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L’ EUROMAC con sede a Villanova Monferrato, azienda leader mondiale nella produzione di taglierine ribobinatrici per film plastici, carta, alluminio ed altri materiali per il packaging alimentare e non solo ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali tramite PEC il licenziamenti di 9 lavoratori.
La motivazione, a detta dell’azienda, sta nel fatto che sia troppo oneroso investire nei due reparti che impiegano questi lavoratori, officina e verniciatura, dovendo intervenire con azioni strutturali importanti, soprattutto dal punto di vista della sicurezza.

Come FIM, FIOM E UILM di Alessandria abbiamo provato a ribaltare la situazione al fine di tentare e proporre tutte soluzioni possibili per salvaguardare i lavoratori, anche perche’ non si spiega come nei mesi scorsi l’azienda abbia assunto 7/8 lavoratori con contratto che prevede la scadenza il prossimo novembre.
Riteniamo che tagliare occupazione sacrificando risorse umane come alternativa agli investimenti considerati troppo onerosi, specie sul fronte della sicurezza, sia molto preoccupante e pericoloso.
Il nostro tessuto industriale e sociale, ragionando in questi termini, si indebolirebbe sempre di più.
 
La dicitura nel sito della EUROMAC recita cosi: “ ABBIAMO DATO UN TAGLIO NUOVO ALLA STORIA E DAREMO UN TAGLIO NUOVO ANCHE AL FUTURO.”
Oggi gli unici tagli evidenti sono quelli del personale e per questo proclamiamo unitariamente 2 ore di sciopero con presidio sotto l’azienda per il prossimo lunedì 20 maggio, dalle 8 alle 10 del mattino.
Invitiamo tutti a portare solidarietà ai lavoratori
Pubblicato in Notizie: UILM

ACCIAIERIE D’ITALIA
LA UILM NON HA ACCETTATO LA CERTIFICAZIONE DEGLI ESUBERI

L’ AZIENDA HA PROPOSTO IL SUO ACCORDO E GLI ALTRI HANNO ACCETTATO

LA UILM CONTINUERÀ A DIFENDERE TUTTI I POSTI DI LAVORO 
DI ACCIAIERIE D’I TALIA, ILVA IN AS E I NDOTTO

Nella giornata di ieri 29 marzo, si è tenuto, in remoto con il ministero del Lavoro, l’ultimo incontro dell’esame congiunto per la proroga di cigs richiesta da Acciaierie d’Italia per ulteriori 12 mesi. L’azienda, fin dal primo incontro si è resa disponibile ad offrire esclusivamente la maturazione dei ratei di tredicesima escludendo la possibile riduzione degli esuberi pari a
3000 unità.

Tale è rimasta l’offerta che è stata integralmente accettata da chi ha sottoscritto l’accordo di cassa integrazione, anzi peggiorativa rispetto alle condizioni
offerte lo scorso anno che vedeva la riduzione a 2750 lavoratori massimi che unitariamente non accettammo.

Ci chiediamo, allora, perché non è stata condivisa, da parte di chi adesso ha sottoscritto, la
stessa intesa nel 2022? Cosa è cambiato?

La UILM, nonostante l’inconcludente esperienza della precedente trattativa, fino alla fine ha provato a trattare per chiedere che non si determinassero 3000 esuberi strutturali chiedendo tutte le condizioni di garanzia, a partire dalla salvaguardia dei 1600 lavoratori in Ilva AS e dell’indotto senza escludere una giusta integrazione salariale
all’ammortizzatore sociale con valori economici superiori a quelli già offerti dall’azienda.

La UILM, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha posto le richieste minime per poter sottoscrivere un accodo di cigs a partire dal tema della tutela complessiva dell’occupazione. - l’azienda non ha voluto riconoscere la validità dell’accordo del 6 settembre 2018 che rappresenta l’unico atto di salvaguardia ambientale, occupazionale ed industriale dell’ex Ilva. Nell’accordo del ministero è presente una semplice dichiarazione, senza alcun valore, da parte di chi ha sottoscritto l’intesa (“a tal proposito, le OO.SS. evidenziano che lo strumento della Cigs è rivolto ai lavoratori di Acciaierie d’Italia e sottolineano l’urgenza di avviare presso il MIMIT un confronto sul piano industriale e sull’efficacia dell’accordo sottoscritto dalle Parti in data 6 settembre 2018”) ma nessun impegno da parte aziendale che, anzi, nel corso della riunione ha dichiarato di ritenerlo superato
- l’azienda non ha voluto riconoscere la temporaneità e la transitorietà dello

strumento di cigs determinando la strutturalità degli esuberi dichiarati in
procedura.

- l’azienda si è sottratta a qualsiasi confronto sul piano industriale di rilancio e di

investimenti che assicurasse una reale prospettiva di lungo periodo.

- l’azienda non ha dato nessuna certezza sugli assetti produttivi di 
Taranto/Genova/Novi Ligure/Marghera e tutti gli altri siti, nessuna certezza sulla ripartenza AFO 5, sulla realizzazione di forni elettrici e dell’impianto DRI.
- l’azienda non ha assicurato che il limite dei 4 milioni di tonnellate anno sia limitato al
solo 2023 con piena incertezza per il 2024 prefigurando, di fatto, una cigs senza

fine in mancanza di un programma di risalita produttiva.

- l’azienda ha mantenuto inalterato a 3000 il numero dei lavoratori da mettere in
cigs, il medesimo del 2022.

- l’azienda non ha aggiunto nessun elemento economico alla maturazione dei ratei

di tredicesima, già dichiaratamente disponibili nella precedente procedura, mentre la

Uilm ha chiesto, invece, che si aggiungessero anche il riconoscimento del Premio e
la maturazione delle ferie anche per chi è in cigs.

- l’azienda non ha concesso nemmeno che ci possa essere un confronto preventivo

(l’azienda ha concesso solo il monitoraggio) con RSU e OOSS sulla gestione della
cassa integrazione ovvero uno strumento che quindi sarà lasciato

esclusivamente nelle mani del management di Acciaierie d’Italia (“le Parti

concordano che l’Azienda e le strutture territoriale/RSU dei siti interessati si
incontreranno in sede aziendale al fine di consentire il costante monitoraggio
sull’utilizzo dello strumento della Cigs”); la rotazione che applicherà l’azienda sarà
quella già prevista dalle normative vigenti, nulla di più.

Ci chiediamo, allora, come è stato possibile firmare, da parte degli altri, un accordo di
proroga di cassa integrazione a queste condizioni?

Noi, per il bene dei lavoratori, abbiamo ritenuto di non poterlo fare, così come
unitariamente non l’abbiamo fatto precedentemente in cui c’erano le medesime
condizioni di questa volta.

La Uilm non sarà mai complice di un disastro sociale ed industriale!

Chi l’ha fatto si è assunto una grave responsabilità e ne dovrà rispondere ai lavoratori
tutti.

La UILM, insieme a chi vorrà unirsi a noi, metterà in campo ogni iniziativa possibile per
invalidare gli effetti nefasti di quest’accordo e salvare tutti i posti di lavoro messi a
rischio.

UILM NAZIONALE

Pubblicato in Comunicati Stampa: UILM

Nella serata di oggi, tra la delegazione trattante di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti della Federazione Gomma Plastica è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore che occupa circa 150 mila lavoratori impiegati in quasi 5500 imprese. Nel settore operano multinazionali come Pirelli, Michelin, Prysmian e Bridgestone, il contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre e avrà vigenza fino al 31 dicembre 2025

Parte economica

L’aumento complessivo (TEC) nel triennio sarà di 167 euro e il montante salariale totale di 4019 euro.

L’intesa sottoscritta prevede, infatti, un aumento medio sui minimi (TEM) di 153 euro (cat. F). L’aumento sarà distribuito in 3 “tranche”: 61 euro dal 1° gennaio 2023; 45 euro dal 1° gennaio 2024; 47 euro dal 1° aprile 2025.

Per quanto riguarda il welfare contrattuale saranno destinati dal 1° gennaio 2024 14 euro per tutti i lavoratori del settore sui fondi sanitari integrativi.

Parte normativa

Le Relazioni Industriali vengono rafforzate attraverso il potenziamento dell’osservatorio sul tema delle pari opportunità, il monitoraggio dell’occupazione femminile e degli accordi aziendali, finalizzato alla conoscenza delle buone pratiche. Inoltre, viene aperto il confronto alle filiere interconnesse al settore, per iniziative congiunte e per la diffusione delle buone pratiche contrattuali e di raggiungimento della parità di genere.Particolare l’attenzione su quest’ultimo tema, con il riconoscimento di 2 mesi retribuiti in aggiunta ai 3 previsti dalla normativa di legge, in caso di violenza di genere, oltre alle 4 ore di formazione annue sul tema.

Migliorato anche il capitolo salute e sicurezza, attraverso il recepimento dell’accordo interconfederale e della norma di legge sugli accomodamenti ragionevoli. Vengono infatti elevati i permessi retribuiti annui individuali per ogni RLS, passando da 40 a 72 ore per le aziende sopra i 15 dipendenti, da 30 a 48 ore per le aziende da 6 a 15 dipendenti e da 12 a 24 ore per le aziende fino a 5 dipendenti.

Rispetto al tema dei diritti, vengono attenzionati i temi che riguardano le fragilità, prevedendo anche lo scorporo dal comporto dei giorni di assenza per le terapie salvavita e la comunicazione relativa al periodo complessivo di conservazione del posto di lavoro al lavoratore che ne farà richiesta, oltre alla definizione delle linee guida per promuovere l’istituto delle ferie solidali.

Vengono inoltre riconosciuti: un ulteriore giorno aggiuntivo di permesso annuo, in caso di malattia del minore di età compresa tra i 3 e i 10 anni; la frazionabilità del congedo parentale; la maturazione intera della ROL per le assenza retribuite dei 10 giorni alla nascita del figlio e per l’utilizzo dei permessi mensili della legge 104; il riconoscimento di tante giornate retribuite quante sono quelle necessarie per accertamenti, prelievo, degenza e convalescenza per i donatori di midollo osseo e viene recepito l’accordo quadro interconfederale sul lavoro agile.

Di particolare rilievo l’intervento sul welfare contrattuale. Si riconosce dal 1° gennaio 2024 l’iscrizione al fondo sanitario di settore per tutti i lavoratori interamente a carico delle aziende e si prevede che il lavoratore che vorrà contribuire con una quota aggiuntiva, accederà a un piano sanitario più completo.

La parola passa ora ai lavoratori che, nelle le assemblee nei luoghi di lavoro, voteranno questa intesa.

 

Uffici stampa Filctem, Femca, Uiltec

Pubblicato in Notizie: UILTEC

Le Segreterie Provinciali di FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL, congiuntamente alla R.S.U. dello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Novi Ligure, in conformità alla dichiarazione delle Segreterie Nazionali di sciopero generale di tutto il gruppo, dichiarano per la giornata di lunedì 21 novembre 4 ore di sciopero per ogni turno di lavoro.

La situazione è drammatica già da troppo tempo, per questa ragione con l’incontro dell’altro giorno al Ministero si vuole fare un passo determinante verso il futuro di una realtà tanto importante per il nostro Paese. Dopo l’assenza dell’azienda ArcelorMittal all’incontro dello scorso 17 novembre con il Ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, e la Ministra del Lavoro, Marina Calderone per la vertenza ex Ilva e la notizia che riporta il fermo per 145 aziende dell’indotto non può che crescere ancora, cosa che già tempo denunciamo, il timore per i circa 2000 dipendenti coinvolti in tutti gli stabilimenti. E’ tempo di una svolta decisiva.

Dichiarazione dei Segretari generali Salvatore Pafundi, FIM, Maurizio Cantello, FIOM, Alberto Pastorello, UILM Alessandria: “Ricordiamo che lo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure occupa circa620 lavoratori e di questi, già sottorganico rispetto ai 700 previsti dall’accorso 2018, la metà è da stata messa da mesi in cassintegrazione. La produzione, come si può ben capire, va a rilento e anche gli investimenti che erano stati promessi sono fermi.

Ovviamente ricordiamo che lo stabilimento Acciaierie d’Italia è legato alle sorti dello stabilimento di Taranto che attualmente lavora con 2 altiforni e quasi tutti gli impianti di finitura fermi. A fronte di questo scenario preoccupante anche lo stabilimento di Novi Ligure aderisce alla proclamazione nazionale dello sciopero previsto in tutta Italia, della durata di 4 ore a fine di ciascun turno, per il prossimo lunedì 21 novembre”.

Pubblicato in Notizie: UILM

L'incontro di oggi al Ministero per le imprese e il Made in Italy, se ha consentito di verificare rinnovata una disponibilità del governo a considerare la vertenza di Acciaierie D'Italia centrale e strategica per l'insieme dell'industria manifatturiera in Italia, non ha però consentito di fare concreti passi avanti per quanto riguarda il merito delle questioni aperte, non fosse altro per l'assenza dell'azienda al tavolo. 

Per queste ragioni le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm hanno deciso di proclamare per lunedì 21 novembre uno sciopero generale in tutti gli stabilimenti del gruppo di 4 ore, la cui gestione è demandata alle RSU e alle strutture territoriali di riferimento, a sostegno delle seguenti proposte e rivendicazioni: 

  • lo Stato acquisisca il controllo e la gestione degli impianti nazionalizzando o diventando socio di maggioranza, rinegoziando l'accordo che prevede la transizione dei nuovi assetti societari al 2024, stabilendo e vincolando l'utilizzo dei fondi e la loro destinazione; 
  • Acciaierie D'Italia ritiri il provvedimento di taglio degli ordini e delle commesse delle imprese dell'indotto; 
  • il Governo sia garante di un riequilibrio delle relazioni sindacali all'interno del Gruppo ADI oggi assenti; 
  • il Governo costituisca un tavolo permanente con tutti i soggetti interessati per garantire la risalita produttiva e la rinegoziazione del mancato accordo sulla cassa integrazione straordinaria; 
  • sia confermata da parte del Ministero del Lavoro, l'integrazione al reddito per i lavoratori Ilva in A.S; 
  • siano garantire le condizioni di salute e sicurezza in tutti gli stabilimenti. 

Roma, 17 novembre 2022 

Pubblicato in Notizie: UILM

Questa mattina, intorno alle 9.40, nello stabilimento Acciaierie d’Italia di Novi Ligure presso in reparto “Decatreno” in prossimità dell’imbocco rotoli si è verificato un incendio probabilmente dovuto a un corto circuito che ha dato origine a una densa nube di fumo.

L’intervento immediato del personale interno e del sistema antincendio hanno impedito ulteriori danni all’impianto e soprattutto hanno messo in sicurezza tutti i lavoratori.

Le indagini sono ancora in corso per capire l’origine di quanto accaduto, si prospetta un periodo di fermata molto lungo.

Le R.S.U. di FIM, FIOM e UILM, congiuntamente alle Segreterie provinciali di Alessandria dei metalmeccanici, già da diversi mesi sottopongono all’attenzione dell’azienda lo stato di degrado in cui versa lo stabilimento di Novi Ligure, carente di manutenzione ordinaria e staordinaria a causa della mancanza di liquiditàe  risorse.

Le Organizzazioni sindacali metteranno in campo qualsiasi tipo di iniziativa per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Novi Ligure, 22 settembre 2022

 

RSU Acciaierie d’Italia

FIM – FIOM – UILM Alessandria

Pubblicato in Notizie: UILM

In queste ultime settimane le RSU UILM (rappresentanza sindacale unitaria)  presenti in molte aziende del territorio alessandrino, dal Casalese al Tortonese, ci hanno segnalato la difficoltà evidente riscontrata quotidianamente nello svolgere le proprie mansioni specie nei reparti produttivi di tante aziende metalmeccaniche. Il problema delle alte temperature in estate sui luoghi di lavoro non è nuovo, ma quest’anno certamente si percepisce con ancora più intensità, vista la durata prolungata dell’emergenza caldo e l’arrivo delle temperature fino a 40 gradi già da settimane.

Per provare a rendere più sicuro il lavoro e scongiurare malori e/o errori dovuti proprio al surriscaldamento eccessivo dei reparti di produzione ai danni dei lavoratori cerchiamo quotidianamente soluzioni temporanee, come orari modificati o ridotti, l’introduzione di più pause oltre alla richiesta rivolte alle aziende, che come sindacato abbiamo già avanzato negli anni, di dotarsi di sistemi di ventilazione per rendere il clima vivibile e permettere a tutti i lavoratori e alle lavoratrici di svolgere il proprio turno in sicurezza, nel rispetto della salute.

Ora una circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro interviene su questa tematica in relazione ai rischi da lavoro legati alle elevate temperature.

Alberto Pastorello, Segretario generale UILM Alessandria: “Per noi come UIL e UILM la sicurezza sui luoghi di lavoro è una priorità, come testimonia la campagna #Zeromortisullavoro, e non possiamo non occuparci anche di questi risvolti. Noi continuiamo a svolgere il nostro mestiere per rendere migliore la qualità del lavoro, tramite l’applicazione di misure finalizzate a ridurre al minimo il rischio espositivo, ma ovviamente il processo va fatto in sinergia con gli organismi competenti perché vigilino, con tutte le difficoltà che abbiamo sempre evidenziato come la mancanza di ispettori, per garantire un clima di sicurezza.

Nella circolare leggiamo che gli Uffici territoriali dell’INL sono invitati a dedicare particolare attenzione, sotto il profilo ispettivo, alla prevenzione dei rischi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori determinati dall’ aumento di intensità e durata delle ondate di calore. 

Spetta al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. Ricordiamo che temperature così elevate, specie nel caso di lavorazioni faticose e in assenza di adeguate pause di recupero, possono essere causa di malori, ma anche ridurre la capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il rischio di infortuni.”

Pubblicato in Comunicati Stampa: UILM

Ieri mattina, all’Hotel Diamante di Spinetta Marengo, si è svolto il Congresso territoriale della UILM di Alessandria.

Dopo la relazione di Alberto Pastorello, Segretario generale UILM Alessandria, categoria che segue i lavoratori metalmeccanici, sono stati numerosi gli interventi degli ospiti presenti a nome di FIM CISL e FIOM CGIL, Confindustria Alessandria, segretari delle altre categorie e molti delegati che operano a nome della UILM in tante aziende del territorio. La relazione aveva come punti centrali i temi sicurezza sul lavoro, stabilità, salario, parità di genere e pari opportunità, aspetti su cui la categoria vuole puntare per i prossimi anni, ritenendoli prioritari.

E’ stato inevitabile ripercorrere i quattro anni trascorsi dall’ultimo congresso di categoria, citando la pandemia e le sue conseguenze, la crisi legata alla guerra nel cuore dell’Europa, l’aumento delle materie prime e dei costi dell’energia. Il sindacato ha dovuto affrontare molti cambiamenti ed essere di sostegno ai lavoratori in situazioni difficili, improvvise ed inaspettate.

A fine mattinata i delegati hanno votato e riconfermato Alberto Pastorello come Segretario generale della UILM. Per i prossimi quattro anni il Segretario rieletto sarà affiancato dalla Segreteria UILM Alessandria composta da Serena Piscitello, Segretaria Organizzativa, e Antonio Bordon.

Le conclusioni sono state fatte dal Coordinatore regionale della UILM Piemonte, Gianfranco Verdini.

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Lo scorso venerdì si è verificato un tragico infortunio sul lavoro nel quale, Davide un giovane operaio di 32 anni, dipendente dell’azienda Cavalieri di Arquata Scrivia, ha perso la vita. Il Giovane è morto sul colpo, dopo essere stato colpito alla testa da una bacchetta di ferro in lavorazione al tornio.

E’ intollerabile che si continuino a verificare morti e incidenti sul lavoro a cadenza quasi giornaliera. Quello che si è consumato ieri è gravissimo è l’ennesimo incidente in una azienda metalmeccanica nel territorio Alessandrino, bisogna intervenire alzando i controlli e la formazione. Bisogna da subito lavorare sulla sicurezza, l’obbiettivo deve essere zero incidenti nei luoghi di lavoro. Per farlo è necessario lavorare senza sosta sulla cultura della sicurezza anche personale che si coltiva ogni giorno attraverso investimenti e formazione. La sicurezza sul lavoro non deve essere vissuta come un costo ma come un investimento constante per la tutela e valorizzazione dei lavoratori, servono più controlli da parte degli organi competenti ma anche interventi della magistratura per le aziende inadempienti.

Continueremo a portare avanti un percorso mirato di sensibilizzazione all’interno delle aziende che continui a coinvolgere i lavoratori le lavoratrici e le stesse aziende sull’importanza sui temi della salute e delle sicurezza sul lavoro, sensibilizzare su un tema così importante diventa la priorità.

Fim Fiom e Uilm Alessandria esprimono il proprio cordoglio alla Famiglia di Davide che ieri ha perso la vita.

 

 

Alessandria,02-04-2022                                                            Fim-Fiom-Uilm Alessandria

Pubblicato in Comunicati Stampa: UILM

“La mia organizzazione non può sottoscrivere un avvio di cassa integrazione straordinaria che di fatto prefigura il licenziamento dei 1.700 lavoratori in Ilva AS a cui si aggiungerebbero altri 3mila lavoratori. Per quanto ci riguarda l’accordo del 6 settembre 2018 è l’unico sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e approvato dai lavoratori per mezzo del referendum”. Così Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, all’incontro in Confindustria con l’ad di Accierie d’Italia, Lucia Morselli.

“Nel 2018 – aggiunge Palombella – si arrivò a quel piano industriale dopo la realizzazione di un piano ambientale a cui diede l’ok la Commissione europea, dopo sei mesi di attenta valutazione, e dopo diversi addendum atti a soddisfare le richieste della Regione Puglia e del Comune di Taranto. Sempre nel 2018 siamo partiti da 14.200 persone per arrivare a 10.700 stabilendo un parametro: su 6 milioni di tonnellate di produzione dovevano lavorare a Taranto 8.200 lavoratori. Inoltre, i circa 2mila in Ilva AS sarebbero dovuti rientrare a lavoro con la risalita produttiva e comunque entro la fine di realizzazione del piano”.

“Quell’accordo – dice il leader Uilm – è ancora oggi in essere, pertanto restano validi il piano ambientale e tutte le garanzie occupazionali. Dovete quindi sapere che un accordo di cassa straordinaria di un anno che ‘presumibilmente’, così come avete scritto, traguarda il 2025 noi non siamo nelle condizioni di poterlo firmare”.

“A credere ancora nello stabilimento di Taranto sono in pochi. Per recuperare un consenso in quella realtà occorre che i lavoratori stessi difendano lo stabilimento, ma se voi li trattate in questo modo l’ex Ilva non avrà alcun futuro”, conclude Palombella.

Ufficio stampa Uilm

Pubblicato in Notizie: UILM
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