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A memoria di alcuni dei delegati più anziani è la prima volta che un Segretario generale di un Sindacato confederale varca i cancelli della Ferrari per partecipare a un'assemblea dei lavoratori della storica fabbrica di Maranello. Ed è toccato, oggi, a Carmelo Barbagallo. Il leader della Uil si è confrontato con i lavoratori su pensioni, fisco, jobs act e unità sindacale."È una bella realtà - ha detto Barbagallo - di eccellenza e che ha un mercato estero. Anche in Ferrari, tuttavia, c'è un problema di lavoratori giovani e ancora precari e, soprattutto, di un eccessivo peso della tassazione. La colpa, però, è di questo Governo che non ha affrontato, in modo strutturale, il problema della riduzione delle tasse e che, nonostante i proclami propagandistici, non ha risolto la questione dell'occupazione giovanile. Anzi, con l'estensione dell'uso dei voucher si rischia di aggravare la condizione di precarietà che impedisce ai giovani di costruirsi un futuro. Alla Merkel piace il nostro Jobs Act? Ai lavoratori e ai giovani, no - ha risposto Barbagallo a chi gli riferiva del giudizio positivo espresso oggi dalla Cancelliera tedesca - e me lo hanno confermato proprio oggi in questa assemblea. Peraltro, a prezzo di 8mila euro in decontribuzione hanno solo trasformato alcuni contratti a tempo determinato in contratti a cosiddetto tempo indeterminato a tutele crescenti che non si capisce ancora quali siano. Per dare lavoro ai giovani, in realtà, servono investimenti produttivi pubblici e privati".

Nel corso dell'assemblea, Barbagallo ha riproposto il suo progetto di rilanciare la vecchia Federazione unitaria di Cgil, Cisl, Uil, un passaggio sottolineato da un applauso scosciante dei tantissimi lavoratori presenti in sala, e ha concluso con una battuta: "Renzi ha partecipato all'assemblea degli azionisti, io a quella dei lavoratori!".

Maranello, 29 gennaio 2016

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Mercoledì, 30 Dicembre 2015 11:24

2016: le novità sul lavoro

Ecco anticipate le novità in tema di lavoro che entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2016, analisi a cura del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL.

Dal prossimo 1 gennaio 2016, entreranno in vigore alcune novità in tema di LAVORO. Si tratta, per lo più, di misure volte ad incentivare assunzioni a tempo indeterminato, sia attraverso la riconferma dell' esonero contributivo (Legge di Stabilità 2016), sia attraverso il neo percorso di stabilizzazione  (D.lgs 81/15 – Jobs Act).

Di seguito, proponiamo una sommaria informativa sulle stesse:

NOVITA' CONTENUTE NELLA LEGGE DI STABILITA' 2016

Nella Legge di Stabilità 2016, viene riconfermato l'esonero contributivo "generalizzato" per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, seppur in misura e durata diverse rispetto a quelle effettuate nel corso del 2015.

Nuovi limiti di durata e importo massimo:

periodo massimo di 24 mesi

l'esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, limite massimo di un importo di esonero pari a € 3.250 annue

Quando non si applica l'esonero:

in caso di assunzioni di lavoratori che nei 6 mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;

con riferimento a lavoratori per i quali sia il presente esonero sia quello della passata Legge di Stabilità 2015, sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato.

non spetta ai datori di lavoro in presenza di assunzioni relative a lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro, ivi considerando società controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto, hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della presente legge.

Non cumulabilità dell'esonero:

L'esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

Novità rispetto all'esonero della Legge Stabilità 2015:

Il datore di lavoro che subentra nella fornitura di servizi in appalto e che assume, ancorché in attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, un lavoratore per il quale il datore di lavoro cessante fruisce dell'esonero contributivo, preserva il diritto alla fruizione dell'esonero contributivo medesimo nei limiti della durata e della misura che residua computando, a tal fine, il rapporto di lavoro con il datore di lavoro cessante.

NOVITA' CONTENUTE NEL JOBS ACT: D.LGS 81/2015

ART 2 D.LGS 81/15: ricordando che le collaborazioni a progetto non possono più stipularsi dallo scorso 25 giugno 2015, a decorrere dal 1 gennaio 2016 a tutte le collaborazioni etero-organizzate(intendendosi per tali le prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento a tempi e luogo di lavoro), si applicherà la disciplina del "rapporto di lavoro subordinato".

Saranno invece considerate collaborazioni "genuine":

le collaborazioni "certificate" presso Commissioni di certificazione: in tal caso dovrà attestarsi l'assenza degli elementi di etero-organizzazione

le collaborazioni instaurate per professioni intellettuali che richiedono l'iscrizione in appositi albi professionali

le collaborazioni instaurate con componenti di organi di amministrazione e controllo di società, nonché per partecipanti a collegi e commissioni;

le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore di associazioni sportive dilettantistiche affiliate a federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni;

le collaborazioni le cui discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive e organizzative del relativo settore, siano contenute in accordi collettivi nazionali (stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale).

Sull'interpretazione dell'espressione "comparativamente più rappresentative sul piano nazionale", è recentemente intervenuta la risposta del Ministero del Lavoro ad un interpello (interpello n. 27 del 15.12.2015), in cui chiarisce che la maggiore rappresentatività delle organizzazioni stipulanti accordi collettivi, è desunta da una valutazione comparativa dei seguenti indici sintomatici:numero complessivo dei lavoratori occupati; numero complessivo delle imprese associate; diffusione territoriale (numero di sedi presenti sul territorio e ambiti settoriali); numero dei contratti collettivi nazionali sottoscritti.

Art. 54 D.lgs 81/2015: dal 1 gennaio 2016 i datori di lavoro privati che ne vorranno beneficiare, potranno accedere all'incentivo per la stabilizzazione a tempo indeterminato di soggetti con contratti di collaborazione, anche a progetto, e titolari di partita iva.

Con un atto di conciliazione sottoscritto in sede protetta o presso una Commissione di certificazione, ed il semplice mantenimento in azienda del lavoratore stabilizzato per almeno 12 mesi, al datore verranno estinti gli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'erronea qualificazione del rapporto di lavoro.

Seppur la Legge di Stabilità 2016 nulla dice a tal proposito, in attesa dei necessari ed opportuni chiarimenti del Ministero del Lavoro e Inps, i datori di lavoro che stabilizzeranno potrebbero accedere anche all'esonero contributivo previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Il Segretario Confederale UIL

(Guglielmo Loy)

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Jobs act: prime riflessioni UIL sui decreti approvati dal governo l'11 giugno 2015

Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL

In attesa dei testi definitivi si può fare una prima considerazione

Di fondo rimane, sia  sugli aspetti legati agli ammortizzatori sociali che rispetto alle nuove tipologie contrattuali e, soprattutto, sul demansionamento una impostazione che sposta il baricentro degli interventi  verso l'azienda. In sostanza si ritiene che la crescita, economica ed occupazionale, passi, in gran parte,  dalla unilaterale decisione della stessa impresa.

In questo quadro va letto  il decreto di riordino della cassa integrazione che, pur con l'apprezzabile estensione (ancora parziale) alle piccole imprese (sotto i 15 dipendenti, ma con la soglia minima a 6) indebolisce il sistema di tutele del lavoratore.

Si riduce, infatti,  con il decreto proposto  la durata massima (24 mesi in 5 anni), si cancella la cassa straordinaria per cessazione e ciò  si aggiunge a due aspetti che sono già "realtà" : la fine della Cassa e della mobilita in deroga nel 2016 (peraltro già fortemente ridimensionata!), la fine della Indennità di mobilità dal 1 gennaio 2017. In particolare quest'ultima prestazione comporterà un ulteriore riduzione dei costi aziendali (0,30%) che si aggiungeranno agli "sconti" che il Governo prevede con la riduzione delle aliquote sulla Cig (circa 0,20%) per un totale di oltre 800 milioni di euro.

Risultato : meno prestazioni sociali, nonostante l'aumento della durata della naspi (per alcuni lavoratori).

Pur apprezzando  in parte l'intervento per risolvere la questione Naspi ai lavoratori stagionali del turismo, che sana parzialmente e temporaneamente  (vale solo per il 2015) una ingiustizia ed un errore che il Governo aveva fatto con il precedente decreto Naspi di Febbraio, non si capisce perché escludere da questo "rimedio"  altre decine di migliaia di lavoratori stagionali che operano in altri settori. Risultato : oltre 300.000 lavoratori stagionale, dal 2016, avranno meno tutele di prima della riforma Renzi.

Sul decreto Tipologie contrattuali l'impostazione, lo  spostare il baricentro decisionale verso l'impresa,  non cambia tanto che la flessibilità in entrata 8oltre quella in uscita) diventa sempre più svincolata e deregolamentata . infatti, al di la delle roboanti affermazioni sul superamento  della  precarietà  ,in sostanza ci troviamo con :

il contratto a termine sempre più facile  e senza condizionamento (motivazione),  stessa cosa per la somministrazione , evidente  incentivazione al ricorso dei  voucher  (buono lavoro).

In particolare colpisce come nei fatti le "collaborazioni"  non vengano immediatamente eliminate non solo per eventuali accordi sindacali, ma per la sostanziale riduzione dei "paletti" che definiscono la genuinità della stessa  collaborazione. Sara sempre più complicato dimostrare, da parte del lavoratore, la non genuinità della collaborazione stessa. La stessa sanatoria/stabilizzazione per le collaborazioni e per le partite Iva sarà, inevitabilmente, condizionata in positivo dalla certezza del  permanere dei forti incentivi (DECONTRIBUZIONE).

Gravissimo, invece, aver introdotto la  legalizzazione del  demansionamento, poiché non si limita l'eventuale utilizzo di questa possibilità laddove ci siano accordi per riorganizzare la forza lavoro nell'impresa (con le garanzie previste dal codice civile) ma si consentirà, tramite accordi Individuali, un demensionamento con effetti sulla categoria , l'inquadramento e la retribuzione.

Sulle Politiche attive la montagna ha partorito un topolino : l'origine di questo sta nel idea di  costruire  un nuovo (e necessario) sistema di incontro domanda e offerta senza alcun investimento per recuperare  il gap con altri paesi (spesa sul Pil il 10 % della Germania). Inoltre, la mancata definizione dei ruoli che dovranno svolgere  le Regioni e la nuova Agenzia Nazionale, rischia di non dare certezze dal  punto di di vista normativo, finanziario e strumentale  mettendo addirittura a rischio gli stipendi degli operatori dei Servizi per l'impiego.

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Venerdì 10 aprile, a partire dalle 9 nel Salone della sede UIL di Via Fiume 10 ad Alessandria, si terrà un seminario sul Jobs Act.

La relatrice sarà la Dott.ssa Maria Rosa Gheido, Consulente del lavoro.

Ad Intervenire saranno Teresa Cianciotta, Segretaria regionale UIL Piemonte e Aldo Gregori, Segretario territoriale UIL Alessandria.

Il seminario sarà il contesto ideale per analizzare e approfondire i contenuti del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, la nuova ASPI come ammortizzatore sociale e molto altro.

 

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A seguire (e in allegato) trasmettiamo il testo, illustrato ieri, martedì 20 gennaio, dal Segretario Confederale UIL Guglielmo Loy all'Audizione della Commissione Lavoro del Senato, delle Osservazioni UIL ai decreti AG 134 e  AG 135 (JOBS ACT, su Contratto a tutele crescenti e Naspi).

La UIL ha seguito con attenzione il dibattito parlamentare che ha preceduto la approvazione, da parte del Governo, dei decreti legislativi sui quali si aspetta il parere delle Commissioni. Abbiamo espresso  giudizi critici sull'intera legge delega. In particolare colpisce, negativamente, come si sia scelto di partire dai provvedimenti sulla "uscita" dal lavoro (licenziamenti), anziché affrontare con coraggio la strada maestra delle politiche per la crescita e, per quanto riguarda il lavoro, dalla costruzione di forti impalcature che sostengano le  persone, espulse dal ciclo produttivo, attraverso vere e profonde politiche attive del lavoro. In sostanza si affida alla "flex", e non alla "security", il bisogno di innovazione.

Anche in questo quadro, è però possibile evitare altri errori ed invitiamo le Commissioni a riflettere su come indicare al Governo possibili soluzioni. In particolare, riteniamo prematuro e non socialmente sostenibile, l'allargamento ai licenziamenti collettivi delle nuove norme sui licenziamenti illegittimi di natura economica. Un cambiamento così radicale nella gestione delle crisi aziendali, dovrebbe essere accompagnato da un significativo investimento non solo sulle politiche attive, ma anche sui sistemi di protezione sociale.

Come sapete ci si avvia verso una riduzione significativa della funzione di uno degli  strumenti  principali  che ha consentito a decine di migliaia di persone di non passare dal disagio di lavorare in un azienda in crisi, alla totale mancanza di reddito: la indennità di mobilità. In questo quadro, le novità introdotte dal legislatore sulla materia, affiderebbero sostanzialmente all'impresa le modalità di individuazione delle lavoratrici e dei lavoratori da licenziare, con una sanzione minima in caso di violazione, che determinerebbe una situazionedi grande disagio e timore tra i lavoratori. Il rischio è che si allarghino occasioni di licenziamenti immotivati e, nella sostanza, discriminatori.

Alla stessa stregua andrebbero considerati i licenziamenti nelle situazioni di cambi di appalto che, come per i licenziamenti collettivi, dovrebbero essere esclusi dall'applicazione della nuova normativa, onde evitare una ingiusta ed ingiustificata riduzione di tutele per coloro che, senza alcuna interruzione, continuano a prestare la propria opera nel medesimo posto di lavoro.

Ovviamente, anche sui licenziamenti individuali riteniamo si possano apportare miglioramenti: innanzitutto innalzare l'indennizzo per quelli economici per evitare il rischio, da noi denunciato, che le imprese non corrette "utilizzino" gli incentivi, molto generosi, previsti dalla Legge di Stabilità per garantirsi risorse da destinare all'indennizzo da pagare in presenza di sanzione stabilita dal giudice.

Ed inoltre, sui licenziamenti  disciplinari  è fondamentale rinviare alle tipizzazioni di condotte riconducibili alle sanzioni di tipo conservativo definite dalla contrattazione collettiva ovvero dai codici disciplinari.

Riteniamo giuridicamente e "socialmente" inaccettabile, che vi sia evidente  sproporzione tra il fatto materiale contestato (soprattutto se si riferisce ad una lieve inadempienza) e  la sanzione del licenziamento.

Per i lavoratori che, comunque, accetteranno di definire il contenzioso sul licenziamento tramite la nuova conciliazione facoltativa, è opportuno estendere  l'accesso alla Naspi (cosi come avviene in caso di accordo con la procedura di conciliazione obbligatoria prevista dalla legge 92).

Sul decreto legislativo riguardante la NASPI, riteniamo possibili alcune modifiche: rivedere, innanzitutto, il tetto previsto per la contribuzione figurativa e, soprattutto,  rimediare al grave errore  di fissare  a 18 mesi la durata massima, già a partire dal 2017, anno in cui verrà definitivamente cancellata l'indennità di mobilità.

Va modificata la previsione contenuta all'art.3, comma 1 lettera c, che introduce tra i requisiti necessari per accedere alla prestazione in NASPI, un periodo  pari a 30 giornate di "lavoro effettivo".

Tale previsione rischia di escludere i lavoratori  provenienti da un periodo di cassa Integrazione  e che al termine del quale sono destinatari di un provvedimento di licenziamento.

Molti aspetti critici sul tema degli ammortizzatori sono dovuti anche dalle scelte compiute con la Legge di Stabilità. Ed invitiamo la Commissione a farsi promotrice affinché vengano corretti, con particolare riguardo alla contraddittoria scelta di non stanziare risorse aggiuntive per le diverse tipologie di contratti di solidarietà, e alla eliminazione delle risorse destinate alla integrazione degli interventi di fondi ed enti bilaterali in presenza di una sospensione temporanea del lavoro.

Siamo certi che la Commissione, come già dimostrato nel corso del dibattito sulla legge delega, saprà cogliere queste proposte.

20 Gennaio 2015

 

Uil Servizio Politiche del Lavoro e della Formazione

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Il leader della Uil, al tavolo del confronto, ha avvisato il Governo: "È singolare constatare come questo provvedimento entusiasmi la parte datoriale. Era stato promesso ai giovani che si sarebbe parlato, per loro, di occupazione: oggi però la riunione è iniziata parlando di licenziamenti.Aspettiamo di leggere i testi, ma se le cose fossero così come le avete dette, vi promettiamo lotte crescenti".

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"Assieme alla Flai-Cgil, manifestiamo perché, nonostante le tante parole su trasparenza, legalità e rispetto dei diritti, il lavoro nero resta una piaga drammatica per il Paese. Se non ci saranno segnali concreti da parte del Governo, dopo la manifestazione di sabato prossimo alla quale parteciperanno oltre 10.000 persone, porteremo i lavoratori ad Expo 2015 per spiegare ai consumatori di tutto il mondo che un terzo della qualità dell'agroalimentare italiano è fatto con lavoro nero".
Così il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione che si svolgerà sabato 29 novembre a Roma.

Altro punto della piattaforma della manifestazione è la richiesta di una nuova politica in materia di tutela del territorio. "Nonostante l'Italia sia il paese più fragile d'Europa dal punto di vista del dissesto idrogeologico" ha detto Mantegazza "gli operai forestali e i lavoratori dei consorzi di bonifica che dovrebbero manutenere il territorio sono nella maggior parte dei casi da mesi senza stipendio, senza contratto e senza prospettive".

Ma non mancano, tra i motivi della protesta, anche il Jobs Act e la Legge di stabilità. "Il Jobs Act", per Mantegazza "è sbagliato, perché al contrario di quello che si vuol far credere, riduce i salari con la generalizzazione dei voucher e l'introduzione del salario minimo per legge e aumenta la precarietà. Inoltre non dà risposte a quelle generazioni di persone che sono diventate adulte restando precarie; né alla fascia di cinquantenni espulsi dal mondo del lavoro. Togliendo la cassa integrazione, la mobilità, la cassa in deroga, si creano solo nuovi poveri che, insieme alle tutele, rischiano di perdere anche la fiducia nella democrazia". "Infine, il taglio di risorse ai patronati previsto nella Legge di stabilità priverà milioni di persone di un'assistenza gratuita che il servizio pubblico non è in grado da solo di fornire".

"Agli amici della Fai-Cisl" ha concluso Mantegazza "diciamo che ci rammarica la loro decisione di sfilarsi da un'iniziativa stabilita unitariamente. Ci auguriamo di poter riprendere, al più presto, un percorso unitario, perché è questo il modo di fare sindacato che da sempre caratterizza la nostra categoria".

 

Volantino in allegato

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Aldo Gregori, Segretario territoriale UIL Alessandria, ha espresso la pozione della UIL in merito alla riforma del lavoro del Governo Renzi.

Gregori ha spiegato il suo pensiero e le perplessità in merito a una serie di aspetti proposti e che ancora necessitano di chiarimenti.

Link alle interviste rilasciate alla stampa locale:

Corriereal: www.corriereal.info

Alessandrianews: http://www.alessandrianews.it/economia/jobs-act-alcune-contraddizioni-ma-aspettiamo-scendere-piazza-71411.html (notizia più Videointervista)

Radio Gold: http://www.radiogold.it/notizie/7-politica/68325-la-uil-sul-jobs-act-prima-di-scendere-in-piazza-vogliamo-entrare-nel-merito-delle-questioni

In allegato l'intervista audio

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