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Giovedì, 15 Luglio 2021 12:07

Stato di agitazione alla I.B.L. di Coniolo

Le organizzazioni sindacali FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL comunicano che le lavoratrici ed i lavoratori dell’I.B.L. di Coniolo sono in stato di agitazione e che valuteranno le forme di lotta più opportune alla situazione.

La ditta I.B.L. di Coniolo, che pure ha attraversato momenti di difficoltà piuttosto complicati, vive oggi un momento sicuramente favorevole: gli ordini non mancano, la produzione è considerevolmente aumentata e si fa ricorso a nuove assunzioni attraverso le agenzie di lavoro interinale piuttosto che assunzioni  a termine. Tutto questo dimostra che la crisi è passata e che il solo punto critico è legato alla fornitura della materia prima che spesso non riesce a soddisfare la richieste del mercato.

La crisi che abbiamo lasciato alle spalle è stata superata anche e soprattutto grazie al lavoro delle operaie, degli operai  e di tutte le maestranze che, durante la fase dura della pandemia, hanno vissuto periodi di cassa integrazione Covid 19 che ne ha ridotto anche pesantemente le retribuzioni reali.

Sappiamo che anche l’Azienda ha subìto perdite, non è nostra intenzione negarlo, ma sappiamo che da oltre un anno queste perdite si sono notevolmente ridotte e la tendenza si è completamente invertita.

Le lavoratrici ed i lavoratori dell’I.B.L. che hanno dovuto subire la Cassa Integrazione per il Covid 19, non hanno più ricevuto alcun compenso che incentivi la produttività (premio di produzione) e tutto questo ha notevolmente ridotto la capacità del potere d’acquisto dei loro salari in una zona, quella del casalese, già notevolmente colpita dagli effetti della crisi e dalle chiusure di importanti siti produttivi.

Abbiamo chiesto all’azienda di aprire una trattativa per l’istituzione di un premio di produzione che possa restituire alle lavoratrici ed ai lavoratori, almeno in parte, lo sforzo che hanno fatto in favore dell’azienda ma l’I.B.L. non ci vuole sentire.

Ci è stato risposto che non è intenzione dell’I.B.L. discutere e tanto meno distribuire qualsiasi forma di incentivo se non pochi euro solo a coloro che l’azienda ritiene meritevoli, senza confronto, senza contraddittorio, senza logica, per dirla con una parola un po’ forte ma che rende perfettamente l’dea: solo ai ruffiani.

L’atteggiamento dell’I.B.L. non ci piace e lo riteniamo sbagliato, per l’interesse dell’azienda stessa, dei lavoratori e di tutto il tessuto economico casalese.

Ecco perché nelle prossime settimane inizierà un periodo di agitazione che, ci auguriamo, porti l’azienda a sedersi ad un tavolo di trattativa e alla soluzione di un problema che danneggia solo le lavoratrici ed i lavoratori.

Alessandria 15 luglio 2021

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL Alessandria

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 Accordo raggiunto tra Buzzi Unicem, i sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e le Rsu degli stabilimenti di Greve in Chianti e di Arquata Scrivia, dopo che 4 mesi fa era stata annunciata la cessazione delle attività. 
 
“Pur con l’amarezza di vedere chiusi due stabilimenti, l’intesa prevede l’adozione di numerose soluzioni a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori” spiegano i segretari nazionali Fabrizio Pascucci, Salvatore Federico, Tatiana Fazi.
 
In particolare “vengono messe a disposizione oltre 100 posizioni lavorative presso altre unità operative del Gruppo ed una serie di soluzioni per accompagnare lavoratrici e lavoratori fuori dagli stabilimenti che verranno chiusi” spiegano i sindacati. 
Si va dalle “misure di sostegno per chi vorrà trasferirsi negli altri stabilimenti all’accompagnamento verso la pensione per chi è vicino all’età pensionabile alla messa a disposizione di una “dote” di 14 mila euro per le imprese del territorio disposte ad assumere lavoratori dei due stabilimenti.”
Infine, per i dipendenti non interessati alla ricollocazione, l’accordo prevede ancora due soluzioni, la prima è la “messa a disposizione da parte di Buzzi Unicem di risorse per la mappature delle competenze e la riqualificazione professionale, con l’impegno all’attivazione di tutti gli strumenti pubblici previsti dalle Regioni Piemonte e Toscana” la seconda è “un incentivo all’esodo pari a 50 mila euro.”
Si tratta di “misure significative, che scongiurano il rischio di licenziamenti tout court e favoriscono invece la prosecuzione del percorso professionale dei lavoratori, in sinergia con il territorio” spiegano Feneal Filca Fillea cambiando le prospettive per i dipendenti dei due stabilimenti, i quali fino a pochi giorni fa avevano di fronte a sé un unico ed irrevocabile destino, il licenziamento per l’irrevocabile chiusura dei siti.” Le lotte dei lavoratori e la determinazione del sindacato hanno evitato che ciò accadesse.” concludono Pascucci, Federico e Fazi.
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Ancora un incidente sul lavoro, ancora un incidente mortale, gravissimo e con diversi feriti, ancora un  incidente in edilizia. 

Questa mattina nel cantiere per la costruzione di un nuovo insediamento industriale di Amazon, alle porte  di Alessandria, si è verificato l’ennesimo incidente con conseguenze gravissime. 

Al di là della dinamica, che sarà oggetto di valutazione degli organi competenti che valuteranno effetti e  responsabilità dell’accaduto, non possiamo non vedere che nel mondo del lavoro ed in particolare in edilizia  la strage continua. 

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL della provincia di Alessandria non possono più sopportare questo  stillicidio continuo fatto di infortuni sul lavoro che provocano feriti, invalidi e sempre più spesso morti. 

E’ necessario ed urgentissimo un intervento delle istituzioni perché nei cantieri vengano rispettate in modo  perentorio le norme di sicurezza che esistono e che potrebbero salvare moltissime vite: vigilanza e  repressione quando si accerti la inosservanza delle norme. 

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL della provincia di Alessandria come prima, ed ancora insufficiente  risposta, proclamano 4 ore di sciopero per la mattina di lunedì 3 maggio nel cantiere teatro dell’ennesima  tragedia, contemporaneamente sarà nostra cura chiedere un incontro urgentissimo all’autorità prefettizia  per la verifica delle misure che si intende adottare. 

Non è più procrastinabile l'introduzione del reato di OMICIDIO SUL LAVORO non è ammissibile che chi esce  al mattino per recarsi al lavoro non torni alla propria casa ed ai propri cari. 

 

 

Alessandria lì 29 Aprile 2021 

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Il settore delle costruzioni non si arrende e torna a farsi sentire.

Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil consapevoli dell'importanza del comparto delle costruzioni per il rilancio del lavoro e dell'economia dell'intero Paese come ovviamente per l'occupazione hanno organizzato per il prossimo venerdì 15 novembre in 100 città italiane la mobilitazione Noi non ci fermiamo.

Ad Alessandria è previsto un nutrito presidio dei lavoratori del settore che si terrà davanti alla Prefettura di Alessandria dalle 10.30 alle 12 di venerdì 15 novembre.

L'obiettivo di Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil è concreto: riaprire i cantieri fermi e bloccati per il bene del Paese. Per evitare che l'Italia resti in una posizione di stallo, nonostante i primi timidi segnali di ripresa dopo un decennio buio, è fondamentale una politica industriale per la creazione di lavoro che deve passare per infrastrutture e messa in sicurezza del territorio. Questo farebbe avanzare il Paese, dando posti di lavoro stabili.

Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno lavorato ad una piattaforma completa da presentare al Governo contenente un piano di proposte concrete incentrata sul rilancio dei settori costruzioni e materiali.

Negli ultimi 10 anni abbiamo infatti assistito alla perdita di 800 mila posti di lavoro e la scomparsa di 120 mila aziende prevalentemente artigiane e di piccole dimensioni, ma ad icassare la crisi sono state anche le imprese grandi e le cooperative. L'Italia ha bisogno di un piano straordinario di messa in sicurezza di strade, viadotti, rischio sismico e dissegno idrogeologico, come la cronaca ha ben testimoniato negli ultimi anni.

Le tre sigle unitariamente chiedono di essere convocate dal Governo e poter presentare così la piattaforma di rilancio e riqualificazione di un settore determinante per il bene del Paese, la sua credibilità e il tessuto sociale.

Le opere avviate meritano di essere completate, va costituito un fondo nazionale di garanzia creditizia che permetta di portare a termine il lavoro nei cantieri nel rispetto delle scadenze, investimenti sulla qualificazione delle stazioni appalatanti, revisione del codice appalti mantenendo alte le tutele per i lavoratori, rimodulare il sistema degli incentivi per edifici residenziali e industriali come ristrutturazioni, efficientamento energetico e inoltre promozione della qualificazione delle imprese, rafforzando il meccanismo del DURC nel rispetto del corretto costo della manodopera e dei contratti collettivi di categoria.

Tutte queste proposte sono concrete e proseguono il percorso già iniziato con la proposta legislativa Stesso lavoro, stesso contratto che punta su salute, sicurezza, formazione degli addetti ai lavori e contrasto del dumping contrattuale.

 

Feneal-UIL                Filca-CISL            Fille-CGIL

Paolo Tolu            Piero Tarizzo          Rocco Politi

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"Mai come in questo momento la difesa ed il rilancio del Paese dipendono dal settore delle costruzioni. Il nuovo governo dia seguito agli annunci e provveda a mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto, e conseguentemente alla competitività e alla produttività del Paese". Lo dichiarano i segretari generali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi, che annunciano una iniziativa unitaria a Roma il prossimo 21 ottobre, per lanciare una giornata di iniziative di sensibilizzazione e proposta.


"Le nostre richieste – proseguono – sono sensate e fattibili: innanzitutto è necessaria una vera politica industriale nei settori dell'edilizia e dei materiali, con il rilancio delle opere infrastrutturali a partire dai cantieri bloccati e la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, a partire dal Sud e dalle aree interne. Chiediamo una riforma previdenziale che tenga conto delle peculiarità delle occupazioni, tutelando chi è impegnato in lavori gravosi. Lotta serrata contro l'elusione contrattuale e il lavoro nero, con il rafforzamento del Durc, la diffusione della congruità, l'attuazione della Patente a punti e l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Indispensabili per noi sono inoltre una riforma fiscale in grado di ridurre le tasse a lavoratori e pensionati e una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. I dati del settore ci offrono uno scenario desolante: diminuiscono gli addetti, chiudono le aziende, crollano gli investimenti, aumenta la fuga dal contratto edile, sale l'età media dei lavoratori nei cantieri e si verifica una crescita sempre più drammatica degli infortuni, in particolare di quelli mortali.

Così non si può andare avanti – aggiungono – e per questo il 21 ottobre riuniremo i nostri direttivi nazionali per definire una giornata di iniziative e di sensibilizzazione e proposta, dopo lo sciopero generale del 15 marzo scorso. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro al Governo, ed in particolare ai ministeri delle Infrastrutture, del Lavoro e dello Sviluppo Economico, perchè solo dal confronto costruttivo con le forze sociali può davvero ripartire il settore, e quindi il Paese", concludono i segretari generali di Feneal, Filca, Fillea

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A varare il Fondo sanitario integrativo per i dipendenti edili, rivolto a circa 600mila operatori del settore, le Parti datoriali e i sindacati delle costruzioni

Sanedil è il nuovo strumento per le prestazioni sanitarie e sociosanitarie di circa 600mila lavoratori del settore edile.  Si sono, infatti,  concluse, il 9 luglio, le intese tra tutte le Parti Sociali più rappresentative dell'edilizia, firmatarie dei contratti collettivi nazionali: Ance, Alleanza delle Cooperative, Anaepa Confartigianato, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai Edilizia, Confapi Aniem, assieme ai Sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Obiettivo del nuovo strumento è quello di garantire prestazioni sanitarie e sociosanitarie omogenee a livello nazionale per i lavoratori dell'edilizia e per tutti coloro che intervengono nel suo processo produttivo. Si tratta di un ulteriore tassello che arricchisce e potenzia il welfare   e l'insieme  delle tutele dei lavoratori, già garantiti dal mondo della bilateralità edile.

Il Fondo si affianca ai pilastri già consolidati nel sistema degli enti paritetici del settore: previdenza complementare, regolarità del lavoro, formazione e sicurezza degli addetti.

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Per scongiurare l'approvazione di una legge pericolosa per il settore degli appalti pubblici e per i lavoratori, Cgil, Cisl e Uil con le categorie nazionali promuovono martedì 28 maggio alle ore 9.30 una manifestazione unitaria a Roma, in Piazza Montecitorio.

«Con il decreto Sblocca cantieri – dichiarano le tre Confederazioni – il Governo mira a stravolgere il Codice degli appalti pubblici e riconsegnare il sistema nelle mani delle consorterie dei comitati d´affari, in un Paese come l'Italia ad altissima possibilità di infiltrazione mafiosa. Un provvedimento che produrrà meno lavoro sicuro e garantito».

«Quella di martedì prossimo sarà una mobilitazione – aggiungono in conclusione Cgil, Cisl e Uil – contro la corruzione, l´illegalità, lo sfruttamento e per la qualità negli appalti pubblici, per la sicurezza sul lavoro, l'occupazione, gli investimenti e lo sviluppo».

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Venerdì, 15 Marzo 2019 10:57

Sciopero generale delle costruzioni oggi a Roma

Treni speciali, traghetti, aerei, 200 pullman porteranno venerdì 15 marzo migliaia di lavoratrici e lavoratori delle costruzioni in Piazza del Popolo a Roma, in occasione dello sciopero generale di tutti i comparti del settore (edilizia, cemento, lapidei, legno arredo, laterizi), mobilitati da oltre un mese con centinaia di assemblee, presidi, manifestazioni in tutti i territori. Sciopero che ha già prodotto un risultato, la convocazione dei sindacati da parte del Governo proprio domani, alle ore 13:30, con all'ordine del giorno lo "sblocca cantieri".

"Bene nel metodo un tavolo parti sociali-Governo su come sbloccare i cantieri" spiegano i segretari generali di Feneal Filca Fillea, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi "questo è un primo risultato delle mobilitazioni confederali e di categoria. Sul merito, come sindacato delle costruzioni, andremo al confronto con la piattaforma alla base dello sciopero generale unitario di domani, sciopero che a questo punto diventa ancora più importante per sostenere le proposte del mondo del lavoro, le quali più che rivendicare nuove regole, chiedono politiche industriali, investimenti, azioni di sistema finanziarie e sulla qualità dell'occupaione, per difendere il lavoro che c'è e crearne di nuovo, stabile, ben pagato e sicuro."
Tanti i messaggio di solidarietà pervenuti ai sindacati delle costruzioni di Cgil Cisl Uil, tra cui quelli delle federazioni mondiale ed europea (Bwi e Fetbb) e di numerosi paesi: Romania, Serbia, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Danimarca, Svezia, Argentina, Sud Corea, Russia, Ucraina, Australia, Myanmar.e tante le presenze in piazza, a partire dai segretari generali confederali e tanti segretari e rappresentanti delle altre categorie Cgil Cisl Uil.
La manifestazione avrà inizio alle 9:30. Si alterneranno dal palco le band Tammuri Girgenti e Nando Misuraca. Poi la parola passerà ad alcuni lavoratori provenienti da aziende dei cinque comparti in sciopero – edilizia, cemento, laterizi, lapidei, legno arredo – e a seguire, intorno alle ore 11:00 interverranno i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi. Al termine degli interventi di nuovo musica con i GOasis.

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Si moltiplicano proprio in questi giorni in tutte le regioni le iniziative dei sindacati delle costruzioni di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per far conoscere le ragioni dello sciopero generale proclamato per il prossimo 15 marzo, con manifestazione nazionale a Roma, in Piazza del Popolo a partire dalle ore 9:30.

Anche nell'alessandrino si terrà una grandissima assemblea dei lavoratori, a partecipare saranno sia operai che impiegati nel cantiere del Terzo Valico.
Venerdì 8 marzo dalle 13 alle 15 ad Arquata Scrivia verranno radunati in assemblea oltre 150 lavoratori. A presenziare all'assemblea, che si svolgerà al campo base di Arquata Scrivia, sarà il Segretario nazionale Feneal, Francesco Sannino.

I segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil da mesi hanno presentato una piattaforma contenente proposte concrete e fattibili per difendere il lavoro e per crearne di nuovo, per dare risposta agli oltre 600 mila lavoratori che hanno perso il posto di lavoro in questa crisi che dura da anni. Per queste ragioni il prossimo 15 marzo si svolgerà lo sciopero generale di tutte le lavoratrici e lavoratori dei settori delle costruzioni.

Paolo Tolu, Segretario Feneal Uil Alessandria: "L'obiettivo dello sciopero è concordare un tavolo con il Governo in modo da poter gettare le basi per rilanciare il settore delle costruzioni, in forte crisi ormai da 11 anni e determinante per la crescita del Paese, volano per l'economia e l'occupazione italiana".

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Soddisfazione dei sindacati delle costruzioni e dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil per il decreto interministeriale che introduce nuove disposizioni per tutelare la salute dei lavoratori impegnati nei cantieri stradali e autostradali.

"In questi ultimi anni si sono moltiplicate le tragedie sul lavoro che hanno visto il coinvolgimento di lavoratori che operano lungo strade ed autostrade, pubbliche e private, investiti da automobili e tir, per questo come sindacati delle costruzioni e dei trasporti abbiamo chiesto con forza un intervento del legislatore per rafforzare e le procedure già esistenti a protezione dei lavoratori. Con questo decreto, il cui testo recepisce integralmente quanto convenuto al tavolo tripartito attivato presso il Ministero del Lavoro, i cui lavori sono terminati da oltre un anno, sisono fatti importanti passi avanti in questa direzione" affermano FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti.

Il nuovo decreto, emanato lo scorso 13 febbraio dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sostituisce il precedente provvedimento emanato in materia, del 4 marzo 2013, individua le procedure per le fasi di apposizione e rimozione della segnaletica di cantiere, che costituiscono una condizione lavorativa ad alto rischio.

Tra le innovazioni introdotte "la formazione obbligatoria dei lavoratori in relazione alla tipologia di strada su cui sono chiamati ad operare e l'aumento delle ore di aggiornamento, l'utilizzo di tecnologie innovative per dotare i cantieri stradali di segnalazioni sempre più efficaci, il rafforzamento del ruolo dei Rappresentati della Sicurezza, Rls e Rlst". "Altro aspetto molto importante – proseguono i sindacati – è riferito ai criteri da adottare per la classificazione delle tratte stradali: per gli schemi segnaletici del cantiere stradale non verranno più prese in considerazione solo le caratteristiche tecniche – corsie, curve, larghezza della carreggiata, etc. – ma il volume di traffico e la frequenza di incidenti. Importante anche aver fissato procedure più stringenti per le lavorazioni da svolgere in condizioni di emergenza, come in caso di incidente, e con cantieri mobili, riparazione buche e sfalcio erba, che costituiscono condizioni particolarmente rischiose dal punto di vista del rischio lavorativo".

"Ai fini delle previste revisioni periodiche del decreto, e quindi di un ulteriore miglioramento, risulterà fondamentale l'impegno assunto dalla Commissione consultiva permanente, composta da ministeri competenti, soggetti istituzionali, parti sociali, di definire, entro 180 giorni dall'entrata in vigore del nuovo Decreto, i criteri e le modalità per la raccolta e l'analisi dei dati relativi agli infortuni correlati alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare, tenuto conto della competenza delle diverse istituzioni interessate" concludono i sindacati.

 

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