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Se l'occupazione a dicembre sostanzialmente non è cresciuta, nonostante sia stato l'ultimo mese utile per usufruire dei generosi incentivi (esonero contributivo totale per 3 anni) c'è da preoccuparsi.Abbiamo sempre sostenuto che, più che del "Jobs Act", c'è bisogno di "Pil for Jobs" e, purtroppo, il tasso di crescita è ancora insufficiente a promuovere un vero salto di qualità (e quantità) del lavoro nel nostro Paese.

Con dicembre si può fare una prima analisi sull'anno trascorso e, da elaborazioni UIL, emerge che: i disoccupati, tra il 2014 e il 2015, sono scesi di 200.000 unità;  i lavoratori  dipendenti  sono aumentati  di  193.000, ma l'incremento a tempo indeterminato, pari ad 80.000 unità, è molto meno forte della crescita delle 113 mila unità a termine.

Occorre, nel valutare senza pregiudizi questi dati, sottolineare due aspetti importanti: il primo è che nel 2015 sono state assunte circa 1.300.000 persone a tempo indeterminato con i forti incentivi, che , come noto, da quest'anno scendono al 40% per un massimo di 24 mesi; il secondo è che nel 2015 sono andate in pensione (di anzianità) circa 50.000 persone in più rispetto al 2014, creando una piccola voragine che sembra non sia stata riempita.

Ora più che mai la politica e il Governo dovrebbero costruire una vera politica di crescita fatta di promozione di investimenti, buona amministrazione, sostegno ai redditi fissi, rinnovo dei contratti collettivi scaduti, qualità della spesa dei Fondi europei. Se si imboccasse questa strada la UIL sarà  in prima fila nel sostenere queste azioni.

Roma, 2 Febbraio 2016

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