Il comparto siderurgico rappresenta un asset strategico per l’Italia.
Alla luce della sentenza del Tribunale di Milano e della successiva conferma della Corte d’Appello che hanno disposto la sospensione e lo spegnimento dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, con conseguente rischio per la continuità produttiva di tutti gli impianti e le rilevanti ripercussioni occupazionali e sociali, la Regione Piemonte e la Regione Liguria hanno condiviso la necessità di convocare un tavolo congiunto di confronto con gli Enti Locali, le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti regionali di Confindustria
La sospensione ha infatti determinato un maggiore ricorso agli ammortizzatori sociali, con l’ampliamento della platea di lavoratori coinvolti in cassa integrazione straordinaria (CIGS):
la richiesta è passata da 4.450 a 8.622 unità sul territorio nazionale: per gli impianti piemontesi è previsto il fermo a Novi Ligure di 515 lavoratori su 542 e a Racconigi di 70 su 72 lavoratori. Numeri a cui si aggiunge l’impatto sul 30% dei 55 lavoratori della Sanac di Gattinara e su tutto l’indotto. In Liguria la richiesta riguarda 870 dei 917 dipendenti dello stabilimento genovese di Cornigliano e tutti i 193 lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria, a cui si aggiunge la situazione dello stabilimento Sanac di Vado Ligure, che occupa 47 dipendenti, tutti in cassa integrazione.
In questo momento particolarmente delicato, le Istituzioni ritengono fondamentale
continuare a favorire la condivisione sulle azioni da intraprendere in attesa delle ulteriori determinazioni della Corte di Cassazione, ma anche in prospettiva per garantire la tutela di tutti i lavoratori, la continuità produttiva e un effettivo rilancio degli impianti e dei territori coinvolti.
Copia del documento con apposizione del numero di protocollo
Partenza: AOO A1000A, N. Prot. 00053566 del 21/10/2026
Il presente documento raccoglie i 5 punti che il tavolo di confronto ha espresso come priorità condivisa:
- Unità, ma non esclusività nell’approvvigionamento delle materie prime: l’unità del gruppo siderurgico non deve precludere agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi la possibilità di rifornirsi anche da fonti esterne a Taranto, superando qualsiasi vincolo di esclusività che possa comprometterne l’operatività.
- Predisposizione di un piano operativo di ordini e acquisti per gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi da sottoporre alle amministrazioni regionali e comunali interessate, che dimostri concretamente la sostenibilità delle prospettive di approvvigionamento, sia da Taranto sia da fornitori esterni, e riattivazione dello stabilimento di Racconigi.
- Tutela dei lavoratori dell’indotto: Piemonte e Liguria chiedono che vengano garantite le medesime tutele a tutti i territori coinvolti nella crisi.
- Continuità del reddito dei lavoratori in cassa integrazione e tempestività nell’erogazione degli ammortizzatori sociali. Su questo punto Piemonte e Liguria hanno assunto l’impegno a individuare, attraverso apposite convenzioni con gli istituti bancari, un meccanismo di anticipazione della cassa integrazione che consenta ai lavoratori di ricevere tempestivamente le somme spettanti, evitando che eventuali ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali possano lasciare le famiglie senza reddito
anche per un solo mese. - Tavolo congiunto permanente Piemonte-Liguria: continuerà a riunirsi per tutta la durata della crisi, fino all’individuazione di una nuova proprietà, mantenendo costante il confronto tra istituzioni, rappresentanze sindacali e territori interessati.
Torino/Genova, 21 ottobre 2026

