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La Buzzi S.p.A., attuale proprietaria della Arquata Cementi srl (ex Cementir)ha comunicato ufficialmente, alle Organizzazioni sindacali, l'intenzione di chiudere lo stabilimento di Arquata Scrivia.

Le spiegazioni sono state sommarie e apparentemente legate a motivazioni di carattere tecnico finanziario sinceramente incomprensibili.

Ci siamo di nuovo, dopo la lunga battaglia del gennaio 2017 in  cui per oltre 10 giorni gli operai dell'impianto hanno occupato lo stabilimento costruendo un'ampia rete di solidarietà nella società civile, tra i cittadini del paese e le Istituzioni locali ed in cui si era riusciti a stoppare il tentativo di chiusura, siamo di nuovo di fronte al tentativo della proprietà di azzerare quella esperienza.

Gli accordi del 2017 prevedevano il mantenimento dell'impianto almeno fino alla fine dei lavori del Terzo Valico dei Giovi, non prima del 2024.

L'annuncio di oggi, in aperta violazione degli accordi sottoscritti, è inaccettabile oltre che sorprendente.

La Feneal UIL e la Fillea CGIL  sono, fin da oggi, impegnate a ricercare una soluzione positiva di questa inaspettata situazione coinvolgendo tutti gli interlocutori possibili e annuncia una fortissima mobilitazione dei lavoratori a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione senza escludere alcuna forma di lotta che le attuali leggi ci consentono.

Buzzi S.p.A., nell'acquisire l'azienda, si era impegnata a portare fino in fondo gli impegni assunti dalla precedente proprietà, oggi si rimangia la parola. I lavoratori non possono accettare passivamente.

FENEAL UIL e FILLEA CGIL di Alessandria

05/02/2021

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A seguito dell'incidente sul lavoro avvenuto questa mattina, sabato 30 gennaio, in cui un operaio dipendente dell'Azienda Seli Overseas Spa operante nel Cantiere di Radimero nel territorio del Comune di Arquata Scrivia ha subito gravissime conseguenze ad una mano, le Organizzazioni Sindacali Territoriali del settore edile Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil hanno richiesto un incontro urgente all'azienda e al Consorzio Cociv, oltre a proclamare quattro ore di sciopero ad inizio turno per tutti i turni nella giornata di lunedì 1° febbraio 2021.

"Esprimiamo la nostra piena vicinanza al lavoratore coinvolto – affermano i sindacalisti Paolo Tolu Feneal Uil, Massimiliano Campana Filca Cisl, Rocco Politi Fillea Cgil – e riponiamo naturalmente la massima fiducia nelle autorità competenti che sono prontamente intervenute, auspicando che venga fatta chiarezza al più presto sulla causa e le dinamiche del grave incidente."

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"Il settore edile alessandrino cerca di risollevarsi dopo l'uragano pandemico COVID 19", dichiara il  responsabile FENEALUIL PIEMONTE area ALESSANDRIA , Paolo Tolu.

E' stato un anno edile (ottobre 2019-settembre 2020) difficile e particolare, era cominciato con ottime  prospettive perché da ottobre a febbraio c'era stato un incremento sui dati cassa edile sia della massa  salari, a gennaio 2020 la massa salari denunciata aveva avuto un incremento sullo stesso periodo dell'anno  precedente pari a +14,03 (5.026.000 – 4.407.000) ed a febbraio era salita del 16,23% (4.928.000 – 4.240.000) .

Poi il settore produttivo italiano è stato travolto dalla pandemia e tra questi anche il settore edile, a marzo molti lavoratori sono stati collocati in Cassa Integrazione Ordinaria per Covid e la massa salari rispetto  all'anno precedente è crollata del 44,36% (2.747.000 – 4.937.000) creando un disagio sociale enorme sia  per gli imprenditori che per i lavoratori.

Lavoratori che sono rimasti per molti mesi senza nessuna entrata economica in quanto il numero di  imprese che hanno anticipato la CIGO alle loro maestranze non ha raggiunto nemmeno il 10% del totale  delle imprese.

I mesi successivi sono stati ancora più difficili con il lockdown del settore che ha portato il dato peggiore  dell'anno ad Aprile – 70,71% di massa salari (1.498.000 – 5.114.000) in quanto potevano lavorare solo le  imprese stradali e quelle che lavoravano per le ferrovie, a Maggio il calo è stato pari a -13,84% (4.805.000 – 5.577.000).

A giugno il settore ha ricominciato a marciare tra molteplici difficoltà, è stato istituito il Comitato Protocolli  Covid presso l'Ente Bilaterale Cassa Edile e Sistedil per andare incontro alle imprese nella ripresa del lavoro.

Finalmente a Giugno si è segnato un incremento pari a 8,13 % di massa salari (5.568.000 – 5.149.000) ed è  salito anche il numero degli addetti edili , il settore si è rimesso in moto sfruttando la stagione estiva e la  voglia di recuperare il tempo perso e sia luglio che agosto hanno confermato questo trend. Soprattutto ad  agosto molti lavoratori hanno rinunciato alle ferie per rimanere sui cantieri.

A settembre il settore si è assestato più o meno sui numeri dell'anno precedente .

Tutto ciò ha portato un anno edile in sofferenza su quasi tutti i dati certificati dall'Ente Bilaterale, quindi  nella differenza relativa a 12 mesi che vanno da ottobre 2019 a settembre 2020 rispetto allo stesso periodo  ottobre 2018 – settembre 2019 sono i seguenti : imprese -5,61% (638 - 676) , operai versanti +6,43% (4386  - 4121) dato positivo dovuto all'incremento di lavoratori sui cantieri del Terzo Valico dei Giovi , totale massa  salari, che è il vero indicatore del settore -5,87% (55.458.000 – 58.919.000) e totale ore lavorate -6,86%  (4.850.654 – 5.207.852).

Paolo Tolu: "Purtroppo i dati relativi a ottobre confermano che il settore fa fatica a  risollevarsi e questo nuovo semi-lockdown sta creando ancora notevoli disagi. Nel panorama piemontesi i  dati della provincia di Alessandria sono i migliori dovuti soprattutto ai cantieri del Terzo Valico dei Giovi che  hanno lavorato anche durante il periodo di blocco".

In Piemonte la situazione non è migliore - dichiara il Segretario Organizzativo FENEAL UIL PIEMONTE Tiziana  Del Bello - rispetto all'anno precedente la massa salari in Piemonte è diminuita del 10,07 % (358.560.000 – 398.730.000) , le ore lavorate sono diminuite del 10,81% (32.161.578 – 36.059.380) , il numero di lavoratori  versanti è rimasto stabile (28552 – 28517) ed il numero imprese è diminuito del 3,57% (5.932 – 6.152) .

Il territorio con la perdita maggiore sia in massa salari che in ore lavorate risulta Novara, -12,57% (massa  salari) e – 13,47% (ore lavorate) mentre ha attutito parzialmente il colpo Alessandria . I dati del calo massa  salari per ogni provincia sono i seguenti : Asti -11,33%, Biella -8,92%, Cuneo -10,31, Torino -11,05, Verbania  -7,94 e Vercelli -11,18.

Nel periodo però la contrattazione nel settore non si è fermata, infatti sono stati portati a termine  numerosi accordi tra le parti, con riferimento soprattutto a SANEDIL , cioè l'integrazione sanitaria per i  lavoratori edili con numerose prestazioni da richiedere presso la Cassa Edile tramite le Organizzazioni  Sindacali che vanno a sostituire le vecchie prestazioni Cassa Edile, è un accordo importante perché unifica  tutte le prestazioni in Italia a partire da Aosta sino a Ragusa.

Conclude Tiziana Del Bell segnalando che altri importanti accordi sono il Fondo Prepensionamento  Lavoratori Edili ed il Fondo Incentivo Occupazione sempre da richiedere presso gli Enti Bilaterali , sperando  che possano permettere ai lavoratori anziani di poter accedere alla pensione ed ai giovani di poter entrare  nel settore che è diventato uno dei più specializzati.

Nel frattempo siamo sempre pronti a vigilare per il rispetto delle regole sia contrattuali che sulla sicurezza.

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Ecco il discorso di SALVATORE TRABONA, MINATORE DEL TERZO VALICO ed RSU DELLA FENEALUIL PIEMONTE esposto ai partecipanti alla manifestazione dello scorso venerdì in Piazza S. Maria di Castello ad Alessandria

La terribile crisi, iniziata sul finire del primo decennio degli anni duemila, non ha risparmiato il settore edile, anzi è cominciata anticipatamente già a partire dal 2008 e lo ha colpito pesantemente decretando la chiusura  di gran parte delle imprese con pesanti ripercussioni sull'occupazione e sulla regolarità nei cantieri.

Nel territorio dell'Alessandrino è stata une vera e propria ecatombe purtroppo sono scomparse parecchie imprese storiche.

La crisi, pur a fronte di timidi segnali di ripresa (a seconda delle aree interessate), è ancora in essere ed è sempre più preoccupante per la durata.

Nel 2008 i lavoratori regolari versanti in Cassa Edile ad Alessandria erano circa 8500 attualmente sono  4000 quasi il 50%.

Ben più di 4500 lavoratori in meno nella sola provincia di Alessandria circa 25000 in meno in tutto il Piemonte.

Le imprese attive regolari ad Alessandria nel 2008 erano circa 1500 ad oggi il numero è sceso a 700 ben 800 imprese in meno. La media attuale dei lavoratori per impresa è di 3,5.

E stato un crollo che mediaticamente ha fatto meno rumore di altri settori perchè se chiude un impresa con 3 dipendenti difficilmente finisce sui giornali a meno che i lavoratori non salgano sulle gru (ed è avvenuto  spesso) ma sommando tutte le imprese che non esistono più, il numero di disoccupati diventa impressionante.

Il crollo in edilizia ha anticipato di 3 anni la grande crisi di tutti i settori ed è il compartimento che fatica di più ad uscirne, c'è stato un timido cenno di ripresa nell'estate 2019 bloccato immediatamente dall'evento pandemico COVID.

Dopo il Covid il settore sta ripartendo con fatica e si confida nelle decisioni prese dal governo sulle opere strategiche e sul Superbonus 110% anche se bisogna proseguire spediti prima che il crollo sia definitivo.

Il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione guadagni hanno aiutato a mantenere attualmente i posti di lavoro ma siamo preoccupati di cosa possa accadere appena questi provvedimenti terminano rischiamo di avere ulteriori licenziamenti e un aumento della disoccupazione.

La crisi è stata acuita anche dalle scelte di tutti i governi che si sono succeduti (sia di centrodestra che centrosinistra) perchè non hanno accelerato il sistema delle infrastrutture, anzi sono state rallentate, basti pensare che in Piemonte tutte le grandi opere sono state contrastate ed hanno avuto iter difficoltosi con un numero impressionante di imprese fallite.

La Torino Lione forse partirà a breve, la Città della Salute è ancora sulla carta, i lavori al Col di Tenda sono ripartiti da poco dopo un blocco di quasi un anno, l'autostrada Asti Cuneo non è ancora conclusa, l'unico lavoro che procede è il Terzo Valico dei Giovi che dopo esser stato messo in discussione è proseguito senza interruzioni in seguito al crollo del Ponte Morandi.

Come dicevo nella mia presentazione sono un minatore che lavora  sul terzo valico, ed essendo residente nel territorio posso dire che senza questa grande opera, che ha portato una boccata d'ossigeno nel nostro territorio, sarei quasi sicuramente uno dei tanti disoccupati di cui parliamo nelle nostre statistiche e probabilmente anche tanti miei compagni di lavoro.

Una parte degli imprenditori edili ha pensato di difendersi dalla crisi operando unicamente sul versante dei costi contrattuali, fuggendo dall'applicazione del  contratto edile e applicando altri contratti.

Il dumping contrattuale, così creato, ha alterato notevolmente i principi basilari di una corretta e libera concorrenza, danneggiando le imprese sane che si sono trovate a competere con imprese irregolari  e costringendo i lavoratori ad operare in cantieri meno sicuri, con salari più bassi e con meno contributi versati, rinunciando anche alle prestazioni erogate dal Sistema Bilaterale di Settore tramite la Cassa Edile.

Lavoratori impegnati sullo stesso cantiere, spalla a spalla con tutele differenti e salari notevolmente più bassi costretti ad accettare qualsiasi imposizione per poter portare la pagnotta a casa e questo lo riscontriamo anche sulle grandi opere.

Dobbiamo ricordare che la formazione sulla sicurezza e la formazione edile dei lavoratori che operano in un cantiere sono specifici e devono essere erogati dagli enti bilaterali di settore, pertanto nei cantieri l'unico contratto regolare è quello edile.

I dati e le previsioni economiche indicano come lo stato di salute del Paese non sia rassicurante, i dati sulla crescita e sull'occupazione sono ancora sconfortanti.

Per prevenire a tale situazione è necessario rilanciare il lavoro; alle infrastrutture vanno affiancate le opere per la messa in sicurezza del territorio, con i cambiamenti climatici, ad ogni temporale si hanno sempre strade e paesi alluvionati; per far fronte a questi due aspetti sarebbero necessarie, per la nostra provincia, fare investimenti importanti.

Inoltre, la riqualificazione degli edifici e dei centri storici, l'adeguamento alle normative sul risparmio energetico e all'antisismico con l'introduzione di nuovi

materiali, il Bonus 110% dovrebbero produrre anch'essi lavoro di qualità che possa determinare lavoro per la parte sana del sistema, e salario per i lavoratori.

Il rinnovo del CCNL pone le nostre rispettive Organizzazioni di Rappresentanza davanti a scelte importanti ed impegnative, per quanto attiene il ruolo ed i compiti degli Enti Bilaterali Contrattuali, la qualità dei nostri Enti è riconosciuta a livello nazionale, dalle imprese e dai lavoratori; il lavoro da fare però non è per questo meno impegnativo.

Pensiamo che le sfide che dobbiamo affrontare possano e debbano rappresentare un'opportunità per far tornare a crescere il settore.

Il settore edile può fare da traino all'economia nazionale però bisogna sempre salvaguardare il lavoro regolare ed in sicurezza, purtroppo l'edilizia è ancora un settore dove ci sono troppi morti e infortuni spesso alcuni non vengono nemmeno conteggiati perchè sono lavoratori non in regola e senza tutele.

Il settore edile deve ripartire, ma soprattutto ripartire in sicurezza

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CGIL CISL UIL: "VERGOGNOSA LA PROROGA DEL DURC FINO A NOVEMBRE APPROVATA NEL RIPARTI PIEMONTE" Le segreterie piemontesi delle tre Confederazioni stanno valutando le possibilità di impugnare la legge regionale

"È vergognoso che la legge proposta dalla Giunta ed approvata dalla maggioranza del Consiglio regionale proroghi la presentazione del Durc sino a novembre. In edilizia il Durc viene rilasciato nella misura in cui, oltre ai versamenti Inps e Inail, le imprese procedano correttamente agli accantonamenti presso le Casse Edili, come previsto dai Ccnl e Ccpl di settore. I suddetti accantonamenti si riferiscono al pagamento di alcuni istituti contrattuali che attengono al salario, quali: ferie, gratifica natalizia, previdenza complementare, sanità integrativa, formazione e sicurezza. È evidente che un provvedimento così concepito andrebbe a danneggiare in particolar modo i lavoratori, mettendo seriamente a rischio i loro salari".

Lo affermano i segretari generali di Cgil Cisl Uil Piemonte, Pier Massimo Pozzi, Alessio Ferraris e Giovanni Cortese dopo l'approvazione del 'Riparti Piemonte' in Consiglio regionale.

"Il Dpcm del 26 aprile scorso – aggiungono i segretari generali di Cgil Cisl Uil Piemonte – prevede alla base di tutti i protocolli anti covid-19, condivisi con le parti sociali, il ruolo e la centralità degli organismi paritetici e dei Rlst che, con la misura proposta, non avrebbero le risorse necessarie per garantire i controlli e le verifiche previste dalle norme. Come Cgil Cisl Uil regionali, stiamo valutando le possibilità di impugnazione di tale legge, in quanto la materia non rientra fra quelle di esclusiva competenza della Regione e soprattutto interviene su perimetri già normati dagli ultimi Dpcm e dalle leggi di conversione. Quindi, presuppone un conflitto nel nostro ordinamento giuridico con norme di rango superiore. Non ci stupisce che la Giunta non ci abbia coinvolto in nessuna discussione sul cosiddetto Riparti Piemonte né che la maggioranza del Consiglio abbia bocciato gli emendamenti che abbiamo proposto. Restiamo esterrefatti perché la legge regionale: rischia di attirare imprese poco serie negli appalti piemontesi; di aumentare, in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, la possibilità di infiltrazioni della criminalità organizzata e di penalizzare, esponendo alla concorrenza al ribasso, le imprese serie e gli imprenditori corretti".

FENEAL UIL - FILCA CISL - FILLEA CGIL PIEMONTE

SOSPENSIONE DEL DURC IN "RIPARTI PIEMONTE" : I SINDACATI REGIONALI DEGLI EDILI INSORGONO CONTRO LA GIUNTA CIRIO.

Per Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL la decisione di sospendere il DURC in edilizia, fino a tutto novembre, è un regalo alle imprese irregolari del Presidente Alberto Cirio e della sua giunta. È evidente a tutti che a farne le spese saranno i lavoratori che perderanno pezzi importanti di salario e contribuzione e le imprese regolari che verranno spinte fuori mercato. Giuseppe Manta, segretario generale FENEAL Uil Piemonte, esprime forte disappunto. "Il Presidente Cirio, decidendo di non ascoltare ancora una volta i tanti appelli di chi rappresenta i lavoratori del settore, commette un clamoroso errore. Sospendere il DURC non significa sburocratizzare, tutt'altro, significa liberalizzare in maniera incontrollata e selvaggia colpendo le imprese serie e favorendo le irregolarità. Quando a dicembre molti lavoratori, per colpa di questa norma, non prenderanno la tredicesima, vorrà dire che li porteremo sotto il palazzo della Regione. Per Massimo Cogliandro, segretario generale della Fillea CGIL Piemonte, "ciò che preoccupa maggiormente è che la scelta della giunta Cirio è stata chiara e consapevole. Evidentemente oggi, per una parte della politica, la regolarità e la legalità sono da considerarsi un freno all'economia. Il Durc, obbligatorio in edilizia dal 2005, fu introdotto proprio per distinguere e proteggere le imprese regolari (quelle che pagavano correttamente tasse e stipendi ai lavoratori) da quelle irregolari, con l'obiettivo di impedire la concorrenza sleale. Con questa scelta scellerata di sospenderlo la giunta Cirio fa passare un messaggio ambiguo e pericoloso, riportando un settore delicato e border line in Piemonte al far west precedente all'introduzione della norma. Per Piero Tarizzo di Filca CISL Piemonte, "il DURC sospeso dalla Regione fino al 30 novembre, non è burocrazia né una tassa aggiuntiva, ma certifica il versamento dei contributi, Inps Inail ai lavoratori per la pensione, la sanità e gli infortuni, più le loro ferie, tredicesima e TFR in Cassa edile. Sono soldi sacrosanti dei lavoratori. Senza versare i soldi del DURC 30.000 operai in Piemonte già penalizzati dalla cig e dai mancati anticipi delle banche, non avranno neppure i soldi delle ferie. Avremmo una tensione sociale non più gestibile. Oltre al danno anche la beffa: le imprese furbe che non pagheranno risulteranno in regola per gli appalti, portando via il lavoro e benefit a quelle sane che hanno pagato". Cogliandro, Manta e Tarizzo non escludono che anche le tre federazioni degli edili piemontesi impugnino la norma al TAR.

Torino, 30 maggio 2020 UFFICI STAMPA

 

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Domenica, 10 Maggio 2020 18:45

#RIPARTI Piemonte, ma in regolarità

La fase 2 è cominciata ed anche il settore delle costruzioni si è messo in movimento, in Italia alcuni cantieri pubblici erano già ripartiti ed ad oggi sono circa il 50 % dichiara il Segretario Generale Feneal Uil Piemonte, GIUSEPPE MANTA.

In Piemonte sono ripartiti i cantieri del Terzo Valico dei Giovi con tutte le precauzioni e con l'insediamento del Comitato Aziendale della Sicurezza come previsto dal protocollo all'interno dell'accordo Interconfederale del 24 aprile 2020 firmato da CGIL CISL UIL, Mit, Ministero del Lavoro, Stazioni Appalti Pubblici e Parti. In tutte le province come FENEALUIL FILLEA CGIL FILCA CISL Piemonte abbiamo chiesto l'istituzione urgente dei Comitati Territoriali per andare incontro alla ripresa con la certezza che la sicurezza sia applicata su tutti i cantieri sia pubblici che privati. Si presume che entro il 18 maggio quasi il 100% delle imprese sopravvissute riprendano il lavoro. Le difficoltà sono dovute al reperimento dei DPI quali mascherine, guanti ecc.. Tramite gli Enti Bilaterali del Settore si è cercato di provvedere aiutando imprese e lavoratori purtroppo i tempi di consegna sono lunghi e non tutti sono riusciti a reperirli. La ripresa dovrà essere monitorata su molti aspetti, non si può mettere a repentaglio la salute dei lavoratori per il profitto e nello stesso tempo bisogna salvaguardare le imprese regolari e sane dalla concorrenza sleale da parte di imprese irrispettose delle regole che possono trovare terreno fertile.

Dalle organizzazioni nazionali è arrivato un monito al settore attraverso un comunicato stampa in cui i tre Segretari Nazionali Panzarella (FENEAL UIL) Genovesi (FILLEA) e Turri (FILCA) dichiarano: "Ai tanti che oggi dichiarano di voler combattere il lavoro nero, consigliamo una semplice ed efficace operazione: vincolare tutti gli incentivi per risparmio energetico, sisma bonus, ristrutturazioni al possesso del Durc di Congruità. Cioè alla documentazione emessa dalle Casse Edili che certifica che i lavori per cui lo Stato ci mette praticamente l'intero importo, sono stati svolti da un numero congruo di lavoratori, e che è stato applicato correttamente il Contratto Collettivo edile". Purtroppo sembra che la Regione Piemonte voglia proseguire per altre strade che rischiano di creare notevoli problemi sia dal punto di vista della regolarità che dalle infiltrazioni mafiose.

Nel disegno di Legge Regionale n.95 presentata il 5 maggio 2020 al Titolo 5 , Art 65 e 66 affronta questi due argomenti lasciando le maglie troppo larghe per quanto riguarda la regolarità in nome di una ripartenza a tutti i costi mettendo le regole in secondo piano. Nel Settore Edile che è uno dei settori più colpiti dal problema delle infiltrazioni mafiose e malavitose non esigere immediatamente da parte delle imprese il certificato antimafia può essere controproducente e soprattutto la proroga del durc al 31 gennaio 2021 rischia di essere devastante.

Si dà modo alle imprese irregolari di non esibire il Documento di Regolarità Contributiva per oltre un anno con danno ai lavoratori ed alle imprese serie e regolari.

Queste imprese possono permettersi per un anno di non pagare contribuzione INAIL INPS e CASSA EDILE e in un anno come Sindacato delle Costruzioni abbiamo visto nascere moltissime imprese che incassati i soldi dei SAL (Stato Avanzamento Lavori), non hanno pagato i lavoratori, i fornitori ed i contributi, hanno dichiarato la chiusura. C'era già stata la proroga a livello nazionale sino al 15 giugno 2020 e come OO.SS. non eravamo soddisfatte, questa ulteriore proroga chiesta dalla regione Piemonte è inconcepibile.

Il Settore ha bisogno di imprese sane ed in regola che non vengano messe in difficoltà da imprenditori da quattro soldi che approfittano di falle nel sistema dei controlli, i lavoratori hanno bisogno di avere certezze della retribuzione, della contribuzione e dei versamenti in Cassa Edile, se per un anno non hanno versamenti in cassa edile ma l'impresa continua il lavoro impunemente rischiano di non ricevere la Gratifica Natalizia, le Ferie, l'Anzianità Professionale oltre al TFR ed i contributi pensionistici. RIPARTI PIEMONTE deve avvenire in regolarità non deve prevedere norme che inficiano la regolarità già difficoltosa del settore che conta a livello nazionale oltre 400 mila lavoratori irregolari.

GIUSEPPE MANTA

SEGRETARIO GENERALE FENEALUIL PIEMONTE

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Il settore delle costruzioni non si arrende e torna a farsi sentire.

Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil consapevoli dell'importanza del comparto delle costruzioni per il rilancio del lavoro e dell'economia dell'intero Paese come ovviamente per l'occupazione hanno organizzato per il prossimo venerdì 15 novembre in 100 città italiane la mobilitazione Noi non ci fermiamo.

Ad Alessandria è previsto un nutrito presidio dei lavoratori del settore che si terrà davanti alla Prefettura di Alessandria dalle 10.30 alle 12 di venerdì 15 novembre.

L'obiettivo di Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil è concreto: riaprire i cantieri fermi e bloccati per il bene del Paese. Per evitare che l'Italia resti in una posizione di stallo, nonostante i primi timidi segnali di ripresa dopo un decennio buio, è fondamentale una politica industriale per la creazione di lavoro che deve passare per infrastrutture e messa in sicurezza del territorio. Questo farebbe avanzare il Paese, dando posti di lavoro stabili.

Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno lavorato ad una piattaforma completa da presentare al Governo contenente un piano di proposte concrete incentrata sul rilancio dei settori costruzioni e materiali.

Negli ultimi 10 anni abbiamo infatti assistito alla perdita di 800 mila posti di lavoro e la scomparsa di 120 mila aziende prevalentemente artigiane e di piccole dimensioni, ma ad icassare la crisi sono state anche le imprese grandi e le cooperative. L'Italia ha bisogno di un piano straordinario di messa in sicurezza di strade, viadotti, rischio sismico e dissegno idrogeologico, come la cronaca ha ben testimoniato negli ultimi anni.

Le tre sigle unitariamente chiedono di essere convocate dal Governo e poter presentare così la piattaforma di rilancio e riqualificazione di un settore determinante per il bene del Paese, la sua credibilità e il tessuto sociale.

Le opere avviate meritano di essere completate, va costituito un fondo nazionale di garanzia creditizia che permetta di portare a termine il lavoro nei cantieri nel rispetto delle scadenze, investimenti sulla qualificazione delle stazioni appalatanti, revisione del codice appalti mantenendo alte le tutele per i lavoratori, rimodulare il sistema degli incentivi per edifici residenziali e industriali come ristrutturazioni, efficientamento energetico e inoltre promozione della qualificazione delle imprese, rafforzando il meccanismo del DURC nel rispetto del corretto costo della manodopera e dei contratti collettivi di categoria.

Tutte queste proposte sono concrete e proseguono il percorso già iniziato con la proposta legislativa Stesso lavoro, stesso contratto che punta su salute, sicurezza, formazione degli addetti ai lavori e contrasto del dumping contrattuale.

 

Feneal-UIL                Filca-CISL            Fille-CGIL

Paolo Tolu            Piero Tarizzo          Rocco Politi

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"La strage continua"
Un altro lavoratore ha perso la vita durante lo svolgimento della propria mansione. E' accaduto nuovamente ieri quando un operai edile, SOTIRI KOSTANDIN, 58 anni, Albanese da 27 anni in Italia, ha perso la vita in un cantiere edile dell'Ovadese.

L'ennesimo infortunio mortale accaduto in provincia di Alessandria dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto siano urgenti interventi efficaci per contrastare quella che è diventata una vera emergenza nazionale con undrammatico aumento dei morti sul lavoro.
Purtroppo molte altre priorità ed "emergenze" vengono poste all'attenzione pubblica e sono oggetto di interventi del Governo e di provvedimenti legislativi mentre la tutela della salute nei luoghi di lavoro è totalmente assente dal dibattito politico.

Considerato inoltre anche la scelta del Governo di intervenire modificando e semplificando la legislazione sugli appalti non appare coerente con la necessità di fornire in questo settore maggiori garanzie in merito alla tutela della salute nei luoghi di lavoro.
L'aumento degli incidenti sul lavoro e, soprattutto, degli infortuni mortali, richiede uno sforzo importante da parte di tutti con scelte politiche conseguenti.
ancora molto si può e si deve fare a patto che Imprese e Politica vogliano davvero investire sulla sicurezza sul lavoro.
Purtroppo le disposizioni del Governo che, con la legge di bilancio 2019 ha ridotto di oltre il 30% i premi assicurativi antinfortunistici che le imprese hanno l'obbligo di pagare all'Inail, non pare vadano in questa direzione .
Proprio per questo è importante contrattare sul territorio e con le stazioni appaltanti misure a sostegno della sicurezza e della dignità del lavoro.


Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL di Alessandria

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A varare il Fondo sanitario integrativo per i dipendenti edili, rivolto a circa 600mila operatori del settore, le Parti datoriali e i sindacati delle costruzioni

Sanedil è il nuovo strumento per le prestazioni sanitarie e sociosanitarie di circa 600mila lavoratori del settore edile.  Si sono, infatti,  concluse, il 9 luglio, le intese tra tutte le Parti Sociali più rappresentative dell'edilizia, firmatarie dei contratti collettivi nazionali: Ance, Alleanza delle Cooperative, Anaepa Confartigianato, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai Edilizia, Confapi Aniem, assieme ai Sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Obiettivo del nuovo strumento è quello di garantire prestazioni sanitarie e sociosanitarie omogenee a livello nazionale per i lavoratori dell'edilizia e per tutti coloro che intervengono nel suo processo produttivo. Si tratta di un ulteriore tassello che arricchisce e potenzia il welfare   e l'insieme  delle tutele dei lavoratori, già garantiti dal mondo della bilateralità edile.

Il Fondo si affianca ai pilastri già consolidati nel sistema degli enti paritetici del settore: previdenza complementare, regolarità del lavoro, formazione e sicurezza degli addetti.

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Per scongiurare l'approvazione di una legge pericolosa per il settore degli appalti pubblici e per i lavoratori, Cgil, Cisl e Uil con le categorie nazionali promuovono martedì 28 maggio alle ore 9.30 una manifestazione unitaria a Roma, in Piazza Montecitorio.

«Con il decreto Sblocca cantieri – dichiarano le tre Confederazioni – il Governo mira a stravolgere il Codice degli appalti pubblici e riconsegnare il sistema nelle mani delle consorterie dei comitati d´affari, in un Paese come l'Italia ad altissima possibilità di infiltrazione mafiosa. Un provvedimento che produrrà meno lavoro sicuro e garantito».

«Quella di martedì prossimo sarà una mobilitazione – aggiungono in conclusione Cgil, Cisl e Uil – contro la corruzione, l´illegalità, lo sfruttamento e per la qualità negli appalti pubblici, per la sicurezza sul lavoro, l'occupazione, gli investimenti e lo sviluppo».

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