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Per arrivare al 31 ottobre, ultima scadenza del blocco dei licenziamenti nei settori dei servizi e del terziario, occorrono subito altre settimane di cassa integrazione. Infatti, per sostenere le imprese in difficoltà di questi settori, sono state finanziate prima 12 settimane con la Legge di Bilancio e successivamente ulteriori 28 settimane con il Decreto Sostegni, per un totale di 40 settimane che permetteranno, alle imprese che hanno utilizzato la cassa integrazione senza soluzione di continuità, di arrivare solo ai primi giorni di ottobre e non certo sino alla data di scadenza del blocco dei licenziamenti.

In questo caso per alcune aziende per le quali l'attività non è ancora ripartita (mense scolastiche, servizi connessi al turismo, artigianato dei trasporti...) con la prima settimana di ottobre finisce tutto: lavoratrici e lavoratori senza più CIG, aziende senza alcun supporto.

Non è un problema di finanziamento delle misure visto che si sta spendendo molto meno di quanto messo in campo: è invece un fatto di serietà e di serietà nei confronti di lavoratrici e lavoratori di settori che ancora oggi faticano a riprendere le attività.

Come Sindacato abbiamo chiesto ulteriori 12 settimane per arrivare alla fine dell'anno, si sta valutando - si legge - di prevederne solo 8.

Si sciolga al più presto la questione, le aziende in difficoltà, i loro dipendenti, gli stessi enti erogatori non possono essere lasciati nell'incertezza.

E nessuno può essere lasciato indietro o dimenticato, nemmeno nei giorni in cui l'attenzione e l'impegno sono concentrati su altre partite.

Roma, 17 settembre 2021

dal sito www.uil.it 

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Lunedì, 31 Luglio 2017 10:27

6° Rapporto UIL sulla CIG

In allegato vi trasmettiamo il 6° Rapporto UIL sulla Cassa Integrazione contenente i dati aggiornati al Giugno 2017.

Come sempre abbiamo analizzato l'andamento delle richieste di ore di cassa integrazione a livello nazionale, regionale, territoriale e settoriale. Abbiamo comparato, inoltre,  il dato di Giugno con Maggio e il primo semestre 2017 con il corrispondente periodo 2016.

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5° rapporto 2017 sulla cassa integrazione in Piemonte

MAGGIO 2017: IN PIEMONTE LA CIG AUMENTA DEL 38,9% RISPETTO AL MESE PRECEDENTE, A LIVELLO NAZIONALE DEL 70,3%.

In Italia, a maggio, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL Nazionale, sono state richieste 39.120.645 ore di cassa integrazione con un aumento, rispetto al mese di aprile, del 70,3%.

In Piemonte la richiesta è stata di 2.990.748 ore, in aumento del 38,9% (-10,2% ordinaria, +105,5% straordinaria, -67,9% deroga). A maggio, i lavoratori piemontesi tutelati sono stati 17.593, con un aumento di 4.927 unità rispetto al mese precedente.

Il Piemonte passa al 3° posto per richieste di cassa integrazione, preceduto da Puglia e Lombardia.

DATI PROVINCIALI

L'andamento delle ore nelle province piemontesi, nel confronto tra maggio e aprile, è stato il seguente: Novara +254,4%, Alessandria +236%, Torino +79,3%, Cuneo +15,2%, Asti -56,3%, Vercelli -59,1%, Biella -69,7%, Verbania -74,1%.

Torino, con 1.690.916 ore, diventa la seconda provincia più cassaintegrata d'Italia, dopo Taranto, per i noti problemi legati all'ILVA.

PRIMI CINQUE MESI DEL 2017

In Piemonte, nei primi cinque mesi dell'anno, la richiesta è stata di 19.134.279 ore, in diminuzione del 58,4% rispetto all'analogo periodo del 2016 (-16,8% ordinaria, -67,1% straordinaria, -32% deroga).

A livello nazionale sono state autorizzate 163.843.662 ore, con una riduzione del 43,1%.

Le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Biella +41,1%, Vercelli +1,9%, Asti -7,4%, Cuneo         -20,9%, Novara -26,1%, Verbania -33,2%, Alessandria -33,6%, Torino -69,3%.

SETTORI PRODUTTIVI

Nella nostra regione, la variazione percentuale della cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra i primi cinque mesi del 2017 e del 2016, è stata la seguente: Industria -63,2%, Edilizia +31%, Artigianato -28,4%, Commercio          -8,2%, Settori vari -100%, per un totale di -58,4%.

Il dato riferito all'edilizia in Piemonte evidenzia il proseguimento del trend negativo, mentre a livello nazionale le ore richieste nei primi cinque mesi si sono ridotte del 28,2%.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE:

"Dai dati dell'INPS emerge una lenta ripresa media occupazionale, al cui interno convivono diverse contraddizioni: le attivazioni di rapporti di lavoro indicano la presenza di imprese "sane" che assumono, seppur con prudenza e a larga prevalenza con contratti a termine, ma si registra, anche attraverso le richieste di cassa integrazione, una sorta di selezione darwiniana delle imprese, con parte del sistema produttivo in difficoltà. È evidente che gli ammortizzatori sociali rappresentano un vero argine ai licenziamenti. Ora sono necessarie rapide scelte politiche per non ridurre la protezione sociale e per affrontare con coraggio e risorse la questione del rafforzamento della rete delle politiche attive, strumento indispensabile per la ricollocazione delle persone espulse dal sistema produttivo".

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Dai dati INPS emerge quello che da tempo segnaliamo: una lenta ripresa occupazionale frutto però di profonde contraddizioni. Da una parte, i dati Inps sulle attivazioni dei rapporti di lavoro, segnalano la presenza di imprese "sane" che assumono, seppur con prudenza - come dimostrato dalla sostanziale staticità degli avviamenti a tempo indeterminato e da una prevalenza dei contratti a termine che continuano a crescere - dall'altra parte, se osserviamo i dati sulla cassa integrazione, sembra sia ancora in atto una selezione darwiniana delle imprese, con parte del sistema produttivo in difficoltà.

A maggio, infatti, dopo mesi di calo, i dati sulla cassa integrazione registrano, rispetto ad aprile, una risalita della domanda di cassa integrazione straordinaria (+99,2%) e ordinaria (+45%) a cui andrebbero aggiunte le ore richieste al Fondo di Integrazione Salariale (16,3 mln) delle quali, ad oggi, ne sono state autorizzate solo il 44,7% anche a causa dei ritardi nella lavorazione delle pratiche, che superano i 200 giorni. Siamo invece in dirittura di arrivo per la cassa integrazione in deroga che, con 1,4 milioni di ore autorizzate, subisce una riduzione del 31,9% rispetto ad aprile.

Dati, questi, che in generale portano a considerare questi ammortizzatori  un vero argine ai licenziamenti che, di converso,  nel primo quadrimestre diminuiscono soprattutto tra quelli per motivi economici. Resta, quindi, necessaria una rapida scelta politica che riconosca l'urgenza di non ridurre la protezione sociale e che, nel contempo, affronti con coraggio e risorse la questione del rafforzamento della rete delle politiche attive, come unico strumento per la ricollocazione delle persone espulse dal sistema produttivo. In sostanza, la Uil ritiene urgente una "riforma della riforma" degli ammortizzatori non per un generico ritorno al passato (cassa integrazione illimitata nel tempo), ma per costruire strumenti utili, sostenibili e flessibili per gestire, innanzitutto, le ancora troppe (e molte non famose) crisi aziendali. Tenendo conto anche del contesto territoriale e della necessità di coinvolgere "attivamente e concretamente" le imprese nei processi di ricollocazione. Senza queste prospettive l'ombrello, ancora utilissimo, della cassa integrazione, specie quella straordinaria, rischia di non reggere l'urto di una pioggia di esuberi in molte aziende

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PRIMO TRIMESTRE 2017: IN PIEMONTE LA CIG DIMINUISCE DEL 57,8% RISPETTO AL 1° TRIMESTRE DEL 2016, A LIVELLO NAZIONALE SCENDE DEL 38%. TORINO E' SEMPRE LA PROVINCIA PIU' CASSAINTEGRATA, IL PIEMONTE AL 1° POSTO TRA LE REGIONI

In allegato l'analisi completa.

In Italia, nel primo trimestre del 2017, come evidenziano i dati del Servizio politiche attive e passive del lavoro della UIL Nazionale, sono state richieste 105.156.379 ore di cassa integrazione, con una riduzione, rispetto allo stesso periodo del 2016, del 38%.

In Piemonte la richiesta è stata di 14.665.583 ore, in discesa del 57,8% (-8% ordinaria, -65,6% straordinaria, -40,8% deroga).

Nel periodo gennaio-marzo, i lavoratori piemontesi mensilmente tutelati sono stati 28.756, in calo di 39.428 unità rispetto al 1° trimestre del 2016.

Il Piemonte è la regione con la maggiore richiesta di cassa integrazione, seguita dalla Lombardia e dal Veneto.

DATI PROVINCIALI

Nel confronto tra il 1° trimestre del 2017 e del 2016, l'andamento delle ore nelle province piemontesi è stato il seguente: Asti +107,8%, Biella +40,7%, Vercelli +2,6%, Verbania -2,3%, Cuneo -14,5%, Novara -15,8%, Alessandria -31,2%, Torino -69,6%.

Torino, con 8.824.221 ore, si conferma provincia più cassaintegrata d'Italia, seguita da Milano e Roma.

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE: "I dati del primo trimestre dell'anno, relativi alle richieste di cassa integrazione, evidenziano un calo generalizzato rispetto all'analogo periodo del 2016. L'andamento, però, non deve far pensare che il Piemonte sia investito dal forte vento della ripresa, stante i livelli dei consumi, degli investimenti, della ricchezza prodotta, della disoccupazione, in special modo giovanile, purtroppo ancora distanti dai livelli pre crisi. I dati, inoltre, sono parziali perché carenti delle ore richieste al Fondo di Integrazione Salariale che ha sostituito la cassa integrazione in deroga per le aziende con più di 5 dipendenti. Con il venire meno degli incentivi alle assunzioni, i dati riflettono le reali condizioni del mercato del lavoro. Il ruolo della politica dovrebbe essere quello di favorire gli insediamenti produttivi e la crescita della domanda interna con adeguate politiche fiscali e redistributive".

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Mercoledì, 28 Settembre 2016 08:43

8° Rapporto sulla CIG

Si invia in allegato l'8° Rapporto sulla cassa integrazione con elaborazione dei dati riferiti ad agosto e suddividi per macro aree, regioni, province e settori produttivi.

All'interno l'analisi con confronto congiunturale e tendenziale dei dati ed un bilancio dei primi 8 mesi dell'anno. Alleghiamo anche il comunicato stampa con le dichiarazioni del Segretario Generale G. Cortese.

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Venerdì, 26 Agosto 2016 09:58

7° Rapporto UIL sulla cassa integrazione

In allegato il 7° Rapporto UIL sulla cassa integrazione.

Nell'elaborato sono presenti sia i dati sulle ore autorizzate nel mese di luglio con ripartizione per macro area, regioni, province e settori produttivi, sia le ore complessivamente richieste nel periodo gennaio-luglio di quest'anno.

Dati elaborati dalla UIL-Servizio Politiche attive e passive del lavoro

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Mercoledì, 20 Luglio 2016 11:27

6° Rapporto UIL sulla cassa integrazione

In allegato il 6° Rapporto UIL sulla cassa integrazione con i dati riferiti a giugno 2016 ed un bilancio del I semestre 2016 elaborati dal Servizio Politiche attive e passive del lavoro All'interno sono stati elaborati dati per macro area, regioni, province e settori produttivi.

 

 

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Lunedì, 23 Maggio 2016 10:43

Loy: preoccupano i dati sulla Cig ad aprile

A cura del Servizio Politiche del lavoro della Uil

SINTESI 4° RAPPORTO SU CASSA INTEGRAZIONE (APRILE 2016)

Nel mese di aprile, con un aumento del 9,1% sul mese precedente, sono state richieste 57,1 milioni di ore di cassa integrazione, che ha permesso di salvaguardare 338 mila posti di lavoro.

Il 68,3% del totale delle ore del mese è stato assorbito dalle ore di cassa straordinaria (circa 39 milioni, in aumento del 27,5% rispetto a marzo), a seguire l'ordinaria con 15 milioni di ore (in diminuzione del 14,1%) e la deroga con circa 3,2 milioni di ore (in calo del 26,9%).

Non possono, quindi, non preoccupare, commenta Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL, i dati sulle richieste di cassa integrazione ad aprile: la crescita su marzo e, all'interno di essa, della cassa straordinaria, segnalano che è ancora perdurante un forte disagio del nostro sistema produttivo certificato, anche, dalla troppa leggera flessione rispetto allo stesso quadrimestre del 2015 (- 2,4%). Questo dato, tra l'altro, è condizionato al ribasso dal perdurante rallentamento delle autorizzazioni per la cassa ordinaria dovuto, principalmente, all'inammissibile ritardo (oltre 3 mesi) nell'emanazione del decreto che dovrà stabilire i criteri di concessione per la stessa cassa ordinaria.

Se a questo aggiungiamo che il ridotto utilizzo della cassa in deroga è derivante principalmente dalla riduzione della durata (massimo 3 mesi), dichiara Loy, non può non sottolinearsi come la febbre della crisi sia ancora alta e, soprattutto, come la graduale ma costante discesa della copertura temporale di questo ammortizzatore, derivante dalle novità introdotte dal Jobs Act, potrebbe produrre un forte disagio occupazionale.

Il maggior numero di ore richieste, ad aprile, si registra al Nord, con 26,9 milioni (rispetto al mese di marzo vi è una flessione del 19,4%); al Centro 19,9 milioni (in aumento del 129%) e nel Mezzogiorno 10,3 milioni (in crescita dello 0,3%).

In 9 Regioni e nella Provincia Autonoma di Trento crescono le ore di cassa integrazione (il maggior incremento nel Lazio con +403,3%), mentre la più forte contrazione si verifica in Molise (-84,6%). Si registrano aumenti in 51 Province (nelle prime 5 posizioni troviamo: Ragusa +94.961,2%; Imperia +1.398,5%, Brindisi +1.021,2%, Roma +715,2% e Rimini +481,4%). La provincia, viceversa, con il maggior calo di ore richieste è Lodi (-99,1%).

Nell'industria si concentra l'81,3% di ore di cassa integrazione del mese con 46,4 milioni di ore (questo è l'unico settore che registra un aumento rispetto a marzo: +14,9%), segue il commercio con 4,8 milioni di ore, l'edilizia con oltre 4,7 milioni e l'artigianato con 1,1 milioni di ore.

Nel I quadrimestre di quest'anno si registrano 226,5 milioni di ore richieste di Cig, in flessione del 2,4% sullo stesso periodo del 2015.

Il 70,8% delle ore è assorbito dalla cassa integrazionestraordinaria, seguono le richieste di CIGO (45,2 milioni, in diminuzione del 38,8%) e di CIG in Deroga (21 milioni, in aumento del 19,5%).

Nel Mezzogiorno e nel Nord si riducono le richieste (rispettivamente del12,5% e del 10,3%), a fronte dell'incremento registrato al Centro (+33,6%).

Le richieste sono cresciute in 8 Regioni (anche in questo caso il Lazio in testa con +75%). La maggiore diminuzione è in Sardegna (-51,6%).

Infine, sempre nel I quadrimestre 2016, si registrano incrementi di ore in 36 Province, di cui il maggiore a Frosinone (+354,2%), seguito daAvellino (+320,0%), Ragusa (+289,8%), Livorno (+203,8%) e Modena (+129,5%). Viceversa, la maggiore contrazione di ore di cassa integrazione è a Siena (-76,3%).

Roma, 21 maggio 2016

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Ecco l'ultima dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale Uil, in merito alle direttive del Ministero del lavoro che suggerisce di non far fare accordi con richieste CIG superiori ad 8 mesi, come dire che la crisi aziendale o si supererà oppure produrrà disoccupati.

"Il ministero del lavoro, con una nota inviata alle Regioni, "suggerisce" di non far fare accordi per gestire le crisi aziendali con richieste di Cassa Integrazione in Deroga superiori ad 8 mesi per tutto il 2014. Come dire che la crisi aziendale o si supererà, entro tale periodo, oppure produrrà disoccupati. Il tutto senza nessuna regola o legge ancora ufficialmente emanata. Resta solo il timore che con queste indicazioni molte aziende rinuncino a "pianificare " la ripresa e decidano di avviare la fuoriuscita dal lavoro di migliaia di persone. Il ministero del Lavoro ritiri un atto sbagliato che incide su uno strumento, come la Cassa in Deroga, che ogni anno tutela, con varia intensità, oltre 350.000 lavoratori e al tempo stesso, invece, trovi le risorse necessarie per continuare a garantire un reddito a tutti i lavoratori e le lavoratrici colpiti dalla crisi".

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