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FIM-CISL FIOM-CGIL e UILM UIL di Alessandria in una gestione unitaria dell'emergenza Codiv19 hanno avviato un metodo di consultazioni on line sulle richieste di avvio delle procedure di Cassa integrazione ordinaria che hanno interessato oltre 7500 lavoratori Metalmeccanici della provincia di Alessandria, oltre a quelle relative alla Cassa In deroga ed al Fondo di Integrazione Salariale per il settore Artigiano. Diverse aziende del comparto non hanno mai chiuso in quanto i loro codice Ateco rientravo nel Decreto Ministeriale mentre una decina di realtà produttive hanno presentato l'autocertificazione al Prefetto di Alessandria per ottenere la deroga. Tutto ciò comporta che una parte del settore, ad esempio quello Orafo di Valenza è ad oggi fermo e non sta producendo, mentre altre realtà lavorano anche se non a pieno organico in quanto collegate al settore Alimentare o Medicale.

I Sindacati dei metalmeccanici hanno chiesto nella consultazioni sindacali delle CIGO l'erogazione dell'anticipo a carico dell'azienda e la rotazione delle maestranze in presenza di fungibilità professionale in prospettiva di una ripartenza o nelle aziende dove l'attività è proseguita a ranghi ridotti, ma non tutte le aziende hanno dato disponibilità, pertanto dove il pagamento avverrà direttamente dall'INPS i lavoratori potranno chiedere l'anticipo nelle banche che hanno aderito all'accordo sottoscritto a livello nazionale da Cgill Cisl e Uil o attendere il pagamento diretto da parte dell'Inps.

Sempre più pressanti sono da parte delle aziende, comprese le realtà metalmeccaniche, le richieste di riprendere la produzione, nonostante Alessandria sia la provincia più colpita dal virus sia purtroppo come morti sia come contagiati.
FIM FIOM e UILM stanno coordinando le Rsu e gli Rls nei luoghi di lavoro affinchè vengano costituiti i Comitati per l'applicazione del protocollo sanitario sottoscritto a livello nazionale che hanno il compito di vigilare e controllare che in tutti gli stabilimenti vengano distribuiti i dispositivi di sicurezza, vengano effettuate le sanificazioni e si eviti assembramenti anche dentro gli spogliatoi o le mense. Questo sarà l'impegno più grande che dovranno affrontare le RSU e RLS dentro i luoghi di lavoro nel momento in cui ci sarà la ripartenza.

Abbiamo segnalazione di lavoratori in alcune aziende metalmeccaniche positivi al virus, altri in quarantena, ma quanti asintomatici positivi ci possono essere non è dato sapere visto che i tamponi non vengono fatti, a volte nemmeno a chi presenta qualche sintomo, pertanto riteniamo necessaria massima cautela e mascherine per tutti al rientro al lavoro, per evitare che i luoghi di lavoro diventino luoghi di contagio. La situazione che preoccupa maggiormente sono le aziende dove non è presente il sindacato, spesso riceviamo segnalazione da parte di lavoratori che denunciano la mancata applicazione delle condizioni di sicurezza e lì l'unica cosa che possiamo fare è chiedere l'intervento degli enti ispettivi.
Il virus ha fatto purtroppo emergere che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro non è per tutti la priorità, soprattutto quando si scontra con il profitto e le esigenze produttive, ma per i sindacati metalmeccanici Alessandrini, che già ad Ottobre avevano organizzato un'iniziativa pubblica sulla sicurezza, rimane la priorità Assoluta.

FIM-FIOM-UILM Alessandria
S.Pafundi A.Poggio A.Pastorello

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Firmato l'accordo Regione Piemonte CGIL-CISL-UIL e Parti Sociali sulla Cassa Integrazione in Deroga per garantire a tutti i lavoratori  la copertura della situazione di emergenza di queste settimane.

L'accordo garantisce a tutti i datori di lavoro e ai loro dipendenti, per i quali non sono disponibili gli ammortizzatori sociali ordinari, o che li abbiano già esauriti, di accedere alla Cassa Integrazione in deroga. A tal fine sono stati compresi e tutelati anche i Lavoratori Intermittenti, i Lavoratori Somministrati, tutti gli apprendisti, i lavoratori agricoli ed anche tutti i lavoratori degli appalti anche in caso di subentro dopo il 23 febbraio di altra impresa.

Per i Lavoratori non ancora coperti la Regione Piemonte e tutte le parti sociali, come già fatto nei giorni scorsi da CGIL-CISL-UIL, chiederanno al Governo di modificare la norma del D.L. n.18 del 17 marzo 2020, al fine di coprire tutti i lavoratori domestici (Colf, badanti, ecc.) e tutti i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020 ed attualmente senza lavoro, che ad oggi sono ancora esclusi dai provvedimenti.

L'accordo garantisce tempi certi e procedure sindacali corrette per l'accettazione delle domande che sopra i 5 dipendenti prevedono l'obbligo dell'accordo sindacale e che dovranno essere indirizzate alla Regione Piemonte.

CGIL-CISL-UIL del Piemonte hanno richiesto l'anticipazione del pagamento delle integrazioni salariali.

La Regione Piemonte si è impegnata ad allargare a tutto il Sistema bancario regionale l'esperienza positiva già realizzata in passato con Banca Intesa San Paolo e con Banca Sella che in Piemonte hanno sottoscritto un protocollo per l'anticipo della CIGS e del FIS ai lavoratori.

"Ora la Regione Piemonte – spiegano Claudio Stacchini (Cgil), Gianni Baratta (Cisl) e Teresa Cianciotta (Uil)  deve lavorare per garantire l'erogazione dell'anticipo a tutti gli ammortizzatori con causale "Covid-19", quindi CIGO, FIS e CIG in Deroga, allargando, oltre che a istituti di credito già coinvolti, questa possibilità a tutto il Sistema del Credito Piemontese. Devono essere definite rapidamente le modalità operative telematiche per rendere la concessione degli anticipi più rapida possibile, per garantire il reddito a migliaia di lavoratrici e lavoratori a cui troppe aziende stanno già negando la copertura della Cassa Integrazione".

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A FEBBRAIO 2019, IN PIEMONTE, LA CASSA INTEGRAZIONE AUMENTA DEL 347,8% RISPETTO A GENNAIO

In Italia, a febbraio, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL Nazionale, sono state richieste 28.959.233 ore di cassa integrazione, con un aumento del 91,1% rispetto al mese precedente.

In Piemonte la richiesta è stata di 5.052.249 ore, in aumento del 347,8% (+131,1% ordinaria, +658,8% straordinaria, +3.200% in deroga, da tempo residuale).

Il Piemonte è la terza regione per ore richieste, preceduta da Lazio e Puglia.

DATI PROVINCIALI

L'andamento nelle province piemontesi, nel confronto tra febbraio e gennaio 2019, è stato il seguente: Torino +531,5%, Asti +488,9%, Biella +107%, Novara +90,8%, Vercelli +88,3%, Cuneo +20,3%, Alessandria -40,5%, Verbania -47,2%.

Torino, con 4.619.660 ore richieste si colloca al secondo posto dopo Roma.

RAFFRONTO PRIMO BIMESTRE 2019 E 2018

Nel raffronto regionale tra il primo bimestre del 2019 e quello del 2018, le ore di cassa integrazione sono cresciute del 41,9% (-3,7% ordinaria, +92,1% straordinaria, -20% deroga). Tale aumento è dovuto al forte incremento di Torino, in controtendenza rispetto alle altre province piemontesi.

A livello nazionale l'aumento è stato del 9,4%.

Le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Torino +144,7%, Cuneo -26,6%, Biella -32,4%, Novara -47,6%, Alessandria -53,4%, Vercelli -74,3%, Verbania -75,4%, Asti -95,8%.

Nei primi due mesi dell'anno, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 18.178, in aumento di 5.367 unità rispetto all'analogo periodo del 2018.

SETTORI PRODUTTIVI

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra primo bimestre 2019 e 2018, è stata la seguente: Industria +77%, Edilizia -24,5%, Commercio -81,7%, per un totale di +41,9%.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE, GIANNI CORTESE:

"Dalla rilevazione dei dati relativi alle richieste di cassa integrazione in Piemonte si evince che le difficoltà provocate dalla grande crisi sono lungi dall'essere superate. In particolare, nel mese di febbraio, si è registrato un forte aumento che andrà verificato nello svolgimento dei prossimi mesi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. A preoccupare principalmente è l'andamento del settore industriale su cui si concentrano le maggiori richieste. Confermiamo la necessità di apportare correttivi al sistema di ammortizzatori sociali, falcidiato dagli interventi degli scorsi anni, che hanno ridotto i periodi di fruizione e gli importi per i beneficiari. Come richiesto unitariamente nella piattaforma nazionale presentata al Governo, servirebbero maggiori investimenti pubblici per la realizzazione di opere utili al Paese, per la modernizzazione e la messa in sicurezza dei territori. Diventa, inoltre, sempre più necessaria una vera riforma fiscale, volta ad alleggerire la pressione su lavoratori dipendenti e pensionati".

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I primi 7 mesi del 2016 hanno visto una crescita della cassa integrazione straordinaria rispetto allo stesso periodo del 2015 tutelando 222 mila posti di lavoro. Complessivamente, le misure di integrazione salariale (CIGO, CIGS, DEROGA) hanno salvaguardato mediamente 328 mila posti di lavoro e hanno coinvolto, nel solo 2015, quasi 800.000 lavoratrici e lavoratori che hanno conosciuto l'amara esperienza della sospensione dal lavoro.Questi dati confermano la necessità di continuare a sostenere un apparato industriale ancora in forte sofferenza a causa della troppo bassa crescita della nostra economia che, molto probabilmente, si protrarrà anche nel 2017 generando processi di ristrutturazione produttiva e occupazionale.

La riduzione di tutele, introdotte in tema di ammortizzatori sociali dal Jobs Act, rischia di impattare negativamente con questi delicati processi, incidendo sulla ripresa del nostro sistema produttivo e sul reddito dei lavoratori.

È necessario, quindi, prevedere ulteriori risorse per accompagnare la lenta ripresa, rendendo più flessibile la durata degli interventi, attraverso l'estensione di 12 mesi della durata della Cassa Straordinaria per le aziende che operano all'interno delle aree di crisi complessa e non complessa e per tutte le imprese che hanno in corso delicati processi di ristrutturazione. Così come va prevista una misura per risolvere il problema del dimezzamento della Naspi  per tutti  i lavoratori stagionali.

Le risorse necessarie a questi provvedimenti, che stimiamo in 1,8 miliardi di euro, potrebbero essere reperite dalla minor spesa derivante dalla riduzione della durata di alcuni istituti (cassa integrazione straordinaria) e dalla soppressione di altri strumenti di protezione sociale (mobilità e deroga), per effetto delle recenti riforme sul lavoro.

Nello specifico, per il 2017, è prevedibile un risparmio di 750 milioni di euro per i trattamenti di disoccupazione e mobilità e una minore spesa di 1.050 milioni di euro per la cassa integrazione, anche in deroga.

Il necessario provvedimento "tampone" di estensione degli ammortizzatori, ipotizzato dal Governo per le aree di crisi complessa, deve essere considerato solo un primo, anche se necessario, passo in avanti ma la strada maestra è quella di prendere atto dell'urgenza di rendere flessibili gli strumenti di protezione sociale come evidenziato dall'intesa tra Uil, Cisl, Cgil e Confindustria.

Roma 8 settembre 2016

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