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La Regione Piemonte ha emanato una circolare che consentirà alle organizzazioni antiabortiste di proporre la loro propaganda ideologica all’interno di ospedali e consultori, luoghi che invece dovrebbero essere deputati alla promozione della libertà di scelta e di autodeterminazione, alla tutela della salute delle donne così come delle persone transessuali che necessitino di cure o assistenza. Aprire i consultori a queste organizzazioni integraliste significa mortificare, mettere in difficoltà, ostacolare una volta di più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza.

Diritto formalmente consentito dalla legge 194 ma, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, la burocrazia e la carenza di personale medico. E’ proprio su questo piano che tentano di insinuarsi i soggetti antiabortisti e di estrema destra. A livello internazionale possiamo vedere come in Polonia e in Ungheria questi movimenti stiano impedendo il diritto all’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto. In Italia i provvedimenti su base regionale che tentano di ostacolare ulteriormente il diritto di scelta sui nostri corpi si stanno moltiplicando.

A partire da regioni come Piemonte, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo e Friuli, si sta tentando di realizzare un disegno politico repressivo più ampio: si rendono le procedure più complesse per il diritto all’aborto, si tenta di ampliare l’obiezione di coscienza, si introducono vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della RU486, si tenta – e in alcune regione si riesce – di divulgare attraverso gli stessi enti pubblici la propaganda antiabortista. I consultori, costantemente dimenticati dalle istituzioni e con sempre meno finanziamenti e meno personale, hanno un ruolo importantissimo sul territorio e devono essere rilanciati come luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni, accessibili, garanti della libertà delle donne e delle persone Lgbt.

Per questo vogliamo difendere e attuare la Legge 194

E’ da anni (da quando è stata promulgata) che scendiamo in piazza a difesa di questa legge per chiedere la sua piena attuazione e la tutela di nuovi diritti ancora troppo spesso ignorati: l’accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche di ogni genere; l’accesso davvero sicuro, gratuito e garantito all’interruzione di gravidanza; un’educazione sessuale nelle scuole per una sessualità consapevole; consultori accessibili, accoglienti e finanziati; consultori per donne della terza età. Questo è ciò che serve, non la propaganda contro le donne!!

INVITIAMO CHIUNQUE ABBIA A CUORE L’AUTODETERMINAZIONE E IL DIRITTO ALL'ABORTO A PARTECIPARE AL PRESIDIO DI SABATO 17 APRILE DALLE ORE 16,30 ALLE 18,30 DAVANTI AL COMUNE DI ALESSANDRIA. Si raccomanda la scrupolosa osservanza di tutte le misure anti – Covid mantenendo le distanze e partecipare solo con mascherina per la tutela collettiva


Aderiscono:


CGIL ALESSANDRIA
UIL ALESSANDRIA
TESSERE LE IDENTITA’
ME.DEA
A.N.P.I ALESSANDRIA
CONFERENZA DELLE DONNE DEMOCRATICHE
CONSULTA DI BIOETICA ONLUS
CASA DI QUARTIERE ALESSANDRIA
FORUM DONNE ARTICOLO UNO

La Uiltrasporti di Alessandria in merito alla replica dell’Amministratore Unico di A.M.V. Igiene Ambientale Contotto Roberto apparsa su alcuni organi di informazione ritiene con la presente opportuno puntualizzarne alcuni punti.

Partiamo dalla fine e cioè dal fatto che il Sindacato non abbia una vera conoscenza della situazione aziendale e che abbia in qualche modo semplificato la propria funzione ascoltando i mal di pancia di un singolo lavoratore.

La Uiltrasporti, consapevole del ruolo che ricopre, quando stabilisce di rendere pubbliche alcune condizioni lo fa dopo aver attentamente monitorato le contingenze interne di un’Azienda  e principalmente dopo essersi confrontata con i propri iscritti, che nel caso specifico sono circa il 50% della componente delle risorse umane alle dipendenze di AMV,  di cui la quasi totalità impiegata in servizi operativi sul territorio, quindi fini conoscitori delle difficoltà e delle insufficienze legate alla flotta mezzi aziendali, e da qui la naturale difficoltà, della stessa, a gestire la normale organizzazione del lavoro che va a comporre il nastro lavorativo settimanale, organizzazione che viene fatta in totale spregio del CCNL di Categoria che prevede, nel caso specifico,  l’informazione puntuale e preventiva alle Segreterie delle OO.SS.

Mentre in data 31 marzo u.s. l’A.U., nel replicare al nostro comunicato del 30, precisava che l’Azienda non aveva criticità nel comparto mezzi e che quindi non ritiene di doverne acquisire di nuovi, appare sugli stessi organi di informazione, nella stessa giornata, un comunicato dell’azienda che denunciava l’impossibilità di svolgere la regolare raccolta a causa della rottura dell’unico mezzo mono-operatore operativo su tre, le foto pubblicate on-line oggi 12 aprile non lasciano dubbi sulla realtà della situazione.

Risulta alla scrivente, ed è stato visto da tutti i cittadini, che in città a svolgere alcuni  servizi, visto che quelli di proprietà AMV erano fuori uso, siano state chiamate a prestare la propria opera alcune aziende del settore della provincia,  e  che tale criticità ha  trovato soluzione ben nove giorni dopo, ovvero nella giornata del 10 aprile,  con la riparazione di uno dei tre  mezzi inseriti nella  flotta aziendale. Appare ancora più strana la scelta aziendale, a loro dire volta a razionalizzare i costi, di non utilizzare un dipendente in orario notturno con un turno settimanale, ritenendo meno oneroso esternalizzare temporaneamente il servizio, pagando il noleggio del camion e dell’operatore della ditta individuata per sopperire alla mancanza di mezzi aziendali perché guasti.

Come tutte le macchine datate ed i mezzi operativi di AMV non fanno differenza quando li “rappezzi” per un guasto ne esce un altro subito dopo, ma a questo punto, se davvero come dichiara l’Amministratore Unico, ha le capacità economiche per fare un cambio completo del parco mezzi, perché non prendere in considerazione un investimento serio e mirato su alcune tipologie di macchine oramai vetuste, e non ricorrere ciclicamente sugli stessi mezzi con riparazioni e soluzioni precarie?

Siamo così sicuri che a lungo termine sia così conveniente?

Il problema mezzi, ovviamente, non riguarda esclusivamente i mono- operatori ma tutti quelli in dotazione all’azienda. Tale situazione rende difficile un efficiente servizio all’utenza, creando anche evidenti ripercussioni  sulla sicurezza e sui carichi di lavoro dei dipendenti, in quanto ogni servizio è strutturato per il mezzo operativo che lo deve svolgere, vuoi per la tipologia di contenitore da svuotare, vuoi per il percorso cittadino che deve fare, con vicoli e vicoletti inseriti nella zona in cui operare. Questo è il motivo per il quale denunciamo da parecchi anni il ricorso alle proroghe in sostituzione dell'affidamento che darebbe l’accesso, in questo periodo temporale, a prestiti molto vantaggiosi attraverso il Recovery Fund.  Non capiamo a quali norme faccia riferimento l’Amministratore Unico quando parla di difficoltà ad avere l’affidamento visto che altre aziende sul territorio piemontese lo hanno ottenuto, negli stessi anni in cui loro lavoravano in proroga.

La rivoluzione “Copernicana” enunciata dall’A.U. infine, tocca un tema di fondamentale importanza per la sopravvivenza di un’azienda e l’opera fin qui svolta dall’A.U. non sembra tenerne conto. Per questo non trova la condivisione del sindacato l’eliminazione delle gerarchie interne, in quanto non tiene conto del concetto di un’applicazione di progettazione organizzativa intesa come una complessa attività attraverso la quale l’idea imprenditoriale tradotta in strutture e ruoli vengano ritenute necessarie per fornire le prestazioni attese dagli attori e dagli ambienti istituzionali.

Cancellando quelle figure professionali che hanno costruito le loro conoscenze e capacità durante anni di lavoro svolti interamente sul campo, avocando a se stesso alcune di queste competenze, nella fase in cui il bacino deciderà di affidare il servizio, invece che prorogarlo vorremmo sapere chi si occuperà a questo punto della progettazione futura e chi più banalmente ne seguirà il percorso. A questa lacuna probabilmente, si porrà rimedio facendo ricorso a figure professionali esterne, mediante consulenze, mal costume in uso da troppe parti, così facendo si è risparmiato sul costo del personale dipendente perdendo però di vista i costi operativi, che anche stavolta ricadrebbero sull’utenza finale, ovvero il cittadino.

Alessandria, lì 12 aprile 2021

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Le segreterie provinciali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di Alessandria, in occasione dello sciopero nazionale del 29/30 Marzo dei settori Merci, Logistica e Trasporti, hanno organizzato i seguenti luoghi di presidio in provincia di Alessandria: Ilva Novi Ligure, Interporto, Loc. Sanguglielmo, FM logistica Predosa e filiale Amazon Fubine , quest'ultimo si fara' dalle 8 alle 10, tutti gli altri dalle 5 del mattino in avanti.
Pubblicato in Notizie: UIL Trasporti

Le Organizzazioni Sindacali CGIL e UIL di Alessandria, a seguito della notizia della ricomparsa all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Alessandria di oggi, 17 febbraio 2021, della discussione sulla pillola abortiva RU486, esprimono la propria totale contrarietà per la circolare della Regione Piemonte che obbliga al ricovero ospedaliero le donne che vorranno sottoporsi ad aborto farmacologico tramite la pillola Ru846 e che tale ordine del giorno sostiene pienamente.

Questa circolare è in pieno contrasto con la disposizione del Consiglio Superiore di Sanità che lo scorso 4 agosto aveva espresso parere favorevole al ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico fino a 63 giorni, ovvero 9 settimane compiute di età gestazionale. Questo deve avvenire nelle strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate, collegate all'ospedale ed autorizzate dalla Regione, nei consultori oppure in regime di day hospital.

CGIL e UIL di Alessandria ribadiscono la totale validità della legge 194 del 1978 e ne richiedono l'applicazione nel rispetto dell'inalienabile diritto all'autodeterminazione e alla libera scelta delle donne.

In un periodo come quello attuale, caratterizzato dall'emergenza economica e dalla crisi pandemica, è inaccettabile che il Consiglio Comunale di Alessandria si immagini una discussione su come limitare l'accesso delle donne ad un diritto previsto dalla legge. Oggi più che mai è invece necessario rafforzare tale diritto ed estendere la facoltà di esercitarlo in un numero sempre maggiore di strutture, destinando le risorse in questa direzione.

Qualora tale discussione dovesse proseguire in Consiglio Comunale, CGIL e UIL di Alessandria adotteranno tutti gli strumenti per la tutela dei diritti delle donne e contro questo ennesimo attacco alla libertà.

Per CGIL Maria Iennaco   per UIL Adele Di Meo

Alessandria, 17/02/2021

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Nella disputa per la suddivisione degli investimenti derivanti dal Recovery Found, si colloca anche la richiesta del sindacato pensionati tesa ad ottenere il miglioramento delle R.S.A. nell'integrazione con la cura, il territorio, la domiciliarità.

La curva demografica si presenta inesorabile, tra qualche anno le persone con più di 65 anni saranno un terzo della popolazione italiana.

Dal punto di vista sanitario, gli anziani denunciano prevalentemente malattie croniche, degenerative, neoplastiche, cardiocircolatorie e metaboliche.

Occorre sempre più costruire un'adeguata rete di cura e assistenza sul territorio, quindi il potenziamento delle cure di prossimità con maggiori stanziamenti per i L.E.A.P. ( livelli essenziali di assistenza e prestazioni ).

L'anziano non autosufficiente ha diritto di invecchiare a casa propria perché è comunque portatore di un progetto di vita.

Ciò non vuol dire accantonare le R.S.A. perché ci sono e ci saranno sempre persone che per la gravità delle patologie o per difficoltà familiari non possono essere assistite a domicilio, ma gli anziani non affetti da gravità, ancorchè non autosufficienti, possono essere presi in carico dal sistema sociosanitario a casa loro, con un progetto personalizzato.

Per fare tutto ciò occorrono investimenti adeguati tesi a potenziare la rete territoriale di medici e infermieri dedicati, fisioterapisti di prossimità, personale che possa offrire anche a domicilio assistenza quale ad esempio: bagno assistito, pasto, fisioterapia, esercizi di palestra ecc.

Le R.S.A. nel contempo manterrebbero una adeguata componente sanitaria, tenendo conto   che accolgono sempre più soggetti con gravi patologie facili al riacutizzarsi.

Per fare un esempio che riguarda il nostro territorio, si calcola che in Piemonte ci siano almeno cinquantamila anziani che necessitano di assistenza e che non ricevono adeguato supporto sociosanitario, con costi enormi a carico delle loro famiglie.

Si tratta anche di percorrere una inversione della cultura nordeuropea dell'anziano che deve terminare la propria esistenza in un collegio-ricovero anche quando, con qualche aiuto, ne potrebbe fare a meno.

Un simile progetto sgraverebbe le R.S.A., rendendole più " attente " alle pandemie come quella che ci sta invadendo in questi momenti drammatici della vita sociale, certo richiede maggiori investimenti nella sanità, per questo il sindacato chiede anche il ricorso al MES, scioccamente ritenuto inutile da alcune forze politiche.

Nel tempo, però, ne siamo convinti, ancorchè riumanizzare l'esistenza dei nostri anziani, si tradurrebbe in sicuri risparmi perché curare la salute significa prevenzione quindi, nel lungo termine, risparmio.

Pubblicato in Notizie: UILP

SE LA REGIONE NON PROVVEDERA' NELLE PROSSIME ORE AD UNA MASSICCIA ASSUNZIONE DI PERSONALE SANITARIO, TECNICO SANITARIO E DI SUPPORT SIAMO PRONTI A MOBILITARCI

In questi ultime settimane abbiamo assistito ad una serie di gravi carenze programmatiche da parte della Regione in merito al contrasto dell'emergenza Covid e la messa in sicurezza di tutto il personale del Servizio Sanitario Regionale.
Tra le varie spiccano certamente:
- la mancata attivazione dei Covid Hospital e la tardiva e in alcuni casi discutibile riorganizzazione della Rete Ospedaliera mediante la riconversione di 16 Presidi Ospedalieri del territorio piemontese;
- il mancato potenziamento del territorio e dell'assistenza infermieristica domiciliare;
- la tardiva esecuzione dei tamponi per il personale delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere del Piemonte, che ha determinato l'incompleta mappatura degli organici (che ad oggi si stima che i dipendenti contagiati superino il migliaio di unità) e il previdibile collasso dei laboratori analisi ospedalieri che hanno dovuto far fronte ad afflussi abnormi di utenti al di sopra della capacità di risposta;
- l'assenza di garanzia per tutto il personale della distribuzione delle mascherine FFP2.
Oltre tutto ciò, dobbiamo constatare con assoluto disappunto che di fronte ad una emergenza sanitaria che sta travolgendo il nostro territorio come tutto il Paese, la Regione abbia dato indicazioni
alle Aziende Sanitarie di "redistribuire ed impiegare per le attività ospedaliere, territoriali e di prevenzione connesse al trattamento ed al contenimento dell'epidemia Covid" il personale "liberato
dalle attività ordinarie", piuttosto che intervenire con un provvedimento d'urgenza per l'assunzione straordinaria di personale sanitario, tecnico sanitario e di supporto.
E' del tutto evidente che servono immediatamente assunzioni a tempo indeterminato, in numero adeguato, che garantiscano non solo la copertura del turn over ma anche l'aumento e il
rafforzamento strutturale delle dotazioni organiche.
Infine, troviamo incomprensibile, da parte della Regione, l'avvio di bandi di assunzione per Tempi Determinati della sola durata di 12 mesi quando, a rigor di logica, prolungare la durata contrattuale fino a 36 mesi consentirebbe una risposta in termini di candidature maggiormente apprezzabile poiché più attrattiva dando luogo alla possibilità futura di avviare un percorso di stabilizzazione.
Avevamo segnalato tutto questo già in primavera, con larghissimo anticipo rispetto alla drammatica seconda ondata pandemica. Memore degli enormi sforzi e sacrifici fatti dal personale sanitario
durante la prima ondata, la Regione Piemonte poteva fare molto per potenziare la capacità di risposta a questa nuova emergenza garantendo quel bene collettivo primario che è la salute e la sicurezza di chi lavora per garantirla a tutti.
Avremmo sperato di non dover denunciare, nuovamente, gli stessi gravi fattori di rischio per il personale già denunciati a marzo e la stessa sostanziale inerzia condita, questa volta, da incapacità
previsionale della Regione Piemonte.
Per tutto quanto sopra annunciamo che, se nei prossimi giorni non verrà invertita la rotta e la Regione non darà un effettivo riscontro alle nostre richieste di assunzioni straordinarie, siamo pronti a
mobilitarci a salvaguardia delle lavoratrici e lavoratori del Servizio Sanitario Regionale.


Torino 4 novembre 2020.


FP CGIL PIEMONTE CISL FP PIEMONTE UIL FPL PIEMONTE
Massimo ESPOSTO Alessandro BERTAINA Roberto SCASSA
FP CGIL MEDICI e DIRIGENTI SSN CISL MEDICI UIL FPL MEDICI
Paolo NUCCIO Germano GIORDANO Emiliano MAZZOLI

C'è un settore che occupa oltre 600.000 lavoratori su territorio nazionale e che ad oggi vanta il triste primato di una paga base tra le più basse del panorama del mondo del lavoro. Questo settore è quello delle pulizie e multiservizi, e proprio negli ultimi e difficilissimi mesi di pandemia e lockdown è stato riscoperto da tutti come essenziale e indispensabile per garantire la salute e la sicurezza sui posti di lavoro. Questi addetti lavorano non solo nelle corsie degli ospedali, nella sanificazione delle sale operatorie, ma anche nelle aziende pubbliche e private per il mantenimento di un ambiente pulito e salubre per tutti i lavoratori.

Il 7 ottobre scorso un numero elevatissimo di delegate e delegati di questo comparto, ben 1500, si sono confrontati online durante una grande riunione sindacale per avviare una mobilitazione nazionale che mercoledì 21 ottobre farà tappa anche ad Alessandria contemporaneamente ad altre città italiane compresa Roma.

E' previsto, salvo modifiche legate al nuovo decreto, un presidio davanti alla Prefettura per le 10 di mercoledì 21 e a seguire i sindacati di categoria Filcams, Fisascat, Uil Trasporti e Uiltucs hanno chiesto un incontro in Prefettura per esporre la problematica di un intero comprato produttivo in attesa di un rinnovo contrattuale, di un adeguato riconoscimento della professionalità acquisita e di un aumento contrattuale urgente più che mai in questo periodo.

"Anche nei giorni di maggiore paura e confusione dovuta alla pandemia arrivata così improvvisamente, io e i miei colleghi non ci siamo mai tirati indietro per garantire un ambiente sanificato e sicuro, nonostante avessimo paura del contagio e il materiale a disposizione non è stato da subito adeguato". Così parla Nando, da 15 anni addetto alle pulizie in una delle maggiori aziende gommaplastica della provincia e delegato UIL.

"L'ospedale, fino a quel momento il mio consueto luogo di lavoro, nell'arco di pochi giorni si è riempito di nuovi e gravi pazienti affetti da sintomi Coronavirus e noi abbiamo dovuto rimboccarci le maniche, mettere da parte la paura e continuare a prestare servizio, per tutto il turno e oltre, indossando nuove ingombranti protezioni che rendevano il lavoro più faticoso, nella consapevolezza che fosse la cosa giusta e indispensabile da fare". Questo il ricordo del terribile marzo raccontato da Daniela, addetta pulizie all'ospedale civile di Alessandria e delegata Filcams CGIL.

Infine Domenica, delegata Fisascat CISL, ricorda come da sette anni e mezzo il contratto sia fermo: "Non vogliamo più essere invisibili, ma rivalutati per il lavoro che svolgiamo, in tutte le condizioni possibili, come ampiamente dimostrato".

Per i sindacati l'atteggiamento tenuto dalle parti datoriali non è più sostenibile, basta al rinvio dei tavoli di incontro già calendarizzati.
Serve ora coerenza e un cambio di passo che porti, nel più breve tempo possibile, a risultati concreti. Chiediamo un significativo aumento salariale, un rafforzamento delle tutele normative in situazioni di cambio di appalto oltre all' ampliamento delle misure in ambito salute e sicurezza. Solo il rinnovo del contratto nazionale sarà il dovuto riconoscimento della professionalità e dedizione dimostrata dai lavoratori del settore che non si sono fermati nemmeno nelle fasi più critiche e concitate del lockdown.

Filcams CGIL – Fisascat CISL – UilTucs UIL – UIL Trasporti Alessandria

Pubblicato in Notizie: UIL Trasporti

Con la circolare n. 1588 dell'11/09/2020 il Ministero interviene con gli ennesimi chiarimenti sulla valutazione dei titoli e dei servizi delle GPS nonché sui tempi e le modalità di produzione delle relative graduatorie.

Il ministero ricorda ai dirigenti che le attività di controllo devono essere avviate immediatamente e che gli esiti saranno registrati al sistema informativo a partire dal 21 settembre 2020, data nella quale saranno rilasciate le relative funzioni a cura del gestore del sistema, unitamente al relativo manuale utente.

Restano inoltre in capo al Dirigente scolastico dell'istituzione scolastica di valutazione gli eventuali esposti all'autorità giudiziaria relativi alle "dichiarazioni mendaci" di cui all'articolo 76 del DPR 445/2000.

Infine, che è già possibile utilizzare la funzione di produzione delle graduatorie di istituto che rimarrà sempre disponibile, H24, per tutto il mese di settembre.

Tali graduatorie dovranno essere prodotte per le Istituzioni Scolastiche per consentirne la pubblicazione entro il giorno 12 settembre 2020 e l'avvio immediato, nei limiti stabiliti dalla normativa ed in coerenza con le disposizioni impartite dagli Uffici, delle attività di convocazione.

In ultimo, il ministero ricorda, ad ogni buon conto, che l'attribuzione delle supplenze per l'anno scolastico 2020/21 sarà disposta dalle graduatorie provinciali e di istituto costituite in attuazione dell'OM 60/2020. Le graduatorie di istituto vigenti per il triennio 2017/2018, 2018/2019, 2019/20, ad eccezione della prima fascia, sono ovviamente caducate e inattingibili.

Ciò anche in contrasto con alcune iniziative estemporanee ma di buon senso, di alcuni Ambiti territoriali.

Titolo di accesso

La prima raccomandazione è per il titolo di accesso.

L'istituzione scolastica avrà cura di verificare ulteriormente e immediatamente la corrispondenza del titolo dichiarato con quanto previsto al punto A delle tabelle allegate all'OM 60/2020 relativamente alle diverse graduatorie e con l'ordinamento vigente delle classi di concorso.

▪ I fasce (gli abilitati o specializzati):

Andrà ulteriormente verificato che gli aspiranti abbiano inserito il titolo di abilitazione o il titolo di specializzazione sul sostegno previsto dalla normativa vigente.

▪ II fasce (accesso con il solo titolo di accesso)

Va ulteriormente verificata la correttezza del titolo di studio e la sua completezza, con riferimento ai casi di conseguimento dei crediti formativi previsti per la relativa classe di concorso e dei titoli di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), del D.lgs 59/17 (24 CFU).

Su questo punto la UIL scuola aveva prontamente segnalato come nella procedura online, tra le tante cose, mancasse anche lo spazio dedicato in cui il docente doveva dichiarare l'Ente di rilascio dei titoli relativi ai 24 CFU, dal momento che nella quasi totalità dei casi si tratta di istituti che non hanno nulla a che fare con l'Università in cui si è conseguita la laurea o comunque il titolo di studio. Tale controllo, che poteva avvenire in modo più snello da parte della scuola, conoscendo in anticipo questi dati, è quello che invece creerà più ritardi nella convalida del titolo.

▪ II fascia sostegno

Per le quali il requisito di accesso è aver svolto almeno tre anni di servizio sul sostegno sullo specifico grado: la mancanza del requisito determina il depennamento dalla relativa graduatoria.

Nel caso di titoli di accesso non validi, il DS non sottoscrive il contratto ovvero lo rescinde e ne dà immediata comunicazione all'Ambito territoriale per il seguito di competenza.

Questo è il punto che creerà più confusione, soprattutto nei casi di rescissione dei contratti in corso che non garantiranno un avvio regolare delle supplenze.

Altro titolo

La procedura informatica ha automaticamente decurtato il punteggio nel caso di titolo di accesso contemporaneamente dichiarato quale titolo aggiuntivo, tenendo conto della data di conseguimento. Il Ministero rammenta che i titoli possono essere dichiarati soltanto una volta per ciascuna graduatoria. Eventuali punteggi attribuiti con diversa valutazione da parte dell'ufficio operante, devono essere decurtati in fase di convalida.

Laura triennale/diploma I livello

La laurea triennale o il diploma accademico di I livello sono valutabili solo quando non costituiscono presupposto per il conseguimento del titolo di accesso. Nella fase di valutazione non è stato possibile procedere alla loro esclusione automatica: nella fase di convalida l'aspirante dovrà dimostrare la veridicità della dichiarazione circa la non propedeuticità del titolo. Il ministero ricorda che detto titolo NON costituisce titolo di accesso a nessuna classe di concorso.

Diploma ITS

Relativamente al diploma di Istituto Tecnico Superiore, va verificato il possesso del titolo rilasciato da uno degli Istituti presenti al link http://www.indire.it/progetto/its-istituti-tecnici-superiori/. Tale verifica è stata indicata anche in fase di valutazione, tuttavia quanto dichiarato dagli aspiranti richiede un preciso controllo, per evitare ad esempio la valutazione del diploma di istruzione secondaria superiore.

Assegni di ricerca

Relativamente all'assegno di ricerca il ministero raccomanda di verificare le dichiarazioni. E ricorda che sono valutabili solo le tipologie previste dalla tabella A, e dunque "Attività di ricerca scientifica sulla base di assegni ai sensi dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ovvero dell'articolo 1, comma 14; della legge 4 novembre 2005, n. 230, ovvero dell'articolo 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240" ed è valutabile, come previsto dall'OM e come più volte precisato, il singolo bando vinto, non le annualità di durata o il numero dei singoli assegni.

In merito alla valutazione delle "Attività di ricerca scientifica" sulla base di assegni, la UIL scuola aveva chiesto che venissero considerati in tale valutazione, anche le attività didattica integrative e di ricerca scientifica che includono il Tutorato, la Ricerca scientifica tramite borse di ricerca, la docenza universitaria, proprio ai sensi dell'art. 1, comma 14 L. 230/2005. A parere della UIL scuola non possono essere infatti valutati solo gli assegni di ricerca ed escludere le attività di ricerca e di didattica integrativa.

Diploma di specializzazione

Il ministero raccomanda di verificare la durata pluriennale dei diplomi di specializzazione dichiarati.

Specializzazione sostegno: in particolare raccomanda di verificare, nell'ambito delle dichiarazioni "altri titoli", che l'aspirante sia effettivamente in possesso di specifica specializzazione per il sostegno conseguente alla frequenza di specifica procedura. Non costituiscono infatti titoli di specializzazione master o corsi di aggiornamento variamente denominati relativi ad alunni con disabilità, Bes, DSA etc.

Certificazioni linguistiche

Il ministero raccomanda di verificare il rilascio di tali certificazioni da parte degli enti certificatori riconosciuti dall'Amministrazione e reperibili al link https://www.miur.gov.it/enti-certificatori- lingue-straniere.

Titoli artistici

Il ministero ricorda che va effettuato un controllo accurato sul conseguimento dei titoli di cui ai punti 20, 21, 22, 24, 25, 26 della sezione B, Titoli artistici per le GPS della scuola secondaria di I e II grado.

Titoli di servizio

I servizi svolti presso le istituzioni scolastiche statali sono stati caricati a sistema e richiamati dall'aspirante. Gli altri servizi, non derivanti dal SIDI, devono essere puntualmente verificati.

La circolare non è altro che l'ammissione di responsabilità relativa al fallimento dell'operazione della trasformazione delle graduatorie in GPS.

Sono le raccomandazioni nonché l'individuazione degli errori, non sappiamo se sono quelli definiti dal MI come "errori macroscopici", ovvero la molteplicità di quelli magari microscopici che gli uffici ministeriali e le scuole polo non sono in grado di modificare.

Insomma le graduatorie pazze ci sono e vanno modificate: occorre evitare i ricorsi.

Chi ci pensa? Be' le scuole, i dirigenti scolastici: ancora una volta si scaricano competenze improprie alle scuole che avrebbero dovuto avere il lavoro finito.

La rivoluzione digitale annunciata dal ministro, come era prevedibile, è naufragata e non c'è altra soluzione che aumentare il lavoro delle segreterie, peraltro sguarnite di personale a partire dai DSGA che il ministero si è ostinato ad ignorare.

Le procedure e le responsabilità dei dirigenti scolastici, sono ancora una volta aumentate, si passa dalle molestie burocratiche al decentramento di competenze ministeriali fingendo di non sapere che non ci sono le condizioni per fare ciò che la circolare chiede.

Ecco un'altra delle perle di questo ministero: si ricorre alle scuole come ultima trincea per regolarizzare progetti irrealizzabili per la mancanza dei presupposti della sua realizzazione.

Ora invece di prenderne atto ed assumersi le proprie responsabilità il MI delega la verifica e la regolarizzazione dei contratti a tempo determinato.

Un'azione disperata che a nostro parere non potrà eliminare i tanti contenziosi che si determineranno.

Insomma, cosa dovremo ancora vedere perché qualcuno intervenga?

 

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"Se non partiamo dal rinnovo dei contratti, non possiamo fare passi avanti: è un elemento discriminante". È netta la posizione del Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al tavolo del confronto tra i Sindacati e Confindustria che, proprio oggi, ha preso il via nelle sede dell'Associazione degli imprenditori. "Nessuno disconosce il Patto per la Fabbrica - ha proseguito Bombardieri - che resta un punto di riferimento, ma è bene ricordare che i contratti li sottoscrivono le categorie. Che cosa intendeva il Presidente Bonomi quando ha proposto una rivoluzione nei contratti? La storia insegna che quando la rivoluzione la fanno i potenti, si chiama dittatura. La rivoluzione in questo Paese la si fa ridando potere d'acquisto ai lavoratori e rinnovando i contratti. Se questo non avvenisse, la rivoluzione la faremo andando in tutti i luoghi di lavoro a spiegare quello che succede.

Così come vorremmo parlare di innovazione, ricerca, produttività, ma fino a quando non si sottoscrivono i contratti, è difficile procedere su questi temi. Peraltro, quando facciamo le assemblee nelle fabbriche - ha sottolineato, poi, Bombardieri - sento che i lavoratori parlano della "mia azienda": le aziende, dunque, non sono dei "padroni" ma dei lavoratori, che per farle vivere ci mettono sudore, sangue e, drammaticamente, a volte, anche la loro stessa vita. Ecco perché i contratti devono essere rinnovati.

C'è una notizia positiva - ha precisato il leader della Uil - la mobilitazione dei lavoratori e la determinazione del Sindacato ha prodotto un primo risultato: il Presidente Bonomi ha dichiarato che si impegnerà per far chiudere il contratto della sanità privata. Resta, però, quello del settore alimentare, firmato solo da alcune Associazioni datoriali, e tutti gli altri scaduti o in scadenza. Speriamo che questi ostacoli vengano superati - ha concluso Bombardieri - per proseguire il complessivo confronto interconfederale e per sottoscrivere tutti i contratti".

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Analisi a cura della UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio

4,8 miliardi di euro, al netto dell'IRPEF nazionale e delle addizionali regionali e comunali, è quanto manca nelle tasche dei dipendenti nei mesi di aprile e maggio che, a causa del Covid-19, sono stati posti in cassa integrazione (2,5 miliardi di euro netti nel mese di aprile e 2,3 miliardi di euro netti nel mese di maggio).

Alla Lombardia il primato della maggior perdita delle retribuzioni nette, pari al 25% del totale nazionale (1,2 miliardi di euro), seguita dal Veneto dove i cassaintegrati perdono oltre 608 milioni di euro netti, dall'Emilia Romagna (491 milioni di euro netti) e dal Piemonte (418 milioni di euro netti).

È quanto emerge da un'analisi condotta dalla UIL-Servizio Lavoro, Coesione e Territorio che ha elaborato i dati Inps delle ore autorizzate di integrazione salariale su cui sono state condotte le simulazioni.

Ma quanto incide questa perdita sulle singole retribuzioni mensili dei dipendenti? Tra riduzione dello stipendio e mancati ratei 13° e 14°, spiega Ivana Veronese - Segretaria Confederale UIL, in due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 18% al 37%, a seconda del reddito.

A fronte di circa 1,7 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nei mesi di aprile e maggio (rispettivamente 835 milioni e 849 milioni di ore), numeri mai raggiunti in precedenza ed in così breve tempo, gli 8,4 milioni di beneficiari hanno perso, mediamente, 569 euro pro-capite nel bimestre.

Se simulassimo, invece, continua Ivana Veronese, che le ore autorizzate fossero riferite a dipendenti posti in cassa integrazione "a zero ore", equivalenti a circa 5 milioni di beneficiari, la mancata retribuzione corrisponderebbe a 966 euro netti medi pro-capite nel bimestre.

Pertanto, nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali, sottolinea Ivana Veronese, occorre tenere ben presente il tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione e la loro rivalutazione, fissati oggi per Legge a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48. Per la UIL la rivalutazione dei sussidi, incalza Ivana Veronese, dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua che, come noto, negli ultimi anni ha registrato indici pressoché pari allo zero.

Infatti, se consideriamo un dipendente a tempo pieno con una retribuzione annua netta di 17.285 euro (1.440 euro mensili) posto in cassa integrazione a zero ore per due mesi, la perdita, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di 13° e 14°, ammonterebbe a 889 euro netti (444 euro mensili). Altro caso è quello di un dipendente part-time con una retribuzione netta annua di 10.005 euro (834 euro mensili) che in due mesi in cassa integrazione perderebbe 290 euro netti (145 euro mensili).

 

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 286.352.696 92.229.570 39.466.946 418.049.212 Valle d'Aosta 5.030.046 3.912.802 1.925.254 10.868.102 Lombardia 673.622.466 332.965.175 156.713.731 1.163.301.372 Trentino A.A. 54.380.521 25.134.056 6.209 79.520.786 Veneto 379.855.699 151.868.603 76.693.581 608.417.883 Friuli V.G. 76.438.996 25.673.514 12.837.673 114.950.183 Liguria 49.830.275 27.763.896 10.913.091 88.507.262 E. Romagna 296.664.842 120.576.598 74.086.341 491.327.781 Toscana 171.757.810 91.321.309 50.137.881 313.217.000 Umbria 35.421.614 15.917.270 14.091.612 65.430.496 Marche 114.090.641 28.635.431 21.294.474 164.020.546 Lazio 148.114.872 125.671.459 81.283.636 355.069.967 Abruzzo 68.034.113 19.689.479 13.984.108 101.707.700 Molise 9.715.126 2.162.513 1.689.123 13.566.762 Campania 161.569.927 55.007.856 55.754.388 272.332.171 Puglia 118.236.707 52.848.627 39.770.078 210.855.412 Basilicata 27.831.974 5.520.817 5.065.516 38.418.307 Calabria 23.978.012 14.919.545 14.296.885 53.194.442 Sicilia 71.056.048 46.842.919 39.390.376 157.289.343 Sardegna 27.317.739 22.061.393 16.398.855 65.777.987 ITALIA 2.799.300.120 1.260.722.832 725.799.758 4.785.822.710 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" AD APRILE 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 205.579.403 12.568.295 851.122 218.998.820 Valle d'Aosta 3.096.084 1.067.817 831.970 4.995.871 Lombardia 516.737.191 63.881.412 8.901.427 589.520.030 Trentino A.A. 41.461.390 296.339 0 41.757.729 Veneto 300.762.288 27.062.385 30.083.149 357.907.822 Friuli V.G. 55.404.620 3.552.750 975.220 59.932.590 Liguria 36.135.971 8.471.455 2.189.058 46.796.484 E. Romagna 230.616.115 18.962.033 3.733.403 253.311.551 Toscana 128.473.818 18.025.778 9.013.610 155.513.206 Umbria 29.053.785 5.328.517 3.662.350 38.044.652 Marche 92.422.545 6.963.372 9.121.627 108.507.544 Lazio 108.962.282 12.354.543 19.567.796 140.884.621 Abruzzo 43.337.047 3.879.484 806.388 48.022.919 Molise 5.343.496 475.843 283.935 6.103.274 Campania 118.637.883 6.607.974 19.205.625 144.451.482 Puglia 99.987.685 10.405.192 5.229.633 115.622.510 Basilicata 12.839.998 902.088 1.253.921 14.996.007 Calabria 20.062.536 3.569.517 3.641.712 27.273.765 Sicilia 58.952.880 14.834.703 2.281.029 76.068.612 Sardegna 22.065.899 3.975.829 688.503 26.730.231 ITALIA 2.129.932.916 223.185.326 122.321.478 2.475.439.720 

DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19": RETRIBUZIONE NETTA "MANCANTE" A MAGGIO 2020 (valori in euro) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 80.773.293 79.661.275 38.615.824 199.050.392 Valle d'Aosta 1.933.962 2.844.985 1.093.284 5.872.231 Lombardia 156.885.275 269.083.763 147.812.304 573.781.342 Trentino A.A. 12.919.131 24.837.717 6.209 37.763.057 Veneto 79.093.411 124.806.218 46.610.432 250.510.061 Friuli V.G. 21.034.376 22.120.764 11.862.453 55.017.593 Liguria 13.694.304 19.292.441 8.724.033 41.710.778 E. Romagna 66.048.727 101.614.565 70.352.938 238.016.230 Toscana 43.283.992 73.295.531 41.124.271 157.703.794 Umbria 6.367.829 10.588.753 10.429.262 27.385.844 Marche 21.668.096 21.672.059 12.172.847 55.513.002 Lazio 39.152.590 113.316.916 61.715.840 214.185.346 Abruzzo 24.697.066 15.809.995 13.177.720 53.684.781 Molise 4.371.630 1.686.670 1.405.188 7.463.488 Campania 42.932.044 48.399.882 36.548.763 127.880.689 Puglia 18.249.022 42.443.435 34.540.445 95.232.902 Basilicata 14.991.976 4.618.729 3.811.595 23.422.300 Calabria 3.915.476 11.350.028 10.655.173 25.920.677 Sicilia 12.103.168 32.008.216 37.109.347 81.220.731 Sardegna 5.251.840 18.085.564 15.710.352 39.047.756 ITALIA 669.367.204 1.037.537.506 603.478.280 2.310.382.990 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020

REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 94.504.081 35.310.376 15.109.886 144.924.343 Valle d'Aosta 1.660.039 1.498.047 737.109 3.895.195 Lombardia 222.314.228 127.477.385 59.997.907 409.789.520 Trentino A.A. 17.947.085 9.622.543 2.377 27.572.005 Veneto 125.363.194 58.143.584 29.363.052 212.869.830 Friuli V.G. 25.226.933 9.829.186 4.914.916 39.971.035 Liguria 16.445.337 10.629.655 4.178.135 31.253.127 E. Romagna 97.907.750 46.163.211 28.363.965 172.434.926 Toscana 56.684.803 34.962.838 19.195.518 110.843.159 Umbria 11.690.163 6.094.085 5.395.077 23.179.325 Marche 37.653.205 10.963.269 8.152.870 56.769.344 Lazio 48.881.943 48.113.542 31.119.984 128.115.469 Abruzzo 22.452.965 7.538.219 5.353.821 35.345.005 Molise 3.206.217 827.931 646.688 4.680.836 Campania 53.322.473 21.059.897 21.346.140 95.728.510 Puglia 39.021.618 20.233.371 15.226.091 74.481.080 Basilicata 9.185.143 2.113.667 1.939.368 13.238.178 Calabria 7.913.450 5.712.047 5.473.665 19.099.162 Sicilia 23.450.577 17.934.248 15.080.621 56.465.446 Sardegna 9.015.641 8.446.306 6.278.299 23.740.246 ITALIA 923.846.845 482.673.407 277.875.489 1.684.395.741 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

 

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" AD APRILE 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 67.847.988 4.812.185 325.880 72.986.053 Valle d'Aosta 1.021.810 408.849 318.547 1.749.206 Lombardia 170.540.327 24.459.099 3.408.204 198.407.630 Trentino A.A. 13.683.627 113.463 0 13.797.090 Veneto 99.261.481 10.361.724 11.518.323 121.141.528 Friuli V.G. 18.285.353 1.360.287 373.395 20.019.035 Liguria 11.926.063 3.243.575 838.153 16.007.791 E. Romagna 76.110.929 7.260.238 1.429.456 84.800.623 Toscana 42.400.600 6.901.762 3.451.157 52.753.519 Umbria 9.588.708 2.040.198 1.402.251 13.031.157 Marche 30.502.490 2.666.156 3.492.515 36.661.161 Lazio 35.961.149 4.730.343 7.492.174 48.183.666 Abruzzo 14.302.656 1.485.388 308.752 16.096.796 Molise 1.763.530 182.192 108.714 2.054.436 Campania 39.154.417 2.530.080 7.353.505 49.038.002 Puglia 32.999.236 3.983.970 2.002.337 38.985.543 Basilicata 4.237.623 345.394 480.105 5.063.122 Calabria 6.621.299 1.366.707 1.394.349 9.382.355 Sicilia 19.456.396 5.679.954 873.367 26.009.717 Sardegna 7.282.475 1.522.277 263.616 9.068.368 ITALIA 702.948.157 85.453.841 46.834.800 835.236.798 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

ORE DI CASSA INTEGRAZIONE AUTORIZZATE "COVID -19" A MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 26.656.093 30.498.191 14.784.006 71.938.290 Valle d'Aosta 638.229 1.089.198 418.562 2.145.989 Lombardia 51.773.901 103.018.286 56.589.703 211.381.890 Trentino A.A. 4.263.458 9.509.080 2.377 13.774.915 Veneto 26.101.713 47.781.860 17.844.729 91.728.302 Friuli V.G. 6.941.580 8.468.899 4.541.521 19.952.000 Liguria 4.519.274 7.386.080 3.339.982 15.245.336 E. Romagna 21.796.821 38.902.973 26.934.509 87.634.303 Toscana 14.284.203 28.061.076 15.744.361 58.089.640 Umbria 2.101.455 4.053.887 3.992.826 10.148.168 Marche 7.150.715 8.297.113 4.660.355 20.108.183 Lazio 12.920.794 43.383.199 23.627.810 79.931.803 Abruzzo 8.150.309 6.052.831 5.045.069 19.248.209 Molise 1.442.687 645.739 537.974 2.626.400 Campania 14.168.056 18.529.817 13.992.635 46.690.508 Puglia 6.022.382 16.249.401 13.223.754 35.495.537 Basilicata 4.947.520 1.768.273 1.459.263 8.175.056 Calabria 1.292.151 4.345.340 4.079.316 9.716.807 Sicilia 3.994.181 12.254.294 14.207.254 30.455.729 Sardegna 1.733.166 6.924.029 6.014.683 14.671.878 ITALIA 220.898.688 397.219.566 231.040.689 849.158.943 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" NEI MESI DI APRILE E MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 277.954 103.854 44.441 426.249 Valle d'Aosta 4.883 4.406 2.168 11.457 Lombardia 653.865 374.934 176.465 1.205.263 Trentino A.A. 52.786 28.302 7 81.094 Veneto 368.715 171.011 86.362 626.088 Friuli V.G. 74.197 28.910 14.456 117.562 Liguria 48.369 31.264 12.289 91.921 E. Romagna 287.964 135.774 83.424 507.162 Toscana 166.720 102.832 56.458 326.010 Umbria 34.383 17.924 15.868 68.175 Marche 110.745 32.245 23.979 166.969 Lazio 143.771 141.511 91.530 376.811 Abruzzo 66.038 22.172 15.747 103.956 Molise 9.430 2.435 1.902 13.767 Campania 156.831 61.941 62.783 281.555 Puglia 114.770 59.510 44.783 219.062 Basilicata 27.015 6.217 5.704 38.936 Calabria 23.275 16.800 16.099 56.174 Sicilia 68.972 52.748 44.355 166.074 Sardegna 26.517 24.843 18.466 69.825 ITALIA 2.717.196 1.419.629 817.281 4.954.106 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" AD APRILE 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 399.106 28.307 1.917 429.330 Valle d'Aosta 6.011 2.405 1.874 10.289 Lombardia 1.003.178 143.877 20.048 1167.104 Trentino A.A. 80.492 667 0 81.159 Veneto 583.891 60.951 67.755 712.597 Friuli V.G. 107.561 8.002 2.196 117.759 Liguria 70.153 19.080 4.930 94.163 E. Romagna 447.711 42.707 8.409 498.827 Toscana 249.415 40.599 20.301 310.315 Umbria 56.404 12.001 8.249 76.654 Marche 179.426 15.683 20.544 215.654 Lazio 211.536 27.826 44.072 283.433 Abruzzo 84.133 8.738 1.816 94.687 Molise 10.374 1.072 639 12.085 Campania 230.320 14.883 43.256 288.459 Puglia 194.113 23.435 11.778 229.327 Basilicata 24.927 2.032 2.824 29.783 Calabria 38.949 8.039 8.202 55.190 Sicilia 114.449 33.411 5.137 152.998 Sardegna 42.838 8.955 1.551 53.343 ITALIA 4.134.989 502.670 275.499 4.913.158 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

STIMA UIL NUMERO DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE A ZERO ORE "COVID -19" A MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria Fondi di Solidarietà Deroga Totale Piemonte 156.801 179.401 86.965 423.166 Valle d'Aosta 3.754 6.407 2.462 12.623 Lombardia 304.552 605.990 332.881 1.243.423 Trentino A.A. 25.079 55.936 14 81.029 Veneto 153.539 281.070 104.969 539.578 Friuli V.G. 40.833 49.817 26.715 117.365 Liguria 26.584 43.448 19.647 89.678 E. Romagna 128.217 228.841 158.438 515.496 Toscana 84.025 165.065 92.614 341.704 Umbria 12.362 23.846 23.487 59.695 Marche 42.063 48.807 27.414 118.283 Lazio 76.005 255.195 138.987 470.187 Abruzzo 47.943 35.605 29.677 113.225 Molise 8.486 3.798 3.165 15.449 Campania 83.342 108.999 82.310 274.650 Puglia 35.426 95.585 77.787 208.797 Basilicata 29.103 10.402 8.584 48.089 Calabria 7.601 25.561 23.996 57.158 Sicilia 23.495 72.084 83.572 179.151 Sardegna 10.195 40.730 35.380 86.305 ITALIA 1.299.404 2.336.586 1.359.063 4.995.053 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

NUMERO BENEFICIARI POTENZIALI IN CASSA INTEGRAZIONE "COVID -19" AD APRILE E MAGGIO 2020 (v.a.) REGIONI Ordinaria FIS Deroga Totale Piemonte 547.513 186.594 154.328 888.435 Valle d'Aosta 5.646 6.675 3.524 15.845 Lombardia 946661 669.511 247.268 1.863.440 Trentino A.A. 86.483 20.567 0 107.050 Veneto 545.991 263.104 126.896 935.991 Friuli Venezia Giulia 143.312 60.813 25.977 230.102 Liguria 70.836 61.605 60.801 193.242 Emilia Romagna 455.900 282.968 133.970 872.838 Toscana 253.806 181.464 106.481 541.751 Umbria 57.490 34.881 23.274 115.645 Marche 142.067 53.073 37.540 232.680 Lazio 214091 330.847 167.039 711.977 Abruzzo 118.982 44.085 29.104 192.171 Molise 18.164 5.175 5.018 28.357 Campania 250416 155.248 136.992 542.656 Puglia 150.098 112.800 83.713 346.611 Basilicata 40.597 10.716 11.822 63.135 Calabria 33.530 36.795 35.054 105.379 Sicilia 93.741 113.827 87.817 295.385 Sardegna 40.290 53.093 34.076 127.459 ITALIA 4.215.614 2.683.841 1.510.694 8.410.149 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio su dati Inps

SIMULAZIONI UIL SULLA PERDITA NETTA DELLA RETRIBUZIONE DI UN DIPENDENTE IN CASSA INTEGRAZIONE IN BASE AL REDDITO

Caso 1) Dipendente tempo pieno con reddito mensile lordo inferiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 21.700 1.808 20.361 1.697 Retribuzione netta 17.285 1.440 16.396 1.366 Differenza sul reddito netto -889 -74 Perdita netta per ogni mese di CIG -444 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

Caso 2) Dipendente part-time con reddito mensile lordo inferiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 11.000 917 10.601 883 Retribuzione netta 10.005 834 9.715 810 Differenza sul reddito netto -290 -24 Perdita netta per ogni mese di CIG -145 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

Caso 3) Dipendente tempo pieno con reddito mensile lordo superiore a € 2.159,48 con 2 mesi a zero ore in cassa integrazione (valori in euro)

Retribuzione lorda

Stipendio pieno senza cassa integrazione Stipendio con due mesi di cassa

integrazione a zero ore Annua Mensile Annua Mensile 31.490 2.624 29.078 2.423 Retribuzione netta 23.454 1.955 22.092 1.841 Differenza sul reddito netto -1.362 -114 Perdita netta per ogni mese di CIG -681 Elaborazione UIL Lavoro, Coesione e Territorio

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