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Le Segreterie Provinciali di FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL, congiuntamente alla R.S.U. dello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Novi Ligure, in conformità alla dichiarazione delle Segreterie Nazionali di sciopero generale di tutto il gruppo, dichiarano per la giornata di lunedì 21 novembre 4 ore di sciopero per ogni turno di lavoro.

La situazione è drammatica già da troppo tempo, per questa ragione con l’incontro dell’altro giorno al Ministero si vuole fare un passo determinante verso il futuro di una realtà tanto importante per il nostro Paese. Dopo l’assenza dell’azienda ArcelorMittal all’incontro dello scorso 17 novembre con il Ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, e la Ministra del Lavoro, Marina Calderone per la vertenza ex Ilva e la notizia che riporta il fermo per 145 aziende dell’indotto non può che crescere ancora, cosa che già tempo denunciamo, il timore per i circa 2000 dipendenti coinvolti in tutti gli stabilimenti. E’ tempo di una svolta decisiva.

Dichiarazione dei Segretari generali Salvatore Pafundi, FIM, Maurizio Cantello, FIOM, Alberto Pastorello, UILM Alessandria: “Ricordiamo che lo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure occupa circa620 lavoratori e di questi, già sottorganico rispetto ai 700 previsti dall’accorso 2018, la metà è da stata messa da mesi in cassintegrazione. La produzione, come si può ben capire, va a rilento e anche gli investimenti che erano stati promessi sono fermi.

Ovviamente ricordiamo che lo stabilimento Acciaierie d’Italia è legato alle sorti dello stabilimento di Taranto che attualmente lavora con 2 altiforni e quasi tutti gli impianti di finitura fermi. A fronte di questo scenario preoccupante anche lo stabilimento di Novi Ligure aderisce alla proclamazione nazionale dello sciopero previsto in tutta Italia, della durata di 4 ore a fine di ciascun turno, per il prossimo lunedì 21 novembre”.

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Questa mattina, intorno alle 9.40, nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Novi Ligure presso in reparto “Decatreno” in prossimità dell’imbocco rotoli si è verificato un incendio probabilmente dovuto a un corto circuito che ha dato origine a una densa nube di fumo.

L’intervento immediato del personale interno e del sistema antincendio hanno impedito ulteriori danni all’impianto e soprattutto hanno messo in sicurezza tutti i lavoratori.

Le indagini sono ancora in corso per capire l’origine di quanto accaduto, si prospetta un periodo di fermata molto lungo.

Le R.S.U. di FIM, FIOM e UILM, congiuntamente alle Segreterie provinciali di Alessandria dei metalmeccanici, già da diversi mesi sottopongono all’attenzione dell’azienda lo stato di degrado in cui versa lo stabilimento di Novi Ligure, carente di manutenzione ordinaria e staordinaria a causa della mancanza di liquiditàe  risorse.

Le Organizzazioni sindacali metteranno in campo qualsiasi tipo di iniziativa per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Novi Ligure, 22 settembre 2022

 

RSU Acciaierie d’Italia

FIM – FIOM – UILM Alessandria

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Nella notte tra sabato 2 e domenica 3 aprile nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Novi Ligure si è verificato un grave infortunio sul lavoro. 

Un dipendente dell’ex ILVA di Novi Ligure, che lavorava nel reparto zincatura, si è ferito gravemente alle dita di una mano.

Sono ancora in corso le verifiche e gli accertamenti da parte delle autorità competenti. 

Questo è l’ennesimo episodio di infortunio che registriamo in provincia di Alessandria. 

FIM, FIOM e UILM di Alessandria tornano a ribadire la necessità di portare avanti un percorso mirato di sensibilizzazione all’interno delle aziende, grandi e piccole senza distinzione alcuna, che coinvolga i lavoratori e le aziende stesse sull’importanza della prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro.

La situazione è diventata emergenziale in tutta Italia, anche la nostra provincia non si esime e sta registrando continui episodi di infortunio sui luoghi di lavoro, per non parlare degli infortuni mortali come quello dello scorso venerdì alla Cavalleri di Arquata Scrivia.

Il rispetto puntuale, sistematico e rigoroso delle norme sulla salute e la sicurezza, oltre all’esigenza di maggiori controlli da parte degli enti preposti è l’unica strada possibile da seguire. 

FIM – FIOM – UILM Alessandria

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Lo scorso venerdì si è verificato un tragico infortunio sul lavoro nel quale, Davide un giovane operaio di 32 anni, dipendente dell’azienda Cavalieri di Arquata Scrivia, ha perso la vita. Il Giovane è morto sul colpo, dopo essere stato colpito alla testa da una bacchetta di ferro in lavorazione al tornio.

E’ intollerabile che si continuino a verificare morti e incidenti sul lavoro a cadenza quasi giornaliera. Quello che si è consumato ieri è gravissimo è l’ennesimo incidente in una azienda metalmeccanica nel territorio Alessandrino, bisogna intervenire alzando i controlli e la formazione. Bisogna da subito lavorare sulla sicurezza, l’obbiettivo deve essere zero incidenti nei luoghi di lavoro. Per farlo è necessario lavorare senza sosta sulla cultura della sicurezza anche personale che si coltiva ogni giorno attraverso investimenti e formazione. La sicurezza sul lavoro non deve essere vissuta come un costo ma come un investimento constante per la tutela e valorizzazione dei lavoratori, servono più controlli da parte degli organi competenti ma anche interventi della magistratura per le aziende inadempienti.

Continueremo a portare avanti un percorso mirato di sensibilizzazione all’interno delle aziende che continui a coinvolgere i lavoratori le lavoratrici e le stesse aziende sull’importanza sui temi della salute e delle sicurezza sul lavoro, sensibilizzare su un tema così importante diventa la priorità.

Fim Fiom e Uilm Alessandria esprimono il proprio cordoglio alla Famiglia di Davide che ieri ha perso la vita.

 

 

Alessandria,02-04-2022                                                            Fim-Fiom-Uilm Alessandria

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FIOM, FIM e UILM Alessandria, a seguito del grave infortunio avvenuto oggi alla COLD CAR di Occimiano, hanno proclamato una serie di assemblee per tutto l’arco della giornata di lunedì 21 febbraio con sciopero nei tre siti produttivi dell’azienda (2 ad Occimiano e 1 a Casale M.to).

Inoltre le categorie dei metalmeccanici intendono far partire una campagna di assemblee in tutte le aziende metalmeccaniche della provincia con all’ordine del giorno i temi della SALUTE e della SICUREZZA, per sensibilizzare tutti i lavoratori del settore su un tema così importante ed emergenziale, visto il numero di morti ed infortuni sul lavoro in continua crescita.

Riteniamo fondamentale alzare la guardia e chiedere il rispetto rigoroso in tutte le aziende delle norme sulla salute e la sicurezza, oltre all’esigenza di maggiori controlli da parte degli enti preposti.

La cultura sulla sicurezza è fatta da una maggiore attenzione e consapevolezza da parte di chi lavora dei rischi che si possono correre e più rispetto delle norme di legge nella pratica quotidiana lavorativa, che spesso è differente da ciò che risulta sui documenti.

Non è più tollerabile che le persone che si recano ogni giorno al lavoro rischino di non tornare più a casa o finiscano all’ospedale a seguito di infortuni gravi avvenuti in azienda.

LE MORTI SUL LAVORO SONO IL SEGNALE DI UN PAESE MALATO E CHE NON RISPETTA IL LAVORO E LE PERSONE!

FIOM – FIM – UILM Alessandria

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Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno organizzato un nuovo presidio a sostegno del settore orafo a Valenza.

Appuntamento giovedì alle 17, in piazza Statuto, con un'iniziativa che viene replicata anche nei distretti orafi di Vicenza, Milano, Arezzo e Roma. L’obiettivo è sollecitare il rinnovo del contratto collettivo del settore Orafo Argentieri, proprio nel giorno della riunione a Milano di Federorafa. Le parti sociali ribadiranno la loro contrarietà alla proposta di aumento di 77 euro mensili. L’iniziativa segue una serie di assemblee tenute in alcune aziende orafe, dove la costante per tutte è la presenza di moltissimi ordini, con il ricorso allo straordinario ed assunzioni, ma con la difficoltà a reperire manodopera professionalizzata. Già giovedì mattina i sindacati distribuiranno volantini anche nella zona Coinor, per tentare di informare e contattare i lavoratori e le lavoratrici di aziende medio piccole, dove il sindacato non è presente e non si sono potute svolgere le assemblee.

“E’ necessario che le controparti comprendano l’importanza di arrivare rapidamente a chiudere il contratto collettivo con un aumento salariale dignitoso, oltre a miglioramenti di tipo normativo” hanno sottolineato i segretari provinciali Anna Poggio, Calogero Palma e Alberto Pastorello “non è accettabile che in un settore dove si producono beni di lusso, i lavoratori abbiano paghe base così basse, bisogna chiudere presto il contratto collettino nazionale ed aprire una vera contrattazione di secondo livello collettiva che consenta a tutti di concorrere non sul costo del lavoro, ma sulla qualità ed efficienza, stabilendo anche nella lavorazione conto terzi delle tariffe rispettose di diritti e dignità. Il 10 novembre è previsto il prossimo incontro a Milano con Federorafa per riprendere la trattativa, auspicando una proposta migliore”.

 
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COMUNICATO STAMPA FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL Alessandria
Lunedì alle 18.30 conferenza in Piazza Gramsci a Valenza e volantinaggio

Il distretto valenzano ha assunto in Italia una notevole importanza con l’insediamento di BULGARI che non solo è diventata la prima azienda a livello occupazionale della provincia in ambito metalmeccanico (740 dipendenti), ma ha anche cambiato il tessuto produttivo della città, con la lavorazione conto terzi che garantisce lavoro a molte piccole e medie industrie.

Anche per questi motivi, tenuto conto che il CCNL del settore orafo ha stipendi più bassi sia del contratto metalmeccanico, che di quello tessile (a cui fanno riferimento come settore moda), non è accettabile che la proposta nella trattativa nazionale in corso sia di un aumento pari a 77 euro lorde.

In realtà tutti che in alcune buste paga le persone hanno superminimi o premi erogati unilateralmente dalle aziende per aumentare i salari dei propri lavoratori, ma non essendo importi che aumentano le paghe base non sono per tutti, sono assorbibili e legati a obiettivi stabiliti dalle aziende.

 La contrattazione di secondo livello collettiva, quella che dovrebbe integrare il contratto collettivo nazionale, non è presente praticamente dagli anni 70, quando in alcune aziende si riuscì, sindacalmente, ad organizzare i lavoratori per rivendicare quattrodicesima, mensa, ecc…

In Bulgari c’è un integrativo condiviso sindacalmente che però ha lasciato fuori la parte economica del premio che viene erogato a livello aziendale, solo ad una parte dei lavoratori e secondo criteri legati alla presenza e valutazioni soggettive da parte dell’azienda.

A tal proposito FIM CGIL, FIM CISL e UILM UIL attendono da tempo una convocazione presso Confindustria per discutere questo argomento.

Ma anche nelle altre aziende purtroppo è complicato raggiungere i lavoratori, in alcuni casi le aziende dichiarano di non avere locali da mettere a disposizione per le assemblee, insomma il sindacato è vissuto con un certo fastidio e soprattutto il salario è molto variabile e individuale, a seconda anche delle esigenze che le aziende hanno nel reperire manodopera qualificata. Questa fotografia è chiarissima in questo periodo a Valenza, dove la manodopera già qualificata ha molta mobilità, mentre sarebbe indispensabile riprendere l’esigenza formativa soprattutto per i giovani neodiplomati.

Infine i salari così bassi, rispetto ad altri settori, sicuramente non incentivano la scelta nel settore orafo, che invece, come si è visto anche nel periodo peggiore della pandemia, pur accusando contraccolpi, ha tenuto in particolare perché il lusso ha subito meno perdite e perché i grandi brand come Cartier, Bulgari e Damiani hanno reti commerciali internazionali e capacità finanziarie superiori ai piccoli, risultando così in grado di reggere anche l’aumento della materia prima.

Ciò che manca da parte di tutti gli imprenditori orafi, grandi e piccoli, è valorizzare il lavoro umano di quelle persone che tutti i giorni consentono di avere gioielli il cui valore unitario spesso è superiore al loro stipendio mensile. Per questo bisogna rinnovare il CCNL con aumenti dignitosi per tutti e investire nella manodopera, in particolare quella giovane, che grazie all’innovazione tecnologica, potrà portare avanti la tradizione orafa della nostra provincia.

Lunedì sera a Valenza in piazza Gramsci, angolo c.so Garibaldi, si terrà una conferenza stampa unitaria di FIM, FIOM e UILM Alessandria su questo tema e in quell’occasione verranno distribuiti volantini ai lavoratori e a tutte le persone che interverranno.

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Lo scorso mercoledì si è riunito a Roma il Coordinamento Nazionale delle RSU e strutture territoriali di Fim Fiom Uilm del gruppo Acciaierie d’Italia e Ilva in A.S. con la partecipazione dei Segretari Generali. Nel corso della riunione è stato rappresentato l’andamento e l’esito dell’incontro tenutosi nella serata precedente con il management di Acciaierie d’Italia ma senza la presenza di rappresentanti di Invitalia. L’incontro non ha aggiunto significativi elementi di prospettiva e di certezza rispetto a quelli già rappresentati nella riunione del 12 gennaio scorso in cui venne presentata una “previsione” di possibile piano industriale mai condiviso con le organizzazioni sindacali. Per Fim Fiom Uilm l’unico piano industriale discusso e condiviso resta quello sottoscritto presso il ministero dello Sviluppo Economico il 6 settembre 2018 con il quale venivano salvaguardati tutti i livelli occupazionalicomprensivi della garanzia occupazionale per i lavoratori in Ilva in A.S. con la risalita produttiva a 8 milioni di tonnellate prevista al 2024.


E, pertanto, un evidente contraddizione il limite occupazionale (10.700 addetti nel 2025 a parità di volumi) per l’ex Ilva prevista nella nota di aggiornamento al DEF di cui si è appresa la notizia dai
media. 
Nel corso della riunione i rappresentanti sindacali dei singoli siti hanno rappresentato lo stato dell’arte  sulla gestione degli stabilimenti che, a differenza di quella descritta dall’AD di Acciaierie d’Italia  nell’incontro del 28 settembre, ci consegna un quadro in cui la manutenzione risulta essere insufficiente e con crescente ricorso a prestazioni con ditte terze, investimenti ambientali in ritardo,
rispetto al cronoprogramma previsto, assenza di relazioni sindacali e mancato rispetto degli accordidegli impegni anche sul salario di produttività (3%).

È chiaro che, ad oggi, l’ingresso del socio Invitalia non ha segnato alcuna discontinuità rispetto a una gestione che peggiora le condizioni degli impianti e che corre il rischio di perdere l’occasione di
sfruttare la positiva fase di mercato dell’acciaio in cui tutti gli altri produttori stanno procedendo con importanti investimenti.


A distanza di quasi un anno dall’accordo fra ArcelorMittal e l’Agenzia governativa per gli investimenti Invitalia, il Paese, l’intero sistema produttivo legato alla siderurgia e i lavoratori dell’ex Ilva non
conoscono ancora il destino del più importante asset della manifattura italiana. Di quell’accordo non si conoscono i contenuti e obiettivi ma i risultati sono purtroppo evidenti: migliaia di lavoratori in cassa integrazione, e una ambientalizzazione che tarda ad essere realizzata, un intero sistema degli appalti fortemente penalizzato.

Il governo e il ministero dello Sviluppo Economico continuano a rimanere in silenzio e si sottraggono a una seria discussione con le organizzazioni sindacali che continuano a richiedere un incontro per ricevere le risposte che oltre 20.000 lavoratori del gruppo e del sistema di appalti rivendicano da troppi anni.

Verrà quindi inviata una nuova richiesta di incontro ai ministeri competenti: in caso di mancato riscontro in merito a una convocazione da tenersi entro la fine del mese di ottobre, che avvii
una reale trattativa Fim Fiom Uilm si autoconvocheranno con presidio permanente presso il ministero dello Sviluppo Economico per chiedere una discussione complessiva a partire dal piano
industriale e da quello ambientale, sulle scelte tecnologiche future che il gruppo intende adottare, il percorso di ricollocazione dei lavoratori in Amministrazione Straordinaria, chiarezza sulla gestione del
mondo degli appalti, utilizzo di fondi per il potenziamento degli ammortizzatori sociali perché il piano possa essere realmente accompagnato da una tenuta sociale e non penalizzi ulteriormente i
lavoratori.


Fim Fiom Uilm nazionali

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Dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal governo Draghi e dalla Confindustria nei giorni  scorsi alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote e altre ancora) hanno  avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori.  

Si tratta di decisioni inaccettabili, che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, che  vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione, il  reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che  altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e  politiche industriali in tutto il territorio nazionale. 

Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul PNRR vanno  utilizzate per innovare il sistema produttivo del Paese, realizzare la transizione ecologica e  digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione. Per fare  questo, per accompagnare questo processo, occorre riformare gli ammortizzatori sociali,  renderli universali, ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a  precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell’occupazione, al superamento della  precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Per tutte queste ragioni occorre mobilitarsi e chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l’avviso comune sull’utilizzo degli  ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall’automotive,  dalla siderurgia, dall’elettrodomestico. 

SCIOPERIAMO TUTTE E TUTTI PER :

∙ DIRE NO AI LICENZIAMENTI 

RIFORMARE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E DIFENDERE L’OCCUPAZIONE 

∙ DARE FINALMENTE SOLUZIONI CONCRETE E POSITIVE ALLE CRISI AZIENDALI APERTE 

∙ VINCOLARE GLI INVESTIMENTI DEL PNRR AD UNA OCCUPAZIONE STABILE E AD UN LAVORO IN  SALUTE E SICUREZZA 

∙ IMPEDIRE ALLE MULTINAZIONALI E AI FONDI DI INVESTIMENTO DI SPECULARE E DISTRUGGERE L’INDUSTRIA E IL LAVORO 

Le due ore di sciopero vanno effettuate con assemblee in tutti i luoghi di lavoro a partire da lunedì 19 luglio prossimo e fino a fine mese. 

 

FIM FIOM UILM Nazionali

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A seguito della comunicazione di apertura della procedura per riduzione di personale con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti delle unità produttive site in Casale Monferrato e Vercelli da parte della Curatela del fallimento Officine Meccaniche Giovanni Cerutti e Cerutti Packaging Equipment, le Organizzazioni Sindacali FIM-FIOM-UILM di Alessandria e Vercelli lo scorso 1/07/2021 hanno formalmente richiesto un incontro con la Curatela per esperire l’esame congiunto.

Nell’incontro, che ad oggi è fissato per il prossimo 14/07/2021 alle ore 8.30, come FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL chiederemo alla Curatela di inoltrare un’ulteriore richiesta di cassa integrazione e getteremo le basi per aprire un ragionamento tra le parti finalizzato alla condivisione di un piano sociale che possa successivamente rispondere alle esigenze e alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori con incentivi all’esodo.

Vogliamo ricordare che gli accordi del 28/06/2021 con Rinascita Seconda e con Bobst, sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali dovranno necessariamente essere calati in un contesto che tenga in considerazione nel merito i temi che andremo ad affrontare nella giornata del 14/07/2021, diversamente verrebbe meno il motivo per il quale sono stati sottoscritti.

Inoltre auspichiamo che quanto sottoscritto nei sopracitati accordi con Rinascita Seconda e con Bobst venga rispettato nei tempi e nei modi, a partire dalla costituzione di una cooperativa e il suo conseguente impiego nel caso si aggiudicasse l’asta la Bobst.

Ribadiamo che la mancanza di un ulteriore percorso di cassa integrazione, richiesta che ad oggi non sembra essere stata presa in considerazione dalla Curatela, potrebbe mettere a rischio tutto il percorso fino ad oggi costruito attraverso gli accordi tra sindacato e potenziali acquirenti.    

Casale M.to  08/07/2021        

 

                                                                                                  FIM-FIOM-UILM

                                                                                                Alessandria-Vercelli      

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