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Mercoledì, 29 Aprile 2015 10:16

Il commento di Cortese sul II rapporto sulla cassintegrazione in Piemonte

COMUNICATO STAMPA

2° rapporto 2015 sulla cassa integrazione in Piemonte (confronto tra primo trimestre 2015 e primo trimestre 2014)

PRIMO TRIMESTRE: CASSA INTEGRAZIONE IN CALO DEL  17% IN PIEMONTE E DEL 42,2% IN ITALIA

In Italia, nel primo trimestre del 2015, sono state autorizzate 170.307.681 ore di cassa integrazione con un calo del 42,2% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Nella nostra regione, nel primo trimestre, la richiesta è stata di 28.850.566 ore, in diminuzione del 17,0%, rispetto all'analogo periodo del 2014 (-15,5 ordinaria, -12,6 straordinaria, -46,3 deroga).

DATI PROVINCIALI

L'andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto trimestrale con il 2014, è stato il seguente: Asti +20,0%, Alessandria -8,9%, Torino -15,7%, Novara -17,4%, Verbania -23,3%, Vercelli -27,7%, Biella -29,0%, Cuneo -30,4%

Con 15.331.281 ore richieste nel primo trimestre, Torino si conferma, provincia più cassaintegrata d'Italia, seguita da Milano (9.976.859), Brescia (9.323.211), Varese (7.958.871) e Roma (7.937.777).

SETTORI PRODUTTIVI

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi è stata la seguente: Industria -9,4%, Edilizia -31,4%, Artigianato -17,7%, Commercio -57,0%, Settori vari +41,8%, per un totale di -17,0%.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE:

"I dati relativi alle ore di cassa integrazione del primo trimestre dell'anno mostrano segnali positivi, che risentono, però, del crollo delle richieste di cassa in deroga dovute alle restrizioni per la concessione e alle traversie legate al finanziamento di questo importante ammortizzatore, che ha tutelato nel corso della crisi decine di migliaia di posti di lavoro. A testimoniare le difficoltà esistenti sul percorso della crescita ci sono i numeri della disoccupazione generale e, in particolare, di quella giovanile, che ha raggiunto nella nostra regione percentuali simili a quelle del mezzogiorno d'Italia. Gli stessi dati diffusi ieri da Unioncamere, evidenziando un saldo ancora negativo del primo trimestre 2015 tra nascite e cessazioni di imprese in Piemonte

(-2.767), indicano che la strada della ripresa è ancora lunga".

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