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Il Consiglio Direttivo dell’Ente E.Bi.Di.M. (Ente Bilaterale della Distribuzione Moderna Organizzata), riunito il 22 novembre scorso, ha deliberato una nuova prestazione straordinaria CUMULABILE con le altre prestazioni  erogate dall’Ente. 

La nuova prestazione è titolata: Genitorialità emergenza Covid

La prestazione pari a 300 euro erogati come “una tantum” è rivolta alle lavoratrici e lavoratori  dipendenti da aziende della D.M.O. in regola con la contribuzione verso l’Ente in oggetto, che  abbiano un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, con almeno un figlio che abbia meno dei 18 anni  compiuti al momento della richiesta e che sia a carico fiscale di almeno uno dei due genitori.  

Le domande potranno essere presentate dal 1° dicembre 2021 al 28 febbraio 2022.  

Il Consiglio Direttivo dell’Ente ha, inoltre, apportato modifiche di ulteriore vantaggio per le  lavoratrici e i lavoratori alle prestazioni richiedibili dal 1° gennaio 2022 riferite all’Asilo Nido e alla Grave Malattia.  

ASILO NIDO:  

1. estensione del contributo economico anche per rimborso dei costi sostenuti per i centri  estivi e invernali per i bambini fino a 12 anni;  

2. contributo pari al 30% della differenza tra i costi sostenuti da lavoratore/trice e  l’importo dell’eventuale contributo analogo già percepito da altri Enti, fino ad un  massimo di 400 euro l’anno.  

GRAVE MALATTIA:  

  1. riduzione della percentuale d’invalidità al 60% per ottenere la prestazione.  

Tutte le informazioni presso gli uffici UILTuCS Alessandria scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. fissando un appuntamento per la gestione delle pratiche.

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Sono in stato di agitazione i circa 7mila dipendenti del Gruppo della grande distribuzione organizzata Pam Panorama S.p.A..

Alla base della protesta, indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, la scelta della società di procedere a strettissimo giro alla “reinternalizzazione” del servizio di pulimento presso i propri ipermercati.

I sindacati nella nota trasmessa alla direzione aziendale, nel sollecitare il dietrofront sulla decisione unilaterale, stigmatizzano “il preavviso pressoché inesistente” e “le modalità estremamente sbrigative con cui ci è stata resa nota una modifica organizzativa tanto impattante nell’ambito del canale commerciale”.

Una scelta, sottolineano le tre sigle, che potrebbe avere “ricadute negative in termini gestionali nell’ambito del servizio di vendita”.

Oltre al danno in termini occupazionali cagionato alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti da chi fornisce attualmente il servizio di pulimento presso gli iper – sottolineano – attribuire al personale diretto mansioni relative al mantenimento dell’igiene e della pulizia negli ambienti in ambito commerciale e lavorativo appare una determinazione potenzialmente foriera di danni anche molto seri”.

Lascia attoniti la circostanza che, in piena pandemia da Sars Cov2 – concludono – un datore di lavoro, sul quale ricadono integralmente sia il dovere di adottare misure generali di tutela che l’obbligo di effettuare un’attenta valutazione dei rischi per garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, decida di privarsi dell’attività di entità aziendali specializzate nella fornitura di servizi di pulitura e sanificazione

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In riferimento alle disposizioni introdotte del DL 127 del 21 Settembre 2021, in merito all’introduzione dell’obbligatorietà di possesso della certificazione verde Green Pass per i lavoratori del settore pubblico e privato, la UILTuCS Alessandria sta richiedendo una serie di incontri alle aziende della provincia che applicano i contratti seguiti dalla nostra categoria al fine di valutare la possibilità di misure alternative alla sospensione della retribuzione prevista dalla normativa come, ad esempio, l’utilizzo dei permessi, banca ore o altre forme di flessibilità contrattuali.

Inoltre, ritenendo la facoltà di effettuare il tampone una misura equiparabile all’utilizzo dei DPI ai fini della prevenzione e protezione della sicurezza aziendale, chiediamo la disponibilità a calmierare, attraverso un contributo economico da parte dell’azienda, i costi sostenuti dai lavoratori disponibili a questa forma di prevenzione del contagio.

Maura Settimo, UILTuCS Alessandria: “Chiaramente come Organizzazione non vogliamo ostacolare il processo di vaccinazione, soluzione che riteniamo prioritaria per sconfiggere la pandemia, ma riteniamo indispensabile tutelare le lavoratrici e i lavoratori che, proprio in questo momento storico di grande crisi sono particolarmente esposti a costi e problemi economici.

Crediamo che tale situazione meriti un particolare sensibilità e attenzione, nessuno può essere lasciato solo e certamente non è pensabile che i soli costi vengano sostenuti da chi lavora.”

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Ancora grande preoccupazione per il comparto termale di Acqui.
L’Azienda ha richiesto un periodo di ammortizzatori sociali per i mesi di aprile, maggio e giugno.

La situazione del turismo in Provincia di Alessandria è ormai messa a dura prova come per il resto d’Italia e il protrarsi delle chiusure non ci consente di essere ottimisti. 

Maura Settimo, segretario UILTuCS Alessandria: “Come UILTuCS abbiamo chiesto un incontro a Terme di Acqui s.p.a. e a Confindustria Alessandria per monitorare l’utilizzo del Fondo Salariale e per partecipare attivamente a un percorso condiviso che possa salvaguardare il più possibile l’occupazione in un settore chiaramente strategico, ma che è stato e resta tra quelli che ha subito i maggiori danni a seguito delle restrizioni governative per pandemia di quest’ultimo anno”.

Il turismo termale dovrà far parte di un piano di rilancio complessivo, essendo anche fonte di richiamo per il turismo con ricaduta sull’indotto delle altre attività commerciali cittadine.

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Ancora una volta ci tocca ribadire che nelle giornate festive non esiste l’obbligo al lavoro.

La scelta delle aziende della grande distribuzione alimentare di aprire al pubblico i supermercati anche nelle giornate festive pasquali manifesta un atteggiamento insensibile nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che, anche in piena pandemia, non si sono mai fermati.

Questo per garantire a tutti l’approvvigionamento dei generi alimentari. Il personale della grande distribuzione organizzata in questo lunga emergenza sanitaria sta dimostrando alto spirito di servizio verso la collettività, garantendo 7 giorni su 7 gli acquisti essenziali.  

Questo avviene anche nel nostro territorio, ancora pesantemente colpito dalla pandemia e in cui la principale istituzione, la Regione Piemonte, ha sempre trascurato le condizioni delle migliaia di persone che operano nei nostri settori.  Almeno nelle giornate festive è giusto che anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio possano godere di una giornata di riposo con le loro famiglie

Sulla base delle norme contrattuali e di legge vigenti e per giurisprudenza consolidata, il personale può rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative nelle festività, senza incorrere in sanzioni. La UILTuCS resta a disposizione per i lavoratori che vogliono un supporto per comunicare al datore di lavoro questa scelta esercitando un proprio diritto.

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Leggiamo per l’ennesima volta polemiche sterili sulla ricerca del responsabile dell’ennesimo problema legato al servizio mense scolastiche della città di Alessandria, il mancato pagamento degli stipendi arretrati del personale del centro cottura di Artana Alimentare.

Vogliamo ribadire come questo atteggiamento, ormai trito e ritrito, non porti da nessuna parte. Vanno considerati responsabili tutti i soggetti che operano all’interno dell’appalto: il Comune di Alessandria, le aziende appaltatrici del servizio che hanno partecipato alla gara compreso Artana Alimentare.

Maura Settimo, Segretario UILTuCS Alessandria: “Il punto centrale, per quanto ci riguarda, è che da quando è iniziato il servizio mense in questione gli unici ad aver accusato e subito il contraccolpo di una gara al risparmio sono stati e sono ancora oggi i lavoratori e le lavoratrici.

Riteniamo quindi che questa querelle sia ridicola e offensiva nei confronti dei lavoratori e delle famiglie che pagano un servizio che per un motivo o per l’altro non è sempre stato all’altezza e non per cause conducibili alla professionalità dei dipendenti. Ora è tempo di fatti concreti e non di parole che ormai lasciano il tempo che trovano”.

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Con questo documento Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS intendono proporre alle controparti le linee  principali lungo cui procedere ad un aggiornamento delle condizioni contrattuali collettive nel settore del  terziario e della distribuzione commerciale, nonostante la situazione assolutamente peculiare che il nostro Paese e l'intero mondo stanno attraversando a causa dell'epidemia.

D'altra parte va detto che la pandemia in atto è intervenuta in un ciclo economico italiano caratterizzato già da una debole crescita cui le imprese hanno reagito modificando i propri assetti organizzativi, ricorrendo a  molteplici forme di terziarizzazione ed esternalizzazione dell'attività, che si aggiungono alla condizione dei  servizi in appalto. Essa ha per altro accelerato ulteriormente processi già in atto e altamente pervasivi,  come la crescita dell'e-commerce, che ormai coinvolge anche il settore alimentare, la crisi di alcune  formule commerciali e il rilancio di altre, come nel caso del commercio alimentare di vicinato. Tali processi  non hanno per altro influito positivamente sulle condizioni di vita e di lavoro: si è diffuso un lavoro  "povero", privo di reali prospettive di crescita personale anche, ma non solo, sul piano del reddito.

E' in questo problematico contesto e dalle sue complesse evoluzioni che nasce l'esigenza di procedere ad  un rinnovo contrattuale non tradizionale. Un negoziato con un approccio meno tematico e più  interdipendente degli argomenti contrattuali. Un percorso in cui affrontare tutti i temi complessivamente  riportati nel presente documento e su cui le parti sindacali potranno dettagliare e implementare le istanze  nel rapporto con le delegate, i delegati nonché con le lavoratrici ed i lavoratori.

Un primo gruppo di argomenti che riteniamo opportuno affrontare è legato ai temi richiamati in premessa  proprio in virtù dell'impatto che hanno avuto sull'evoluzione organizzativa del settore.

Sempre nell'ambito degli impatti che l'evoluzione organizzativa vissuta almeno negli ultimi 20 anni ha  determinato sulla classificazione del personale, riteniamo oggi necessario procedere ad una sua  attualizzazione e semplificazione.

Inoltre, proprio l'evoluzione organizzativa imposta dall'emergenza sanitaria, palesatasi con la crescita delle  vendite on line e con il cosiddetto "lavoro agile" o "smart working", evidenzia la necessità di aggiornare le  norme contrattuali in materia di flessibilità organizzativa e di telelavoro. Da ciò deriva altresì, secondo noi,  la necessità di aggiornare le norme sulle agibilità sindacali e le aree su cui può intervenire la contrattazione  di secondo livello in particolare per quanto attiene l'organizzazione del lavoro.

In tale ambito si evidenzia ancora la necessità di favorire un riequilibrio nella condizione di vita e di lavoro a  partire dalla genitorialità come condizione condivisa. Permessi e congedi rappresentano uno dei supporti  alla conciliazione anche attraverso forme di incentivazione dell'utilizzo da parte dei padri e con aumenti  della paternità obbligatoria.

Per quanto attiene più in generale il mercato del lavoro e le tipologie d'impiego, emerge la necessità di  definire norme tese a favorire la stabilità dei rapporti lavorativi anche in caso di attività affidate a terzi, nonché per contrastare la crescente diffusione, anche nel settore del terziario distributivo, di forme  contrattuali che non consentono l'acquisizione di un reddito sufficiente, che colpisce particolarmente le  donne, i giovani e i lavoratori migranti. A tale riguardo sottolineiamo che l'obiettivo di ridurre la  penalizzazione a carico di donne, giovani e migranti per quello che attiene le prestazioni di lavoro disagiate e una più equa distribuzione dei carichi di lavoro non è stato raggiunto. Ciò ci induce a porre il problema  anche di una complessiva rivisitazione delle maggiorazioni connesse al lavoro disagiato (domenicale,  festivo e notturno), nonché del lavoro supplementare.

Dalla circostanza innegabile della prevalenza in questo settore dell'occupazione femminile e la diffusa  presenza di lavoratori stranieri, deriva anche la necessità di approfondire le modalità previste nell'Accordo  Interconfederale del 30 gennaio 2020 per prevenire e contrastare comportamenti discriminatori basati  sulle diversità di nazionalità, sesso, età, disabilità, opinioni politiche e in particolare violenze o molestie di  genere. Inoltre, riterremmo opportuno stabilire tutele specifiche per le lavoratrici inserite nei percorsi di  protezione relativi alle violenze di genere, recependo e valorizzando le novità legislative intervenute negli  ultimi anni.

L'alta presenza femminile deve sensibilizzare le parti a porre il tema della persistenza del divario di genere che va affrontato attraverso un'azione di rafforzamento dei percorsi di lavoro e un'azione volta allo  sviluppo diffuso di una cultura organizzativa che non ostacoli l'accesso a posti apicali. Informazione e  formazione possono essere leve di supporto in tale direzione oltre a interventi specifici della bilateralità, che possono essere individuati a sostegno della parità di genere.

Nell'ambito del contesto delineato assumono ancora rilevanza le tematiche che attengono alla sicurezza  nei luoghi di lavoro e alla formazione e riqualificazione professionale per rafforzare il diritto individuale  alla formazione permanente con la priorità da assegnare al superamento del divario delle competenze a partire da quelle digitali. Per quanto attiene il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, partendo  dalle buone pratiche e dalle criticità emerse in questa difficile fase, le OO.SS. ritengono necessario  condividere l'obiettivo di dedicare al tema un apposito capitolo nella contrattazione nazionale che nelle  previsioni della l. 81/2008 sappia affrontare le specificità del settore con particolare attenzione alle funzioni  dei RLS e dei lavoratori fragili o con limitazioni. Riteniamo inoltre necessario accrescere le opportunità  offerte contrattualmente alle politiche attive del lavoro, ossia in primo luogo alla formazione e  riqualificazione professionali.

In merito alla previdenza e assistenza integrativa riteniamo che vadano approfondite la possibilità di  estendere ai familiari la partecipazione ai fondi contrattuali di assistenza sanitaria integrativa, nonché di  ampliarne la platea dei destinatari ai lavoratori con contratto a tempo determinato, e che vadano valutate  misure idonee ad ampliare la platea dei lavoratori iscrivibili al fondo di previdenza integrativa.

Ulteriore riflessione riteniamo debba trovare spazio nell'ambito delle materie di cui alla contrattazione  aziendale. Il tema dell'invecchiamento attivo dei lavoratori potrebbe essere affrontato agevolando processi  di turn-over, prevalentemente finalizzati all'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Potrebbero essere regolate in seno al CCNL le linee guida della cosiddetta staffetta generazionale, di cui alle relative  norme di legge, proprio al fine di favorire accordi aziendali.

Le OO.SS intendo approfondire altresì, nell'ambito delle relazioni sindacali di livello nazionale, il tema della  diffusione territoriale della presenza della distribuzione cooperativa. Nel valutare con attenzione la portata  e lo stato delle ristrutturazioni in atto a livello aziendale, risulta necessario approfondire il tema della  "riduzione della presenza diretta" della rete di vendita in parte del Paese con particolare riferimento al Mezzogiorno.

Infine, per quanto concerne il tema salariale, riteniamo necessario proseguire lungo la strada già tracciata  coi rinnovi dell'ultimo decennio che hanno determinato una dinamica retributiva in grado di garantire  sostanzialmente il potere d'acquisto delle retribuzioni contrattuali.

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Anche la regione Piemonte ha deciso con il decreto emanato ieri sera che i centri commerciali, esclusi i supermercati e negozi che vendono alimentari, resteranno chiusi nel weekend.
Sabato e domenica senza gallerie commerciali aperte al pubblico, a soli pochi mesi dal lockdown totale che ha penalizzato enormemente il settore del commercio, significano preoccupazioni crescenti per tutti gli addetti alle vendite.

A preoccupare maggiormente è la tenuta occupazionale dei dipendenti fissi e soprattutto part time, lavoratori con contratti di poche ore che vengono arruolati prevalentemente nelle giornate di maggior afflusso e incassi: proprio il sabato e la domenica.

Oggi il personale che anima i negozi dei centri commerciali e degli outlet ha paura, teme che sarà inevitabile per le aziende ricorrere ancora alla cassintegrazione con tutti i problemi conseguenti, in primis abbattimento degli stipendi e ritardi nell'erogazione legati a questa misura a sostegno del reddito.

Inoltre non dobbiamo dimenticare l'indotto: a subire le conseguenze di questo lockdown parziale durante i weekend, giorni di maggiore incasso, saranno anche addetti alle pulizie dei negozi, le guardie giurate, ecc...

Maura Settimo, Uiltucs Alessandria: "Siamo di fronte a un cambiamento unico nella storia, il periodo più difficile sia per la pandemia che per l'economia non è ancora passato, dobbiamo far fronte a decisioni difficili ma non dobbiamo dimenticare la tutela dei posti di lavoro e del reddito dei lavoratori. A questi provvedimenti devono andare di pari passo misure concrete di salvaguardia del lavoro. La pandemia non può essere motivo della riduzione e del taglio dell'orario e dei compensi del personale".

Già diverse catene internazionali avevano deciso, a seguito dell'obbligatoria chiusura dei punti vendita, di rivedere la rete di vendita potenziando gli acquisti online in favore dei punti vendita fisici. Al sindacato, ora più che mai, spetta trovare il giusto equilibrio, avendo sempre come priorità la garanzia del lavoro."

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C'è un settore che occupa oltre 600.000 lavoratori su territorio nazionale e che ad oggi vanta il triste primato di una paga base tra le più basse del panorama del mondo del lavoro. Questo settore è quello delle pulizie e multiservizi, e proprio negli ultimi e difficilissimi mesi di pandemia e lockdown è stato riscoperto da tutti come essenziale e indispensabile per garantire la salute e la sicurezza sui posti di lavoro. Questi addetti lavorano non solo nelle corsie degli ospedali, nella sanificazione delle sale operatorie, ma anche nelle aziende pubbliche e private per il mantenimento di un ambiente pulito e salubre per tutti i lavoratori.

Il 7 ottobre scorso un numero elevatissimo di delegate e delegati di questo comparto, ben 1500, si sono confrontati online durante una grande riunione sindacale per avviare una mobilitazione nazionale che mercoledì 21 ottobre farà tappa anche ad Alessandria contemporaneamente ad altre città italiane compresa Roma.

E' previsto, salvo modifiche legate al nuovo decreto, un presidio davanti alla Prefettura per le 10 di mercoledì 21 e a seguire i sindacati di categoria Filcams, Fisascat, Uil Trasporti e Uiltucs hanno chiesto un incontro in Prefettura per esporre la problematica di un intero comprato produttivo in attesa di un rinnovo contrattuale, di un adeguato riconoscimento della professionalità acquisita e di un aumento contrattuale urgente più che mai in questo periodo.

"Anche nei giorni di maggiore paura e confusione dovuta alla pandemia arrivata così improvvisamente, io e i miei colleghi non ci siamo mai tirati indietro per garantire un ambiente sanificato e sicuro, nonostante avessimo paura del contagio e il materiale a disposizione non è stato da subito adeguato". Così parla Nando, da 15 anni addetto alle pulizie in una delle maggiori aziende gommaplastica della provincia e delegato UIL.

"L'ospedale, fino a quel momento il mio consueto luogo di lavoro, nell'arco di pochi giorni si è riempito di nuovi e gravi pazienti affetti da sintomi Coronavirus e noi abbiamo dovuto rimboccarci le maniche, mettere da parte la paura e continuare a prestare servizio, per tutto il turno e oltre, indossando nuove ingombranti protezioni che rendevano il lavoro più faticoso, nella consapevolezza che fosse la cosa giusta e indispensabile da fare". Questo il ricordo del terribile marzo raccontato da Daniela, addetta pulizie all'ospedale civile di Alessandria e delegata Filcams CGIL.

Infine Domenica, delegata Fisascat CISL, ricorda come da sette anni e mezzo il contratto sia fermo: "Non vogliamo più essere invisibili, ma rivalutati per il lavoro che svolgiamo, in tutte le condizioni possibili, come ampiamente dimostrato".

Per i sindacati l'atteggiamento tenuto dalle parti datoriali non è più sostenibile, basta al rinvio dei tavoli di incontro già calendarizzati.
Serve ora coerenza e un cambio di passo che porti, nel più breve tempo possibile, a risultati concreti. Chiediamo un significativo aumento salariale, un rafforzamento delle tutele normative in situazioni di cambio di appalto oltre all' ampliamento delle misure in ambito salute e sicurezza. Solo il rinnovo del contratto nazionale sarà il dovuto riconoscimento della professionalità e dedizione dimostrata dai lavoratori del settore che non si sono fermati nemmeno nelle fasi più critiche e concitate del lockdown.

Filcams CGIL – Fisascat CISL – UilTucs UIL – UIL Trasporti Alessandria

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A partire da lunedì 7 settembre fino al 31 dicembre 2020 i lavoratori impiegati nel terziario e nel turismo, settori particolarmente colpiti dall'emergenza Covid–19, possono richiedere un sostegno economico.

L'importo del bonus per i lavoratori è di 300 euro una tantum.

La UILTUCS di Alessandria è a disposizione di tutti gli iscritti al numero fisso 0131/287737 per la compilazione, la verifica e la spedizione delle domande.

Chi può richiedere il contributo economico EMERGENZA COVID – 19?

Possono compilare e inoltrare la domanda di richiesta bonus i lavoratori dei settori citati (le cui aziende applicano i contratti sottoscritti da UILTUCS - FILCAMS e FISASCAT con Confcommercio, Federalberghi, Faia e Fipe) che hanno accusato gravi conseguenze a seguito dell'emergenza sanitaria e che hanno usufruito di Assegno ordinario riconosciuto dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS), della CIGO o CIG in Deroga connesse all'emergenza Covid -19 (periodo 23 febbraio – 31 dicembre 2020), di aver avuto esigenze di conciliazione vita privata-lavoro con richiesta di congedi parentali/sostegno alla genitorialità.

Richiedere il bonus è molto semplice, basta allegare alla comunicazione:

1) copia del documento d'identità in corso di validità

2) busta paga risalente al periodo di cassintegrazione/FIS

3) compilare la domanda in allegato, scegliendo solo il modulo del settore di riferimento (Turismo o Commercio) inviando tutto ai recapiti dell'ente bilaterale di Alessandria con queste modalità:

-        via fax al numero unico degli Enti Bilaterali 0131 41387

-        via PEC all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per i lavoratori dei turismo (La pec del mittente dovrà essere corrispondente al nome del richiedente altrimenti l'invio deve avvenire tramite le organizzazioni sindacali di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTucs-Uil che invieranno la PEC per conto del richiedente) o via PEC all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per i lavoratori del commercio

-         Via e-mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (La mail del mittente dovrà essere corrispondente al nome del richiedente).

L'oggetto della mail deve essere: Richiesta contributi straordinari per emergenza COVID -19 - LAVORATORI

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