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Lo scorso 21 giugno nella sede Confapi di Milano, sulla base di quanto discusso il giorno precedente, l'Unionmeccanica ha consegnato a Fim, Fiom e Uilm una proposta scritta complessiva sugli aspetti economici e normativi per il rinnovo del CCNL scaduto a ottobre 2016 Nel testo è previsto che:

- il CCNL sarà rinnovato per 4 anni, quindi scadrà il 31 ottobre 2020 e gli aumenti contrattuali saranno misurati con l'Ipca "depurata dagli energetici" a consuntivo ed erogati a novembre 2017, per quanto riguarda il 2016. Per gli anni successivi saranno calcolati ed erogazione nel mese di giugno di ciascun anno di vigenza contrattuale;

- ci sia l'erogazione di flexible benefit del valore di 150 euro per il 2018 (da marzo), per il 2019 e il 2020 (a partire da gennaio di ciascuno di questi anni) e di un importo di 80 euro "una tantum" con la retribuzione di ottobre 2017;

- il contributo aziendale per il fondo di previdenza complementare Fondi sarà aumentato di 0,2% da giugno 2018 e di un ulteriore 0,2% da gennaio 2020;

- sia costituito in sinergia con l'EBM di una Assistenza sanitaria integrativa a carico delle imprese che verseranno 60 euro annui a decorrere da gennaio 2018, con la possibilità di verificare a giugno 2019 la congruenza di tali importi con le esigenze dei lavoratori.

Nella proposta di Unionmeccanica erano inoltre migliorate le norme sulla formazione professionale e sul diritto allo studio, erano previste innovazioni importanti in materia di salute e sicurezza e si conveniva su una revisione del sistema di inquadramento. Si trattava dunque di una proposta, coerente con quanto fatto in altri rinnovi contrattuali, che andava riletta e in qualche punto corretta, per dare anche ai dipendenti delle aziende che applicano il CCNL della piccola e media impresa metalmeccanica il loro giusto rinnovo contrattuale. E invece Fim e Fiom hanno iniziato una disputa - lo riconosciamo - su temi assai rilevanti per il Sindacato sul ruolo degli iscritti e sulla consultazione dei lavoratori. Temi che tuttavia - soprattutto nelle piccole e medie imprese dove gli iscritti - purtroppo - non sono molti e i referendum - per stessa ammissione di chi ha organizzato l'ultimo nel 2013 - vedono il voto di poco più del 10% degli aventi diritto, rischiano di trasformarsi in vuoti esercizi ideologici che vanificano la concreta azione sindacale unitaria. Proprio nella piccola e media impresa il Sindacato deve esprimere quel sovrappiù di responsabilità per ovviare alla maggiore debolezza dei lavoratori causata dalle limitate dimensioni dell'azienda. Nella discussione di ieri, per certi versi difficile da comprendere, la Uilm ha sostenuto e continua a sostenere che su questi argomenti, da un lato le previsioni dell'accordo interconfederale sulla "rappresentanza" e dall'altro quanto convenuto tra Fim, Fiom e Uilm nel cd. "percorso di validazione" già adottato in altri rinnovi, siano gli strumenti per risolvere la questione. Sarà stato il caldo o la tensione accumulata in questi mesi trattative costruttive ma molto faticose, la disputa non ha trovato una soluzione e la Uilm ha chiesto all'Unionmeccanica di proporre in tempi brevissimi un paio di date per la rilettura del testo e la conclusione del negoziato. Uilm Nazionale Roma, 22 giugno 2017

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Venerdì, 11 Novembre 2016 10:34

Comunicato UILM sulla TRATTATIVA del rinnovo CCNL

Nel corso della riunione del 28 settembre svolta in Confindustria, dopo 5 mesi di sospensione dl confronto, che hanno visto la mobilitazione sindacale con 20 ore di sciopero e il "blocco" dello straordinario e delle flessibilità, Federmeccanica e Assistal hanno presentato una proposta per il rinnovo contrattuale che, rispetto alla posizione sostenuta dal 22 dicembre 2015, rappresenta un apprezzabile avanzamento del negoziato, in quanto viene abbandonata l'ipotesi del cosiddetto "salario di garanzia" che, nella pratica, avrebbe portato gli aumenti contrattuali a un'esigua minoranza dei metalmeccanici, solo a coloro il cui trattamento economico era esclusivamente quello del contratto nazionale.

Tuttavia, pur valutando positivamente:

 il superamento del "salario di garanzia"

 l' aumento della contribuzione per la Previdenza complementare a Cometa dall'1,6 al 2% solo per le aziende

 l'estensione dell'assistenza sanitaria integrativa con maggiori prestazioni e la copertura per i familiari a carico senza il contributo dei lavoratori a mètaSalute

 il riconoscimento di un bonus di 100€per il 2017 – 150€per il 2018 e 200€per il 2019

la proposta della Controparte risulta insufficiente, in particolare sotto il profilo economico riguardo al recupero dell'inflazione.

Infatti Federmeccanica e Assistal, sostenendo di aver erogato nel precedente contratto 73 euro mensili in più rispetto all'inflazione effettivamente realizzata, non prevedono alcuna erogazione salariale per il 2016, l'erogazione di un aumento sui minimi contrattuali a giugno 2017 calcolato sulla base dell'inflazione effettivamente consuntivata nel 2016, di un importo a giugno 2018 calcolato sul 75% dell'inflazione consuntivata nel 2017 e di un ulteriore aumento a giugno 2019 calcolato sul 50% dell'inflazione misurata nel 2018. Questi importi sarebbero calcolati in percentuale sul minimo di ciascun livello contrattuale e darebbero luogo ad assorbimento di voci retributive fisse.

A questa posizione presentata dalla Controparte, è stato replicato che:

 non si comprendono e comunque non si condividono le ragioni di una tutela decrescente e ridotta rispetto all'inflazione effettivamente misurata;

 non è possibile attendere 18 mesi prima di vedersi riconosciuta l'inflazione, né è pensabile lasciare "scoperto" il 2016;

 proporre gli "assorbimenti" significa comunque riproporre la logica del "salario di garanzia" che Sindacato e i Lavoratori hanno respinto in questi mesi.

Per quanto riguarda infine le richieste relative al "Diritto alla Formazione", Federmeccanica e Assistal hanno confermato la disponibilità a prevedere 16 ore di permesso specifico, più un contributo di 300 euro per i costi dei corsi, in un triennio a condizione che il dipendente utilizzi un suo Par e che sia superata la normativa sulle "150 ore".

Su questi temi, le Organizzazioni sindacali, dopo alcune valutazioni a caldo, si sono riservate di fornire risposte complessive nell'incontro fissato per le 11.00 del 12 ottobre, sempre presso la Confindustria.

UIILM NAZIIONALE

Roma, 29 settembre 2016

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