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Lunedì, 02 Agosto 2021 10:03

Veronese sugli ultimi dati INAIL

Preoccupano non poco gli ultimi dati Inail sulle denunce di infortunio sul lavoro. Il primo semestre 2021 ha visto quasi 22mila casi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E se nel settore della sanità i numeri sembrano finalmente calare, grazie, soprattutto, all'efficacia della campagna vaccinale, non accade lo stesso in altri settori: nel commercio e nei trasporti ad esempio.
Nelle costruzioni, poi, i dati sugli infortuni mortali sono allarmanti: 51 dall'inizio di quest'anno. Una strage.
Occorre agire e agire in fretta in vista della ripartenza a settembre prossimo.
Lo diciamo da tempo e lo abbiamo ribadito anche nella piattaforma unitaria, sottoscritta qualche mese fa. Dobbiamo dare avvio a un coordinamento permanente tra l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e le Aziende Sanitarie Locali (ASL), dobbiamo migliorare le verifiche ispettive in qualità, quantità e frequenza, anche attraverso finanziamenti e assunzioni. Deve essere garantito un confronto strutturato e continuo sugli assi di programmazione e intervento con le Parti sociali. Perché non possiamo più attendere oltre.
Chiediamo quindi al nostro Ministro del Lavoro che dia seguito velocemente alla promessa fatta e che sia indetto in temi rapidi il bando per l'assunzione dei 2100 ispettori e che si prevedano ulteriori assunzioni.
Noi, come Organizzazioni sindacali, attraverso i nostri Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, continueremo a vigilare sull'osservanza degli obblighi in materia di salute e sicurezza e sul rispetto - non dimentichiamolo - dei protocolli anti-contagio, che devono continuare ad essere applicati in tutti i luoghi di lavoro.


(dal sito www.uil.it) 

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Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria: “I dati che emergono dallo studio compiuto dalla UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio evidenziano come il portafoglio di molti italiani sia diventato più leggero durante i primi cinque mesi dell’anno in corso, da gennaio a maggio 2021, a causa della cassa integrazione dovuta al Covid 19. 

L’analisi UIL che ha elaborato i dati INPS certifica come i lavoratori dipendenti messi per l’intero periodo dei 5 mesi in cassa integrazione a zero ore siano passati da una retribuzione lorda di 20980 euro a 16943 euro (retribuzione netta da 16810 a 13625 euro). Questo significa che la perdita netta di liquidità si attesa sui 3185 euro, una cifra importante che è stata persa rispetto allo stipendio pieno”.

Il Piemonte è tra le regioni che hanno fatto maggior ricorso alla cassintegrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e FIS o fondi di solidarietà bilaterale.

Ricordiamo inoltre che i pagamenti delle ore di cassintegrazione, specie quelle non erogate direttamente dall’INPS, arrivano con mesi di ritardo e questa è un’ulteriore problematica che i dipendenti accusano”.

Come UIL – continua il Segretario Generale della UIL di Alessandria - la nostra attenzione resta alta per evitare inoltre abusi sui licenziamenti. 

I beneficiari della cassa integrazione sono aumentati di 11 volte.

Aldo Gregori: “Sono tante anche le crisi aziendali sul territorio che abbiamo continuato a raccontare in questi mesi, come la questione dei lavoratori della Cerutti di Casale Monferrato. Abusi sui licenziamenti non sono tollerabili. Ricordiamo che l’impegno unitario dei sindacati CGIL, CISL e UIL a favore del blocco dei licenziamenti ha scongiurato una crisi sociale totale senza precedenti. 

Il blocco dei licenziamenti nel periodo da marzo 2020 a febbraio 2021 ha salvato 330 mila posti di lavoro, secondo il Rapporto Annuale INPS. La retribuzione media annua dei dipendenti è scesa da 24140 euro nel 2019 a 23091 nel 2020: il calo è stato quindi pari al 4,3%”.

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L'Ufficio H della UIL di Alessandria ha organizzato per il prossimo mercoledì 30 giugno a partire dalle 9.30 un convegno online intitolato Vacanze inclusive: l'accessibilità delle strutture turistiche.

Il convegno si pone l'obiettivo di far riflettere enti e soggetti che operano nel settore turistico a vari livelli su quanto le strutture ricettive, le piscine, gli stabilimenti balneari siano davvero inclusivi e capaci di poter accogliere e ospitare turisti con disabilità.

Si parlerà del turismo di prossimità, come di vacanze in località marittime o montane, per capire quali sono le criticità sulle quali intervenire per ampliare il bacino per esempio di camere attrezzate e servizi che possano garantire una vacanza completa a soggetti con disabilità di ogni età. 

Interverrà il referente dell’Ufficio H della UIL di Alessandria, Sergio Montagna, la Camera di Commercio, Confindustria, Confesercenti, Confapi, Ascom, Federalberghi, Alexala, Agriturist, Turismabile, l’Ufficio H di Roma, l’associazione Idea Onlus di Alessandria.

Gli interventi porteranno spunti di riflessione e racconteranno esperienze, fornendo interessanti dati su come il potenziamento di questa frontiera non sia solo un dovere sociale, ma anche un'opportunità per far crescere il turismo. Il settore, particolarmente penalizzato nell'ultimo anno e mezzo, potrebbe riprendere anche in quest'ottica.

Il convegno è aperto a tutti.

Questo il link per partecipare alla riunione in Zoom:


https://us02web.zoom.us/j/87375716942?pwd=b25iby9FaGJRcXh2aU1zK2plVlFWUT09
ID riunione: 873 7571 6942
Passcode: 0nzxqc

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Come Uil Pensionati sosteniamo con forza l’iniziativa promossa da Cgil, Cisl, Uil Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro. A dichiararlo, il Segretario generale della Uil Pensionati di Alessandria, Alberto Pavese.

Quella delle morti sul lavoro - ha proseguito Pavese - è un’emergenza nazionale sulla quale le istituzioni devono intervenire al più presto. La sicurezza deve essere un tema centrale. Servono più controlli, servono investimenti per le assunzioni, per le ispezioni e per la ricerca. Si deve investire sulla formazione e sulla prevenzione, con attenzione particolare ai lavoratori più giovani e ai più anziani. Zero morti sul lavoro è un obiettivo prioritario che va raggiunto.

Abbiamo anche un’altra grande sfida da affrontare: abbattere il numero delle morti nelle strutture residenziali socio sanitarie per anziani. Per ottenere questo sono necessari un ripensamento e una riorganizzazione di tutto il sistema: bisogna incrementare il numero del personale addetto alla cura degli ospiti, che deve essere adeguatamente formato e remunerato secondi i criteri previsti dai contratti nazionali e naturalmente protetto da ogni rischio. Non ci dimentichiamo infatti dei tanti operatori sanitari contagiati e deceduti nel corso della pandemia.

 

È fondamentale inoltre potenziare i servizi sociosanitari del territorio, preferendo, ovunque possibile, l’assistenza domiciliare al ricovero nelle strutture. Inoltre, non è più prorogabile l’emanazione della Legge quadro nazionale sulla Non Autosufficienza, per la quale è stato aperto un Tavolo di confronto unitario con il Governo e in Piemonte l’appello unitario con la campagna #Tuteliamoglianziani.

Si deve finalmente arrivare a un risultato concreto. Se non ora quando?”

 

Alessandria, 21 maggio 2021

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“Chiediamo da tempo, senza risposta, alla Giunta regionale un tavolo su esuberi, che ammonterebbero ad alcune migliaia di lavoratori, e un nuovo modello organizzativo con standard migliorati”

Ci aspettiamo più attenzione e considerazione verso gli anziani delle Rsa della regione e le loro famiglie che hanno pagato un prezzo altissimo in questi mesi di pandemia e tutti gli operatori socio sanitari che hanno messo a rischio la loro salute e quella dei loro familiari per accudire gli ospiti delle Residenze durante la lunga fase dell’emergenza sanitaria”. Lo affermano i segretari regionali di Cgil Cisl Uil Piemonte, Danila Botta, Luca Caretti, Francesco Lo Grasso, stigmatizzando la scelta della Giunta regionale di non coinvolgere i sindacati su un tema importante come quello delle Rsa.

“Così facendo, si escludono dalla discussione i tanti lavoratori che stanno rischiando il posto di lavoro e che vedono il loro futuro sempre più incerto. Riteniamo sbagliata e inopportuna – aggiungono i segretari di Cgil, Cisl, Uil regionali, Botta, Caretti, Lo Grasso – la decisione della Giunta regionale di convocare oggi una videoconferenza stampa sul tema delle Rsa riservata solo ad alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria, escludendo le organizzazioni sindacali che da tempo chiedono, senza risposta, un tavolo di confronto sul tema degli esuberi, che ammonterebbero ad alcune migliaia in regione, e l’avvio di un seria discussione per l’adozione di un nuovo modello di Residenze Sanitarie Assistenziali, con standard migliorati”.

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Oggi 28 Aprile 2021, in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro e per le vittime dell’amianto, si svolgerà un’iniziativa unitaria promossa da Cgil Cisl e Uil dedicata ai due temi dal titolo: “Una giornata così speciale che ne vale due. Doppio appuntamento, doppio impegno”. Un’iniziativa voluta dalla tre Organizzazioni Sindacali non solo per celebrare, ma anche per ragionare e agire per il cambiamento.

Ora in diretta

I lavori saranno trasmetti in diretta dalle 10:00 sul sito https://www.uil.it/  e sulla pagina Facebook della UIL  https://www.facebook.com/uilofficial/live/

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Manca poco al 1°maggio, festa dei lavoratori, e per il secondo anno siamo privati del piacere e della possibilità di festeggiare con un corteo lungo le vie e le piazze delle città. Nessuno avrebbe mai immaginato che a livello locale, come nazionale, per la seconda volta consecutiva la situazione legata alla pandemia ci avrebbe reso impossibile organizzare un evento ospitato a turno da una diversa città capoluogo di provincia. 

Avevamo etichettato il 2020 come l’annus horribilis, l’anno nero che ha spazzato via certezza, socialità, stile di vita e consuetudini che stavamo dando per scontate. 

L’avvento della pandemia, piombata sulle nostre vite in Italia alla fine del febbraio 2020 con i primi conclamati casi di Covid 19 ha precipitosamente influito in maniera fortemente impattante sulle nostre esistenze. 

Ad oggi ci troviamo ad accusare la lontananza da tanti contatti umani, imposta in nome della sicurezza, la solitudine e un disagio sociale crescente che ancora una volta è pesato maggiormente sui soggetti più fragili con il rischio che questi restino ai margini della società. Come UIL non possiamo non soffermarci sulle conseguenze che si sono abbattute sul mondo del lavoro. 

La pandemia ha portato alla chiusura immediata e ahimè anche prolungata di moltissime attività commerciali che in questi mesi sono scese più volte in piazza per farsi sentire. Ristoratori e commercianti hanno dovuto tenere abbassata la serranda non solo nelle prime settimane della pandemia per un periodo già prolungato, ma anche più volte dall’autunno in avanti, quando l’indice di contagio e la saturazione dei reparti di terapia intensiva necessitava di misure di contenimento del virus. Artigiani, piccoli commercianti, proprietari di attività e i loro dipendenti si sono ritrovati a casa fermi, improvvisamente senza clienti né appuntamenti. Interi settori hanno accusato le chiusure a partire dal mondo dello spettacolo a quello dello sport, che di fatto non hanno ad oggi ancora ricominciato. L’emergenza improvvisa ha messo in cassintegrazione numeri spaventosi di lavoratori provenienti dai settori più disparati: nel 2020 quasi 4 mld di ore di cassa integrazione. 

A pagare un prezzo altissimo sono stati i lavoratori, soprattutto precari, lavoratori a tempo determinato, lavoratori occasionali ed in genere maggioranza donne, che hanno visto la loro vita in sospeso, senza entrate, senza prospettiva e con pochissime certezze sulla ripresa. 

Il blocco dei licenziamenti ha aiutato a garantire a tutte queste persone misure come la cassintegrazione, ma temiamo già da tempo quello che succederà quando il periodo di tutela sarà ultimato. Oltre alla crisi vissuta dall’inizio, e perpetrata per tutto l’anno trascorso, si vedranno solo a partire dai prossimi mesi i numeri reali di persone che avranno perso il lavoro. Nel 2020 a livello nazionale si sono persi 945mila posti di lavoro, in provincia di Alessandria 6000 occupati in meno rispetto al 2019 calo del 3,5% con incidenza maggiore nel commercio e ristorazione – 8,6%, il tasso di disoccupazione della provincia è salito al 9,5%, il più alto del Piemonte ed uno dei più alti del nord Italia.

Interi comparti come il commercio e il turismo sono stati messi in ginocchio e irrisorie sono stati li aiuti o i ristori arrivati con il contagocce.

Sull’altro piatto della bilancia i lavoratori che non hanno mai smesso di lavorare, i lavoratori essenziali come il personale medico, infermieristico degli ospedali, delle RSA, i farmacisti, i cassieri, forze dell’ordine, personale para sanitario ecc. molte di queste figure ancora oggi non sono state vaccinate e messe in sicurezza, sicurezza che sarebbe servita la vita di tante persone dei servizi essenziali.

La pandemia ha già mietuto tante vittime e intere fasce della popolazione sono state messe in ginocchio. Un prezzo particolarmente elevato è stato pagato dalle donne che troppe volte hanno dovuto rinunciare, in piena pandemia, al proprio posto di lavoro per adempiere a tempo pieno al ruolo di cura e accudimento di più generazioni, dai figli spesso rimasti a casa da scuole e asili ai genitori anziani, fragili e da salvaguardare.

La pandemia ha messo in evidenza alcune carenze fondamentali per il sistema Paese, da quella sanitaria che con i tagli perpetuati negli anni ha allargato la forbice delle disuguaglianze. I dati ufficiali sulla povertà sanitaria, rappresentano una tragica emergenza sociale, quando una gran fetta di persone povere e non povere viene tagliata fuori dal bisogno primario di accesso alle cure necessarie, ci troviamo di fronte a fatti che scardinano l’impianto stesso del diritto alla salute sancito dalla costituzione. La limitazione alle prestazioni ambulatoriali ha colpito i più fragili, minore accesso alle cure, liste di attesa più lunghe; in questa situazione emergenziale i cittadini più vulnerabili e le fasce più povere della popolazione non possono accedere a servizi sanitari privati o non possono affrontare lunghi spostamenti per potere accedere ai servizi offerti in altre zone o in altre regioni

Si è evidenziato anche il fenomeno della povertà educativa, i dati dimostrano che la povertà economica è strettamente legata la povertà educativa, dove l’una alimenta l’altra determinando la trasmissione della condizione di marginalità sociale (è dimostrato delle lezioni in DAD dove alcune fasce sono rimaste escluse per infrastrutture o per mancanza di apparecchi tecnologici).

Dobbiamo potenziare e razionalizzare le misure di contrasto alla povertà, riprogettare il sistema sanitario partendo da una rafforzata medicina territoriale e garantirla per tutti i cittadini.

La priorità del Paese è la salute, la quale costituisce la base fondamentale per la ripresa economica.

Il futuro è ancora molto incerto e fumoso, ovviamente la campagna vaccinale deve continuare in maniera celere e raggiungere non solo le importanti fasce di età considerate più deboli e a rischio, ma anche i lavoratori attivi perché possano essere messi nelle condizioni di lavorare al sicuro.

La sicurezza deve rimanere un obiettivo fondamentale per tutti ed anche per il sindacato, infatti, la campagna tesseramento UIL 2021 cita lo slogan #ZeroMortisulLavoro, dobbiamo crederci. Questo obiettivo è importantissimo e già troppo volte, in questi primi mesi dell’anno, abbiamo dovuto raccontare incidenti ed infortuni mortali.

Per ritornare sulla provincia di Alessandria il dato che comunicavo sulla disoccupazione è un po’ preoccupante, la situazione è ancora abbastanza critica, oltre il settore commercio e turismo, ci sono alcune crisi aziendali, vedi Cerutti a casale M.to, l’incognita Ilva, le Terme di Acqui ed altre aziende, ma un po’ di speranza l’abbiamo con il settore orafo con Bulgari – Damiani, con l’edilizia, la logistica, il retroporto di Genova, lo scalo ferroviario, l’insediamento Amazon, e ancora, se partiranno, il nuovo ospedale di Alessandria e Campus universitario.

Nell’attesa che passi questa pandemia guardiamo fiduciosi al futuro, ricordandoci che ci sono tanti lavoratori che vanno salvaguardarti e che dobbiamo tutelare il lavoro perseguendo una buona e stabile occupazione, lo slogan del 1 maggio di CGIL-CISL-UIL Nazionali l’Italia si cura con il Lavoro  è fuori dubbio se c’è lavoro stiamo tutti bene, buon primo maggio a tutti.

 

Aldo Gregori, Segretario generale UIL Alessandria

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La Regione Piemonte ha emanato una circolare che consentirà alle organizzazioni antiabortiste di proporre la loro propaganda ideologica all’interno di ospedali e consultori, luoghi che invece dovrebbero essere deputati alla promozione della libertà di scelta e di autodeterminazione, alla tutela della salute delle donne così come delle persone transessuali che necessitino di cure o assistenza. Aprire i consultori a queste organizzazioni integraliste significa mortificare, mettere in difficoltà, ostacolare una volta di più ogni donna che vuole interrompere la gravidanza.

Diritto formalmente consentito dalla legge 194 ma, nei fatti, la procedura è ancora oggi una lotta contro il tempo, la burocrazia e la carenza di personale medico. E’ proprio su questo piano che tentano di insinuarsi i soggetti antiabortisti e di estrema destra. A livello internazionale possiamo vedere come in Polonia e in Ungheria questi movimenti stiano impedendo il diritto all’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto. In Italia i provvedimenti su base regionale che tentano di ostacolare ulteriormente il diritto di scelta sui nostri corpi si stanno moltiplicando.

A partire da regioni come Piemonte, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo e Friuli, si sta tentando di realizzare un disegno politico repressivo più ampio: si rendono le procedure più complesse per il diritto all’aborto, si tenta di ampliare l’obiezione di coscienza, si introducono vincoli di ospedalizzazione per la somministrazione della RU486, si tenta – e in alcune regione si riesce – di divulgare attraverso gli stessi enti pubblici la propaganda antiabortista. I consultori, costantemente dimenticati dalle istituzioni e con sempre meno finanziamenti e meno personale, hanno un ruolo importantissimo sul territorio e devono essere rilanciati come luoghi accoglienti, aperti anche a nuovi bisogni, accessibili, garanti della libertà delle donne e delle persone Lgbt.

Per questo vogliamo difendere e attuare la Legge 194

E’ da anni (da quando è stata promulgata) che scendiamo in piazza a difesa di questa legge per chiedere la sua piena attuazione e la tutela di nuovi diritti ancora troppo spesso ignorati: l’accesso gratuito alla contraccezione ed alle cure ginecologiche di ogni genere; l’accesso davvero sicuro, gratuito e garantito all’interruzione di gravidanza; un’educazione sessuale nelle scuole per una sessualità consapevole; consultori accessibili, accoglienti e finanziati; consultori per donne della terza età. Questo è ciò che serve, non la propaganda contro le donne!!

INVITIAMO CHIUNQUE ABBIA A CUORE L’AUTODETERMINAZIONE E IL DIRITTO ALL'ABORTO A PARTECIPARE AL PRESIDIO DI SABATO 17 APRILE DALLE ORE 16,30 ALLE 18,30 DAVANTI AL COMUNE DI ALESSANDRIA. Si raccomanda la scrupolosa osservanza di tutte le misure anti – Covid mantenendo le distanze e partecipare solo con mascherina per la tutela collettiva


Aderiscono:


CGIL ALESSANDRIA
UIL ALESSANDRIA
TESSERE LE IDENTITA’
ME.DEA
A.N.P.I ALESSANDRIA
CONFERENZA DELLE DONNE DEMOCRATICHE
CONSULTA DI BIOETICA ONLUS
CASA DI QUARTIERE ALESSANDRIA
FORUM DONNE ARTICOLO UNO

La Uiltrasporti di Alessandria in merito alla replica dell’Amministratore Unico di A.M.V. Igiene Ambientale Contotto Roberto apparsa su alcuni organi di informazione ritiene con la presente opportuno puntualizzarne alcuni punti.

Partiamo dalla fine e cioè dal fatto che il Sindacato non abbia una vera conoscenza della situazione aziendale e che abbia in qualche modo semplificato la propria funzione ascoltando i mal di pancia di un singolo lavoratore.

La Uiltrasporti, consapevole del ruolo che ricopre, quando stabilisce di rendere pubbliche alcune condizioni lo fa dopo aver attentamente monitorato le contingenze interne di un’Azienda  e principalmente dopo essersi confrontata con i propri iscritti, che nel caso specifico sono circa il 50% della componente delle risorse umane alle dipendenze di AMV,  di cui la quasi totalità impiegata in servizi operativi sul territorio, quindi fini conoscitori delle difficoltà e delle insufficienze legate alla flotta mezzi aziendali, e da qui la naturale difficoltà, della stessa, a gestire la normale organizzazione del lavoro che va a comporre il nastro lavorativo settimanale, organizzazione che viene fatta in totale spregio del CCNL di Categoria che prevede, nel caso specifico,  l’informazione puntuale e preventiva alle Segreterie delle OO.SS.

Mentre in data 31 marzo u.s. l’A.U., nel replicare al nostro comunicato del 30, precisava che l’Azienda non aveva criticità nel comparto mezzi e che quindi non ritiene di doverne acquisire di nuovi, appare sugli stessi organi di informazione, nella stessa giornata, un comunicato dell’azienda che denunciava l’impossibilità di svolgere la regolare raccolta a causa della rottura dell’unico mezzo mono-operatore operativo su tre, le foto pubblicate on-line oggi 12 aprile non lasciano dubbi sulla realtà della situazione.

Risulta alla scrivente, ed è stato visto da tutti i cittadini, che in città a svolgere alcuni  servizi, visto che quelli di proprietà AMV erano fuori uso, siano state chiamate a prestare la propria opera alcune aziende del settore della provincia,  e  che tale criticità ha  trovato soluzione ben nove giorni dopo, ovvero nella giornata del 10 aprile,  con la riparazione di uno dei tre  mezzi inseriti nella  flotta aziendale. Appare ancora più strana la scelta aziendale, a loro dire volta a razionalizzare i costi, di non utilizzare un dipendente in orario notturno con un turno settimanale, ritenendo meno oneroso esternalizzare temporaneamente il servizio, pagando il noleggio del camion e dell’operatore della ditta individuata per sopperire alla mancanza di mezzi aziendali perché guasti.

Come tutte le macchine datate ed i mezzi operativi di AMV non fanno differenza quando li “rappezzi” per un guasto ne esce un altro subito dopo, ma a questo punto, se davvero come dichiara l’Amministratore Unico, ha le capacità economiche per fare un cambio completo del parco mezzi, perché non prendere in considerazione un investimento serio e mirato su alcune tipologie di macchine oramai vetuste, e non ricorrere ciclicamente sugli stessi mezzi con riparazioni e soluzioni precarie?

Siamo così sicuri che a lungo termine sia così conveniente?

Il problema mezzi, ovviamente, non riguarda esclusivamente i mono- operatori ma tutti quelli in dotazione all’azienda. Tale situazione rende difficile un efficiente servizio all’utenza, creando anche evidenti ripercussioni  sulla sicurezza e sui carichi di lavoro dei dipendenti, in quanto ogni servizio è strutturato per il mezzo operativo che lo deve svolgere, vuoi per la tipologia di contenitore da svuotare, vuoi per il percorso cittadino che deve fare, con vicoli e vicoletti inseriti nella zona in cui operare. Questo è il motivo per il quale denunciamo da parecchi anni il ricorso alle proroghe in sostituzione dell'affidamento che darebbe l’accesso, in questo periodo temporale, a prestiti molto vantaggiosi attraverso il Recovery Fund.  Non capiamo a quali norme faccia riferimento l’Amministratore Unico quando parla di difficoltà ad avere l’affidamento visto che altre aziende sul territorio piemontese lo hanno ottenuto, negli stessi anni in cui loro lavoravano in proroga.

La rivoluzione “Copernicana” enunciata dall’A.U. infine, tocca un tema di fondamentale importanza per la sopravvivenza di un’azienda e l’opera fin qui svolta dall’A.U. non sembra tenerne conto. Per questo non trova la condivisione del sindacato l’eliminazione delle gerarchie interne, in quanto non tiene conto del concetto di un’applicazione di progettazione organizzativa intesa come una complessa attività attraverso la quale l’idea imprenditoriale tradotta in strutture e ruoli vengano ritenute necessarie per fornire le prestazioni attese dagli attori e dagli ambienti istituzionali.

Cancellando quelle figure professionali che hanno costruito le loro conoscenze e capacità durante anni di lavoro svolti interamente sul campo, avocando a se stesso alcune di queste competenze, nella fase in cui il bacino deciderà di affidare il servizio, invece che prorogarlo vorremmo sapere chi si occuperà a questo punto della progettazione futura e chi più banalmente ne seguirà il percorso. A questa lacuna probabilmente, si porrà rimedio facendo ricorso a figure professionali esterne, mediante consulenze, mal costume in uso da troppe parti, così facendo si è risparmiato sul costo del personale dipendente perdendo però di vista i costi operativi, che anche stavolta ricadrebbero sull’utenza finale, ovvero il cittadino.

Alessandria, lì 12 aprile 2021

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Le segreterie provinciali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI di Alessandria, in occasione dello sciopero nazionale del 29/30 Marzo dei settori Merci, Logistica e Trasporti, hanno organizzato i seguenti luoghi di presidio in provincia di Alessandria: Ilva Novi Ligure, Interporto, Loc. Sanguglielmo, FM logistica Predosa e filiale Amazon Fubine , quest'ultimo si fara' dalle 8 alle 10, tutti gli altri dalle 5 del mattino in avanti.
Pubblicato in Notizie: UIL Trasporti
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