIG -145 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

Caso 3) Dipendente tempo pieno con reddito mensile lordo superiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 31.490 2.624 29.078 2.423 Retribuzione netta 23.454 1.955 22.092 1.841 Differenza sul reddito netto -1.362 -114 Perdita netta per ogni mese di CIG -681 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

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Le strutture private di ricovero e ambulatoriali già oggi operano nel sistema sanitario piemontese, integrando l'operato di quelle pubbliche.
Gli organi di stampa riportano le dichiarazioni dell'Assessore regionale Icardi che vorrebbe consentire alle cliniche private la possibilità di dotarsi di Pronto Soccorso.
Icardi utilizza il termine ipocrisia per rafforzare il ruolo del privato nella sanità pubblica: non comprendiamo quale sia l'ipocrisia alla quale fa riferimento l'Assessore alla Sanità, ma vorremmo capire come sia possibile denunciare da un lato una passività di bilancio di circa 200 milioni di euro e, dall'altro, sostenere un ingente investimento economico da destinare alla sanità privata.
Inoltre le complessità che si presentano nei pronto soccorso dei nostri ospedali prevedono competenze multidisciplinari che non si possono limitare ad alcune specialità, data anche la componente demografica della nostra popolazione.

La frattura del femore di una persona anziana non è paragonabile alla gamba rotta di un ragazzo, perché quasi certamente nel primo caso sono presenti altre patologie che possono dare vita a complicanze che richiedono l'intervento di altri specialisti quali diabetologo, cardiologo, ecc.
Non vorremmo assistere a frequenti trasferimenti di pazienti da strutture private a strutture pubbliche, a causa di complicazioni alle quali ad oggi solo il presidio pubblico garantisce una risposta universalistica.

Nell'anno 2018 la sanità piemontese passava dal commissariamento (piano di rientro) al primo posto nella griglia Lea in Italia per la qualità delle prestazioni sanitarie, un traguardo raggiunto grazie all'impegno di tutti i dipendenti del servizio sanitario.
A questo impegno degli operatori sanitari non è però corrisposta una adeguata azione politica: l'attuazione della rete ospedaliera necessitava di un'immediata riorganizzazione
della rete territoriale per dare risposte efficaci ai cittadini ed evitare il sovraffollamento nei Pronto soccorso e l'aumento della mobilità passiva, tema ribadito durante l'incontro sindacale di Cgil, Cisl, Uil con l'Assessore Icardi.

La Sanità piemontese ha bisogno di una adeguata programmazione sanitaria che valorizzi il ruolo del pubblico e mantenga all'interno dello stesso la gestione delle attività di core business.
L'utilizzo del privato deve mantenere le caratteristiche di integrazione ai servizi pubblici e non può diventare sostitutiva degli stessi, perché il bene più prezioso di ogni persona, la salute, non può e non deve sottostare a regole di mercato.
Durante l'incontro del 12 Dicembre scorso, l'Assessore Icardi si è impegnato a costruire un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali confederali sui temi della sanità: auspichiamo che alle dichiarazioni di principio corrisponda una concreta disponibilità al confronto che non può avvenire attraverso le dichiarazioni agli organi di stampa.

 

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