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MARZO 2018: IN PIEMONTE LA CASSA INTEGRAZIONE AUMENTA DEL 50,5% RISPETTO AL MESE PRECEDENTE, A LIVELLO NAZIONALE SCENDE DEL 5,3%. TORINO E' LA PROVINCIA PIU' CASSAINTEGRATA, IL PIEMONTE AL 1° POSTO TRA LE REGIONI

In Italia, a marzo, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL Nazionale, sono state richieste 21.943.068 ore di cassa integrazione, con una diminuzione del 5,3% rispetto al mese di febbraio.

In Piemonte la richiesta è stata di 3.971.711 ore, in aumento del 50,5% (+25% ordinaria, +73,9% straordinaria, +315.700% deroga).

A marzo, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 23.363, con un aumento di 7.837 unità rispetto al mese precedente.

Il Piemonte è la regione con la maggiore richiesta di cassa integrazione, seguita dalla Lombardia e dal Lazio.

DATI PROVINCIALI

L'andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra marzo e febbraio, è stato il seguente: Cuneo +323,7%, Vercelli +149,1%, Torino +66%, Biella +10,8%, Verbania +2,1%, Alessandria -23,4%, Novara -65,7%, Asti -74,3%.

Torino, con 2.038.883 ore, è la provincia più cassaintegrata d'Italia, seguita da Roma e Milano.

PRIMO TRIMESTRE DEL 2018

In Piemonte, nei primi tre mesi dell'anno, la richiesta è stata di 8.327.593 ore, in discesa del 40,5% rispetto all'analogo periodo del 2017 (-5,5% ordinaria, -53,5% straordinaria, -99% deroga). A livello nazionale sono state autorizzate 62.391.184 ore, con una riduzione del 38,7%.

Le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Verbania +86,9%, Cuneo +22,7%, Alessandria           -19,5%, Novara -32,7%, Vercelli -36,9%, Torino -50,8%, Asti -55,1%, Biella -77,9%.

Torino, con 4.225.534 ore, è ridiventata la provincia più cassaintegrata d'Italia. Il Piemonte è al 2° posto, preceduto dalla Lombardia.

Nei primi tre mesi dell'anno, la media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 16.329, in diminuzione di 11.103 unità rispetto al periodo gennaio-marzo 2017.

SETTORI PRODUTTIVI

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra il primo trimestre del 2018 e del 2017, è stata la seguente: Industria -39,8%, Edilizia -26,3%, Artigianato -99,8%, Commercio            -46,7%, Settori vari 0%, per un totale di -40,5%.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE:

"I dati relativi alle richieste di cassa integrazione si muovono come sull'ottovolante, forse per le imputazioni delle ore, sfalsate rispetto ai mesi di effettiva competenza, ma valutando periodi più ampi, come ad esempio il trimestre, è evidente il calo rispetto al 2017 (per il Piemonte -40,5%, per l'intero Paese -38,7%). La crescita continua a ritmi meno sostenuti e le previsioni di organismi nazionali ed esteri confermano questa tendenza. Ci sarebbe bisogno di imprimere una accelerazione per raggiungere i livelli degli altri Paesi europei, ma, oltre alla guida di un Governo, mancano gli investimenti (pubblici e privati) e una quota ancora significativa di consumi interni persi dall'inizio della crisi per l'aumento del numero di persone che versano in condizioni di disagio o povertà".

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Commento di Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria:

"I dati sul ricorso alla cassintegrazione in provincia di Alessandria nei primi sette mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, evidenziano un calo importante pare a -37,9%, ma la situazione resta comunque preoccupante. Ricordiamo che Alessandria è la seconda provincia più cassintegrata del Piemonte subito dopo Torino.

Inoltre il Piemonte è la regione al terzo posto per richiesta di cassintegrazione in Italia, dopo Lombardia e Puglia.

Il dato quindi non basta a rassicurarci e a far pensare che l'uscita dalla crisi sia realtà. Anche se è iniziata una timida ripresa, questa purtroppo non riguarda l'occupazione dei lavoratori, aspetto per noi prioritario."

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Lunedì, 31 Luglio 2017 10:27

6° Rapporto UIL sulla CIG

In allegato vi trasmettiamo il 6° Rapporto UIL sulla Cassa Integrazione contenente i dati aggiornati al Giugno 2017.

Come sempre abbiamo analizzato l'andamento delle richieste di ore di cassa integrazione a livello nazionale, regionale, territoriale e settoriale. Abbiamo comparato, inoltre,  il dato di Giugno con Maggio e il primo semestre 2017 con il corrispondente periodo 2016.

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Mercoledì, 29 Marzo 2017 11:19

2° Rapporto UIL 2017 su CIG e Sintesi

2° Rapporto UIL 2017 su CIG e Sintesi in allegato. A seguire la sintesi, completa in allegato con tanto di tabelle INPS:

SINTESI 2° RAPPORTO UIL SULLA CASSA INTEGRAZIONE

Le oltre 35 milioni di ore di cassa integrazione registrate a febbraio, che indicativamente sono rappresentative di oltre 208 mila posti di lavoro salvaguardati nel mese dall'ammortizzatore sociale, mostrano un aumento congiunturale del 15,8%, a fronte di una flessione tendenziale del 41% e del 43,6% nel bimestre.

Ciò che accomuna tali variazioni, commenta Guglielmo Loy – Segretario Confederale Uil, è la preoccupante crescita delle ore di cassa integrazione ordinaria: +3,2% sullo stesso mese del 2016; +29% su gennaio; +41,9% nel I bimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono segnali di sofferenza, questi, che indicano l'ingresso di nuove aziende nel vortice della crisi.

Nel I bimestre 2017 complessivamente le ore autorizzate sono state oltre 66 milioni che, al netto del forte aumento delle ore richieste per la gestione ordinaria, mostrano una flessione sia della cassa integrazione straordinaria che della deroga (rispettivamente del 55,2% e 46,3%). Qui la riduzione è essenzialmente derivante dagli effetti della riforma e dal venir meno dell'istituto della deroga.

In 7 Regioni e nella Provincia Autonoma di Bolzano cresce nel I bimestre di quest'anno il ricorso alla cassa integrazione, un aumento che in valori percentuali è maggiormente evidente in Basilicata (+387,6%). Nel Lazio, viceversa, la più alta flessione di ore (-68,7%).

Nei primi due mesi dell'anno, l'industria assorbe, con le sue 49,8 milioni di ore, il 75,5% delle ore di cassa integrazione del bimestre, seguita dal commercio (circa 7,9 milioni di ore), dall'edilizia (oltre 5,5 milioni di ore) e dall'artigianato (circa 2,8 milioni di ore). Le variazioni rispetto allo stesso periodo del 2016, mostrano un decremento di ore in tutti i settori, a partire dall'artigianato (-55,5%), a cui segue l'industria (-47,3%), il commercio (-20,9%) e l'edilizia (-14,1%).

L'entrata a regime del FIS, a seguito del venir meno dell'istituto della cassa in deroga (che compare nei dati dei primi due mesi di quest'anno come effetto trascinamento del 2016), avrebbe richiesto, da parte dell'Inps, sostiene Loy, un osservatorio ad hoc per comprendere quante ore di questo ammortizzatore sociale sono state richieste dalle aziende e quanti lavoratori ne sono interessati.

Ricordiamo, infatti, che il FIS nasce per sopperire alle difficoltà di aziende, precedentemente non coperte dalla cassa integrazione ordinaria, che presentino più di 6 dipendenti.

E' chiaro che, continua Loy, i monitoraggi ed i dati sulla cassa integrazione, in assenza di informazioni su "come" e "se" questo nuovo strumento sta funzionando, e quante ore di cassa integrazione sta muovendo, non riescono appieno a fotografare in quale situazione versi il nostro tessuto produttivo ed i lavoratori in esso occupati.

Detto ciò, vi è un altro aspetto preoccupante: l'aumento, mese dopo mese, dei percettori di indennità di disoccupazione. Infatti i beneficiari della Naspi continuano a crescere ed allo stesso tempo si accumulano ritardi nella implementazione delle misure di politiche attive per l'occupazione Solo in questi  giorni è partita la sperimentazione dell'Assegno di Ricollocazione per un campione molto limitato (circa 30.000) di percettori di Naspi.

Le politiche di crescita sono, naturalmente, il primo passo necessario per un'inversione di tendenza ma, conclude Loy, l'investimento ed il rafforzamento delle politiche attive deve costituire un altrettanto importante tassello per costruire un mercato del lavoro inclusivo, insieme ad una ragionevole revisione delle regole di accesso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, a  partire dalla durata e dal costo eccessivo per le imprese.

 

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