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Presto le donne vittime di violenza potranno richiedere un sussidio fino a 400 euro mensili riconosciuto per un anno al massimo.
La domanda per ottenere il reddito di libertà deve essere presentata all’INPS e deve essere avvalorata da documentazione che attesti lo stato di bisogno e il percorso di emancipazione intrapreso presso il centro antiviolenza. Il reddito di libertà, introdotto a dicembre dell’anno scorso da un DPCM, potrà presto essere richiesto dalle donne vittime di violenza, sole o con figli minori, che sono seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali.
Nell'attesa delle istruzioni operative per fare domanda INPS, ricordiamo che i nostri centri servizi saranno al vostro fianco per aiutarvi a compilare e richiedere il reddito di libertà!

Nuova tappa domani sera alle 21, in un nuovo spazio di aggregazione, per portare avanti il percorso di sensibilizzazione sulla violenza di genere voluto dall’Associazione A.D.A. di Alessandria, Associazione per i diritti degli anziani della UIL con l'aito e la professionalità delle operatrici del centro antiviolenza me.dea di Alessandria.

Il progetto prevede una serie di incontri, due si sono già svolti tra la fine di giugfno e inizio luglio, che vengono ospitati da alcuni circoli ricreativi, ambienti dove le persone possono incontrarsi e condividere il tempo libero. In questo modo sarà più facile avvicinare giovani, lavoratori attivi e pensionati, incontrandoli proprio nei circoli dove svolgono attività sportive e ricreative per portare alla loro attenzione questa problematica che ci sta particolarmente a cuore e che, come abbiamo avuto modo di riscontrare, non ha età.

Questa volta l'appuntamento sarà nel cortile della Chiesta di San Baudolino al quartiere Cristo di Alessandria. L'incontro è aperto a tutti, ma in particolare a far parte del pubblico saranno i ragazzi scout, tra i 16 e i 21 anni circa, che proprio quest'anno si stanno confrontando sulle modalità di comunicazione, domani anche sul tema della violenza di genere, emergenza sanitaria e sociale causata dalla pandemia, nell’ultimo anno e mezzo, non ha fatto che ampliare questa piaga sociale, facendo aumentare le richieste di aiuto anche nella provincia alessandrina.

Chi non potrà essere presente può seguire l'inccontro online collegandosi al seguente link: https://meet.google.com/zdu-vgau-kxo

Il titolo del progetto Quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio ha come obiettivo sensibilizzare sulla violenza, attualmente la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 15 e i 44 anni di età, e vero ostacolo alla parità di genere e all’emancipazione femminile.

Temi degli incontri saranno l’individuazione del contesto culturale in cui si muove la violenza di genere, conoscere e riconoscere la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, individuare segnali di allarme, il contributo dei vicini di casa, cosa fare. Ricordiamo che occuparsi di violenza di genere significa contribuire a migliorare la qualità di vita non solo delle donne, ma dell’intera società.

In questi giorni i Centri Antiviolenza d'Italia, sotto l'impulso della rete nazionale D.i.Re, stanno accendendo i riflettori sul Disegno di Legge 735, venuto alla ribalta come DDL Pillon, dal nome del senatore che lo ha proposto. Pillon propone l'introduzione di misure che rischiano di tramutarsi in trappole che imprigionano le donne, soprattutto quelle più fragili, in relazioni violente, con grave rischio per la loro incolumità e per quella dei loro figli.

La matrice dell'iniziativa legislativa mira a ristabilire il controllo pubblico sui rapporti familiari e nelle relazioni attraverso interventi disciplinari, con una compressione dell'autonomia personale dei singoli.

La proposta sta allarmando anche fuori dai confini italiani.

È di questi giorni la notizia della lettera inviata dall'Onu al Governo, per esprimere "profonda preoccupazione" e chiedere modifiche al testo. Secondo le relatrici speciali delle Nazioni Unite in materia di questioni e violenza di genere, il disegno di legge "non tutela le donne e i bambini che subiscono violenza in famiglia" e "potrebbe comportare una grave regressione che alimenterebbe la diseguaglianza di genere".

Anche l'Aps me.dea giudica il provvedimento pericoloso e misogino e ha deciso di aderire alla mobilitazione nazionale lanciata dalla rete D.i.Re, per il 10 novembre. In quella data, insieme a Alterego, il progetto di intervento per gli uomini autori di violenza contro le donne, verrà proposto ad Alessandria un momento di incontro e scambio con la cittadinanza, per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica. L'incontro si terrà alle ore 10.30 presso l'Istituto di Scienze Giuridiche ed Economiche dell'Università del Piemonte Orientale in via Mondovì 8, ad Alessandria.

L'evento è patrocinato dall'Università del Piemonte Orientale – DiGSPES  e dalla Commissione Regionale Pari Opportunità.

Significativa la presenza di una serie di attori del territorio che hanno aderito alla mobilitazione e sostengono le ragioni del "NO" e che l'Aps me.dea ringrazia: CGIL – UIL  –  ACLI – ADOZIONE KM0 – AIAF - ASSOCIAZIONE CAMPORA - COLIBRÍ  –  CONFARTIGIANATO ALESSANDRIA – ENERGICA - GAPP - L'ALBERO DI VALENTINA – MAMME IN CERCHIO - NON UNA DI MENO/CASA DELLE DONNE ALESSANDRIA   - PENELOPE – TESSERE LE IDENTITÁ

Gli interventi saranno a cura di:

Sarah Sclauzero, psicologa, presidente Aps me.dea, coordinatrice Centri Antiviolenza me.dea della provincia di Alessandria

Tea Baraldi, giudice onorario presso Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d'Aosta

Anna Chiama, avvocata, si occupa di diritto della famiglia e dei minori, membro AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minorenni)

Stefania Guasasco, assistente sociale, direttrice Area Tecnico-Sociale CISSACA, docente di Legislazione Sociale, DiGSPES  – UPO

Chiara Bertone, professoressa associata in Sociologia, docente di Sociologia della Famiglia, DiGSPES  – UPO

Luca Pes, giurista e antropologo, docente e ricercatore di Diritto Civile, DiGSPES  – UPO

Modera: Elena Rossi, giornalista, responsabile Ufficio Stampa Aps me.dea

Per l'intera mattinata sarà garantito il servizio di babysitting.

Le ragioni del NO al DDL 735

NO alla MEDIAZIONE OBBLIGATORIA in caso di separazione, perché la mediazione ha come presupposto la scelta volontaria delle parti e relazioni simmetriche non segnate dalla violenza.  Nella proposta Pillon, l'obbligo di mediazione viola apertamente il divieto previsto dall'art. 48 della Convenzione di Istanbul, mette in pericolo le donne che fuggono da un compagno violento, oltre a generare uno squilibrio tra chi può permettersi questa spesa, per cui non è previsto il patrocinio per i meno abbienti, e chi non può.

NO all'imposizione di tempi paritari nell'affidamento dei figli, perché principio della bigenitorialità, così applicato, lede il diritto dei minori alla stabilità, alla continuità, ed alla espressione delle loro esigenze e volontà, riportando la genitorialità al concetto della potestà sui figli anziché a quello della responsabilità, già acquisito in sede europea e italiana come principio del rapporto genitori/figli.

NO al MANTENIMENTO DIRETTO perché presuppone l'assenza di differenze economiche di genere e di disparità per le donne nell'acceso alle risorse, nella presenza e permanenza sul mercato del lavoro, nei livelli salariali e nello sviluppo della carriera.

NO al PIANO GENITORIALE perché incrementa le ragioni di scontro tra i genitori e pretende di fissare norme di vita con conseguenti potenziali complicazioni nella gestione ordinaria della vita dei minori. Non si possono stabilire in via preventiva quali saranno le esigenze dei figli, che devono anche essere differenziate in base alla loro età e crescita. Il minore con il DDL Pillon diventa oggetto e non soggetto di diritto.

NO alla codificazione dell'ALIENAZIONE PARENTALE proposta dal DDL che presuppone esservi manipolazione di un genitore in caso di manifesto rifiuto dei figli di vedere l'altro genitore, con la previsione di invertire il domicilio collocando il figlio proprio presso il genitore che rifiuta. Si contrasta, così, la possibilità per il minore di esprimere il suo rifiuto, avversione o sentimento di disagio verso il genitore che si verifichi essere inadeguato o che lo abbia esposto a situazioni di violenza assistita.

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Esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 350 euro al mese per le cooperative sociali che assumono a tempo indeterminato, dal 1° gennaio 2018 e non oltre il 31 dicembre 2018, donne vittime di violenza di genere inserite in percorsi di protezione, debitamente certificati dai centri di servizi sociali del comune di  residenza o dai centri anti violenza o dalle case rifugio. Nessuno sgravio per i premi e contributi INAIL.

È quanto previsto dal Ministero del lavoro e dal Ministero dell'interno con il decreto 11 maggio 2018 (G.U. n.147 del 27-6-2018).

L'esonero è concesso nel limite di spesa di un milione di euro, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 ed è riconosciuto dall'INPS in   base   all'ordine   cronologico di presentazione delle domande da parte delle cooperative sociali.

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Giovedì, 15 Febbraio 2018 10:40

Stop alla violenza di genere nei luoghi di lavoro

Sosteniamo la Convenzione ILO!

Si stima che nel mondo almeno una donna su tre sia stata costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà, sia stata picchiata o abusata. La violenza contro donne e ragazze è una delle principali cause di disabilità o

di morte tra i 15 ei 44 anni, ed è la violazione dei diritti umani più diffusa e più "tollerata" nel mondo. Succede ovunque: a casa, a scuola, per strada e sul luogo di lavoro. Sono pochi i Paesi che assicurano protezione alle donne

vittime di violenza sul posto di lavoro.

La Convenzione ILO potrebbe colmare questo drammatico divario!

Perché abbiamo bisogno di una Convenzione ILO sulla violenza di genere?

Le molestie sessuali, la violenza psicologica, le minacce e il bullismo sono fenomeni diffusi nei luoghi di lavoro. Ratificando la Convenzione ILO, i Governi si impegnano a conformarvi le proprie leggi.

La promulgazione e l'applicazione di leggi adeguate è fondamentale per prevenire la violenza di genere sui luoghi di lavoro.

I Sindacati devono svolgere il ruolo chiave di vigilanza e di garanzia per l'applicazione delle norme e il rispetto dei diritti!

Perché i Governi dovrebbero sostenere una. Convenzione ILO sulla violenza di genere?

• Per contribuire alla realizzazione dei diritti delle donne

• Per ridurre la vulnerabilità delle donne ed incrementare la loro indipendenza economica e la loro produttività sul lavoro

• Per risparmiare risorse! La violenza domestica e quella sul posto di lavoro costano all'economia milioni di euro in assistenza sanitaria, cause giudiziarie, retribuzioni perse e indennità di malattia

Cosa garantisce una Convenzione ILO?

• Un'ampia e condivisa definizione del concetto di violenza di genere sui posti di lavoro

• Norme e regole internazionali per prevenire la violenza di genere nei luoghi di lavoro

• Misure per proteggere e sostenere le persone vittime della violenza di genere

• L'inclusione dei soggetti più esposti alla violenza: LGBT, stranieri e migranti, lavoratori sieropositivi, disabili, minorenni, persone in condizione di semi schiavitù

Adesso è il momento!

Presso l'ILO è in discussione una proposta per l'adozione di una

Convenzione sulla violenza di genere, che deve essere approvata dalla maggioranza del Consiglio, organo direttivo deputato a darne il "via libera"!

BISOGNA AGIRE ORA!

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Siamo molto soddisfatti per l´inserimento nella Manovra di un emendamento che prevede l'estensione del congedo retribuito di tre mesi alle lavoratrici domestiche che hanno subito una violenza. La misura approvata ieri in Commissione di Bilancio del Senato, richiesta dalla UIL insieme a Cgil e Cisl, va a colmare un'ingiustizia che si era creata con il Job's Act.  I Centri di Ascolto ne erano a conoscenza, e per questo siamo stati promotori di questa battaglia al tavolo per il nuovo piano straordinario contro la violenza maschile sulle donne.

Roma, 28 novembre 2017

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I diritti delle donne sono diritti umani per questo, diffondendo il "fiocco bianco spezzato", mi impegno a: non commettere, non tollerare, non rimanere in silenzio di fronte a qualsiasi forma di violenza sulle donne e sui fanciulli, per una societa' migliore.

 

 

In allegato:

la lettera aperta agli uomini

la cartolina

il manifestao della giornata

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