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Mercoledì, 13 Gennaio 2021 08:42

Ape sociale: cosa prevede la legge di bilancio 2021

L'ape sociale è una misura di flessibilità in uscita che consente di anticipare il pensionamento. L'indennità ha natura sperimentale ed è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia.


REQUISITI PER ACCEDERE AL BENEFICIO: COME CAMBIA NEL 2021
La Legge di bilancio 2021 prevede la proroga dell'APE Sociale che viene quindi estesa anche ai soggetti che verranno a trovarsi nel corso del 2021 nelle condizioni previste dalla legge. Restano immutati i requisiti, le condizioni e le prassi per l'ottenimento del beneficio.


CATEGORIE INTERESSATE, ETA', REQUISITI CONTRIBUTIVI E NOTE:

- Disoccupati che hanno terminato l'ammortizzatore sociale da almeno 3 mesi.  ETA' 63 ANNI   30 ANNI DI CONTRIBUTI
PS: per le donne con figli "sconto" fino a due di contribuzione

- Soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente convivente con "handicap in situazione di gravità".   
ETA' 63 ANNI     
30 ANNI  DI CONTRIBUTI
PS: Il lavoro gravoso deve essere stato svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7 ovvero per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni. 


- Invalidi con riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74% accertata dalle competenti Commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile
ETA' 63 ANNI   
30 ANNI DI CONTRIBUTI

- Lavoratori appartenenti ad una della 15 categorie di lavoratori addetti a mansioni cosiddette gravose
ETA' 63 ANNI 
36 ANNI DI CONTRIBUTI


REQUISITI:

• Almeno 63 anni di età.
• Almeno 30 o 36 anni di contributi, in base alla categoria di appartenenza.
• Non tilarità di pensione diretta in Italia e all'estero.
• Cessazione dell'attività lavorativa.

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione nel limite massimo di 1.500 euro lordi.
Possiedi i requisiti necessari? Vuoi saperne di più?
Vieni nei nostri uffici per avere tutte le risposte e l'aiuto che ti occorre.

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Sono stati finalmente pubblicati sulla G.U. serie generale n. 138 del 16/6/2017 i due DPCM attuativi per poter accedere all'APE Sociale e alla pensione anticipata ai lavoratori precoci. I decreti sono vigenti al 17/6/2017.

Nell'ordine si tratta del DPCM n. 87 del 23 maggio 2017 e del DPCM n. 88 del 23 maggio 2017.

L'INPS, come aveva preannunciato alla stampa, ha reso pubbliche le relative circolari applicative, la n. 99 e la n. 100 riguardanti rispettivamente i lavoratori precoci e l'APE Sociale entrambe datate 16 giugno 2017.

A partire dal 17 giugno 2017 - data di entrata in vigore dei due Decreti regolamentari - l'INPS ha rilasciato anche le procedure telematiche per l'inoltro delle domande di certificazione, da trasmettere entro il prossimo 15 luglio, al sussistere dei requisiti previsti.

Consulta la News ITAL per informazioni sul percorso da seguire per accedere all'APE sociale e alla pensione anticipata ai lavoratori precoci.

Gli uffici ITAL sono a disposizione dei lavoratori interessati per fornire consulenza e assistenza

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Nella giornata di ieri sono stati firmati i Decreti regolamentari delle disposizioni contenute nella legge di Bilancio 2017 relative all' Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci.

Si deve ora attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale affinchè i DPCM divengano pienamente operativi.

Per quanto riguarda l'Ape volontario i tempi per la pubblicazione del relativo decreto regolamentare sono più lunghi anche in considerazione degli ulteriori soggetti che sono coinvolti (Banche e Assicurazioni).

vi trasmettiamo in allegato il testo dei decreti, che la nostra Confederazione, con nota a firma del SegretarioConfederale Domenico Proietti, ha inviato a tutte le strutture Uil riservandosi a breve un'analisi ed un commento dei contenuti.

Al momento l'INPS non ha ancora reso disponibili le procedure telematiche per l'inoltro delle domande.

Entrambi i DPCM delineano una prassi operativa che corrisponde nella sostanza a quella illustrata durante le giornate formative tenute

nelle scorse settimane a livello regionale e che vede:

• una prima fase, riguardante le richieste di riconoscimento delle condizioni necessarie per l'accesso all'Ape sociale e alla pensione anticipata per i lavoratori precoci. Questa prima fase, anche a seguito dei ritardi nella pubblicazione dei decreti, terminerà il prossimo 15 luglio per coloro i quali matureranno i requisiti entro il 2017;

• una seconda fase, riguardante le richieste di prestazione (Ape sociale/pensione anticipata), che si realizzerà una volta che i lavoratori richiedenti il beneficio riceveranno da parte dell'INPS - che nel frattempo avrà concluso il monitoraggio e la conseguente graduatoria - la lettera di certificazione che indicherà l'accesso alla prestazione e la prima decorrenza utile. L'INPS dovrà comunicare gli esiti entro il 15 ottobre.

Ricordiamo che queste due forme di "flessibilità in uscita" sono condizionate allo specifico stanziamento finanziario previsto nella legge di Bilancio 2017. A tale riguardo i DPCM prevedono che eventuali domande presentate dopo il 15 luglio e purchè presentate entro il 30 novembre potranno essere prese in considerazione solo se all'esito del monitoraggio (riguardante le istanze presentate fino al 15 luglio) residueranno le necessarie risorse finanziarie.

I DPCM prevedono che, in questa fase di prima applicazione, le prestazioni (Ape sociale/pensione anticipata precoci) che spetteranno in funzione delle domande di beneficio richieste entro il 30 novembre (sia le normali richieste - fino al 15 luglio - sia quelle che vanno a confluire nel serbatoio di riserva dal 16 luglio al 30 novembre -) avranno decorrenza dalla data di maturazione delle condizioni e non già dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Ricordiamo che tra le condizioni richieste per l'accesso all'Ape sociale c'è la cessazione di qualsiasi attività lavorativa.

Questa soluzione a salvaguardia dei diritti dei lavoratori trova applicazione anche alla pensione anticipata dei precoci in deroga alla disciplina generale.

 

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APE sociale gratuita per assegni fino a 1500 euro lordi, rata da pagare sull'eccedenza, costo medio sotto lo 0,5%: requisiti, regole, esempi di calcolo.

L'APE sociale è pari alla pensione maturata senza costi aggiuntivi (le rate di restituzione del prestito sono a carico dello Stato) per assegni fino a 1.500 euro, mentre sull'eccedenza si paga invece una quota di rimborso. Di fatto, l'indennità di accompagnamento alla pensione senza nulla a pretendere è riservata per trattamenti fino alla soglia indicata.

Costi

In base alle stime del Governo con il presupposto di una richiesta al 95% per tre anni con detrazione del 50% sulla quota interessi (vale per tutti), su una pensione di mille euro lordi (865 euro netti), l'APE sociale sarà di 899 euro senza nulla da restituire.

Su un trattamento lordo di 1.808 euro, invece, l'anticipo sarà di 1.404 euro netti al mese e, al momento della pensione, si applicherà una rata di 21 euro mensili per 20 anni.
Tenendo conto delle detrazioni, la pensione netta nel momento in cui viene maturata sarà pari a 1.386 euro.

La rata incide per lo 0,26% sul lordo per ogni anno di anticipo e per lo 0,34% sul netto. Quindi, nel caso in cui il trattamento sia percepito per tre anni, il costo di restituzione è di poco superiore all'1% (molto inferiore a quello dell'APE volontario, intorno al 4,6 – 4,7% annuo, sempre secondo i calcoli del governo).

Indennità

Vista la sua natura, l'APE sociale non è compatibile con un eventuale altro trattamento pensionistico diretto o con sussidi di disoccupazione, mentre lo è con altri redditi nei seguenti limiti: fino a 8mila euro da lavoro dipendente, fino a 4.800 euro da lavoro autonomo. Il trattamento non è soggetto a rivalutazione e si interrompe nel momento in cui il lavoratore raggiunge il diritto alla pensione anticipata.

Requisiti

Per accedervi, così come per l'APE volontario, bisogna avere 63 anni ma in più è necessario rientrare in alcune categorie specifiche di lavoratori e possedere determinatirequisiti contributivi:

·         disoccupati senza ammortizzatori, invalidi al 74%, lavoratori che assistono parenti di primo grado con disabilità grave: 30 anni di contributi;

·         lavoratori impiegati in mansioni pesanti (elencate in tabella) in via continuativa per almeno sei anni: 36 anni di contributi.

Pensione, calcolo costi APE volontario

Il costo dell'APE volontario in termini relativi è più alto per le pensioni basse, quasi il 5% l'anno: i calcoli su rate, detrazioni e decurtazione pensione.

Secondo i calcoli del Governo, l'APE volontario inciderà in media sulla pensione di una percentuale intorno al 4,6 – 4,7% annuo, a seconda del trattamento previdenziale e degli anni: le prime rate sono più care mentre l'importo si alleggerisce con il passare del tempo. Vediamo con precisione i calcoli degli esperti della presidenza del Consiglio, sulla base del testo approvato alla Camera (la Riforma Pensioni è inserita nella Legge di Bilancio 2017, che deve ancora passare al Senato).

Ricordiamo innanzitutto le regole di base dell'anticipo pensionistico APE: lo possono utilizzare dipendenti pubblici e privati e lavoratori autonomi con 63 anni di età a cui mancano tre anni e sette mesi per il raggiungimento della pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi.

Il trattamento è erogato dall'INPS ma finanziato dalle banche. Il lavoratore può scegliere quale percentuale farsi anticipare. Rappresenta una sorta di anticipo sulla pensione, che verrà poi restituito con rate distribuite su 20 anni.

E vediamo i calcoli ipotizzando un tasso di interesse annuo al 2,5%, una richiesta di anticipo pensione pari all'85% dell'assegno previdenziale maturato e una durata del trattamento di tre anni.

Un lavoratore con una pensione lorda di mille euro (865 euro netti) riceverà un APE di 736 euro al mese. Al termine dei tre anni di trattamento, pagherà una rata di 173 euro. La detrazione spettante (50% quota interessi e premio) è pari a 33 euro. La pensione netta sarà quindi di 725 euro. L'incidenza media della rata è pari al 3,8% sul lordo e 4,6% sul netto. In realtà, cambierà nel corso degli anni: la prima rata peserà sul lordo per il 5,4%, l'ultima per il 4%.

Con una pensione  lorda di 1615 euro (1286 netti), l'assegno dell'anticipo sarà di 1093 euro. La rata di restituzione, 258 euro. Togliendo le detrazioni (49 euro), la pensione sarà pari a 1078 euro. L'incidenza della rata è pari al 3,6% sul lordo e al 4,7% sul netto ogni anno. La variazione nel corso degli anni va dal 5,4% della prima rata al 4,1% dell'ultima.

Pensione anticipata APE anche in Gestione Separata INPS, per tutti taglio sull'assegno del 5% l'anno e sgravi per meno abbienti: nuovi dettagli sulla Riforma Pensioni 2017.

L'anticipo pensionistico APE non sarà un diritto per i soli lavoratori dipendenti ma «per tutti, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Quindi vale per gli Autonomi, per le Partite IVA della gestione separata, vale per Artigiani e Commercianti»:.

Riprendono dunque gli  incontri tecnici Governo – Sindacati, in vista dell'apertura della fase due (tavolo politico) del 21 settembre. Altra novità: l'APE sarà utilizzabile dal 2017 (con una sperimentazione biennale) per chi è a meno di 3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile (63 anni di età).

L'anticipo si restituisce con rate ventennali decurtate dall'assegno pensionistico pieno una volta maturato, la prestazione è erogata dall'INPS ma finanziata dalle banche (a cui si versano gli interessi).

Si ragiona su una specifica che dice:  «non si rischia l'auto, non si rischia l'immobile, gli eredi non rischiano di vedere qualcosa che ricade sulla pensione di reversibilità perché tutto sarà coperto da un'assicurazione» (pagata sempre da chi richiede l'APE). Quindi, «non ci sono rischi reali, ma ci sono costi finanziari». Secondo le anticipazioni, il taglio sulla pensione rappresentato dalle rate di restituzione del prestito sarebbe intorno al 5% l'anno.

Valutiamo un esempio proposto dal governo:

«per chi lavora, un anno di anticipo costerà una cifra da 50 a 60 euro al mese per 20 anni».

Il costo tenderà a zero per chi è disoccupato, disabile, svolge attività rischiose. Confermate infatti le detrazioni concentrate sui redditi più bassi, coprendo di fatto interessi e assicurazione, e in alcuni casi anche il capitale anticipato. I lavoratori beneficiari delle detrazioni dovrebbero essere quelli con un importo massimo dellapensione pari a 1.200 euro netti.

Ricordiamo che l'APE è la fondamentale misura di flessibilità in uscita prevista dalla Riforma Pensioni, che prevede anche una serie di interventi:

·         RITA:

, è una misura di flessibilità in uscita collegata all'APE, consente di riscuotere in anticipo la pensione integrativa, utilizzandola per ridurre o azzerare la necessità di anticipo APE. Prevista una tassazione agevolata, fra il 9 e il 15% (oggi l'aliquota è al 23%).

·         Quattordicesima estesa a pensioni fino a mille euro: c'è anche l'ipotesi di alzare l'assegno per coloro che già lo percepiscono (pensioni fino a 750 euro al mese);

·         Innalzamento no tax area pensionati;

·         Lavoratori precoci;

·         Lavori usuranti;

·         Ricongiunzione contributi non più onerosa;

·         Adeguamento speranze di vita.

In totale (sommando il costo delle rate per ogni anno di anticipo), il prezzo dell'APE sulla pensione sarà pari nel primo caso all'11,4% sul lordo e al 13,8% sul netto, nel secondo al 10,8% sul lordo e al 14,1% sul netto.

Il costo dell'anticipo pensionistico APE è, proporzionalmente, più alto per il reddito basso: le due pensioni messe a confronto hanno una differenza di 615 euro al mese lorde, 421 nette. Il costo dell'APE lordo è addirittura più basso per la pensione più alta, mentre sul netto la differenza è dello 0,3%.

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