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Secondo quanto previsto e condiviso, hanno diritto di accesso allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile i dipendenti ATA a tempo indeterminato o determinato, secondo le seguenti priorità:

- genitori il cui figlio convivente minore di anni sedici è stato sottoposto a quarantena o isolamento obbligatorio, preventivo o fiduciario o al quale è stata sospesa la didattica in presenza;

- in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (c.d. lavoratori fragili), nonché i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992;

- con figli disabili che necessitino di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale, ai sensi dell'articolo 39 del decreto-legge18/2020;

- dichiarati in condizioni di fragilità dal medico competente, secondo le modalità e le indicazioni previste dalla Nota 11 settembre 2020, n. 1585;conviventi di persone immunodepresse.

Per svolgere l'attività lavorativa è data facoltà ai lavoratori non dotati di adeguata strumentazione di connettività personale di farne richiesta all'Amministrazione stessa che potrà provvedere, nei limiti delle disponibilità finanziarie specifiche messe a disposizione dalla legge e senza ulteriori oneri o aggravi di spesa, a dotarli di quanto occorre in comodato d'uso, subordinatamente alle esigenze didattiche.

È stato altresì previsto che per il rimanente personale, che non rientra nei casi precedenti, in base alle esigenze di funzionamento delle scuole, il dirigente scolastico definirà, informandone le RSU, i criteri generali per l'individuazione delle quote di personale che potrà accedere al lavoro agile, privilegiando:

le esigenze delle lavoratrici madri che abbiano fruito del congedo obbligatorio di maternità nei tre anni antecedenti alla richiesta di accesso al lavoro agile;i genitori di figli minori;chi utilizza i mezzi pubblici per raggiungere la sede di servizio;le esigenze di cura e assistenza nei confronti di parenti/congiunti non autosufficienti.

I lavoratori posti in quarantena fiduciaria o isolamento fiduciario, possono comunque accedere al lavoro agile.
Ovviamente, per tale personale, stante la particolare posizione di interdizione dal lavoro che è equiparata a malattia con ricovero e senza che si applichi il comporto, la richiesta di lavoro agile rappresenta una facoltà; un eventuale obbligo si configurerebbe come illegittimo pur se mantengono, tuttavia, il diritto ad essere ammessi al lavoro agile anche dopo il periodo di quarantena.
Per questo motivo, al fine di evitare interpretazioni capziose, abbiamo voluto firmare con questa precisazione allegando una specifica dichiarazione a verbale.

Dichiarazione UIL Scuola al verbale di confronto:

Per ciò che riguarda il personale eventualmente posto in quarantena fiduciaria o isolamento fiduciario nei casi diversi dalla malattia diretta da Covid-19, la UIL scuola ha ritenuto necessario, al fine di una corretta interpretazione di quanto sottoscritto, che l'accesso al lavoro agile per tale personale possa avvenire, così come negli altri casi, solo dietro espressa volontà del dipendente. Si tratta infatti, per tale personale, di uno status che comunque ha delle implicazioni psicologiche oltre a quelle fisiche le quali impedirebbero di svolgere il proprio lavoro in assoluta serenità, ancorché in modalità agile. A ciò si aggiunge che la norma, rinvenibile nell'art. 87 comma 1 del D.L. n. 18/2020 come modificato dall'art. 26 comma 1-quinques del D.L. 104/2020, equipara tale periodo a personale collocato in malattia con ricovero ospedaliero senza che si applichi alcuna decurtazione stipendiale o riduzione del periodo di malattia spettante.

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Saranno centinaia le iniziative sparse sul territorio nazionale, questo pomeriggio, per chiedere stabilità al lavoro e sicurezza nelle scuole.

Manifestazioni e sit-in davanti alle Prefetture e agli uffici scolastici regionali per una scuola in presenza, con tutte le garanzie necessarie: a partire dagli organici, e poi gli spazi e le misure di sicurezza.

"Le scuole hanno riaperto – osservano i segretari generali dei sindacati scuola promotori delle iniziative nelle città – ma la didattica non decolla perché mancano i docenti. Inutile dire che le misure da prendere dovevano essere di altro tipo, prova ne sono i buchi di organico e le mancanze strutturali. Ora bisogna intervenire rapidamente".

"Lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali in piena emergenza pandemica esclude dalla possibilità di partecipazione tutti i precari in situazione di quarantena in concomitanza della prova e nello stesso tempo contribuisce ad aumentare i rischi di contagio" ribadiscono i leader dei sindacati scuola.

Queste le proposte al centro della giornata di mobilitazione:

–          stabilizzare tramite prova orale e valutazione di titoli i docenti con tre anni di servizio: l'unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica.

–          stabilizzare su sostegno tramite prova orale i docenti specializzati: personale già selezionato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità

–          avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con 3 anni di servizio

Le iniziative avverranno nel rigoroso rispetto delle misure prescritte nell'ultimo Dpcm.

#RENDIAMOSTABILEILLAVORO
#RENDIAMOSICURELESCUOLE

 

In Piemonte appuntamento a partire dalle 14,30 davanti alle prefetture di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino e Vercelli. Assembea on line a Biella.

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Se un dipendente della scuola si assenta per malattia, è tenuto a farsi trovare al proprio domicilio in caso di visita fiscale durante degli orari ben precisi.

L'articolo 3, commi 1 e 2, del decreto 17 ottobre 2017, n. 206, ha confermato le fasce orarie di reperibilità per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (scuole comprese) che sono tuttora fissate nei seguenti orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. L'obbligo di reperibilità sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.

Qualora debba assentarsi dal proprio domicilio (ad esempio, per visita medica o altri giustificati motivi), il dipendente pubblico è tenuto ad avvisare unicamente la propria amministrazione, la quale provvede a trasmettere l'informazione all'Inps.

Esonero dall'obbligo di reperibilità

Nel caso dei dipendenti pubblici, compreso il personale della Scuola, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206 prevede che è previsto l'esonero dall'obbligo di reperibilità per:

patologie gravi che richiedono terapie salvavita;

causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all'ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della "tabella A" allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella "tabella E" dello stesso decreto;

stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

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Un genitore lavoratore dipendente può svolgere il lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di quattordici anni, disposta dalla ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all'interno della scuola.

Lo prevede il Decreto-legge n. 111/2020 (vigente al 9 settembre 2020).

Qualora la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile uno dei genitori, alternativamente all'altro, può astenersi dal lavoro per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio. Per tali periodi è riconosciuta, in luogo della retribuzione, un'indennità pari al 50 per cento della retribuzione stessa, coperta da contribuzione figurativa.

Per i giorni in cui un genitore svolge, anche ad altro titolo, l'attività in modalità agile o comunque non svolge alcuna attività, l'altro genitore non può chiedere di fruire di alcune delle predette misure. Il beneficio può essere riconosciuto per periodi in ogni caso compresi entro il 31 dicembre 2020.

L'INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa (di 50 milioni di euro per l'anno 2020). Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l'Istituto non prende in considerazione ulteriori domande.

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A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, è stata emanata l'Ordinanza Regionale riguardo alla questione di un ulteriore accertamento in Piemonte sullo stato febbrile o meno degli allievi.

Dopo la vicenda dei termoscanner, il Presidente Cirio per cercare convintamente di vincere la sua personale battaglia contro la febbre... "dribbla l'ostacolo" senza ancora una volta prefigurare soluzioni operative praticabili. Ma, anziché andare in rete, butta la palla in tribuna.

Solo con una metafora calcistica riusciamo a definire la decisione del Presidente Cirio che ORDINA alle scuole di controllare l'autocertificazione OBBLIGATORIA per le famiglie in mancanza della quale l'allievo, prima di essere ammesso in classe deve essere sottoposto a controllo. Questo mentre già c'è, per il Piemonte come per tutta l'Italia, una regolamentazione già stabilita con indicazioni nazionali.

Pensavamo di avere chiarito le nostre argomentazioni sul tema del termoscanner, riproviamo a sintetizzare con uno slogan: "bella idea ma non ci sono le condizioni", non c'è abbastanza personale, si rallentano gli ingressi, si creano ulteriori condizioni di contagio. Abbiamo anche affermato che se il Presidente ci avesse dato personale specificamente formato e risorse di supporto, le scuole ne avrebbero avuto un giovamento.

In Piemonte accade invece che, anziché comprendere (eppure è stato illustrato all' Assessore all'Istruzione) che i Dirigenti e il personale del sistema di Istruzione e Formazione della nostra regione stanno lavorando da mesi ai protocolli e alla formazione, stilando registri, predisponendo incarichi, misurando spazi, valutando rischi, studiando opzioni; che invece di percepire che il primo giorno di scuola dovrà essere una festa, un ritorno alla normalità, una ripartenza; che invece di ragionare sugli aspetti educativi e formativi e sulle strategie che gli insegnanti e in generale il personale del settore dovranno mettere in campo per recuperare la dimensione educativa, affettiva e relazionale, il

Presidente mette un carico pesante sulle scuole ma anche sulle famiglie, dimenticando che al centro ci sono le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che non possono vivere la scuola con le regole di un ospedale da campo.

Ogni mattina dopo la rilevazione della temperatura le famiglie dovranno scrivere un'autocertificazione su modulo o su diario. Ogni mattina in classe l'allievo che ne è privo lo risulta di fronte a tutti i compagni e ...bella dimenticanza quella fatta da mamma e papà! Ogni mattina in ogni classe il tempo scuola, tanto prezioso e tanto perduto durante il lockdown, sarà dedicato a quest'appello?

Oppure un "superbidello" ogni mattina raccoglie le autocertificazioni e in alternativa misura la temperatura: 1200 alunni per 7 secondi ciascuno.... tempo stimato 2 ore e 55 minuti per ogni mattina.

Un eccellente inizio delle lezioni!

Auspichiamo allora che la frase del preambolo "PRESO ATTO che gli sforzi che vengono messi in campo dalle istituzioni scolastiche e dal sistema sanitario regionale rischiano di non sortire i risultati attesi in assenza di un nuovo patto di corresponsabilità educativa che preveda la collaborazione attiva fra scuola e famiglie " sia considerata con attenzione affinché non sfugga il fatto che le scuole hanno adottato e stanno condividendo con le famiglie i nuovi patti di corresponsabilità.

In presenza del patto le misure diventano un ulteriore atto di forza e un ostacolo per tutti.

Caricare le famiglie e la scuola di oneri non necessari e che minano il buon funzionamento della macchina organizzativa e la serenità della comunità scolastica, non superando il rischio di contagio è una strada da non percorrere e che non aiuta la scuola del Piemonte.

Presidente è il caso che ci ripensi, le imposizioni non hanno mai portato a nulla di buono, provi a guardare al futuro e magari a traguardarlo.

 

Torino, 10/9/2020

FLC CGIL - Piemonte CISL SCUOLA - Piemonte UIL SCUOLA - Piemonte

Luisa Limone        Maria Grazia          Penna Diego Meli

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Lunedì, 06 Luglio 2020 09:47

Personale scolastico, domanda di NASPI e DID

Per l'anno scolastico 2019/2020, come già previsto negli anni scorsi, il personale della scuola con contratto in scadenza che presenterà all'INPS la domanda di Nuova Assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) non dovrà rilasciare la Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) presso il Centro per l'impiego.

L'art 21 del d.lgs 150/15 prevede, infatti, che la domanda di Naspi presentata dall'interessato all'INPS equivale alla Dichiarazione di immediata disponibilità (DID). La domanda di Naspi può essere inviata telematicamente all'INPS, direttamente tramite il sito INPS o con l'ausilio di un Patronato. Con il DL n.18/20 convertito in L.n. 27/20, per gli eventi di cessazione involontaria dall'attività lavorativa verificatisi dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di presentazione della domanda sono stati ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Per la sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato (PSP) previsto dall'art. 20 del d.lgs 150/15, il personale precario che presenterà domanda di Naspi, in caso di mancata assunzione all'avvio del nuovo anno scolastico, potrà attivarsi autonomamente presso il CPI di domicilio, indicativamente entro il 15 ottobre p.v. al fine di concordare tempi e modalità per confermare lo stato di disoccupazione e sottoscrivere il PSP.

La presente comunicazione è pubblicata sul sito internet dell'Agenzia Piemonte Lavoro.

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Educare alla prevenzione e all'adozione di comportamenti e stili di vita sani e sicuri, anche a tutela della sostenibilità ambientale, deve rappresentare uno dei principali obiettivi di un sistema scolastico in grado di formare ed orientare l'individuo di domani: un individuo consapevole e responsabile, che sappia sviluppare una corretta capacità di percezione del rischio, adottando idonee misure di prevenzione e protezione, sia nei confronti delle persone che verso l'ambiente naturale che lo circonda.

Questo è lo scopo de "La cultura della salute e sicurezza e della sostenibilità ambientale tra i banchi di scuola", realizzato da UIL, UIL Scuola, Irase Nazionale e DiCultHer. Il Progetto, presentato oggi ed indirizzato a tutte le scuole di ogni ordine e grado, sarà realizzato nel corso dell'anno scolastico 2020/2021.

Nato in un periodo storico cruciale, a seguito dell'emergenza da Covid-19 che ha fatto emergere l'esigenza di ricorrere a nuove modalità di erogazione della formazione e di integrare la stessa con percorsi educativi specifici su salute e sicurezza e sviluppo sostenibile, il Progetto prevede l'implementazione dell'utilizzo di tecnologie innovative che agevolino il raggiungimento degli obiettivi formativi.

La diffusione su scala globale della pandemia da Covid-19 ha lasciato, infatti, un segno profondo che muterà radicalmente, o quantomeno condizionerà, alcune delle nostre principali abitudini di vita. È più che mai urgente, oggi, concretizzare azioni che orientino i ragazzi - così fortemente penalizzati dalla chiusura improvvisa delle attività educative e dai cambiamenti sociali in atto - allo sviluppo di una cultura della salute e della sicurezza in grado di interiorizzare regole e valori di responsabilità sociale e civile, indispensabili per rendere le future generazioni consapevoli, circa il significato delle loro azioni e delle ripercussioni che le stesse potrebbero avere. Generazioni di ragazze e ragazzi che, dopo l'emergenza, saranno chiamati a ricostruire un nuovo modello di società nel rispetto di principi e valori condivisi su sicurezza, benessere e sostenibilità. In tal senso, solo attraverso la partecipazione attiva dei giovani, sin dai loro primi approcci con il sistema scolastico, si costruiscono solide basi etiche e morali per i cittadini di domani, che siano portatori di saperi e di civiltà, rispettosi del bene comune e attivatori del diritto.

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La Nota ministeriale n. 279 dell'8/3/2020 prevede per docenti, amministrativi e tecnici che "i dirigenti scolastici organizzano le attività necessarie concernenti l'amministrazione, la contabilità, i servizi tecnici e la didattica, avvalendosi prevalentemente (per quanto possibile) della modalità a distanza, secondo le modalità semplificate previste dalla Nota 6 marzo 2020, n. 278".

Per il personale collaboratore scolastico "considerata la sospensione delle lezioni prevista dal DPCM, l'emergenza in atto e la necessità di contenere il più possibile gli spostamenti fisici delle persone per ragioni lavorative e viste le mansioni previste per questo profilo dal CCNL," prevede invece che " il Dirigente scolastico, constatata l'avvenuta pulizia degli ambienti scolastici, limiterà il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90.

Le predette prestazioni saranno rese, informata la RSU e/o le OO.SS. territoriali, attraverso turnazioni del personale tenendo presente condizioni di salute, cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi di asili nido e scuola dell'infanzia, condizioni di pendolarismo per i residenti fuori del comune sede di servizio, dipendenti che raggiungono la sede di lavoro con utilizzo dei mezzi pubblici."

I dirigenti garantiscono pertanto i servizi minimi come da contratto integrativo di istituto, mediante una turnazione disposta dal DSGA secondo i criteri espressi nella circolare medesima. Tale principio, come afferma la stessa Nota, si applica anche ad altri profili Ata la cui prestazione non può essere resa a distanza. Si tratta, dunque, di un provvedimento datoriale e non di una richiesta del dipendente.

Né il DPCM 8/3/2020 né la Nota richiamata prevedono che il dipendente sia posto in ferie d'ufficio. Del resto lo stesso Decreto-legge 6/2020 all'art. 2, rubricato "Ulteriori misure di gestione dell'emergenza", prevede che "Le autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza, al fine di prevenire la diffusione dell'epidemia da COVID-19 anche fuori dai casi di cui all'articolo 1, comma 1".

È esattamente quanto sta facendo il Ministero con la Nota 279.

Siamo del parere che non debbano essere previsti recuperi per effetto della turnazione, trattandosi di provvedimenti di natura emergenziale. Abbiam in ogni caso sollecitato il Ministero a fornire una precisazione in tal senso. L'emergenza in corso si sta configurando come stato talmente eccezionale da porre la salute delle persone al di sopra di ogni altra cosa. Tale prioritario obiettivo è perseguibile anche e soprattutto tramite la limitazione al minimo degli spostamenti, talché il non recarsi al lavoro, in questa circostanza, è agito nell'interesse dell'intera collettività e non a vantaggio del singolo che non presta il servizio.

(dal sito nazione UIL SCUOLA)

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Martedì, 17 Dicembre 2019 11:10

Scuola: adempimenti pensionandi 2020

Cosa fare:

1.     controllare di aver raggiunto i requisiti pensionistici (basta un giorno in meno ... e si perde il treno "pensione 2020")

2.     controllare il proprio estratto conto INPS Gestione Pubblica (con colore arancione). In caso di errore inviare all'INPS la RVPA (Richiesta Variazione Posizione Assicurativa)

3.     E' possibile anche chiedere alla scuola di titolarità la sistemazione della posizione contributiva mediante l'utilizzo della funzione "Nuova Passweb" (canale informatico diretto scuola – INPS) con la quale le scuole possono inserire i periodi mancanti e "certificarli"

4.     inviare con Istanze online la cessazione dal servizio (solo per le cessazioni a domanda NON  d'ufficio)

5.     inviare online all'INPS Cassa Stato sede competente la domanda per il pagamento della pensione dal 1° settembre 2020

ATTENZIONE: Nella domanda di cessazione gli interessati dovranno dichiarare espressamente la volontà di cessare comunque o di rimanere in servizio una volta che sia stata accertata l'eventuale mancanza di requisiti.

La segreteria scolastica o l'Ufficio Scolastico dovranno, dal canto loro, annullare la cessazione già inserita al SIDI.

6. Le cessazioni dovranno essere convalidate al SIDI, con l'apposita funzione, successivamente all'accertamento del diritto a pensione da parte dell'INPS.

Errori da evitare

Si ricorda che l'invio telematico è la condizione necessaria e sufficiente per la cessazione e il pagamento della pensione.

1.     chi si vanta di aver tutto per la pensione già a settembre 2019, perchè ha presentato in cartaceo la domanda di dimissioni e la richiesta di pensione con i moduli solo cartacei deve rifare tutto seguendo le indicazioni Miur... altrimenti resta in servizio

2.     chi presenterà solo domanda online all'inps cassa stato ma non effettuerà la cessazione dal servizio con la procedura POLIS entro le 23.59 del 30 dicembre 2019 rimarrà ancora in servizio

3.     chi effettua la cessazione dal servizio tramite POLIS entro il 30 dicembre ma non presenta la domanda on line INPS cassa stato cesserà dal servizio il 1° settembre 2020, ma .... non avrà il pagamento della pensione fino a quando non utilizzerà la forma telematica per l'invio della domanda di pensione.

Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con le seguenti modalità:

§  Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro 31 dicembre 2020 (Art. 24, commi 6, 7 e 10 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito in Legge n.214/2011 – Art. 15 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 – Art.. 1 comma 147 e seguenti della Legge 27 dicembre 2017 n.205

§  Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2018 (opzione per il trattamento contributivo ex art. 1, comma 9 della legge 243/2004 e Art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – opzione donna)

§  Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione

§  Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti

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Docenti, educatori, personale scolastico e genitori. Siete tutti invitati a partecipare al nuovo corso organizzato da A.D.A. Alessandria.

"Scuola 1 – Bullismo 0: strumenti pedagogici e non solo per contrastare il bullismo e il cyberbullismo a scuola e in famiglia"

ORARIO INCONTRI dalle 17 alle 19 (per tutte le date)

CALENDARIO INCONTRI:


1° incontro: 25 marzo 2019
Dott.ssa Alessia Bobbio, Pedagogista specializzata in apprendimento e Media Education
Titolo: Bulli non si nasce, si diventa. Incontro teorico pratico di contestualizzazione del fenomeno del bullismo, dinamiche e ruoli.

2° incontro: 28 marzo 2019
Roberto Cuccu, Sostituto Commissario Polizia di Alessandria
Titolo: Cyberbullismo: la nuova legge e l'ammonimento da parte del Questore

3° incontro: 4 aprile 2019
Roberto Cuccu, Sostituto commissario Polizia di Alessandria
Titolo: Contrastare azioni di cyberbullismo attraverso un corretto uso della privacy, della reputazione online e delle misure di sicurezza

4° incontro: 11 aprile 2019
Dott.ssa Alessia Bobbio, Pedagogista specializzata in apprendimento e media education
Titolo: "In classe ho un alunno che...": incontro di intervisione sulle strategie possibili per gestire la classe e prevenire fenomeni di bullismo.

5° incontro: 9 maggio 2019
Dott.ssa Luisa Piarulli, Pedagogista e docente di Pedagogia all'Università Cattolica di Milano e nelle scuole superiori di secondo grado
Titolo: Il bullismo, da demonizzazione a risorsa

6° incontro: 16 maggio 2019
Michele Maranzana, docente ed esperto di cinema
Titolo: Strumenti per contrastare il bullismo – spunti utili da portare in classe

Il corso si svolgerà nella sede UIL di Alessandria, Via Fiume 10 AL.

Istruzioni per le persone interessate a partecipare:
- I docenti in ruolo devono iscriversi sulla piattaforma SOFIA
- I docenti non in ruolo, supplenti, personale non docente devono iscriversi mandando una mail all'indirizzo seguente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La quota di partecipazione al corso è pari a 20 euro a persona e consiste nel tesseramento all'associazione promotrice del progetto, A.D.A. di Alessandria.

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