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Supplenti brevi e Covid ricorso: cosa fare se nel cedolino manca il salario accessorio (retribuzione professionale docenti – RPD, compenso individuale accessorio – CIA).

Per tutto il personale di ruolo e supplenti con tre anni si servizio ricorso per RICONOSCIMENTO ARRETRATI ED INTERO PERIODO PRE-RUOLO

La  UIL SCUOLA avvia ricorsi  per recuperare il 10% dello stipendio mensile come da giurisprudenza della Cassazione.(RPD DOCENTI E CIA ATA) e continua i ricorsi vincenti già dai nostri iscritti per il  RICONOSCIMENTO ARRETRATI ED INTERO PERIODO PRE-RUOLO

L’aumento mensile illegittimamente non corrisposto dall’amministrazione come a tutti i supplenti brevi per un’anzianità di servizio (0-14) corrisponde per il personale docente a 175,50 euro, per un collaboratore scolastico a 64,50  euro, per un Ata fino  a  66.90  euro, quasi uno stipendio in più a fine anno. Per adesioni ed info a riguardo SCRIVERE al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o telefonare al 3280098213

Il personale docente e il personale Ata, chiamati in servizio per l’emergenza sanitaria che non solo ancora stanno attendendo la corresponsione dello stipendio, ma sono anche discriminati rispetto al personale precario annuale o di ruolo perché il loro contratto, essendo stipulato fino al termine delle lezioni, quindi in “supplenza breve”, non prevede l’emolumento accessorio denominato CIA (Compenso Individuale Accessorio, per il personale ATA 64,50 Euro al mese, per i collaboratori scolastici 66,90 euro) e RPD (Retribuzione Professionale Docente, per i docenti, appunto, per una cifra che varia dai 174,50 euro mensili, ai 214,80, ai 273,20 euro a seconda dell’anzianità di servizio, 0-14, 15-27, 28-42). 

La questione è già stata chiarita dalla Suprema Corte di Cassazione ed è palesemente illegittimo non corrispondere ai “supplenti brevi” quanto, invece, riconosciuto al personale di ruolo o con supplenze al 30 giugno o al 31 agosto. Anche il “supplente breve e suplente Covid” deve ricevere RPD o CIA nello stipendio mensile”.  Quindi è più che consigliato aderire a questo ricorso.

La Retribuzione Professionale Docente o il Compenso Individuale Accessorio per il personale ATA, come si legge nelle sentenze già ottenute dal nostro studio legale per il personale con “supplenza breve”, rientra “nelle «condizioni di impiego» che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato i quali «non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”. L’art. 7, comma 1, del CCNL per il personale del comparto scuola del 15 marzo 2001, che attribuisce la retribuzione professionale docenti a tutto il personale docente ed educativo, dunque, deve essere interpretato “nel senso di ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999”. Stesso discorso, ovviamente, vale per il personale che ha stipulato quest’anno un cosiddetto “contratto Covid”, accettando una supplenza fino al termine delle lezioni cui il Ministero continua a negare RPD e CIA.

La norma contrattuale che riconosce RPD e CIA non opera alcuna distinzione in ordine alle diverse tipologie di supplenze e, dunque, anche per il personale assunto per espletare incarichi di durata inferiore a quella annuale, non importa se fino alla fine delle lezioni o per pochi giorni, si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione e di riconoscimento del ruolo svolto dagli insegnanti e dal personale ATA, in relazione alle quali il trattamento accessorio (RPD o CIA) è stato istituito e deve essere sempre riconosciuto anche per queste “supplenze brevi”. 

L’ammontare mensile di RPD e CIA, lo ricordiamo, varia da 174,50 Euro a 273,20 Euro per i docenti e da 64,50 a 66,90 Euro per il personale ATA. I ricordi si possono fare anche per ogni anno di servizio in supplenza breve trascorso.

Inoltre, in caso il Ministero e le Ragionerie non concretizzeranno il pagamento degli stipendi arretrati al “personale Covid”, l’Anief procederà con ulteriori azioni legali, anche con decreto ingiuntivi, per ottenere l’immediato pagamento del dovuto. “Non possono sempre essere i precari della scuola a “pagare lo scotto” di ritardi e discriminazioni  il nostro sindacato non permetterà oltre il perpetrarsi di quello che appare come un vero e proprio abuso nei confronti dei precari che hanno stipulato supplenze covid”.

Per adesioni ed info a riguardo SCRIVERE al seguente indirizzo email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o telefonare al 328 0098213

Pubblicato in Notizie: UIL Scuola

“La scuola, soprattutto in questa fase delicata, rappresenta un pilastro essenziale per la tenuta sociale e democratica del nostro Paese, ne rafforza la coesione e la giustizia sociale. Da parte del Governo occorre un segnale di attenzione vero e tangibile. Per questo domani saremo al fianco di tutte le lavoratrici e i lavoratori che parteciperanno allo sciopero della scuola pubblica”. Lo affermano i segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri alla vigilia della mobilitazione promossa da Flc Cgil, Uil Scuola, insieme a Snals e Gilda.

Per i leader di Cgil e Uil: “Le professionalità di tutti coloro che operano nella scuola sono indispensabili, la pandemia l’ha dimostrato, e vanno valorizzate attraverso un investimento vero, importante e non con spiccioli a dedizione, inoltre i precari vanno stabilizzati”. “La battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola - affermano Landini e Bombardieri - fa parte di una più ampia battaglia che tutti insieme stiamo portando avanti contro una manovra insoddisfacente, in particolare su fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alla precarietà del lavoro. Una battaglia che culminerà giovedì prossimo, 16 dicembre, nello sciopero generale di otto ore, proclamato da Cgil e Uil ‘Insieme per la giustizia’. Lo sciopero - sottolineano i segretari generali delle due Confederazioni - è uno strumento di partecipazione democratica, uno strumento per incidere nelle dinamiche sociali, per far crescere la nostra democrazia. Insieme - concludono - si può fare la differenza”.

Sindacati e associazioni datoriali del settore dei servizi ambientali hanno sottoscritto un accordo che regola il rinnovo contrattuale in tre distinte fasi. Sospesa quindi momentaneamente la vertenza contrattuale e revocato lo sciopero previsto per lunedì 13 dicembre. A darne notizia sono Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel.

“Sottoscritto oggi 9 dicembre con le Associazioni datoriali Utilitalia, Fise/AssoAmbiente, Cisambiente e le Centrali Cooperative un Verbale di Accordo che regola il rinnovo contrattuale in tre distinte fasi – affermano i sindacati -. Nella prima fase conclusa in data odierna si chiude il periodo contrattuale luglio 2019 – dicembre 2021 che sancisce un recupero salariale di 500 euro ‘una tantum’ parametrati sul livello 4B, da corrispondersi nei mesi di gennaio e aprile 2022. Inoltre vengono regolati alcuni aspetti normativi importanti, come ad esempio tutte le norme su salute e sicurezza sul lavoro e sulla formazione”.

“Nella seconda fase – proseguono -, da concludersi entro il 15 febbraio 2022, si dovranno regolamentare altri aspetti normativi e lo sviluppo del minimo contrattuale in incremento  sui minimi tabellari  per il periodo 2022- 2024. Nella terza fase, da concludersi entro ottobre 2022, si dovrà armonizzare la classificazione del personale, anche relativa ai lavoratori degli impianti, e la nuova disciplina sul passaggio di gestione. Conseguentemente, le Segreterie Nazionali sospendono momentaneamente la vertenza contrattuale e revocano lo sciopero previsto per lunedì 13 dicembre 2021”, concludono Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel.

Pubblicato in Notizie: UIL Trasporti
Cgil e UIL proclamano uno sciopero generale nazionale per giovedì 16 dicembre 2021 con le seguenti motivazioni: Sostegno alle proposte sindacali su precarietà, pensioni, fisco, lavoro e per la modifica della Legge di Bilancio. L’astensione avrà durata pari all’intera giornata lavorativa per tutti i lavoratori pubblici e privati.
L’organizzazione dello sciopero avrà carattere regionale.
Le federazioni di categoria e le organizzazioni sindacali territoriali della CGIL e della UIL comunicheranno le modalità di adesione allo sciopero generale, nei termini previsti dalla legge n.
146/90 e sue successive modifiche.
Le scriventi OO. SS. Esonerano con la presente il settore della sanità pubblica e privata, comprese le RSA, dalla indizione del presente sciopero ai fini di salvaguardare il diritto prioritario alla salute dei
cittadini in questa fase di emergenza pandemica.
Saranno garantite le prestazioni indispensabili, in osservanza delle regolamentazioni di settore.
 
i Segretari Generali
CGIL e UIL
Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri
Pubblicato in Notizie
Lunedì, 06 Dicembre 2021 12:18

Sciopero della scuola il prossimo 10 dicembre

 
In una manovra da 33 miliardi si è deciso di destinare agli insegnanti italiani lo 0,62%. E non a tutti, solo a quelli che dimostrano "dedizione".Sei mesi esatti, sei mesi senza risposte. Tanto è trascorso dalla firma il 20 maggio scorso del Patto sulla scuola. Un accordo in 21 punti nei quali la scuola veniva definita «risorsa fondamentale per il rilancio del Paese».

Obiettivo dichiarato: garantire stabilità alla scuola partendo dalla stabilità del personale.
Banco di prova di queste misure strategiche, la Legge di Bilancio.

In una manovra da 33 miliardi, si è deciso di destinarne agli insegnanti italiani lo 0,62% e nemmeno per tutti.

Sono i 210 milioni di euro previsti nella Legge di Bilancio destinato al fondo di valorizzazione docente, per “premiare la dedizione”. Per gli ATA? Non si capisce

I fondi del PNRR rischiano di andare a costruire cattedrali nel deserto se non ci saranno persone a dare qualità al lavoro che si fa a scuola.

Tutti i giorni il Presidente del Consiglio afferma che occorre investire sulla scuola.
Per noi questo significa guardare in primo luogo al personale che ci lavora. Se si pensa di governare la scuola attraverso il modello del mercato siamo lontano anni luce dal modello di scuola che abbiamo in mente.

A conti fatti, ci sono 87 euro per l’aumento contrattuale, più i 12 euro (non per tutti) legati alla dedizione.
Il calcolo a tre cifre è presto fatto. Ma non è neanche lontanamente quello che ci si attende.
Il peggio di questa vicenda è che tutti ci danno ragione, ma nessuno fa niente per modificare questa impostazione. Lo dice anche il ministro dell’Istruzione, lo riaffermano le forze politiche, ma poi ognuno si stringe nelle spalle. E nella Finanziaria si decide il contratto.

C’è un problema di democrazia e il sindacato unito oggi vuole protestare e reagire. La scuola si ribella. Perché la scuola non è di questo o quel Governo. La scuola è dei cittadini della Repubblica non deve essere terreno di scontro politico.

Con questo sciopero vogliamo mettere in evidenza quello che è il fiore all’occhiello di questo paese. Abbiamo dato prova di essere persone molto pragmatiche. Il personale della scuola non va a bruciare i cassonetti ma ora basta; la politica deve dare risposte concrete.

Dopo mesi che abbiamo avuto riunioni su riunioni, i cosiddetti ‘tavoli aperti’ abbiamo capito che questo è un sistema che non può risolvere i problemi. È un problema politico, siamo in emergenza ‘zona rossa’ e non c’è più possibilità di risolvere i problemi, con i rituali. Bisogna decidere.

Noi ci ribelliamo perché rifiutiamo queste politiche neo liberiste di esclusione che sono peraltro lontane dalla Costituzione, su cui ogni componente del Governo ha posto giuramento.

da https://uilscuola.it/

Buongiorno a tutte e a tutti, benvenuti al Consiglio direttivo di questo fine 2021, anche in questa occasione il mio compito e' quello di spiegare e condividere con voi i progetti ,gli obiettivi e i risultati che hanno tenuta occupata la segreteria della nostra stu dopo il 18 giugno giorno del nostro ultimo consiglio direttivo.

Vorrei non seguire un ordine cronologico temporale ma fare subito un salto in avanti e partire da queste ultime settimane perche' e' un momento molto decisivo e di grande fibrillazione per il nostro paese in quanto ci sono 2 temi molto importanti verso i quali il sindacato confederale e la Uilp stanno ponendo grande attenzione e impegno  e sono la  legge finanziaria 2021  e il pnrr. la finanziaria con numeri importanti vede i sindacati critici su molti punti della legge stessa, in particolar modo sul lavoro, il fisco e le pensioni, punto quest'ultimo che ci riguarda direttamente.

A Roma il giorno 16 novembre, giorno anche del nostro consiglio nazionale dove sono stati toccati temi dei quali vi parlero' dopo, i segretari generali Cgil, Cisl e Uil convocati dal presidente del consiglio draghi hanno ottenuto l'impegno del governo ad aprire nelle settimane immediatamente successive  2 tavoli  di concertazione sul fisco e sulle pensioni. Gia' il giorno 29 novembre si e' svolto l'incontro sul fisco: ma i segretari generali non sono per niente soddisfatti della distribuzione degli 8 miliardi stanziati per una decontribuzione fiscale perche’ dichiarano che il guadagno e’ per i ceti medi alti ,mentre i ceti medio bassi  ma sopprattutto i precari, le donne , sono fuori da questa ripartizione.

Per le pensioni siamo in attesa.

Sulle pensioni l'obiettivo della finanziaria e' quello di applicare per un anno la quota 102 cioe' la possibilita' di andare in pensione con 64 anni di eta' e 38 di contributi ,mentre l'eta' ordinaria di pensionamento con la legge Fornero e' di 67 anni, e poi di ritornare alla Fornero stessa  progetto questo che non soddisfa per niente i nostri vertici nazionali ' e anche noi a livello locale naturalmente' soprattutto per quanto riguarda il ritorno alla Fornero , infatti un obbiettivo delle mobilitazioni di piazza di queste settimane , il 27 eravamo a Torino, e' proprio quello di spingere il governo ad una profonda riforma delle legge Fornero.

Un altro punto molto importante verso il quale i n ostri vertici pongono molta attenzione e’ quello dei giovani ,infatti la questione delle pensioni 'non riguarda solamente noi che in pensione ci siamo gia' ma anche e soprattutto i giovani che stando cosi il sistema pensionistico ed il lavoro sempre piu’ precario e discontinuo , rischiano di trovarsi in eta'pensionistica con un monte contributi insufficiente ad avere una pensione adeguata e dignitosa, a tale proposito una delle proposte e' l'istituzione di una pensione di garanzia per i giovani e un progetto di previdenza complementare.

Il secondo tema di grande attualita' e' quello legato alle innumerevoli risorse che avremo a disposizione dal pnrr ed in particolare quelle riservate alla missione 6 dedicate alla sanita', risorse che come pensionati ci coinvolgono in particolar modo in quanto dovrebbero servire per la medicina del territorio, per le cure domiciliari per una rifrma delle rsa e per l'istituzione di una legge quadro sulla non autosufficienza ,a tale proposito ricordo che e' stato oramai da tempo istituito un tavolo per questa legge per ora senza risultati concreti e che nella finaziaria sono state aumentate le risorse per le persone non autosufficienti ma sono ancora poche e tutto questo ci riguarda in particolar modo perche' queste carenze del sistema socio sanitario messe a nudo dalla recente e perdurante pandemia hanno penalizzato in modo importante e sicuramente piu' di altre categorie di persone ,noi anziani pensionati, per tale motivo l'attenzione verso l'utilizzo di queste risorse deve essere continua e pressante.

Per ritornare ad avere una cronologia corretta dei fatti ricordo che stiamo proseguendo con i tavoli anziani nei comuni centri zona , anche se non tutti  i comuni purtroppo li hanno ancora istituiti ma stiamo sollecitando in maniera pressante in virtu' del fatto che dove ci sono ,sono un importante bacino di informazione  e spunti di aggiornamento delle situazioni nel territorio. ricordo anche che lo scopo di questi tavoli  osservatorio e' quello di tenere monitorate soprattutto le politiche socio sanitarie e assistenziali dei comuni nei confronti della popolazione anziana.

Ricorderete che vi ho parlato del progetto #tuteliamoglianziani che ha lo  scopo di sensibilizzare le istituzioni e i decisori ad un cambio di rotta delle politiche socio sanitarie per assicurare agli anziani il diritto alla salute e ad  una adeguata assistenza; ebbene in favore di questo progetto abbiamo fatto  11 ottobre un punto  in Alessandria di raccolta firme  di adesione per i cittadini con buoni risultati , abbiamo poi incontrato il prefetto ed il vescovo della diocesi di alessandria per chiedere loro un impegno  di adesione al progetto stesso.

abbiamo avuto anche un incontro con i vertici dell'asl  , sempre per fare il punto sulla situazione sanitaria nel distretto , dove sono emerse criticita’ importanti quali :il cup regionale per le prenotazioni delle prestazione sanitarie  che e' molto sottostimato in confronto degli impegni con conseguente aggravamento del disservizio gia' esistente, una criticia’' importante per la mancanza di medici soprattutto specialisti e di infermieri , situazione in peggioramento in quanto si stima che un 20% di medici andra' in pensione nei prossimi anni ,in verita' ci sono concorsi in atto per medici aperti anche agli specializzandi , cosa che prima non avveniva, e per infermieri ; ma ci vuole tempo prima che queste nuove risorse possano essere in organico ed operativi, non di meno sono le rsa in difficlota' per carenza di ospiti in seguito della pandemia.

Carenze queste che si aggiungono alla situazione sanitaria e vaccinale ancora  in sofferenza per la pandemia ,in conclusione ;i vertici sperano nelle risorse del pnrr anche se lo scetticismo e' evidente soprattutto per le 9 case di comunita' e i 3 ospedali di comunita' presenti nel pnrr per il nostro territorio ma che rischiano di essere dei contenitori vuoti( come le ben note case della salute) per la mancanza di personale medico e infermieristico ma soprattutto per la mancanza di un importante progetto per  reperire le risorse umane.

Abbiamo avuto anche un incontro con i vertici dell'ordine dei medi di medicina generale per fare il punto sulla situazione attuale e per capire cosa non ha funzionato nelle fase acuta della pandemia; ma soprattutto  perche' abbiamo avuto la sensazione, che e' piu' di una sensazione, che durante gli incontri avuti con le istituzioni in particolar modo sul socio sanitario, tutti questi lavorino per le loro competenze senza condividere con gli altri asl/consorzi/comuni/ medi ci di famiglia le loro risultanze in modo di avere un quadro generale completo , d'altronde il soggetto del loro lavoro e' unico e cioe' le persone. per cui uno degli scopi di questi incontri e' proprio quello di stimolare le varie istituzioni a fare rete e collaborare tra di loro.

Con Spi e Fnp abbiamo in cantiere anche un progetto con le rispettive associazioni di volontariato auser, nanteas e Ada per l'istituzione di uno sportello permanente di ascolto rivolto alle persone anziane ,in particolar modo per quelle sole e fragili, al fine di creare ua rete di enti e istituzioni che possano prendere in carico e rispondere a tutte le problematiche che arrivano a questo sportello.

anche se personalmente credo che la maggior parte dei contatti che riceveremo da questo sportello, sara’ di anziani soli che hanno bisogno di parlare con qualcuno in fatti  vorrei leggervi dei dati statistici che mettono in evidenza il problema della solitudine e della depressione degli anziani ,problema questo molto sottovalutato ****

Per concludere vorrei riprendere cio' che e' emerso nel consiglio nazionale del 16 novembre del quale vi ho accennato prima , le risultanze principali sono che l'istituzione delle stu e’ un progetto con molte pecche soprattutto nei grandi centri dove c'e' stata una frammentazione eccessiva e questo ha provocato  una mancanza di rappresentativita' con le istituzioni ,per cui si sta' pensando ad una parziale riunione di alcune stu ,processo questo messo gia' in pratica a Torino. 

Ma soprattutto il progetto di proselitismo  avviato con un protocollo firmato da tutti i segretari generali delle categorie degli attivi che prevedeva ,previo un compenso economico, che gli attivi iscritti alla categoria venissero accompagnati al momento della pensione ad una iscrizione alla uilp. purtroppo questo progetto ha presentato molti chiari e scuri ( per usare le parole del nostro segretario organizzativo pasquale lucia) personalmente credo che ci siano piu’ scuri infatti i dati i nostro possesso ci fanno pensare questo ,  per cui va' ripensato perche’non e' accettabile che molti iscritti alle categorie degli attivi al momento del pensionamento non transitino nella uil pensionati (penso che ricordiate che nei nostri direttivi  abbiamo gia' piu' volte affrontato questo argomento )

In conclusione vorrei ringraziarvi per essere intervenuti oggi e augurarvi buone feste ,vi ricordo ancora una volta che alla nostra organizzazione ha sempre bisogno di volontari perche’ gli impegni sono molti ,per cui vi invito ,per quanto vi e’ possibile ad attivarvi per coinvolgere giovani pensionati. grazie

Pubblicato in Notizie: UILP

Anche la seconda giornata di sciopero per tutto il settore dell’igiene ambientale è oramai prossimae il giudizio comune dei lavoratori e delle lavoratrici, espresso in tutti gli attivi territoriali e nelle assemblee, rende tutti più consapevoli dell’importanza della vertenza.
Le ragioni dello sciopero e le pesanti condizioni che le associazioni datoriali continuano a porre in ogni occasione di confronto sono sintomatiche della profonda divergenza tra chi rappresenta i
lavoratori e chi vorrebbe rappresentare un futuro inaccettabile per il settore.


L’obiettivo principale da parte delle Associazioni datoriali è chiaro: scaricare inefficenze di sistema e incapacità imprenditoriali su lavoratori e lavoratrici, invece di condividere un sistema
partecipativo per far crescere il settore a livello industriale
Si continuano a inseguire modelli di mercato senza regole, proponendo in maniera surrettizia tagli alle retribuzioni, riduzione dei diritti e della rappresentanza sindacaleAbbiamo più volte ribadito che questo rinnovo contrattuale deve avere esclusivamente condizioni di crescita delle tutele, principalmente su salute e sicurezza, e della parte economica senza possibilità di modifiche contrattuali peggiorative.

Come deciso dall’Attivo Nazionale unitario, il 13 dicembre sciopereremo ancora e continueremo a farlo finché non saranno rimosse le inaccettabili condizioni che impediscono il rinnovo
contrattuale e la tutela di migliaia di lavoratrici e di lavoratori del settore
Vanno intensificate le assemblee per preparare al meglio lo sciopero, vanno responsabilizzate le singole aziende nella vertenza, segnalando loro che dopo il 13 dicembre il confronto aziendale subirà un’interruzione, e vanno sempre più convolte le Amministrazioni locali.

Solo con una dura mobilitazione possiamo difendere la dignità del lavoro e il futuro del settore.

Il giorno dello sciopero occorre partecipare in massa ai tanti presidi unitari per esigere il rinnovo del contratto scaduto da 29 mesi e per fermare chi vuole precarizzare il lavoro e il settore in migliaia di appaltiLe lavoratrici e i lavoratori vogliono investire nel proprio futuro e in quello delle proprie comunità.



Le Segreterie Nazionali

FP CGIL FIT CISL UILTRASPORTI FIADEL

Pubblicato in Notizie: UIL Trasporti

Opuscolo informativo a cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uilm Nazionale  

Di seguito le risposte alle domande frequenti sui DPCM riguardanti Green Pass e ambito lavorativo  firmati dalPresidente del Consiglio, Mario Draghi. 

DPCM 12 Ottobre 2021 / Verifica possesso green pass in ambito lavorativo 

DPCM 12 Ottobre / Linee guida svolgimento controlli sul possesso del green pass PA 

FAQ DPCM 12 Ottobre 2021 

1. Come devono avvenire i controlli sul green pass dei lavoratori nel settore pubblico e  in quelloprivato? 

Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative  sulla privacy e delle linee guida emanate con il dPCM 12 ottobre 2021. I datori di lavoro definiscono  le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile,che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di  lavoro, e individuano con atto formale isoggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni degli obblighi di cui ai commi 1 e 2. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino  ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni, laddove l’accertamento non avvenga al  momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente  nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché  in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che  assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente. 

Oltre all’app “VerificaC19”, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati,  specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle  certificazioni. Tali verifiche potranno avvenire attraverso: 

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di  controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura; • per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell'economia  e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC; • per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA,  l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC;  • per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche - con uffici di servizio  dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi  informativi di gestione del personale del, e la Piattaforma nazionale-DGC. 

2. Come è possibile, per i soggetti che non possono vaccinarsi per comprovati motivi di  salute, dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro? 

I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID 19, dovranno esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. Nelle  more del rilascio del relativo applicativo, il personale esente – previa trasmissione della relativa  documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad  alcun controllo. 

3. I soggetti che hanno diritto al green pass ma ne attendono il rilascio o l’aggiornamento  come possono dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro? 

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more  del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in  formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori  di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. 

4. Quali provvedimenti deve prendere il datore di lavoro che accerta che il dipendente  abbia effettuato l’accesso alla sede di servizio pur essendo sprovvisto di green pass?  Quali sanzioni rischia il lavoratore? 

Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino  alla presentazione del green pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno  di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente  a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore  a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta. 

Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi  effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa.  Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del  Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le  sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore. 

Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente  della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o  indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non  concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio 

5. Da chi devono essere effettuati i controlli sul green pass dei lavoratori che arrivano  da società di somministrazione? Dalla società di somministrazione o dall’azienda in  cui vengono distaccati? 

I controlli devono essere effettuati da entrambe, sia dalla società di somministrazione, sia dall’azienda  presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione. 

6. I protocolli e le linee guida di settore contro il COVID-19, che prevedono regole sulla  sanificazione delle sedi aziendali, sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti,  possono essere superati attraverso l’utilizzo del green pass? 

No, l’uso del green pass è una misura ulteriore che non può far ritenere superati i protocolli e le linee  guida di settore.

7. I clienti devono verificare il green pass dei tassisti o degli autisti di vetture a noleggio  con conducente? 

I clienti non sono tenuti a verificare il green pass dei tassisti o dei conducenti di NCC.

8. I parrucchieri, gli estetisti e gli altri operatori del settore dei servizi alla persona  devono controllare il green pass dei propri clienti? E i clienti, devono controllare il  green pass di tali operatori? 

Il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo  ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione.

9. È necessario verificare il green pass dei lavoratori autonomi che prestano i propri  servizi a un’azienda e che per questo devono accedere alle sedi della stessa? Sì, tutti coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di  volontariato nelle sedi dell’azienda sono soggetti al controllo. 

10. È possibile per il datore di lavoro verificare il possesso del green pass con anticipo  rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte del lavoratore? Sì. Nei casi di specifiche esigenze organizzative, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni  relative al mancato possesso del green pass con il preavviso necessario al datore di lavoro per  soddisfare tali esigenze. 

11. Quali sanzioni rischia il datore di lavoro che non effettua le verifiche previste per  legge? 

Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass è punito con una sanzione  amministrativa che va da 400 a 1.000 euro. 

12. Il green pass rilasciato in seguito all’effettuazione di un tampone deve essere valido  per tutta la durata dell’orario lavorativo? 

No. Il green pass deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso  quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di  allontanamento del suo possessore. 

13. L'obbligo di green pass sussiste anche in capo agli operatori del commercio sulle aree  pubbliche la cui "sede lavorativa" è collocata all'aperto? 

Sì. L’obbligo di green pass non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto  o al chiuso. 

14. Quali sono i soggetti titolati a controllare le aziende? 

Le aziende potranno essere controllate dagli ispettori del lavoro e dalle aziende sanitarie locali, dei  quali si avvalgono i prefetti. 

15. I lavoratori di aziende straniere che, per motivi di servizio, devono accedere alla sede  di aziende o pubbliche amministrazioni italiane, devono dimostrare il possesso del  green pass? Nel caso degli autotrasportatori stranieri, se chi deve caricare/scaricare merce è sprovvisto di green pass, è possibile utilizzare il proprio personale per  effettuare tali operazioni? 

Il possesso del green pass è richiesto anche ai lavoratori stranieri ove debbano svolgere la propria  attività lavorativa presso aziende o pubbliche amministrazioni italiane. 

È possibile utilizzare il personale dell’azienda italiana per le operazioni di carico/scarico.

16. I contratti temporanei previsti per le aziende fino a 15 dipendenti, che devono assumere  lavoratori per sostituire quelli sprovvisti di green pass, sono soggetti alle norme  generali per i contratti a termine (quindi anche a quelle sulla contribuzione)?

I contratti di lavoro stipulati per sostituire i lavoratori sprovvisti di green pass sono soggetti alla  disciplina generale del contratto a tempo determinato e in particolare a quanto previsto degli artt. 19  ss. del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e successive modifiche ed integrazioni. 

 

Pubblicato in Notizie: UILM

Si è svolto un incontro tecnico con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero della Salute rispetto al Green Pass. Un incontro da noi richiesto, assieme a Cgil
e Cisl il 29 settembre.

Dall’incontro è emerso:

QUARANTENA il problema della scopertura economica del periodo di quarantena, verrà risolto con il Decreto fiscale di prossima emanazione.

VACCINI NON EMA uscirà a breve una circolare del Ministero della Salute che permetterà di operare alle lavoratrici ed i lavoratori ai quali è stato somministrato un vaccino ad oggi non
riconosciuto dall’EMA, superando quindi un problema numericamente rilevante.

ESENTI al di della certificazione cartacea che è già stata prevista, il Ministero della Salute sta predisponendo un nuovo modello di Green Pass che verrà letto dalla APP con la stessa modalità dei
Green Pass “ordinari” da tampone o da vaccino, ma che sarà valido solo per il territorio nazionale.

PRIVACY abbiamo ribadito la necessità che le aziende non abbiano accesso ad informazioni personali e quindi non vi sia la possibilità di conoscere e annotare i dati di scadenza del Green Pass.

TAMPONI abbiamo ribadito la richiesta di mettere a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori tamponi gratuiti, o tramite le Aziende attraverso la detraibilità dei costi, o tramite farmacie e
HUB/Drive-In appositi che vanno riaperti per permettere a tutte le lavoratrici ed i lavoratori sprovvisti di Green Pass di poter accedere al tampone. Abbiamo manifestato la preoccupazione che le sole
farmacie non siano in grado di reggere la necessità di fare e processare i tamponi in modalità sufficiente alla domanda.

VERIFICA GREEN PASS abbiamo chiesto che i controlli vengano effettuati solo in entrata al lavoro, anche a campione e a rotazione, ma non durante l’orario di lavoro.

TEMI TRASVERSALI

Per una serie di temi che vanno dai lavoratori/trici in somministrazione, a quelli che non partono dalla sede lavorativa, a quelli che lavorano nei campi o altre attività dove la verifica del Green Pass
da parte del datore di lavoro risulta complicata e molti altri ancora, abbiamo concordato di utilizzare lo strumento delle FAQ per dare risposte veloci.

Ad oggi è evidente che non ci sono tutte le risposte utili per ottemperare alle casistiche che conosciamo o che possono nascere dall’applicazione della norma. Sarà nostra cura tenervi aggiornati
e sollecitare ulteriormente il Governo ed il Parlamento per la risoluzione di tutte le problematiche che dovessero insorgere.


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La collaborazione tra UIL Alessandria e il centro antiviolenza me.dea continua.

Questo mese tutto il personale che lavora agli sportelli CAF e patronato ITAL delle sedi UIL presenti nei comuni centro zona di tutta provincia di Alessandria, insieme ai Segretari e ai funzionari delle categorie che seguono i lavoratori dei vari settori e ai componenti del Coordinamento Pari Opportunità e Diritti della UIL di Alessandria parteciperanno a due giornate di formazione sui temi della violenza di genere.

La UIL, su iniziativa del Coordinamento Pari Opportunità e Diritti della UIL di Alessandria, ha deciso infatti di promuovere un corso di formazione che possa innanzitutto sensibilizzare donne e uomini sul tema, fornendo i primi utili strumenti al personale e ai funzionari, perché possano cogliere eventuali situazioni di disagio e violenza consumata in famiglia come sui luoghi di lavoro  e indirizzare chi si trova in un momento di estrema difficoltà, vittima di violenza fisica, psicologica e/o economica verso un centro antiviolenza con operatrici esperte che possano accogliere, ascoltare e accompagnare la donna nel suo percorso di uscita dalla violenza.

Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria: “Come Camera sindacale pensiamo che una formazione specifica anche su queste tematiche possa rappresentare un valore aggiunto per la UIL e le persone che ci lavorano ogni giorno, nonché un arricchimento personale. La piaga della violenza sulle donne, che ha preso sempre più piede, ci richiede attenzione e partecipazione.

Inoltre sappiamo che avere un lavoro è importantissimo e indispensabile, perché quando l’autonomia economica viene a mancare, è ancora più difficile per una donna vittima uscire dalla spirale della violenza, allontanarsi da casa, mettendo al sicuro se stessa e spesso i figli.  Anche per questa ragione un tema centrale è il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne che denunciano la violenza domestica è un passaggio determinante verso la rinascita”.

Queste ore di formazione, tenute dalle operatrici di me.dea, sono destinate al personale UIL che quotidianamente si interfaccia a stretto contatto con l’utenza e i lavoratori, all’interno degli uffici delle sedi UIL come sui luoghi di lavoro pubblici e privati, uffici e fabbriche.

Si parlerà di cultura delle Pari Opportunità sui luoghi di lavoro, di come conoscere e riconoscere la violenza anche sui luoghi di lavoro e dell’individuazione dei segnali di allarme. Verrà inoltre spiegato come lavora la rete antiviolenza della provincia di Alessandria, con i due centri me.dea con sede ad Alessandria in Via Palermo 33 e a casale Monferrato in via Magnocavallo 11.

Sarah Sclauzero, Presidente e Coordinatrice Centri Antiviolenza me.dea: “me.dea è felice di continuare la collaborazione con la UIL e raggiungere attraverso il sindacato i luoghi di lavoro dove il fenomeno della violenza può nascondersi. Poter formare il personale sensibilizzandolo su questi temi rappresenta di certo un plus e rafforza la rete.”

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