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Come sapete in questi giorni, anche a seguito della sentenza di appello di Foodora di cui attendiamo le motivazioni, è divenuto ancora più urgente dare ai riders quelle tutele normative e salariali che attendono da mesi. Noi siamo convinti che per dare risposte adeguate alle esigenze dei riders é necessario percorrere la via della contrattazione collettiva. Chiediamo, quindi, alle imprese una definitiva e proficua disponibilità e al Governo una azione di accompagnamento.

Abbiamo predisposto un volantino utile a riassumere, a brevi tratti, le vicende di questi mesi e soprattutto a ribadire quali sono state le richieste che, fin dall' inizio del confronto, abbiamo proposto alla attenzione delle Parti. VOLANTINO IN ALLEGATO.

Pensiamo che il volantino possa essere uno strumento attraverso il quale aprire un dialogo con questi lavoratori, affermare che i Contratti Collettivi Nazionali possono essere lo strumento primario di regolazione di questi rapporti di lavoro e sostenere l'urgenza di riconoscere diritti e tutele ai riders e, infine, condannare il comportamento delle imprese che, fino ad ora, non hanno mai manifestato una reale volontà di fare dei passi in avanti.
Da qui le ragioni per inserire a pieno titolo le rivendicazioni di queste lavoratrici e lavoratori nelle ragioni più generali della mobilitazione del 9 febbraio prossimo a Roma, in cui saremo in piazza per chiedere politiche per il lavoro e per gli investimenti, più welfare e diritti per tutti.
Continueremo a tenervi informati sui futuri sviluppi della questione, dando fin da ora la disponibilità delle strutture nazionali qualora valutiate di organizzare iniziative in ambito territoriale.

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Prima o poi sarebbe dovuto accadere ed è arrivata la prima causa civile italiana che vede convenuta in giudizio una piattaforma online che gestisce rapporti di lavoro: quella di Foodora. Sono ormai diversi anni che si dibatte di gig-economy e del proliferare di piattaforme digitali che pongono alla base della loro mission servizi a costi bassissimi e la velocità della consegna del prodotto. E' naturale che a tali vantaggi per il consumatore finale, ne fa da contraltare la riduzione, se non negazione, di diritti e tutele per i c.d. riders.

E' chiaro che la decisione emessa ieri in I° grado del Tribunale di Torino non ci piace e non ci convince, ma è, purtroppo, la diretta conseguenza di una lacuna legislativa nazionale, europea ed internazionale, sulla disciplina e natura di queste nuove ed innovative forme di lavoro.

Non si può sostenere che i riders siano "autonomi" per alcuni aspetti del rapporto, ma "licenziabili" se non seguono le direttive dell'azienda. O sono totalmente liberi sul "se", "come" e "quando" effettuare la prestazione e quindi autonomi, o eterodiretti e quindi subordinati.

Poiché gli attuali indici di subordinazione italiani sono del tutto evidenti in tale organizzazione del lavoro, come UIL, continuiamo a sostenere che si tratti di rapporti di natura subordinata con contestuale garanzia di diritti e tutele per i lavoratori.

Altro tema, importante come il precedente, è l'anomala funzione di intermediazione al lavoro che svolgono queste piattaforme sulle quali andrebbe semplicemente applicata la normativa sulle agenzie di collocamento con annesse regole e sanzioni.

Roma, 12 aprile 2018

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Le Confederazioni CGIL CISL UIL di Torino con le proprie categorie di rappresentanza dei lavori atipici appoggiano le iniziativedi lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di FOODORA, ritenendoinaccettabili le condizioni imposte dall'azienda.

Le forme di precarietà e sfruttamento riguardano, ormai, nel nostro territorio, migliaia di persone e derivano anche dascelte legislative sbagliate, che favorisconol'insorgere di tipologie di rapporti al limite della legalità.

CGIL CISL UIL ritengono indispensabile l'aperturadi un tavolo di confronto vero, volto a migliorare le condizioni dei lavoratori di FOODORA, affrontando il problema del cottimo, dell'introduzione di una paga oraria dignitosa, del superamento delle attuali modalitàdicontrollo a distanza, del "caporalato digitale", del riconoscimento delle spese di manutenzione di tutti gli strumenti di lavoro.

CGIL CISL UIL TORINO

Torino, 20 ottobre 2016

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