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"Chi pensava che le tre settimane di blocco, tuttora in corso, fossero un'azione dimostrativa destinata a concludersi dovrà ricredersi con le decisioni assunte ieri all'unanimità dalle strutture nazionali e territoriali di Fai-Flai-Uila. Questa la dichiarazione del segretario generale Uila-Uil Stefano Mantegazza. L'azione di protesta sindacale proseguirà ed è destinata ad intensificarsi nei confronti di tutte quelle aziende che non applicano il contratto sottoscritto lo scorso 31 luglio".

Così il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza commenta le decisioni assunte da Fai-Flai-Uila per ottenere l'applicazione a tutti i settori dell'accordo di rinnovo del CCNL, che prevedono: la proroga per ulteriori quattro settimane, a partire dal prossimo 14 settembre, del blocco delle flessibilità, degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive; la proclamazione di quattro ore di sciopero, da svolgersi a inizio e/o fine turno, per il prossimo 9 ottobre con modalità che saranno decise nei territori e l'avvio di una campagna di informazione e sensibilizzazione sui social.

"Un'altra illusione che va sfatata è che si possa riaprire la trattativa sul contratto nazionale di lavoro degli alimentaristi che, al contrario, si è chiusa il 31 luglio e non sarà mai più riaperta. È bene che tutti gli attori ne siano consapevoli nell'assumere le decisioni conseguenti" prosegue Mantegazza che aggiunge: "nelle prossime settimane il sindacato si appresta a presentare le piattaforme per il rinnovo dei contratti di secondo livello in tutte le aziende che non hanno sottoscritto l'accordo del 31 luglio perché il blocco del salario per obiettivi 2021-2022 stabilito nell'accordo di rinnovo vale solo per le aziende che lo applicano".

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In merito alla firma, oggi, tra Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil e Unionfood, Assobirra e Ancit, associazioni aderenti a Federalimentare, di un accordo collettivo nazionale per il rinnovo del Ccnl industria alimentare, il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza dichiara:

"Oggi è un giorno importante per oltre la metà delle lavoratrici e dei lavoratori dell'industria alimentare: è infatti arrivato un primo riconoscimento concreto, a livello nazionale, per l'impegno da loro profuso in questi mesi segnati dall'emergenza Covid-19, a servizio delle aziende e dell'intero Paese.

L'accordo sottoscritto tra Fai, Flai, Uila e Ancit, Assobirra e Unionfood, infatti garantisce loro la tutela del potere d'acquisto delle retribuzioni per il 2020 e fissa al 14 maggio la data per proseguire concretamente il negoziato che porterà al rinnovo del Ccnl industria alimentare per il prossimo quadriennio. Un negoziato che sarà, tra l'altro, chiamato a confrontarsi non solo sui temi presenti nella Piattaforma sindacale ma dovrà occuparsi anche delle novità e delle urgenze, dal punto di vista dell'organizzazione e delle modalità di lavoro, imposte dalla crisi.

Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità di queste Associazioni e delle imprese da esse rappresentate che hanno voluto tendere la mano ai propri lavoratori dando loro le giuste risposte in un momento difficile per il Paese.Auspichiamo che la scelta fatta da una parte importante dell'industria alimentare italiana, possa essere condivisa da tutti gli altri comparti che costituiscono Federalimentare. In quest'ottica, continueremo a lavorare, ad impegnarci e ad assumere tutte le iniziative, anche di lotta, necessarie a raggiungere questo obiettivo.

Siamo consapevoli che quello compiuto oggi è un passo inedito nella storia contrattuale del nostro settore. Ci siamo arrivati dopo 8 mesi di trattative altalenanti, con due interruzioni e diversi colpi di scena, purtroppo, sempre negativi per le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo; alla fine, abbiamo dovuto scegliere e, come sempre, abbiamo deciso di tutelare le lavoratrici e i lavoratori".

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Comunicato nazionale UILA

"Con questa firma si chiude una lunga maratona negoziale che ha coinvolto migliaia di delegati, quadri e dirigenti sindacali e che ha reso protagonisti, con la loro mobilitazione, le lavoratrici e i lavoratori. Da questo negoziato esce rafforzata l'unità e il consenso già forte che Fai-Flai-Uila hanno all'interno delle aziende e nel paese. Questo accordo, inoltre, conferma e rafforza il ruolo delle parti sociali, smentendo chi parla di declino dei corpi intermedi".

Cosi Stefano Mantegazza, segretario generale Uila commenta la firma del rinnovo del Ccnl industria alimentare, scaduto il 30 novembre 2015 e che interessa 400 mila addetti. L'aumento salariale pattuito è di 105 euro mensili a regime e il contratto avrà durata quadriennale. Nel 2016 verranno erogate le prime due tranche (20 euro da gennaio e 15 euro da ottobre), mentre le altre decorreranno da ottobre 2017 (20 euro), ottobre 2018 (25 euro), settembre 2019 (25 euro). Dal tavolo negoziale, inoltre, sono via via cadute tutte le richieste avanzate dalla controparte che chiedeva in particolare l'eliminazione degli scatti di anzianità e del premio di produzione congelato.

"L'incremento che abbiamo ottenuto" spiega Mantegazza "non è legato ad alcun parametro né vincolato ad alcun ricalcolo. In un paese prossimo alla deflazione realizziamo una crescita reale ed effettiva delle retribuzioni, già a partire dal 2016, confermando le scelte contenute nel documento appena approvato da Cgil-Cisl-Uil".

"Di particolare importanza sul fronte del welfare" aggiunge Mantegazza "l'impegno assunto, a partire dal 1 gennaio 2017, di sostenere attraverso una prestazione sociale il reddito dei lavoratori che vengono licenziati e ai quali manchino non più di 24 mesi al godimento della pensione e di quelli che trasformano in part-time il tempo pieno per la staffetta generazionale. Sindacato e imprese dimostrano in questo modo la loro giusta attenzione verso i più anziani favorendo l'accesso alla pensione e creando in questo modo nuove opportunità occupazionali".

"Il nuovo contratto durerà quattro anni, il che vuol dire più certezze sui costi per le imprese, più sicurezza per le retribuzioni dei lavoratori ma soprattutto più valore alla contrattazione di secondo livello in un settore in cui gli accordi aziendali sono fondamentali per gestire le diverse esigenze competitive, congiunturali e stagionali e per far crescere di pari passo occupazione e salario" conclude Mantegazza.

SINTESI del rinnovo del CCNL

 

- Rafforzato sistema relazioni industriali con definizione sistema sperimentale di formazione congiunta per rsu e ns rappresentanti.

- Definita banca dati contrattuale e delle buone pratiche.

- Dichiarazione lotta alle discriminazione e codice nazionale contro molestie e mobbing.

- Assetti contrattuali: portato a 4 anni la vigenza del contratto.  Rafforzato ed esteso  2 livello, in assenza di rsu si può fare per il tramite delle organizzazioni sindacali territoriali.

- Definite materie da negoziare al 1 e 2 livello. Respinto il vincolo posto da federalimentare su invarianza dei costi

- Riscritto e migliorato capitolo part time. Chi ha bisogno di passare a part time gode di reversibilità (passaggio inverso "di diritto") Inserita formulazione che agevola stabilizzazione stagionali "storici" o "ricorrenti".

- Normato dentro ccnl capitolo demansionamenti jobs act: ridotti i tempi necessari per acquisizione livello superiore.

- Orari: normato in ccnl smart working e telelavoro. Grande innovazione per figure impiegatizie, donne, lavoratori che hanno bisogno di flessibilità.

- Su diritti e tutele migliorato impianto congedi parentali e rapporto vita-lavoro.

- Normato nel contratto bilateralità di settore. È la prima volta in questo settore. Si è dato vita ad un fondo a carico del sistema bilaterale che intervenga per i lavoratori che perdono occupazione a due anni dalla pensione. Tale fondo interverrà anche per lavoratori che volontariamente vogliono trasformare contratto da full a part time e per promuovere un ricambio generazionale sostenendo l'occupabilità per i giovani. (Cd ponte generazionale).

- Sospesa per tutta la durata ccnl la prevista compartecipazione dei lavoratori al fondo fasa sanitario (2€).

Per prima volta inserita formulazione che permette alle aziende la possibilità di individuare un rls (responsabile alla sicurezza) che nelle sue funzioni sovrintenda a tutti i lavoratori del sito produttivo, a prescindere dal tipo di contratto. (Anche appaltati)

Respinta offensiva controparte tesa a smantellare alcuni capisaldi del ccnl come scatti anzianità e premio produzione. Gli istituti restano.

- Salario: non si limita a ottica di difesa, ma aumenta in termini reali e nominali il potere acquisto lavoratori settore alimentari. Non sono previsti monitoraggi.

Salario 105€
01/2016    20€
10/2016    15€
10/2017     20€
10/2018     25€
09/2019     25€

Montante: 2815

Salario ancora articolato su 14 mensilità, contrariamente a quanto voluto da Federalimentare

I contratti integrativi aziendali avranno ultravigenza di 1 anno.

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Oggetto: trattativa rinnovo CCNL industria alimentare – ripresa trattativa

Vi informiamo di avere ricevuto da parte di Federalimentare la disponibilità a riprendere il negoziato per il rinnovo del CCNL Industria Alimentare a partire da Martedì 2 febbraio dalle ore 14.30.

Tale risultato va ascritto alla grande capacità di mobilitazione messa in atto in questi giorni da Fai, Flai, Uila.

La disponibilità di Federalimentare è accompagnata dalla richiesta di revoca di tutte le iniziative di lotta in atto.

Nel ritenere un valore avere riconquistato il tavolo negoziale per una trattativa ad oltranza, abbiamo deciso di sospendere e non di revocare le iniziative programmate.

Abbiamo comunicato tale decisione a Federalimentare che l'ha accettata. Pertanto la delegazione trattante è convocata per Martedì 2 Febbraio alle ore 11. Vi

comunicheremo quanto prima il luogo dell'incontro.

Anche lo sciopero unitario previsto a Novi Ligure per venerdì 29 gennaio è perciò sospeso, come anche lo stato di agitazione.

 

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Dopo il blocco delle trattative per il rinnovo del contratto dell'industria alimentare, da questa sera iniziano le assemblee sindacali nelle più importanti aziende del settore presenti sul territorio alessandrino.

Si inizia questa sera con la Saiwa per continuare poi con Pernigotti, Bistefani, Elah Dufour e Campari di Novi Ligure. Entro venerdì 22 gennaio in ogni azienda si terranno 4 ore di sciopero articolato e si è deciso per il blocco degli straordinari e della flessibilità.

Il 29 gennaio, invece, ci sarà lo sciopero nazionale di 8 ore di tutto il settore dell'industria alimentare.

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Si è interrotta questa notte la trattativa per il rinnovo del Ccnl industria alimentare, scaduto il 30 novembre e che interessa circa 400.000 lavoratori.

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil giudicano insoddisfacenti le risposte fornite dalla controparte sul tema del salario e su alcune richieste contenute in piattaforma relative a istituti fondamentali del contratto.
Fai, Flai e Uila giudicano, in particolare, inaccettabile la pretesa di Federalimentare di voler concludere un accordo basato esclusivamente sulla penalizzazione complessiva delle retribuzioni a partire dal blocco degli scatti di anzianità e dall'eliminazione dei premi di produzione congelati.

Dopo 14 incontri tecnici, iniziati nel mese di settembre, era stata programmata una seduta plenaria a oltranza di due giorni ma, durante una di queste sessioni, nella notte dell'11 gennaio, una parte della delegazione trattante di Federalimentare si è resa irreperibile.
Questo comportamento ha ulteriormente esacerbato il clima della plenaria, alla quale hanno partecipato oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, che ha stigmatizzato l'atteggiamento della controparte che non vuole concedere nulla, malgrado il buon andamento del settore, testimoniato dai dati economici più recenti.

Pertanto, la delegazione trattante, unitamente alle rappresentanze nazionali di Fai, Flai e Uila, ha deciso di interrompere le trattative e di proclamare lo stato di agitazione del settore, con l'immediato blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità e di programmare un fitto calendario di assemblee in tutti i luoghi di lavoro, un pacchetto di 4 ore di sciopero articolato a livello aziendale da effettuarsi entro il 22 gennaio e 8 ore di sciopero nazionale il 29 gennaio.

 

Dichiarazione del segretario nazionale della Uila-Uil, Pietro Pellegrini

"Ci auguriamo di poter riprendere presto il dialogo con la controparte ma, per il momento, la parola passa ai lavoratori che, nei prossimi giorni, faranno sentire alle aziende la loro volontà di rinnovare il contratto di lavoro". Cosi il segretario nazionale della Uila-Uil Pietro Pellegrini commenta la rottura delle trattative sul rinnovo del Ccnl industria alimentare, avvenuta nella notte di ieri.

"Con grande senso di responsabilità, Fai-Flai-Uila, si sono presentate alla seduta plenaria, fissata a oltranza su due giorni proprio con la volontà e l'intenzione di giungere a una rapida e positiva conclusione del negoziato. Abbiamo però trovato davanti a noi una controparte che, al contrario, ha mostrato la volontà di prendere tempo e di rinviare continuamente il negoziato, ma soprattutto priva di una proposta complessiva e di soluzioni praticabili per entrare nel merito di una vera trattativa su temi quali: salario, orario di lavoro, flessibilità, Jobs act. Siamo rimasti al tavolo del negoziato fino a tarda notte ,mentre buona parte della delegazione della controparte si è progressivamente defilata. E questo non è accettabile".

"E' poi insopportabile" prosegue Pellegrini "l'atteggiamento assunto sulla questione salariale e sulla pretesa di poter concludere un rinnovo, praticamente a costo zero, dopo che la stessa Federalimentare non fa altro che diffondere dati positivi sull'andamento del settore: i successi di Expo 2015, la crescita annua del fatturato del 4% negli anni 2007-2013, l'incremento dell'84% dell'export negli ultimi 10 anni...Noi siamo sempre pronti a discutere e a trattare su tutto ma sulla base di proposte serie e coerenti con la realtà".

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Il segretario generale Stefano Mantegazza apre assemblea unitaria Fai-Flai-Uila

"Se è vero che Expo è stato un gran successo e se, come sostengono gli esperti, ha accelerato di 15 anni il business delle aziende coinvolte, allora appare ancor più inaccettabile la strategia negoziale finora messa in campo da Federalimentare che tende a rappresentare l'agroalimentare italiano come un settore in crisi e senza prospettive, respingendo le aspettative dei lavoratori per un rinnovo contrattuale innovativo nelle norme proposte ed equo nelle richieste salariali".

Così il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza ha aperto a Roma, davanti a 600 delegati, i lavori degli attivi unitari di Fai-Flai-Uila, conclusi dall'intervento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, convocati per discutere lo stato delle trattative per il rinnovo del Ccnl industria alimentare e decidere le azioni future da intraprendere a livello territoriale.

"La posizione di Federalimentare è ancor più inaccettabile se si considera che da un lato contraddice i numeri sulla crescita di export e fatturato dell'industria alimentare pubblicati sul sito web della stessa organizzazione e, dall'altro, non tiene conto né dei dati economici che segnalano una ripresa in atto né dei risparmi fiscali e contributivi per oltre 8 miliardi € di cui il sistema complessivo delle imprese sta beneficiando" ha proseguito Mantegazza secondo cui è dunque "scandalosa" la contro-proposta di Federalimentare di un incremento retributivo di 7 euro sul triennio, contro i 150 richiesti da Fai-Flai-Uila. A questo proposito il segretario ha precisato "noi non abbiamo vincoli tranne il buon senso e la ragione. Entrambi ci dicono che in un paese dove l'inflazione tende a zero e dove, al contrario, crescono Pil e ricchezza, è anche a questa crescita che occorre agganciare, le nostre richieste salariali".

"Con l'assemblea di oggi avviamo un percorso affinché in tutti i luoghi di lavoro arrivi alle aziende un segnale forte e chiaro: le lavoratrici e i lavoratori vogliono rinnovare il contratto, ma non un contratto qualsiasi, bensì quello che Fai-Flai-Uila hanno definito in una piattaforma che guarda al futuro e che propone nuovi modelli e scelte strategiche" ha concluso.

 

CCNL ALIMENTARE: Inaccettabile la posizione negoziale di Federalimentare

Fai-Flai-Uila avviano assemblee in tutti i luoghi di lavoro per rinnovare il contratto

Fai-Flai-Uila giudicano inaccettabile la posizione negoziale assunta da Federalimentare nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che interessa circa 400.000 lavoratori e che scadrà alla fine del mese di novembre. Una posizione di totale chiusura verso le richieste sindacali che sembra voler riportare indietro il settore di molti anni e che risulta tanto più inaccettabile se rapportata allo stato di buona salute del settore.

Per fare il punto sullo stato della trattativa e decidere le iniziative da assumere, in particolare a livello territoriale, Fai-Flai-Uila hanno convocato oggi a Roma 600 delegati, tra componenti delle delegazioni trattanti, dirigenti e Rsu provenienti da tutta Italia. Al tavolo della presidenza dell'attivo unitario, il commissario nazionale Fai Cisl Luigi Sbarra che ha presieduto i lavori, il segretario generale della Flai-Cgil Stefania Crogi, il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza che ha svolto la relazione introduttiva e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che ha concluso i lavori dopo un ampio e partecipato dibattito.

Il grande successo di Expo, i dati economici che parlano di una ripresa in atto nel paese e quelli, ancor più positivi, sulla crescita di fatturato ed export del settore alimentare negli ultimi dieci anni, i risparmi fiscali e contributivi per oltre 8 miliardi € di cui il sistema complessivo delle imprese sta beneficiando, contraddicono e smentiscono la posizione espressa da Federalimentare al tavolo negoziale che tende invece a rappresentare un quadro di grande difficoltà in cui vivrebbero le aziende.

Per questo Fai, Flai e Uila respingono con forza la contro-proposta di Federalimentare di un incremento retributivo di 7 euro sul triennio, contro i 150 richiesti nella piattaforma per i quattro anni di durata contrattuale proposta. Una richiesta basata su un ragionamento di semplice buon senso: in un paese dove l'inflazione tende a zero e dove, al contrario, cresce il Pil e con esso la ricchezza, è anche a questa crescita che occorre agganciare le richieste di incremento salariale. Ancor più inaccettabile l'idea avanzata dalla parte datoriale di abolire tutte le flessibilità contrattuali, destrutturando  l'attuale sistema e introducendo un orario settimanale con la possibilità di picchi fino a 72 ore.

Con l'assemblea di oggi, Fai, Flai e Uila intendono avviare un percorso unitario affinché dai luoghi di lavoro di tutta Italia arrivi alle aziende un segnale forte e chiaro sulla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di rinnovare il contratto, ma non un rinnovo qualsiasi, bensì quello che Fai-Flai-Uila hanno definito in una piattaforma innovativa che guarda al futuro e che propone nuovi modelli e scelte strategiche.

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Dichiarazione del segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza

Aperte, questa mattina a Roma le trattative per il rinnovo del Ccnl industria alimentare, in scadenza a novembre, che interessa circa 400 mila lavoratori e oltre 54.000 aziende.  Al segretario generale Uila, Stefano Mantegazza, il compito di presentare a nome di Fai-Flai-Uila la piattaforma, approvata nello scorso mese di maggio da oltre 1.200 delegate e delegati sindacali. A conclusione dell'incontro sono stati fissati i prossimi incontri: 1, 6 e 7 ottobre.

"Rinnovare questo contratto è un impegno importante che assumiamo con spirito di responsabilità e buon senso" ha detto Mantegazza "forti di un sistema di relazioni sindacali, costruito nel tempo, che ha sempre consentito di individuare equilibri e soluzioni avanzate, anche nel difficile contesto economico che ha caratterizzato gli anni più recenti".

"La piattaforma di Fai-Flai-Uila" ha proseguito Mantegazza "parte proprio da questa consapevolezza e guarda al futuro, proponendo nuovi fronti negoziali e nuove scelte strategiche; è fortemente inclusiva quando chiede eguali e maggiori diritti, tutele e formazione per chi lavora nella stessa azienda o quando propone di rivedere le norme sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, adeguandole alle nuove leggi intervenute".

"Noi vogliamo un contratto che valga per tutti" ha proseguito Mantegazza "per questo chiediamo la garanzia della continuità occupazionale, in caso di cambio appalto; ci preoccupiamo che nessuno resti indietro, anche quando il lavoro è precario e per questo vogliamo ridefinire la disciplina del tempo determinato; proponiamo un contratto nazionale che duri quattro anni affinché la contrattazione di secondo livello possa svolgere a pieno la sua efficacia".

"Sul fronte del welfare" ha concluso il segretario "chiediamo che il sistema della bilateralità del settore si arricchisca di una nuova opportunità: un fondo mutualistico a carico delle imprese che integri la NASPI per chi viene licenziato a due anni dalla pensione".

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Comunicato stampa Fai-Flai-Uila

"Gli Esecutivi unitari di Fai, Flai e Uila, riunitisi oggi a Roma alle presenza di Luigi Sbarra, Commissario Fai Cisl, Stefania Crogi, Segretario Generale Flai Cgil e Stefano Mantegazza, Segretario Generale Uila Uil, hanno approvato l'Ipotesi di Piattaforma per il Rinnovo del Contratto Collettivo nazionale di lavoro dell'Industria Alimentare. Un comparto che conta circa 400.000 addetti, complessivamente 58.000 imprese e un fatturato che nel 2014 ha raggiunto 132 miliardi di Euro". Lo comunicano in una nota i sindacati di categoria.


"L'industria alimentare, pur nel contesto di crisi che tutti conosciamo, ha reagito meglio di altri settori manifatturieri e con segnali positivi a partire dall'export che, nel 2014, fa segnare una crescita del 3,1% rispetto al 2013. In tale contesto il rinnovo del CCNL può essere, proprio nell'anno dell'Expo, l'occasione per porre la cultura e la produzione alimentare italiana al centro delle politiche nazionali e continentali dello sviluppo. La contrattazione collettiva deve essere una opportunità per l'intera industria alimentare, per stimolare gli investimenti e creare nuovi e stabili posti di lavoro".


"Tra i punti qualificanti dell'Ipotesi di Piattaforma si evidenzia, in tema di relazioni sindacali, la richiesta di inserire nel CCNL un sistema permanente di formazione congiunta ed il coinvolgimento di tutti i lavoratori in programmi aziendali di formazione professionale. Inoltre, si ribadisce l'importanza di applicare il Contratto del settore alimentare a tutti i lavoratori della stessa filiera produttiva, prevedendo in caso di cambio di appalto, la garanzia della continuità occupazionale, assieme all'intera anzianità maturata".

"Per la Certificazione etica delle aziende – prosegue la nota - si chiede che le procedure di accreditamento siano affidate a soggetti ed organismi terzi, prevedendo la consultazione delle Rsu.
Sugli assetti contrattuali è essenziale la diffusione della contrattazione di secondo livello e l'estensione del diritto di assemblea nelle aziende con meno di 15 dipendenti. La piattaforma prevede, inoltre, l'istituzione di rappresentanti sindacali di bacino.


Si chiedono poi sistemi e percorsi che aiutino la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Importanti anche le richieste in merito ai tempi di conciliazione di vita e di lavoro con un riordino della regolazione contrattuale dei congedi parentali che preveda una loro fruibilità su base oraria; il congedo parentale fino ai 14 anni di vita dei figli; un giorno in più per la malattia del figlio e la retribuzione di almeno 2 giorni di permesso in caso di sua malattia. In materia di Welfare contrattuale si chiede la costituzione di un sistema mutualistico a carico delle imprese che garantisca, ai lavoratori licenziati a due anni dalla pensione, una integrazione adeguata a quanto previsto dalla NASPI.

Su ambiente di lavoro, igiene e sicurezza occorre regolare in via contrattuale comuni tutele e prerogative per quelle "comunità di sito", formate dai lavoratori alle dirette dipendenze dell'azienda e dai dipendenti di ditte terze, appartenenti ad altri settori produttivi e comparti contrattuali, che operano all'interno dell'azienda alimentare. A questi lavoratori va assicurato eguale accesso ai servizi aziendali (mensa, trasporto, ecc.) e l'istituzione degli Rls di sito.
Inoltre, per i nuovi assunti a tempo indeterminato, al fine di armonizzare e rafforzare i trattamenti, si chiede che si attivino modalità di maggiori tutele occupazionali.


Infine, ma non ultimo – concludono Fai, Flai e Uila - chiediamo un aumento salariale di 150 euro mensili, una richiesta che parte dalla convinzione che, nel rinnovato contesto economico, la politica e la dinamica retributiva debbano contribuire all'espansione della domanda interna e a stimolare la competitività delle imprese e la loro capacità di creare lavoro stabile e qualificato".
Nella stessa giornata, sono state approvate anche le Ipotesi di piattaforme per il rinnovo dei Ccnl della Cooperazione di trasformazione alimentare e della Panificazione.
Prossimo appuntamento, a Cervia, il 25 e 26 Maggio 2015, a conclusione del percorso di consultazione dei lavoratori nei singoli stabilimenti.

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