Feste Natalizie amare per le dipendenti delle Terme di Acqui: un licenziamento in tronco, senza preavviso, inviato con una raccomandata e firmato dal Procuratore Speciale dott. Riccardo Gallo che conosciamo ufficialmente oggi in una circostanza così grave e che colpisce il cuore della comunità acquese.
Da tempo seguiamo una trattativa tra il Comune e Alessandro Patter sul futuro delle Terme, la diatriba sulle concessioni delle acque e la proposta, rifiutata, di traghettare il passaggio dei lavoratori nel percorso alla una nuova "gestione delle acque". Salvaguardare il lavoro e la professionalità sarebbe stato un atto dovuto nei confronti di dipendenti che hanno dato la propria vita lavorativa in questa importante azienda.
Si è deciso, invece, di percorrere la strada più semplice: licenziare i dipendenti. Come UILTUCS abbiamo già intrapreso un colloquio, al momento informale, con l'Amministrazione Comunale e chiederemo un incontro urgente congiunto chiedendo anche il coinvolgimento del Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha già dimostrato, una particolare attenzione in merito alla vicenda. Chiederemo un intervento straordinario di tutti i rappresentanti della politica locale che hanno a cuore le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie. L'intera Provincia di Alessandria è colpita. Oggi le dipendenti sono particolarmente amareggiate e si sentono abbandonate da un'Azienda che da sempre ha considerato la loro professionalità e anzianità di servizio come un peso economico e mai un valore aggiunto.
Oggi la Società ha voluto concludere la "gestione" delle Terme coerentemente con il poco rispetto che ha caratterizzato questi anni di menagement che hanno portato alla demolizione di un patrimonio di inestimabile valore. Ora le domande sono molte: ci chiediamo infatti, perché non si sia accettata la proroga? Perché non si siano messi in sicurezza i lavoratori? Perché si scelta la strada dei licenziamenti. Perché le Organizzazioni Sindacali non sono state convocate? Tutte domande che meritano una risposta immediata da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda che vede le lavoratatrici e i lavoratori tormentati da anni. Nel frattempo abbiamo attivato il nostro ufficio legale per la tutela dei dipendenti oltre a mettere in campo ogni azione che possa riportare l'attenzione sulla vicenda. Non escludiamo, infatti, picchetti o manifestazioni sul territorio.
Maura Settimo, Segreteria UILTUCS ALESSANDRIA
FINALMENTE SI RIAPRE!
Apprendiamo con immenso piacere la decisione di Terme di Acqui di aprire il prossimo 15 maggio. Crediamo che tutto il lavoro messo in atto in questi ultimi mesi, partito già dallo scorso anno, e l'azione congiunta con il Comune di Acqui Terme e la Regione Piemonte abbia portando a questi ottimi risultati.
Maura Settimo, Segretaria generale UILTUCS Alessandria: “Le risorse destinate al Termalismo e la valorizzazione del settore sono la strada che porterà il giusto riconoscimento al nostro territorio. Sicuramente si sta andando verso la giusta strada. Investire nel settore è una scelta lungimirante che avrà ripercussioni positive non solo per la città. Ora come UILTuCS non possiamo che essere felici per il risultato che salvaguarda in primis i dipendenti, tutti gli stagionali delle Terme come anche tutte le lavoratrici e i lavoratori dell'indotto. Crediamo si debba portare avanti l'ottimo lavoro iniziato con l'Amministrazione Comunale che ha dimostrato particolare sensibilità rispetto alle nostre istanze.
Personalmente sarà un piacere, in occasione del 1° Maggio che in provincia quest’anno verrà ospitato da Acqui, portare a nome di tutti la soddisfazione per questo grande risultato che è importante per tutta la Provincia. Il 1° Maggio sarà un momento di vera festa del lavoro e di rinascita della città. Per il futuro il percorso fin qui seguito dovrà essere un esempio da perseguire”.
ACCORDO RAGGIUNTO.
Dopo 3 giorni incessanti di trattative serrate tra la tarda giornata di ieri e il primo pomeriggio odierno si è raggiunto un accorto con TERME DI ACQUI spa confermando in primis l’avvio delle attività termali già a partire dalla stagione in corso.
Il lavoro incessante di questi giorni che ha visto coinvolti le organizzazioni sindacali Filcams Cgil , Fisascat Cisl e Uiltucs Uil , l’Assessore regionale Chiorino e i funzionari della Regione Piemonte, Confindustria e la Società Terme Spa, ha permesso di scongiurare la precarizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori per le prossime due stagioni e allo stesso tempo prevede un sostegno economico per i dipendenti del Grand Hotel che purtroppo, come più volte dichiarato, non riaprirà.
Abbiamo davanti a noi due anni intensi che vedranno l’apertura di un tavolo tecnico permanente per sollecitare e monitorare le iniziative regionali messe in campo direttamente dall’Assessore al Lavoro che dallo stesso Presidente Cirio.
Come Organizzazioni Sindacali siamo convinti che la tenacia, le proposte e la resistenza messa in campo in questi mesi di difficile confronto, siano stati fondamentali per la buona riuscita della trattativa. Mai abbiamo pensato di abbandonare il tavolo di incontro e mai abbiamo perso la speranza di non riuscire ad arrivare ad un esito positivo.
Il riavvio delle attività consente di mettere la prima pietra a garanzia di continuità e di rilancio di un importante e strategico settore per la città di Acqui, per l’intera Provincia e per la nostra Regione Piemonte.
Lunedì alle ore 9.30 è indetta l’assemblea dei lavoratori che si terrà ad Acqui.
UILTUCS UIL - Maura Settimo
Filcams CGIL – Stefano Isgrò
Fisascat Cisl – Tonio Anselmo
SI è svolto oggi il secondo incontro con Terme di Acqui spa in sede regionale.
Grazie alle proposte messe in campo dalla stessa Regione ed esposte dall’Assessore Chiorino, è evidente che l’Azienda ha la possibilità di un piano di rilancio sia delle attività medico-curative che turistiche attraverso un sostegno attivo finalizzato alla piena ripresa del comparto. In questo scenario come Organizzazioni Sindacali abbiamo ribadito che è fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro traghettando l’Azienda ed i lavoratori in quello che è stato da tutte le parti definito un periodo ponte. Si vorrebbe arrivare ad attività continuative nel tempo che possano garantire il lavoro per tutto l'anno.
La proposta sindacale pertanto è quella di avviare immediatamente le attività, l’apertura di ammortizzatori sociali ad hoc per arrivare al 2023 che dovrebbe essere l’anno zero per il pieno rilancio.
Purtroppo l’Azienda ribadisce la chiusura definitiva del Grand Hotel Terme: per quanto riguarda gli 11 lavoratori la richiesta di FILCAMS FISASCAT e UILTuCS è stata quella di garantire loro un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga e la possibilità di rimpiego in attività aziendali attraverso la formazione e un diritto di precedenza ampliato in caso di nuove assunzioni. Inoltre auspichiamo la riapertura della piscina estiva che potrebbe riassorbire già parte dei lavoratori.
Ora si attendono le risposte aziendali al prossimo incontro fissato per il giorno 26 maggio alle ore 14.
Siamo fiduciosi perché la combinazione delle proposte al tavolo sono indirizzate alla salvaguardia dei lavoratori, dell’Azienda e dell’intero indotto.
Si è conclusa di fatto oggi la prima fase della consultazione in sede sindacale riguardante il licenziamento collettivo dei 25 lavoratrici e lavoratori di Terme di Acqui spa.
Come FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS abbiamo lavorato nei giorni scorsi per addivenire ad una proposta di contenuti, concreta e dettagliata che, se messa in atto, vedrebbe un abbattimento dei costi che va ben oltre quelli derivanti dalla trasformazione dei contratti dei dipendenti.
Nel dettaglio: a fronte di un periodo di lavoro di complessivi 7 mesi su 12 si sono portati dati relativi ad un abbattimento e ridistribuzione delle ore di lavoro ben oltre il 40%. Questo è possibile mediante l’utilizzo della banca ore, l’orario multiperiodale e strumenti di flessibilità utili per coprire i picchi di lavoro e i momenti di chiusura. I dati a nostra disposizione hanno consentito di fare una valutazione del numero delle ore lavorabili e delle attuali esigenze aziendali. Inoltre è per noi fondamentale mettere in atto un percorso di formazione per i dipendenti che potrebbero essere interscambiabili in talune mansioni garantendo così il lavoro per tutti. Le forme contrattuali proposte, affiancate dall’utilizzo di un ammortizzatore sociale (il Fondo di Integrazione Salariale) per traghettare il periodo di emergenza, sono risultati efficaci in diversi contesti superando i periodi di crisi, sia a livello locale che nazionale.
La proposta non è stata accolta positivamente dell’Azienda che ha nei fatti sminuito il piano sindacale e, in oltre 2 ore di trattativa, non è mai entrata nel merito dei punti da noi individuati, rimanendo di fatto fermi sulla sola e unica posizione: la chiusura. Si sono resi vani tutti i tentativi di trovare una soluzione condivisa.
E’ lo stesso Alessandro Pater, infatti, che ha dichiarato più volte che risulta più conveniente “chiudere che aprire.” A questo punto indipendentemente da ogni proposta alternativa. Mai, nell’arco della trattativa, l’Azienda ha accennato a piani di prospettiva, investimenti per il rilancio a medio termine.
A fronte di un numero di dipendenti che varia da 25 a 40/45 nei periodo di maggior lavoro, l’utilizzo della flessibilità è evidentemente la SOLUZIONE e se questo non è stato compreso dalla proprietà, dagli avvocati e dalla stessa Confindustria riteniamo che ci sia o una mancanza di volontà di proseguire nella attività (e quindi una chiusura definitiva) o una mancanza di strumenti tecnici che consentono di valorizzare quanto abbiamo esposto.
La stessa Confindustria ha infine dichiarato che la discussione riprenderà al tavolo della Regione Piemonte, di fatto chiudendo ogni altra possibilità di incontro a livello locale.
Noi auspichiamo ancora un cambio di rotta che possa portare ad una soluzione nei prossimi incontri.
Stefano Isgrò, Tonio Anselmo, Maura Settimo
Segreterie Generali
FILCAMS - FISASCAT - UILTUCS
Si è svolto oggi alle 15 nella sede di Confindustria Alessandria il primo incontro sindacale nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo di TERME DI ACQUI SPA. Presenti all’incontro il Dott. Alessandro Pater, proprietà, il Dott. Crudeli di Federterme, l’avvocato Salvaneschi, il Dott, Quirico di Confindustria Alessandria, la Dott.ssa Catani responsabile del personale delle terme e le parti sociali.
Le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto unitariamente il ritiro della procedura e la riapertura delle attività che, secondo il primo piano aziendale presentato a fine anno 2021, sarebbe dovuta avvenire il 25 aprile 2022. L'azienda al momento resta ferma sulla sua posizione ma ha comunque accettato di ascoltare la proposta sindacale che verrà illustrata in maniera articolata nel prossimo incontro che si terrà presumibilmente tra 7/10 giorni.
Dichiarazione di Filcams, Fiscat e UILTUCS Alessandria: “L’obiettivo delle OO.SS è di rendere l'apertura una realtà. Riavviare le attività è per noi fondamentale perchè una chiusura sarebbe inaccettabile per un’intera città ed in primis per le 25 famiglie che rimarrebbero senza un lavoro”
Dopo aver letto dichiarazioni di apertura al dialogo, di investimenti e smentite sulla chiusura, è arrivata oggi l’apertura ufficiale del licenziamento collettivo per i 25 dipendenti delle Terme di Acqui spa.
Il piano industriale che porta alla chiusura di tutte le attività (Grand Hotel e Terme) è stato ufficialmente avviato. Crediamo che tale dichiarazione valga molto di più di mille altre parole.
I fatti parlano di chiusura totale di tutti gli stabilimenti termali di Acqui con il licenziamento di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore.
Le Organizzazioni Sindacali unitariamente chiederanno l’avvio immediato della fase di consultazione.
E' in programma lunedì prossimo 21 marzo alle ore 15.30, in Piazza Italia 1 davanti al Grand Hotel Terme, un’assemblea aperta a tutti i lavoratori e le lavoratrici e alle istituzioni e i cittadini che vorranno partecipare al fine di valutare il percorso che i dipendenti, le OOSS e la città faranno insieme per porre fine a questo massacro.
Alessandria, 15 marzo 2022
Con una nota di poche righe la Prefettura di Alessandria ha annullato l’incontro previsto per domani tra le Organizzazioni Sindacali e Terme di Acqui spa: la Società ha infatti manifestato la propria indisponibilità all’incontro.
Un fatto a nostro avviso gravissimo: l’Azienda, ancora una volta, si sottrae al confronto costruttivo e addirittura non risponde positivamente ad un tavolo di mediazione presso una delle massime istituzioni territoriali. E’ chiaramente un segnale che non prospetta nulla di positivo.
Lo scontro sarà a questo punto aperto e prevediamo l’inevitabile apertura di una stagione calda dal punto di vista delle manifestazioni e blocchi sia per le attività aziendali che per la città di Acqui Terme e la stessa Alessandria. Non escludiamo nulla, neanche un presidio a Genova alla sede della società della famiglia Pater.
Le lavoratrici e i lavoratori sono compatti e sicuramente non si faranno intimorire dalle non risposte della società. Dopo gli eventi drammatici della scorsa settimana non è possibile accettare quanto sta accadendo. La UILTuCS da oltre un anno sta portando avanti una campagna di sicurezza sul lavoro… e la sicurezza è vista su diversi fronti: il lavoro non deve uccidere.
Davanti a questo cinismo imprenditoriale e alle responsabilità politiche che in questa vicenda sono tantissime, non possiamo rimanere fermi ad aspettare…
Seguiranno aggiornamenti sulle prossime manifestazioni di piazza.
UILTUCS Alessandria
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