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La UIL SCUOLA riporta e fornisce alcune risposte in merito ai 24 crediti formativi universitari per docenti:

Cosa sono i 24 CFU e a cosa servono?

I 24 CFU, o 24 Crediti Formativi Universitari, sono esami universitari che sono richiesti come requisito di accesso per partecipare ai Concorsi Scuola per medie e superiori, che si svolgono, salvo aggiornamenti del Miur, a cadenza biennale.

I 24CFU servono solo a coloro che non hanno maturato 3 anni di servizio nelle scuole.

Quali sono i settori scientifico-disciplinari/materie dei 24 CFU?

M-PSI/04 Psicologia dell'educazione 6 CFU

M-DEA/01 Antropologia culturale 6 CFU

M-PED/01 Pedagogia generale e sociale 6 CFU

M-PED/03 Metodologie e tecnologie didattiche 6 CFU

Chi è esonerato dai 24 CFU?

Sono esonerati dal conseguire i CFU i diplomati ITP (fino al 2024/2025), chi già possiede l'abilitazione all'insegnamento e chi ha almeno 36 mesi di servizio anche non continuativi (3 anni) a scuola.

C'è ancora tempo per conseguire i 24 CFU?

Sì, i concorsi per docenti si tengono con cadenza biennale, quindi c'è tempo per conseguire i 24 CFU; visto che quest'anno si dovrà svolgere probabilmente il concorso ordinario, il prossimo bando sarà nel 2023.

Ho solo la laurea triennale, posso fare gli esami per 24 CFU?

Sì, però non è possibile partecipare al Concorso Scuola, perché serve almeno una laurea magistrale, vecchio ordinamento o titolo equipollente.

È vero che non possono essere conseguiti più di 12 crediti in modo telematico, cioè con università online?

Sì, ma nel decreto 616/2017 il conseguimento si riferisce alla modalità d'esame. Quindi è possibile studiare online, l'importante è che gli esami finali siano frontali/in presenza.

Inoltre, in questo periodo e fino a nuove comunicazioni, a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19, tutti i corsi ed esami si tengono esclusivamente online.

Sono insegnante o aspirante insegnante di scuola primaria/infanzia, mi servono i 24 CFU?

No, servono solo a chi vuole insegnare nelle scuole medie o superiori.

Sto frequentando un altro corso di laurea, posso comunque iscrivermi ai corsi 24 CFU?

Sì, è possibile, perché l'iscrizione è a singoli esami, non a un intero corso universitario.

Cos'è la classe di concorso? Come posso capire qual è la mia?

La classe di concorso è un codice identificativo della materia che si andrà a insegnare. È possibile effettuare una ricerca sulla tabella delle classi di concorso o direttamente su https://www.google.com/url?q=http://classidiconcorso.it&source=gmail&ust=1642147599849000&usg=AOvVaw0Y3N1AUW_NXtfCFS-pf0kl">classidiconcorso.it

Sono sufficienti i 24 CFU per accedere al Concorso Scuola?

No. Bisogna anche avere una laurea magistrale, vecchio ordinamento o titolo equipollente.

Inoltre bisogna verificare che si abbiano tutti i CFU richiesti da quella classe di concorso. Ad esempio, un laureato in giurisprudenza dovrà integrare altri crediti tramite qualche esame di diritto o economia, perché la laurea da sola non è sufficiente.

Come faccio a capire che i corsi per 24 CFU a cui mi iscrivo sono validi per la partecipazione al Concorso Scuola?

È necessario che siano erogati da una università riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione (Miur).

Ho già conseguito parte dei 24 CFU nel mio corso di studi, cosa devo fare per il riconoscimento?

È l'università di origine, che ha erogato i crediti, che deve produrre un certificato di riconoscimento. Non basta il generico piano di studi, è necessario un certificato apposito dove si dichiara quali esami dei 24 CFU ha svolto il corsista, in conformità con il decreto 616/2017 dei 27 CFU.

Questo certificato poi andrà inviato all'università online nella quale ci si iscriverà per conseguire gli altri 24 CFU, per produrre poi un certificato unico che servirà per l'iscrizione al Concorso Scuola.

Pubblicato in Notizie: UIL Scuola
Lunedì, 06 Dicembre 2021 12:18

Sciopero della scuola il prossimo 10 dicembre

 
In una manovra da 33 miliardi si è deciso di destinare agli insegnanti italiani lo 0,62%. E non a tutti, solo a quelli che dimostrano "dedizione".Sei mesi esatti, sei mesi senza risposte. Tanto è trascorso dalla firma il 20 maggio scorso del Patto sulla scuola. Un accordo in 21 punti nei quali la scuola veniva definita «risorsa fondamentale per il rilancio del Paese».

Obiettivo dichiarato: garantire stabilità alla scuola partendo dalla stabilità del personale.
Banco di prova di queste misure strategiche, la Legge di Bilancio.

In una manovra da 33 miliardi, si è deciso di destinarne agli insegnanti italiani lo 0,62% e nemmeno per tutti.

Sono i 210 milioni di euro previsti nella Legge di Bilancio destinato al fondo di valorizzazione docente, per “premiare la dedizione”. Per gli ATA? Non si capisce

I fondi del PNRR rischiano di andare a costruire cattedrali nel deserto se non ci saranno persone a dare qualità al lavoro che si fa a scuola.

Tutti i giorni il Presidente del Consiglio afferma che occorre investire sulla scuola.
Per noi questo significa guardare in primo luogo al personale che ci lavora. Se si pensa di governare la scuola attraverso il modello del mercato siamo lontano anni luce dal modello di scuola che abbiamo in mente.

A conti fatti, ci sono 87 euro per l’aumento contrattuale, più i 12 euro (non per tutti) legati alla dedizione.
Il calcolo a tre cifre è presto fatto. Ma non è neanche lontanamente quello che ci si attende.
Il peggio di questa vicenda è che tutti ci danno ragione, ma nessuno fa niente per modificare questa impostazione. Lo dice anche il ministro dell’Istruzione, lo riaffermano le forze politiche, ma poi ognuno si stringe nelle spalle. E nella Finanziaria si decide il contratto.

C’è un problema di democrazia e il sindacato unito oggi vuole protestare e reagire. La scuola si ribella. Perché la scuola non è di questo o quel Governo. La scuola è dei cittadini della Repubblica non deve essere terreno di scontro politico.

Con questo sciopero vogliamo mettere in evidenza quello che è il fiore all’occhiello di questo paese. Abbiamo dato prova di essere persone molto pragmatiche. Il personale della scuola non va a bruciare i cassonetti ma ora basta; la politica deve dare risposte concrete.

Dopo mesi che abbiamo avuto riunioni su riunioni, i cosiddetti ‘tavoli aperti’ abbiamo capito che questo è un sistema che non può risolvere i problemi. È un problema politico, siamo in emergenza ‘zona rossa’ e non c’è più possibilità di risolvere i problemi, con i rituali. Bisogna decidere.

Noi ci ribelliamo perché rifiutiamo queste politiche neo liberiste di esclusione che sono peraltro lontane dalla Costituzione, su cui ogni componente del Governo ha posto giuramento.

da https://uilscuola.it/

Riportiamo informazioni importanti fornite dalla UIL SCUOLA in merito ai tantissimi precari della scuola in attesa della pubblicazione del bando relativo al concorso ordinario 2021: si è avuta già la pubblicazione del DD 201 del 20/04/20 che ha bandito questa procedura concorsuale. Tuttavia, a seguito delle modifiche apportate al Decreto Legislativo Sostegni Bis occorre attendere la pubblicazione di un nuovo bando che funga da integrazione al primo. Le modifiche riguardano l’eliminazione della prova selettiva e la riduzione ad una sola prova scritta.

Cosa si intende per prova disciplinare?

La prova disciplinare consiste in un “colloquio di idoneità”. Il colloquio, su materie diverse a seconda che si concorra per scuola dell'infanzia e primaria o scuola secondaria di primo e secondo grado, serve a verificare le competenze dei candidati.

Quando concorso ordinario scuola 2021?

Concorso ordinario infanzia e primaria, dalle prove alla graduatoria di merito: le novità del Decreto Sostegni-bis. Il sottosegretario Floridia ha anticipato che lo svolgimento delle prove è previsto entro dicembre 2021.

Come sarà il concorso docenti 2020? Concorso scuola straordinario 2020: le prove
 
La procedura introdotta quest'anno sarà molto semplificata, i candidati e aspiranti docenti saranno sottoposti ad una sola prova d'esame, la prova sarà di tipo scritta e sarà “computer based”.

concorso ordinario COSA STUDIARE SI CONSIGLIANO le seguenti tematiche:

  • Fondamenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia dell’apprendimento scolastico e della psicologia dell’educazione
  • Fondamenti epistemologici delle discipline di insegnamento
  • Elementi pedagogico-didattici finalizzati alla realizzazione di una azione educativa positiva
  • Legislazione e normativa scolastica
  • Compiti della funzione docente, diritti e doveri: stato giuridico, contratto di lavoro
  • Inclusione scolastica, con riferimento a BES e DSA
  • Governance delle istituzioni scolastiche
  • Metodologie didattiche e uso della tecnologia a supporto dell’insegnamento
  • Compiti e finalità di Invalsi e Indire
  • Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di formazione e istruzione
  • Principi sull’autovalutazione di istituto, in special modo per quanto riguarda il miglioramento del sistema scolastico
  • Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea in riferimento alle competenze chiave per l’apprendimento permanente del 22/05/2018.

Il personale scolastico che deve bloccare la disoccupazione ( NASPI) deve contattare gli uffici patronato ITAL UIL.

Bisogna inviare UNA MAIL all’ ufficio ITAL in cui si era recati per la richiesta di Naspi, mettendo in copia il Segretario UIL SCUOLA Giovanni Guglielmi 

IMPORTANTE è SCRIVERE IL PROPRIO NOME E COGNOME, IL CODICE FISCALE, LA SCUOLA DI SERVIZIO E LA DATA DI INIZIO INCARICO LAVORATIVO.

Mail Giovanni Guglielmi, segretario UIL SCUOLA :       Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I recapiti degli uffici di patronato sono: 

Su Tortona è attivo servizio whattsapp allo 0131861443

SEDE UIL DI ALESSANDRIA

10, VIA FIUME – 15121  Alessandria

Tel:  0131287721  -   0131287722

Alessandria  italalessandria20Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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SEDE UIL DI ACQUI TERME

12, Via Baretti - 15011 Acqui Terme (AL)

tel: 0144 57426

Acqui Terme   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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SEDE UIL DI Casale Monferrato

Via Evasio Leoni 12 15033 Casale Monferrato

Telefono: 0142/453210

Casale M.to italcasale@uilalessandria.org

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SEDE UIL DI Novi Ligure

Via Pietro Isola 28 15067 Novi Ligure

Telefono: 0143/2816

Novi Ligure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..it
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SEDE UIL DI  Ovada

Via Piave 51 15076 Ovada

Telefono: 0143/823042

Ovada  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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SEDE UIL DI  Tortona

Via Bandello 39 15057 Tortona

Telefono: 0131/861443

Tortona tortona@uilalessadnria.org
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SEDE UIL DI  Valenza

C.so Matteotti 21 15048 Valenza

Telefono: 0131/953670

Valenza ital-uilvalenza@libero.it

 

Nota MI n. 1260 del 30 agosto 2021  su come i dirigenti scolastici dovrebbero verificare le certificazioni

“Informazioni e suggerimenti” 

LA SCHEDA DI SINTESI DELLA UIL SCUOLA RUA 

Con nota n.1260 del 30 agosto 2021, il Ministero ha inviato a tutti i dirigenti scolastici le informa‐ zioni che riguardano l’obbligo del possesso e il dovere di esibizione della certificazione verde CO‐ VID‐19 per tutto il personale scolastico.   

In particolare, la nota tratta del “come” i dirigenti scolastici dovrebbero verificare la certificazio‐ ne verde COVID‐19. 

Certificazione verde COVID‐19 e relativa validità temporale: 

▪ somministrazione della prima dose di vaccino (validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione, fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale); ▪ avvenuta vaccinazione anti‐SARS‐CoV‐2, al termine del prescritto ciclo (validità nove mesi); ▪ avvenuta guarigione da COVID‐19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in se‐ guito ad infezione da SARS‐CoV‐2 (validità sei mesi); 

▪ effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS‐CoV‐2 (validità quarantotto ore). 

Soggetti esentati 

Specifica condizione è quella di coloro che per condizione medica non possono ricevere o com‐ pletare la vaccinazione e non possono, pertanto, ottenere una certificazione verde COVID‐19. Tali soggetti, “esentati dalla vaccinazione”, sono in possesso di specifica certificazione che, fino al 30 settembre 2021, è disponibile solo in cartaceo. 

App “VerificaC19” – procedura ordinaria di controllo ‐ le modalità 

La verifica delle certificazioni verdi COVID‐19 è realizzata mediante l’utilizzo ‐ anche senza necessi‐ tà di connessione internet ‐ dell’App “VerificaC19”, installata su un dispositivo mobile. 

La verifica avviene con le seguenti modalità:   

1. su richiesta del verificatore (Dirigente scolastico o suo delegato), l’interessato mostra ‐ in for‐ mato digitale oppure cartaceo ‐ il QR Code abbinato alla propria certificazione verde Covid‐19                                                                                    

2. l’App “VerificaC19” scansiona il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo, fornendo tre possibili risultati (nei prossimi aggiornamenti della App):   

a) schermata verde: la certificazione è valida per l’Italia e l’Europa; 

b) schermata azzurra: la certificazione è valida solo per l’Italia; 

c) schermata rossa: la certificazione non è ancora valida o è scaduta o c’è stato un errore di lettura. 

3. in caso di “schermata rossa” il personale non potrà accedere all’istituzione scolastica e dovrà “regolarizzare” la propria posizione vaccinandosi oppure effettuando test antigenico rapido o mo‐ lecolare. 

I limiti della procedura di controllo 

Lo stesso ministero riconosce per tale procedura il limite di dovere verificare giornalmente cia‐ scun singolo QRCode del personale dell'istituzione scolastica, proprio per l’anzidetta diversa dura‐ ta della certificazione (da un massimo di 9 mesi ad un minimo di 48 ore) e perché, per ragioni di riservatezza, tale durata non è rilevabile dalla scansione del QRCode.   

E testualmente scrive nella nota che in relazione al numero di dipendenti di ciascuna istituzione scolastica, potrebbero dunque determinarsi, soprattutto nei momenti di inizio e fine delle lezio‐ ni, rallentamenti nelle operazioni materiali di verifica della validità della certificazione. 

Tale situazione però, precisa la nota, non può essere ovviata: 

‐ con il ricorso all’autocertificazione da parte dell’interessato, in quanto la norma vigente prevede che la certificazione verde COVID‐19 sia posseduta ed esibita; 

‐ con la possibile consegna volontaria al Dirigente scolastico della propria certificazione o del relativo QRCode, perché questi provveda autonomamente ‐ personalmente o tramite dele‐ gato ‐ alla verifica, per ragioni di riservatezza. 

Nella nota il ministero però “promette” di velocizzare le operazioni richieste attraverso l’interoperabilità fra il Sistema informativo in uso presso le scuole (SIDI) e la Piattaforma naziona‐ le e il Sistema informativo nazionale per l’emissione, il rilascio e la verifica di Certificazioni verdi COVID‐19 (DGC).  Ciò permetterebbe ai dirigenti scolastici, a regime, limitatamente al personale in servizio, di interrogare il Sistema informativo del Ministero dell’Istruzione SIDI che, in ragione della interoperabilità con il Sistema informativo del Ministero della Salute, senza necessità di scansione di ogni singolo QRcode, “restituisce” la medesima tipologia di schermate descritte nella “procedura ordinaria”. Il Dirigente o suo delegato, a questo punto, potrà limitare la verifica con l’App “VerificaC19” ai soli QRcode della “schermata rossa” che indica che la certificazione non è ancora valida o è scaduta. 

Necessario un intervento normativo: Il problema è che per l’adozione di tale procedura, destina‐ ta al personale delle istituzioni scolastiche statali, è richiesto uno specifico intervento normativo, atto a consentirne l’utilizzo nel rispetto della protezione dei dati personali!

                                                                                             LA POSIZIONE DELLA UIL SCUOLA SULLA NOTA

Il Ministero, alla vigilia dell'apertura ufficiale dell'anno scolastico, non sapendo ancora dare indicazioni gestionali sull'utilizzo del green pass a scuola, si limita a dare informazioni e suggerimenti. 

Come volevasi dimostrare, il problema è in capo alle scuole che stanno facendo a gara a trovare procedure che limitino le responsabilità e diano una parvenza di gestione organica. 

Come ormai si evince, la nota è una sorta di autocertificazione di impotenza, in quanto nel coa‐ cervo di contraddizioni normative, serve qualcuno o qualcosa che esca dal pantano in cui si è cacciato: il sistema del green pass non è adatto alla scuola che non è né una pizzeria, né un tea‐ tro, né un sistema di trasporti. Non ci sono avventori, ma lavoratori che meritano rispetto e certezze dei propri diritti. 

Invece, assistiamo alla cocciuta contrapposizione ideologica voluta da alcuni settori politici e sindacali che ne dovranno assumere le rispettive responsabilità. Bocciando, con una capriola politica, il protocollo di intesa sottoscritto con i sindacati che consentiva l'utilizzo per entrare a scuola dei tamponi, magari a basso costo come quelli salivari, con oneri a carico delle scuole che hanno le risorse per farlo, avremmo non risolto il problema, ma almeno avviato l'anno scolasti‐ co. 

Attendiamo il DPCM necessario perché con l'attuale quadro normativo, la questione è inapplicabile e quindi ingestibile. Non risolvibile neanche ricorrendo alla buona volontà che è la speranza riposta dal ministero per il riavvio del nuovo anno scolastico che avrebbe bisogno di scelte e soluzioni e non di consigli.

La Uil Scuola, in una nota, comunica di lasciare la firma al protocollo di sicurezza firmato lo scorso 14 agosto, ma di ritirare la delegazione trattante al MI, perché la nota inviata alle scuole è atto amministrativa in contrasto con gli impegni assunti e noi non vogliamo essere complici delle brighe ministeriali.

“A distanza di 6 giorni dall’inizio dell’anno scolastico appare irresponsabile tornare indietro sugli accordi assunti. E’ con responsabilità politica che la Uil scuola conferma la propria firma al protocollo, ma contesta pesantemente la nota che lo stravolge, ritirando la delegazione trattante – così il segretario generale della Uil scuola al termine della riunione nazionale del sindacato”, si legge.

“Il vertice Uil Scuola giudica inaccettabile la nota amministrativa prodotta dal ministero e per protesta decide di ritirare la propria delegazione. A scuola con il green pass o con il tampone, questo dice il protocollo, e in conformità di legge il tampone è a carico del datore di lavoro. Questo abbiamo firmato – dice Turi – questo sosterremo, in ogni sede”, continua la nota.

“Il decreto del 6 agosto prevede il green pass per l’accesso ai locali. Il protocollo firmato rappresenta lo strumento per disciplinarlo in modo meno traumatico. Contiene impegni politici – dalle classi troppo numerose ai lavoratori fragili – che abbiamo ottenuto con un confronto serrato. Ora vanno rispettati. E’ il ministro che se ne dovrà fare carico. Le persone sono preoccupate e le scuole sono nel caos: i vaccinati con lo Sputnik che non è riconosciuto dall’Aifa che debbono fare? Vaccino prenotato il 3 settembre, posso andare a scuola il primo? Saranno i collaboratori scolastici a fare la sanificazione delle scuole? Sono una minima parte dei quesiti che arrivano alle nostre segreterie. Lavoratori fragili, prenotazioni spostate, certificazioni in ritardo, persone pregiudizialmente contrarie. I casi sono diversi e vanno coniugate responsabilmente libertà e giustizia sociale – osserva Turi e lo scontro ideologico, mettendo anche le mani in tasca ai lavoratori, non presagisce nulla di buono. I dispositivi di tutela e i tamponi non possono essere a carico dei lavoratori”, prosegue il comunicato.

“Per paradosso – aggiunge – in base alle disposizioni di legge in caso di sanzione non è il preside che deve intervenire ma il Prefetto. Quello della scuola è l’unico settore per il quale sono state previste anche sanzioni economiche. Una vera e propria vessazione. Sarà il caos. Per questo rilanciamo la nostra proposta di moratoria in modo da permettere alle scuole di organizzarsi e al Parlamento di convertire in legge il decreto che va profondamente cambiato. La gestione di questa fase sarà difficilissima e non potrà essere fatta autoritativamente. L’idea di governare la scuola con le circolari ha già mostrato tutti i suoi limiti negli anni scorsi”, conclude la nota del sindacato.

Da: www.orizzontescuola.it 

I contratti cosiddetti "covid" ai sensi dell'articolo 321 bis, lettera b, del testo coordinato del DL 34 del 2020, sono supplenze brevi ovvero contratti a tempo determinato stipulati dal dirigente scolastico. Tale personale in caso di malattia ha comunque diritto, nei limiti della durata del contratto medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.

In sintesi, per i supplenti brevi o ai supplenti temporanei, in caso di malattia viene prevista la conservazione del posto di lavoro fino al tetto massimo di 30 giorni per anno, con una retribuzione pari al 50%. Dunque per assenze dovute a malattia per un periodo superiore a 30 giorni, il contratto di lavoro automaticamente cessa.

Il servizio maturato fino all'eventuale licenziamento è pienamente valutabile ai fini delle graduatorie.

Naturalmente stiamo parlando di malattia "normale", non legata al CovidIl periodo di malattia Covid infatti è equiparata a ricovero ospedaliero e non fa scattare il comporto per il licenziamento

Supplenze "covid" docenti e ATA: ci si può ammalare per max 30 giorni, pagati al 50%. Escluso Covid

Pubblicato in Notizie: UIL Scuola

Secondo quanto previsto e condiviso, hanno diritto di accesso allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile i dipendenti ATA a tempo indeterminato o determinato, secondo le seguenti priorità:

- genitori il cui figlio convivente minore di anni sedici è stato sottoposto a quarantena o isolamento obbligatorio, preventivo o fiduciario o al quale è stata sospesa la didattica in presenza;

- in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (c.d. lavoratori fragili), nonché i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992;

- con figli disabili che necessitino di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale, ai sensi dell'articolo 39 del decreto-legge18/2020;

- dichiarati in condizioni di fragilità dal medico competente, secondo le modalità e le indicazioni previste dalla Nota 11 settembre 2020, n. 1585;conviventi di persone immunodepresse.

Per svolgere l'attività lavorativa è data facoltà ai lavoratori non dotati di adeguata strumentazione di connettività personale di farne richiesta all'Amministrazione stessa che potrà provvedere, nei limiti delle disponibilità finanziarie specifiche messe a disposizione dalla legge e senza ulteriori oneri o aggravi di spesa, a dotarli di quanto occorre in comodato d'uso, subordinatamente alle esigenze didattiche.

È stato altresì previsto che per il rimanente personale, che non rientra nei casi precedenti, in base alle esigenze di funzionamento delle scuole, il dirigente scolastico definirà, informandone le RSU, i criteri generali per l'individuazione delle quote di personale che potrà accedere al lavoro agile, privilegiando:

le esigenze delle lavoratrici madri che abbiano fruito del congedo obbligatorio di maternità nei tre anni antecedenti alla richiesta di accesso al lavoro agile;i genitori di figli minori;chi utilizza i mezzi pubblici per raggiungere la sede di servizio;le esigenze di cura e assistenza nei confronti di parenti/congiunti non autosufficienti.

I lavoratori posti in quarantena fiduciaria o isolamento fiduciario, possono comunque accedere al lavoro agile.
Ovviamente, per tale personale, stante la particolare posizione di interdizione dal lavoro che è equiparata a malattia con ricovero e senza che si applichi il comporto, la richiesta di lavoro agile rappresenta una facoltà; un eventuale obbligo si configurerebbe come illegittimo pur se mantengono, tuttavia, il diritto ad essere ammessi al lavoro agile anche dopo il periodo di quarantena.
Per questo motivo, al fine di evitare interpretazioni capziose, abbiamo voluto firmare con questa precisazione allegando una specifica dichiarazione a verbale.

Dichiarazione UIL Scuola al verbale di confronto:

Per ciò che riguarda il personale eventualmente posto in quarantena fiduciaria o isolamento fiduciario nei casi diversi dalla malattia diretta da Covid-19, la UIL scuola ha ritenuto necessario, al fine di una corretta interpretazione di quanto sottoscritto, che l'accesso al lavoro agile per tale personale possa avvenire, così come negli altri casi, solo dietro espressa volontà del dipendente. Si tratta infatti, per tale personale, di uno status che comunque ha delle implicazioni psicologiche oltre a quelle fisiche le quali impedirebbero di svolgere il proprio lavoro in assoluta serenità, ancorché in modalità agile. A ciò si aggiunge che la norma, rinvenibile nell'art. 87 comma 1 del D.L. n. 18/2020 come modificato dall'art. 26 comma 1-quinques del D.L. 104/2020, equipara tale periodo a personale collocato in malattia con ricovero ospedaliero senza che si applichi alcuna decurtazione stipendiale o riduzione del periodo di malattia spettante.

Pubblicato in Notizie: UIL Scuola

La pandemia ha prevalso sulle narrazioni di questi mesi, sprecati ad inseguire gli eventi e supportare posizioni di parte.

La realtà ha prevalso sulla narrazione: serve un atto di responsabilità e non limitarsi alla sospensione del concorso straordinario, ma serve una sessione di discussione che riguardi il reclutamento – commenta Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, in merito alla sospensione dei concorsi pubblici prevista nel nuovo Dpcm.

Il percorso è saltato e va riprogrammato. C'è qualcuno che possa pensare ancora che la convivenza tra il concorso ordinario e lo straordinario possa ancora reggere?
Si tratta di agire e presto per non pregiudicare anche il prossimo anno scolastico.

Un tema che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori che hanno acquisito anni ed anni di esperienza per i quali serve una selezione sui titoli, sul curriculum, con una prova finale di verifica.
Non vanno misurate capacità enciclopediche ma verificate le capacità professionali, quelle che si apprendono in classe, con i ragazzi.
Dobbiamo, ora più che mai – sottolinea Turi – pensare ad una sorta di percorso integrato pluriennale che abbia come finalità quella della continuità didattica.
Il sistema scolastico ha caratteristiche tali da richiedere percorsi costituzionali di reclutamento, come quelli che la scuola ha sempre avuto.

Il Dpcm ha sospeso tutti i concorsi pubblici e privati eccetto quelli che si svolgono per valutazione telematica o per curricula (allora esistono concorsi costituzionali diversi?), proprio quelli che erano stati concepiti e sottoscritti con gli accordo governativi presi con i predecessori dell'attuale ministro che peraltro, nella sua vita da sottosegretario, aveva anche condiviso – osserva Turi-

Ci auguriamo che non si pensi a riprendere, acriticamente, il percorso interrotto – aggiunge Turi.
Un percorso già pregiudicato, nella sua iniquità, dall'esclusione di molti candidati, che non hanno potuto partecipare per ragioni a loro non imputabili.

L'interruzione del calendario delle prove, a nostro parere – sottolinea Turi - archivia un concorso nato male e continuato peggio, che ora mette i candidati in posizioni diversificate.
Ancora altre disparità di trattamento.

Questo dpcm archivia il concorso e apre una strada di riflessione nuova che serve – propone il segretario della Uil Scuola - a mettere il prossimo anno scolastico nelle condizioni di avviarsi senza ritardi didattici ed educativi. Serve un piano nuovo di reclutamento. Non è tempo di polemiche o di rimpianti.

Pubblicato in Notizie: UIL Scuola

Saranno centinaia le iniziative sparse sul territorio nazionale, questo pomeriggio, per chiedere stabilità al lavoro e sicurezza nelle scuole.

Manifestazioni e sit-in davanti alle Prefetture e agli uffici scolastici regionali per una scuola in presenza, con tutte le garanzie necessarie: a partire dagli organici, e poi gli spazi e le misure di sicurezza.

"Le scuole hanno riaperto – osservano i segretari generali dei sindacati scuola promotori delle iniziative nelle città – ma la didattica non decolla perché mancano i docenti. Inutile dire che le misure da prendere dovevano essere di altro tipo, prova ne sono i buchi di organico e le mancanze strutturali. Ora bisogna intervenire rapidamente".

"Lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali in piena emergenza pandemica esclude dalla possibilità di partecipazione tutti i precari in situazione di quarantena in concomitanza della prova e nello stesso tempo contribuisce ad aumentare i rischi di contagio" ribadiscono i leader dei sindacati scuola.

Queste le proposte al centro della giornata di mobilitazione:

–          stabilizzare tramite prova orale e valutazione di titoli i docenti con tre anni di servizio: l'unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica.

–          stabilizzare su sostegno tramite prova orale i docenti specializzati: personale già selezionato per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità

–          avvio dei percorsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con 3 anni di servizio

Le iniziative avverranno nel rigoroso rispetto delle misure prescritte nell'ultimo Dpcm.

#RENDIAMOSTABILEILLAVORO
#RENDIAMOSICURELESCUOLE

 

In Piemonte appuntamento a partire dalle 14,30 davanti alle prefetture di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Torino e Vercelli. Assembea on line a Biella.

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