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I dati sulle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende segnalano una contrazione nell'uso di questo strumento.

La flessione delle ore richieste è generalizzata, il calo si manifesta in tutte e tre le gestioni: -74,8% per la cassa in deroga (in questo caso si sente fortemente il taglio radicale degli stanziamenti), -35,1% per la gestione ordinaria e -31,6% per quella straordinaria, nelle 3 macro aree (-48,8% nel Centro, -41,9% nel Mezzogiorno, -38,5% nel Nord), in 20 tra Regioni e Province Autonome (con l'unica eccezione dell'aumento del 19,9% della Liguria), in 83 Province.

Non crediamo che dietro questi dati si manifesti, in automatico, il segnale positivo di una "ripresina" del sistema produttivo: sono diversi gli elementi da considerare prima di poter esprimere un giudizio.

La preoccupazione maggiore è che, se si intenderà riformare il sistema della cassa integrazione secondo le intenzioni del Governo (e cioè riducendone i periodi di durata), non solo si correrà il rischio di un'anticipazione dell'ingresso dei lavoratori nelle fila dei disoccupati (con inevitabile ampliamento del bacino), ma anche di non poter garantire sostegno alle imprese che tentano, ancora, di desistere alle difficoltà senza licenziare. Siamo, quindi, in presenza di un sistema che se non ben congegnato e concepito, produrrà un forte allarme sociale.

Roma, 24 marzo 2015

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