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Anche quest'anno dal 1 gennaio fino al 31 marzo 2016 tutti gli interessati possono fare richiesta per ottenere la disoccupazione agricola.

Che cos'è?


E' un'indennità che tutela gli operai agricoli che sono stati licenziati.

A chi spetta? Ecco i requisiti:

- Anzianità assicurativa che può essere perfezionata o mediante l'iscrizione negli elenchi anagrafici per almeno due anni consecutivi oppure un contributo settimanale versato prima del biennio precedente l'anno nel quale viene richiesta l'indennità coperto da contribuzione per la disoccupazione;


- Iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli nell'anno solare per il quale viene richiesta l'indennità;


- Almeno 102 contributi giornalieri nel biennio precedente la domanda(Vengono valutati anche i periodi di lavoro svolti in settori non agricoli a condizione che vi sia la prevalenza nell'anno o nel biennio di lavoro nel settore agricolo).

Quanto spetta:


Il trattamento è pari al 40% della retribuzione. Viene corrisposta per il numero delle giornate iscritte negli elenchi anagrafici e comunque per un numero massimo a 365 meno il numero delle giornate lavorate o comunque già indennizzate.

Quando va presentata la domanda: entro il 31 marzo 2016

Basta recarsi in una della sedi UIL della provincia di Alessandria (AL, Acqui Terme, Casale M.to, Novi Ligure, Ovada, Tortona e Valenza) per fare domanda.

Le sedi UIL di Novi Ligure e Acqui Terme rimarranno aperte anche il sabato mattina dal 2 gennaio fino a sabato 26 marzo 2016, con orario 9 - 12, per facilitare i lavoratori. Un rappresentante della UILA sarà a disposizione per raccogliere le domande della disoccupazione agricola anno 2015.

Inoltre per chi compila alla UIL la disoccupazione agricola, il 730 sarà gratuito.

La UILA resta a disposizione su appuntamento sempre, in tutte le sedi del territorio, ai seguenti numeri:

Tiziano Crocco 339 5043850

Giovanni 328 8458665

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Dichiarazione del segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza

"Il presidente Usa Barack Obama e il premier Matteo Renzi hanno ripetuto, più volte, durante il G20, lo slogan coniato dalla Uil: "si cresce mettendo soldi nelle tasche dei lavoratori e sostenendo, in questo modo, la domanda". Sono più di sei anni che gli Stati Uniti applicano con successo questa ricetta. Noi abbiamo cominciato con Renzi, ma proseguiamo a singhiozzo."
Così Stefano Mantegazza, segretario generale Uila Uil, sulle dichiarazioni rilasciate ad Antalya dal premier Usa e dal nostro presidente del Consiglio.

"Ci vuole più coerenza e più coraggio" prosegue Mantegazza "ad esempio nella Legge di Stabilità prevedendo le risorse per i pensionati, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e verso il sistema delle imprese che devono stanziare risorse adeguate per i rinnovi dei contratti."

"Nel settore alimentare, poi, non ci sono più scuse. Basta leggere le dichiarazioni diffuse in queste ore dal ministro Martina che, relativamente ai dati Istat, evidenzia un export che cresce dell'8% rispetto allo scorso anno e sottolinea i provvedimenti contenuti nella Legge di Stabilità a sostegno delle aziende e per la loro internazionalizzazione: l'agroalimentare supera i dati più generali e quindi le attese dei lavoratori non possono andare deluse."

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Nei giorni 9 e 10 novembre è proseguito, in sede tecnica, il confronto con Federalimentare per il rinnovo del Contratto Nazionale del settore Industria Alimentare. Gli argomenti affrontati hanno riguardato le relazioni industriali, il telelavoro e il lavoro agile, il part time e la certificazione etica delle aziende. La Delegazione Sindacale, pur apprezzando l'impegno della Controparte nel continuare il confronto, ha constatato che nel merito le proposte che sono state avanzate sono molto distanti dalle richieste.

Inoltre, sono prive di qualsiasi fondamento le notizie, circolate sugli organi di stampa in questi giorni, di un confronto sul salario che avrebbe avuto una evoluzione positiva. Purtroppo, Federalimentare continua ad insistere sulla posizione di 7 euro di aumento, su una flessibilità orario annua che porterebbe i dipendenti a lavorare, in determinati periodi, fino a 72 ore settimanali, sulla cancellazione degli scatti di anzianità ed altre voci salariali che sono stati già acquisiti negli anni.

Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil confermano l'informativa in corso che si sta dando a tutti i lavoratori, attraverso gli Attivi Unitari Regionali delle RSU e le migliaia di assemblee che si stanno svolgendo in tutti i siti produttivi. Da tutte queste iniziative emerge una forte volontà di contrastare il tentativo di cancellare le positive esperienze di contrattazione del settore costruite negli anni e in grado di cogliere le migliori condizioni di lavoro per i lavoratori, oltre alle esigenze delle imprese di aumentare la produttività degli impianti e far fronte, nel miglior modo possibile, alla crisi degli ultimi anni.

Il confronto con Federalimentare continuerà, sempre in sede tecnica, nelle giornate del 19 e 20 novembre, con l'auspicio che la Controparte assuma un atteggiamento più positivo al Tavolo di trattativa al fine di trovare soluzioni favorevoli per le imprese e per i lavoratori e per cogliere, quindi, i primi segnali positivi di ripresa dei consumi e della crescita del nostro Paese.

Roma, 11 novembre 2015

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Il segretario generale Stefano Mantegazza apre assemblea unitaria Fai-Flai-Uila

"Se è vero che Expo è stato un gran successo e se, come sostengono gli esperti, ha accelerato di 15 anni il business delle aziende coinvolte, allora appare ancor più inaccettabile la strategia negoziale finora messa in campo da Federalimentare che tende a rappresentare l'agroalimentare italiano come un settore in crisi e senza prospettive, respingendo le aspettative dei lavoratori per un rinnovo contrattuale innovativo nelle norme proposte ed equo nelle richieste salariali".

Così il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza ha aperto a Roma, davanti a 600 delegati, i lavori degli attivi unitari di Fai-Flai-Uila, conclusi dall'intervento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, convocati per discutere lo stato delle trattative per il rinnovo del Ccnl industria alimentare e decidere le azioni future da intraprendere a livello territoriale.

"La posizione di Federalimentare è ancor più inaccettabile se si considera che da un lato contraddice i numeri sulla crescita di export e fatturato dell'industria alimentare pubblicati sul sito web della stessa organizzazione e, dall'altro, non tiene conto né dei dati economici che segnalano una ripresa in atto né dei risparmi fiscali e contributivi per oltre 8 miliardi € di cui il sistema complessivo delle imprese sta beneficiando" ha proseguito Mantegazza secondo cui è dunque "scandalosa" la contro-proposta di Federalimentare di un incremento retributivo di 7 euro sul triennio, contro i 150 richiesti da Fai-Flai-Uila. A questo proposito il segretario ha precisato "noi non abbiamo vincoli tranne il buon senso e la ragione. Entrambi ci dicono che in un paese dove l'inflazione tende a zero e dove, al contrario, crescono Pil e ricchezza, è anche a questa crescita che occorre agganciare, le nostre richieste salariali".

"Con l'assemblea di oggi avviamo un percorso affinché in tutti i luoghi di lavoro arrivi alle aziende un segnale forte e chiaro: le lavoratrici e i lavoratori vogliono rinnovare il contratto, ma non un contratto qualsiasi, bensì quello che Fai-Flai-Uila hanno definito in una piattaforma che guarda al futuro e che propone nuovi modelli e scelte strategiche" ha concluso.

 

CCNL ALIMENTARE: Inaccettabile la posizione negoziale di Federalimentare

Fai-Flai-Uila avviano assemblee in tutti i luoghi di lavoro per rinnovare il contratto

Fai-Flai-Uila giudicano inaccettabile la posizione negoziale assunta da Federalimentare nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che interessa circa 400.000 lavoratori e che scadrà alla fine del mese di novembre. Una posizione di totale chiusura verso le richieste sindacali che sembra voler riportare indietro il settore di molti anni e che risulta tanto più inaccettabile se rapportata allo stato di buona salute del settore.

Per fare il punto sullo stato della trattativa e decidere le iniziative da assumere, in particolare a livello territoriale, Fai-Flai-Uila hanno convocato oggi a Roma 600 delegati, tra componenti delle delegazioni trattanti, dirigenti e Rsu provenienti da tutta Italia. Al tavolo della presidenza dell'attivo unitario, il commissario nazionale Fai Cisl Luigi Sbarra che ha presieduto i lavori, il segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi, il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza che ha svolto la relazione introduttiva e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che ha concluso i lavori dopo un ampio e partecipato dibattito.

Il grande successo di Expo, i dati economici che parlano di una ripresa in atto nel paese e quelli, ancor più positivi, sulla crescita di fatturato ed export del settore alimentare negli ultimi dieci anni, i risparmi fiscali e contributivi per oltre 8 miliardi € di cui il sistema complessivo delle imprese sta beneficiando, contraddicono e smentiscono la posizione espressa da Federalimentare al tavolo negoziale che tende invece a rappresentare un quadro di grande difficoltà in cui vivrebbero le aziende.

Per questo Fai, Flai e Uila respingono con forza la contro-proposta di Federalimentare di un incremento retributivo di 7 euro sul triennio, contro i 150 richiesti nella piattaforma per i quattro anni di durata contrattuale proposta. Una richiesta basata su un ragionamento di semplice buon senso: in un paese dove l'inflazione tende a zero e dove, al contrario, cresce il Pil e con esso la ricchezza, è anche a questa crescita che occorre agganciare le richieste di incremento salariale. Ancor più inaccettabile l'idea avanzata dalla parte datoriale di abolire tutte le flessibilità contrattuali, destrutturando  l'attuale sistema e introducendo un orario settimanale con la possibilità di picchi fino a 72 ore.

Con l'assemblea di oggi, Fai, Flai e Uila intendono avviare un percorso unitario affinché dai luoghi di lavoro di tutta Italia arrivi alle aziende un segnale forte e chiaro sulla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di rinnovare il contratto, ma non un rinnovo qualsiasi, bensì quello che Fai-Flai-Uila hanno definito in una piattaforma innovativa che guarda al futuro e che propone nuovi modelli e scelte strategiche.

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Dichiarazione del segretario generale Uila-Uil Stefano Mantegazza

"Non ci stanchiamo di insistere affinché Governo e Parlamento scelgano la strada della decretazione di urgenza soprattutto per rendere efficaci quelle norme che consentiranno alla Rete del lavoro agricolo di qualità di funzionare sul serio. Un provvedimento che deve anche prevedere una premialità per le aziende che sceglieranno di assumere i lavoratori agricoli attraverso la Rete e introdurre un marchio etico, a testimonianza del lavoro regolare che c'è dietro alle produzioni di queste imprese".

Così Stefano Mantegazza, segretario generale Uila-Uil, commenta le dichiarazioni del Ministro Maurizio Martina rese alla Camera davanti alle commissioni riunite Lavoro e Agricoltura nell'ambito della discussione per il contrasto al lavoro irregolare e al caporalato.

"All'interno del decreto, poi, aggiunge il segretario, potrebbero trovare spazio anche le norme previste dal Governo per l'inasprimento delle pene verso i caporali e l'estensione della responsabilità alle aziende che si rendono complici del reato di caporalato".

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Dichiarazione del segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza

"La morte di chi sotto il sole è pagato due euro l'ora vale per questo governo meno delle due ore di attesa a cui sono stati costretti i turisti in visita al Colosseo. E' triste ma è così."

Stefano Mantegazza commenta così il decreto lampo approvato dal premier Matteo Renzi, dopo l'assemblea sindacale, regolarmente annunciata, che al Colosseo ha lasciato fuori i turisti, ritardandone l'apertura.

"Renzi trova più urgente varare un decreto che limita le libertà sindacali piuttosto che approvare quello che estende il reato di intermediazione illecita di manodopera a chi si mette in combutta con i caporali" aggiunge il segretario ricordando che, ad oggi, il piano di azione della Cabina di Regia contro il caporalato è ancora in stallo e che non sono ancora stati presentati, in commissione giustizia della camera, gli emendamenti annunciati dai Ministri Martina e Orlando.

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Conferenza stampa Uila a Bari con Mantegazza e Buongiorno

"Apprezziamo molto l'appello rivolto dal presidente della Repubblica ad agire con decisione nella lotta al lavoro nero e al caporalato perché è proprio quello che da molto tempo il sindacato chiede.
Ci auguriamo che, finalmente, qualcosa stia cambiando e che il governo intenda veramente cambiare marcia. Aspettiamo però, dopo le parole, di vedere i fatti."

Così Stefano Mantegazza, segretario generale Uila-Uil nel suo intervento alla conferenza stampa "Caporalato e lavoro nero, una guerra che si può vincere insieme. Le proposte della Uila" organizzata dalla Uila regionale alla Fiera del Levante, a Bari.

"Al governo chiediamo di intervenire, così come ventilato dal presidente del Consiglio, con urgenza e quindi con un decreto legge per introdurre quelle misure, già annunciate congiuntamente dai ministri dell'agricoltura e della giustizia qualche settimana fa, che inaspriscano le pene contro chi si rende colpevole o complice di intermediazione illecita della manodopera; ma soprattutto" ha aggiunto Mantegazza "gli chiediamo di introdurre sempre con lo stesso decreto legge le norme specifiche del collegato agricolo, già approvate dal Senato, necessarie a rendere la Rete del lavoro agricolo di qualità, proposta da Fai-Flai-Uila e istituita dal Governo con il decreto Campolibero, uno strumento realmente efficace per contrastare il fenomeno del lavoro nero."

"A entrambi chiediamo di definire ulteriori misure, peraltro già contenute in una proposta di legge recentemente presentata alla Camera, per introdurre un sistema di certificazione etica del lavoro e premiare le aziende virtuose che la ottengono. La riduzione dell'Irap e dell'Imu agricole sono senz'altro una misura positiva per tutto il comparto che, andrà però a beneficio di tutte le aziende, sia quelle oneste, sia quelle che violano i contratti e leggi sul lavoro. Bisogna, a nostro avviso, fare di più e destinare delle risorse per premiare le aziende virtuose. In particolare noi pensiamo a una decontribuzione di un euro a giornata per ogni bracciante assunto dalle aziende attraverso la rete."

"Proprio qui in Puglia, principale regione agricola italiana (come emerge dai dati che abbiamo pubblicato di recente) e, purtroppo, divenuta quasi un simbolo internazionale della tragica realtà del lavoro nero che, invece, interessa tutto il paese" ha concluso il segretario "proprio qui occorre rilanciare con forza la nostra proposta: per sconfiggere il lavoro nero serve da un lato individuare e punire le aziende che si accordano con i caporali per trovare manodopera a buon mercato ma, dall'altro, serve premiare le aziende virtuose che si iscrivono alla Rete e assumono attraverso di essa la forza lavoro di cui hanno bisogno, applicando regolarmente i contratti e rispettando i diritti del lavoro."

Alla Regione e Puglia, la più colpita dal caporalato, e al mondo delle imprese  si è rivolto il segretario regionale della Uila, Pietro Buongiorno, sottolineando la necessità di avviare al più presto il tavolo tecnico di concertazione con gli assessori regionali al Lavoro e all'Agricoltura.

"Ci sono" ha dichiarato Buongiorno "sistemi efficaci per combattere i due nodi in mano al caporalato, trasporto e intermediazione illecita di manodopera: garantire una rete pubblica di trasporto e affidare alla rete informatica dell'Inps, che ha i dati di lavoratori e imprese e le strutture sul territorio, l'incrocio della domanda e dell'offerta di lavoro". "Queste sono le nostre proposte e per  tutelare i lavoratori vogliamo collaborare con le imprese sane che sono tante. Non si può fare di tutta un'erba un fascio, così si uccide il sistema produttivo agricolo pugliese", ha concluso Pietro Buongiorno.

Bari, 17 settembre 2015                 

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Dichiarazione del segretario nazionale Uila-Uil Giorgio Carra

"L'aumento dell'occupazione in agricoltura, in particolare al Sud, è un dato positivo  perché l'incremento di lavoro regolare è sicuramente l'arma migliore contro il fenomeno del caporalato ed è anche il segno evidente che ci sono molte aziende virtuose che preferiscono assumere manodopera regolare anziché ricorrere al lavoro nero". È quanto afferma Giorgio Carra riferendosi ai dati Istat, relativi al secondo trimestre 2015, in cui si segnala una crescita del 5% degli occupati nelle campagne, dato che arriva all'11% nel Mezzogiorno.

"Tuttavia occorre rilevare due aspetti: primo, lo sfruttamento della manodopera esiste al Sud come al Nord; secondo, dietro ai caporali ci sono sempre delle aziende che "avallano" un sistema illecito. Inoltre, si possono mettere in atto meccanismi elusivi dei controlli anche dichiarando meno giornate di quelle effettivamente lavorate dai braccianti. È vero che gli stranieri in agricoltura sono 320mila, un terzo del totale di braccianti (909mila) regolari nelle campagne ma, come è emerso dall'analisi dei dati Inps relativi al 2014 elaborati dalla Uila, il 41% di essi lavora e viene dichiarato per meno di 30 giornate. Lo stesso vale per il 20% di braccianti italiani. È qui, tra le aziende che dichiarano meno di 30 giornate lavorate per bracciante, che andrebbero intensificati i controlli perché è qui che si nasconde il lavoro nero".

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Dichiarazione del segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza

Aperte, questa mattina a Roma le trattative per il rinnovo del Ccnl industria alimentare, in scadenza a novembre, che interessa circa 400 mila lavoratori e oltre 54.000 aziende.  Al segretario generale Uila, Stefano Mantegazza, il compito di presentare a nome di Fai-Flai-Uila la piattaforma, approvata nello scorso mese di maggio da oltre 1.200 delegate e delegati sindacali. A conclusione dell'incontro sono stati fissati i prossimi incontri: 1, 6 e 7 ottobre.

"Rinnovare questo contratto è un impegno importante che assumiamo con spirito di responsabilità e buon senso" ha detto Mantegazza "forti di un sistema di relazioni sindacali, costruito nel tempo, che ha sempre consentito di individuare equilibri e soluzioni avanzate, anche nel difficile contesto economico che ha caratterizzato gli anni più recenti".

"La piattaforma di Fai-Flai-Uila" ha proseguito Mantegazza "parte proprio da questa consapevolezza e guarda al futuro, proponendo nuovi fronti negoziali e nuove scelte strategiche; è fortemente inclusiva quando chiede eguali e maggiori diritti, tutele e formazione per chi lavora nella stessa azienda o quando propone di rivedere le norme sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, adeguandole alle nuove leggi intervenute".

"Noi vogliamo un contratto che valga per tutti" ha proseguito Mantegazza "per questo chiediamo la garanzia della continuità occupazionale, in caso di cambio appalto; ci preoccupiamo che nessuno resti indietro, anche quando il lavoro è precario e per questo vogliamo ridefinire la disciplina del tempo determinato; proponiamo un contratto nazionale che duri quattro anni affinché la contrattazione di secondo livello possa svolgere a pieno la sua efficacia".

"Sul fronte del welfare" ha concluso il segretario "chiediamo che il sistema della bilateralità del settore si arricchisca di una nuova opportunità: un fondo mutualistico a carico delle imprese che integri la NASPI per chi viene licenziato a due anni dalla pensione".

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Dichiarazione del segretario nazionale della Uila-Uil, Guido Majrone

Con l'illustrazione delle richieste sindacali di Fai-Flai-Uila, contenute nella piattaforma unitaria inviata alle controparti nello scorso mese di maggio, si sono aperte oggi le trattative per il rinnovo del Ccnl del settore panificazione e affini che interessa 80.000 addetti e circa 40.000 aziende.

Ne da' notizia il segretario nazionale della Uila-Uil Guido Majrone che sottolinea il positivo clima nel quale si è aperto il confronto sindacale  e che ha già consentito di definire il percorso negoziale che si articolerà in due incontri tecnici, il 12 e 22 ottobre, e in una riunione plenaria fissata per il 4 novembre.

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