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Si è svolto lo scorso venerdì 20 maggio a Borgaro Torinese presso l’Hotel Atlantic Congress il 18° Congresso della FENEALUIL PIEMONTE, il Sindacato degli Edili della UIL.

VALORIZZARE IL LAVORO – RIQUALIFICARE IL FURURO è lo slogan di tutti i Congressi FENEALUIL.

Parte dallo slogan la relazione della Segreteria Regionale, iniziata con l’esposizione del Segretario Generale Giuseppe Manta e proseguita da tutta la Segreteria e Responsabili Provinciali.

Una relazione che ha esplorato tutto il sistema edile degli ultimi 4 anni, il periodo della grave crisi economica, l’avvento della pandemia con il lockdown produttivo sino ad arrivare al Superbonus 110%, Sistema Infrastrutture Italiano, il caro materiali da costruzione ed il loro difficile reperimento terminando con la preoccupazione del conflitto RussoUcraino.

Un sistema edile piemontese in ripresa con un aumento dell’ultimo anno sul 2019 pari a : +13,66% della massa salari certificata dalle Casse Edili, +12,11 del numero delle ore lavorate, +11,95% del numero lavoratori (attualmente i lavori regolarmente iscritti nelle Casse Edili è 32.128) ed il +6,42% del numero delle imprese edili attive.

Ad Alessandria la massa salari segna un +19,78 , +20,78% dei lavoratori attivi ed un +17,75% delle ore lavorate.

L’analisi si è addentrata anche nel problema pensionistico per i lavoratori dei cantieri, che spesso non hanno la contribuzione continuativa per la loro vita lavorativa rimarcando il fatto che il 36,32% dei lavoratori edili piemontesi supera i 55 anni di età (Alessandria 36,94%) e continuano a lavorare esposti alle intemperie climatiche e su ponteggi con oltre 10 metri di altezza con enormi problemi di sicurezza. La FenealUil Piemonte rimarca il fatto che serve un ricambio generazionale, che il lavoro edile è notevolmente mutato, oggi i lavoratori sono sempre più specializzati e lo sono diventati soprattutto attraverso la formazione fatta presso le Scuole Edili territoriali che si occupano anche di formare le nuove leve per diventare gruisti, addetti macchine movimento terra e tutte le nuove specializzazioni.

Inoltre il settore è sempre più multietnico, il 39,83% dei lavoratori sono stranieri (Alessandria 33,04 per 1.945 lavoratori).

Il Congresso si è svolto davanti ad una platea di 150 lavoratori lavoratori edili, RSU e parti datoriali, è continuato il dibattito con interventi del Sindaco di Borgaro Claudio Gambino, dell’Assessore Politiche del Lavoro di Torino Gianna Pentenero, del Direttore delle Costruzioni TELT Piergiuseppe Gilli, del Console Romeno Mihai Manolescu, della Vice Presidente Ance Piemonte Elena Lovera, del Presidente CNA Edilizia Piemonte Andrea Talaia, del Presidente Aniem Confapi Piemonte Marco Razzetti, del Responsabile Legacoop Piemonte Renzo Brussolo, del Segretario Generale Filca Cisl Piemonte Massimiliano Campana e del Segretario della Fillea Cgil Piemonte Massimo Cogliandro.

Al termine dei lavori Giuseppe Manta (in passato già Segretario della Feneal Uil Torino e anche della Feneal Uil Vercelli) è stato riconfermato alla guida della categoria piemontese, la Segreteria Regionale è composta anche dall’alessandrina Tiziana Del Bello e dal torinese Claudio Papa, Tesoriere è stata eletta l’astigiana Chiara Maffè.

I responsabili territoriali sono stati riconfermati, ad Alessandria - Paolo Tolu, Asti - Calogero Palumbo, BiellaVercelli – Davide Trombino, Cuneo - Salvatore Correnti, Novara - Edoardo Pace, Verbania - Luca Lepiani. Nel pomeriggio è intervenuto il Segretario Generale Uil Torino e Piemonte ed ha concluso i lavori il Segretario Generale Feneal Uil Nazionale, Vito Panzarella.

 

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Giovedì, 15 Luglio 2021 12:07

Stato di agitazione alla I.B.L. di Coniolo

Le organizzazioni sindacali FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL comunicano che le lavoratrici ed i lavoratori dell’I.B.L. di Coniolo sono in stato di agitazione e che valuteranno le forme di lotta più opportune alla situazione.

La ditta I.B.L. di Coniolo, che pure ha attraversato momenti di difficoltà piuttosto complicati, vive oggi un momento sicuramente favorevole: gli ordini non mancano, la produzione è considerevolmente aumentata e si fa ricorso a nuove assunzioni attraverso le agenzie di lavoro interinale piuttosto che assunzioni  a termine. Tutto questo dimostra che la crisi è passata e che il solo punto critico è legato alla fornitura della materia prima che spesso non riesce a soddisfare la richieste del mercato.

La crisi che abbiamo lasciato alle spalle è stata superata anche e soprattutto grazie al lavoro delle operaie, degli operai  e di tutte le maestranze che, durante la fase dura della pandemia, hanno vissuto periodi di cassa integrazione Covid 19 che ne ha ridotto anche pesantemente le retribuzioni reali.

Sappiamo che anche l’Azienda ha subìto perdite, non è nostra intenzione negarlo, ma sappiamo che da oltre un anno queste perdite si sono notevolmente ridotte e la tendenza si è completamente invertita.

Le lavoratrici ed i lavoratori dell’I.B.L. che hanno dovuto subire la Cassa Integrazione per il Covid 19, non hanno più ricevuto alcun compenso che incentivi la produttività (premio di produzione) e tutto questo ha notevolmente ridotto la capacità del potere d’acquisto dei loro salari in una zona, quella del casalese, già notevolmente colpita dagli effetti della crisi e dalle chiusure di importanti siti produttivi.

Abbiamo chiesto all’azienda di aprire una trattativa per l’istituzione di un premio di produzione che possa restituire alle lavoratrici ed ai lavoratori, almeno in parte, lo sforzo che hanno fatto in favore dell’azienda ma l’I.B.L. non ci vuole sentire.

Ci è stato risposto che non è intenzione dell’I.B.L. discutere e tanto meno distribuire qualsiasi forma di incentivo se non pochi euro solo a coloro che l’azienda ritiene meritevoli, senza confronto, senza contraddittorio, senza logica, per dirla con una parola un po’ forte ma che rende perfettamente l’dea: solo ai ruffiani.

L’atteggiamento dell’I.B.L. non ci piace e lo riteniamo sbagliato, per l’interesse dell’azienda stessa, dei lavoratori e di tutto il tessuto economico casalese.

Ecco perché nelle prossime settimane inizierà un periodo di agitazione che, ci auguriamo, porti l’azienda a sedersi ad un tavolo di trattativa e alla soluzione di un problema che danneggia solo le lavoratrici ed i lavoratori.

Alessandria 15 luglio 2021

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL Alessandria

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Mercoledì prossimo, il 26 maggio, anche ad Alessandria fa tappa la mobilitazione organizzata da Feneal, Filca e Fillea per sensibilizzare sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro #bastamortisullavoro.
L'appuntamento è alle 10 in Piazza della Libertà ad Alessandria, davanti alla Prefettura.
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Un nuovo gravissimo incidente sul lavoro ha funestato il Piemonte e la provincia di Alessandria, peraltro a pochi giorni dalla celebrazione del 1 maggio, festa dei lavoratori e delle lavoratrici.

Presso l'area  Retail Park di Alessandria, dove è in costruzione il nuovo polo Amazon, ieri è crollata una trave provocando la morte di un lavoratore edile ed il ferimento di altri 5 addetti che sono precipitati nel vuoto da un'altezza superiore a sei metri.

Le fredde analisi statistiche sugli incidenti sul lavoro continuano a testimoniarci che ogni giorno, in questo Paese, 3 persone si recano al lavoro con l'intenzione di assicurarsi una vita dignitosa per se e la propria famiglia, trovando invece la morte.

La scarsa cultura della sicurezza e la mancanza di una reale attenzione a preservare l’incolumità dei lavoratori durante lo svolgimento delle proprie mansioni generano le tragedie con le quali quasi quotidianamente dobbiamo fare i conti.

Di fronte a questa macabra roulette russa esiste da troppi anni un clima di assuefazione non più tollerabile.

Auspichiamo che gli organi competenti chiariscano velocemente cause e responsabilità per quanto avvenuto, punendo con severità eventuali negligenze.

La salute e la sicurezza non possono essere messe in secondo ordine! Deve essere fatto tutto il possibile per scongiurare qualsiasi rischio quando ci si trova al lavoro, e le committenti, in questo caso il colosso ”Amazon”, hanno il dovere di vigilare sui propri appalti affinché tutte le misure di prevenzione degli infortuni vengano applicate nei propri cantieri. 

Il profitto, non può e non deve essere più importante della salute e tantomeno della vita stessa.

Per queste motivazioni, dimostrando la nostra vicinanza alle famiglie dei lavoratori colpiti da questa tragedia, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti Alessandria dichiarano per il giorno 3 Maggio un’ora di sciopero a fine turno per tutto il comparto e-commerce (driver e  corrieri) della provincia di Alessandria, ed invitano tutti i lavoratori e le lavoratrici a partecipare al presidio che si terrà presso il cantiere dove si è verificato l’incidente dalle 10 alle 12 sempre lunedì 3 Maggio.

le Segreterie Provinciali di Alessandria

FILT- CGIL FIT-CISL UIL-UILT Alessandria

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Ancora un incidente sul lavoro, ancora un incidente mortale, gravissimo e con diversi feriti, ancora un  incidente in edilizia. 

Questa mattina nel cantiere per la costruzione di un nuovo insediamento industriale di Amazon, alle porte  di Alessandria, si è verificato l’ennesimo incidente con conseguenze gravissime. 

Al di là della dinamica, che sarà oggetto di valutazione degli organi competenti che valuteranno effetti e  responsabilità dell’accaduto, non possiamo non vedere che nel mondo del lavoro ed in particolare in edilizia  la strage continua. 

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL della provincia di Alessandria non possono più sopportare questo  stillicidio continuo fatto di infortuni sul lavoro che provocano feriti, invalidi e sempre più spesso morti. 

E’ necessario ed urgentissimo un intervento delle istituzioni perché nei cantieri vengano rispettate in modo  perentorio le norme di sicurezza che esistono e che potrebbero salvare moltissime vite: vigilanza e  repressione quando si accerti la inosservanza delle norme. 

FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL della provincia di Alessandria come prima, ed ancora insufficiente  risposta, proclamano 4 ore di sciopero per la mattina di lunedì 3 maggio nel cantiere teatro dell’ennesima  tragedia, contemporaneamente sarà nostra cura chiedere un incontro urgentissimo all’autorità prefettizia  per la verifica delle misure che si intende adottare. 

Non è più procrastinabile l'introduzione del reato di OMICIDIO SUL LAVORO non è ammissibile che chi esce  al mattino per recarsi al lavoro non torni alla propria casa ed ai propri cari. 

 

 

Alessandria lì 29 Aprile 2021 

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La Buzzi S.p.A., attuale proprietaria della Arquata Cementi srl (ex Cementir)ha comunicato ufficialmente, alle Organizzazioni sindacali, l'intenzione di chiudere lo stabilimento di Arquata Scrivia.

Le spiegazioni sono state sommarie e apparentemente legate a motivazioni di carattere tecnico finanziario sinceramente incomprensibili.

Ci siamo di nuovo, dopo la lunga battaglia del gennaio 2017 in  cui per oltre 10 giorni gli operai dell'impianto hanno occupato lo stabilimento costruendo un'ampia rete di solidarietà nella società civile, tra i cittadini del paese e le Istituzioni locali ed in cui si era riusciti a stoppare il tentativo di chiusura, siamo di nuovo di fronte al tentativo della proprietà di azzerare quella esperienza.

Gli accordi del 2017 prevedevano il mantenimento dell'impianto almeno fino alla fine dei lavori del Terzo Valico dei Giovi, non prima del 2024.

L'annuncio di oggi, in aperta violazione degli accordi sottoscritti, è inaccettabile oltre che sorprendente.

La Feneal UIL e la Fillea CGIL  sono, fin da oggi, impegnate a ricercare una soluzione positiva di questa inaspettata situazione coinvolgendo tutti gli interlocutori possibili e annuncia una fortissima mobilitazione dei lavoratori a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione senza escludere alcuna forma di lotta che le attuali leggi ci consentono.

Buzzi S.p.A., nell'acquisire l'azienda, si era impegnata a portare fino in fondo gli impegni assunti dalla precedente proprietà, oggi si rimangia la parola. I lavoratori non possono accettare passivamente.

FENEAL UIL e FILLEA CGIL di Alessandria

05/02/2021

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A seguito dell'incidente sul lavoro avvenuto questa mattina, sabato 30 gennaio, in cui un operaio dipendente dell'Azienda Seli Overseas Spa operante nel Cantiere di Radimero nel territorio del Comune di Arquata Scrivia ha subito gravissime conseguenze ad una mano, le Organizzazioni Sindacali Territoriali del settore edile Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil hanno richiesto un incontro urgente all'azienda e al Consorzio Cociv, oltre a proclamare quattro ore di sciopero ad inizio turno per tutti i turni nella giornata di lunedì 1° febbraio 2021.

"Esprimiamo la nostra piena vicinanza al lavoratore coinvolto – affermano i sindacalisti Paolo Tolu Feneal Uil, Massimiliano Campana Filca Cisl, Rocco Politi Fillea Cgil – e riponiamo naturalmente la massima fiducia nelle autorità competenti che sono prontamente intervenute, auspicando che venga fatta chiarezza al più presto sulla causa e le dinamiche del grave incidente."

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"Il settore edile alessandrino cerca di risollevarsi dopo l'uragano pandemico COVID 19", dichiara il  responsabile FENEALUIL PIEMONTE area ALESSANDRIA , Paolo Tolu.

E' stato un anno edile (ottobre 2019-settembre 2020) difficile e particolare, era cominciato con ottime  prospettive perché da ottobre a febbraio c'era stato un incremento sui dati cassa edile sia della massa  salari, a gennaio 2020 la massa salari denunciata aveva avuto un incremento sullo stesso periodo dell'anno  precedente pari a +14,03 (5.026.000 – 4.407.000) ed a febbraio era salita del 16,23% (4.928.000 – 4.240.000) .

Poi il settore produttivo italiano è stato travolto dalla pandemia e tra questi anche il settore edile, a marzo molti lavoratori sono stati collocati in Cassa Integrazione Ordinaria per Covid e la massa salari rispetto  all'anno precedente è crollata del 44,36% (2.747.000 – 4.937.000) creando un disagio sociale enorme sia  per gli imprenditori che per i lavoratori.

Lavoratori che sono rimasti per molti mesi senza nessuna entrata economica in quanto il numero di  imprese che hanno anticipato la CIGO alle loro maestranze non ha raggiunto nemmeno il 10% del totale  delle imprese.

I mesi successivi sono stati ancora più difficili con il lockdown del settore che ha portato il dato peggiore  dell'anno ad Aprile – 70,71% di massa salari (1.498.000 – 5.114.000) in quanto potevano lavorare solo le  imprese stradali e quelle che lavoravano per le ferrovie, a Maggio il calo è stato pari a -13,84% (4.805.000 – 5.577.000).

A giugno il settore ha ricominciato a marciare tra molteplici difficoltà, è stato istituito il Comitato Protocolli  Covid presso l'Ente Bilaterale Cassa Edile e Sistedil per andare incontro alle imprese nella ripresa del lavoro.

Finalmente a Giugno si è segnato un incremento pari a 8,13 % di massa salari (5.568.000 – 5.149.000) ed è  salito anche il numero degli addetti edili , il settore si è rimesso in moto sfruttando la stagione estiva e la  voglia di recuperare il tempo perso e sia luglio che agosto hanno confermato questo trend. Soprattutto ad  agosto molti lavoratori hanno rinunciato alle ferie per rimanere sui cantieri.

A settembre il settore si è assestato più o meno sui numeri dell'anno precedente .

Tutto ciò ha portato un anno edile in sofferenza su quasi tutti i dati certificati dall'Ente Bilaterale, quindi  nella differenza relativa a 12 mesi che vanno da ottobre 2019 a settembre 2020 rispetto allo stesso periodo  ottobre 2018 – settembre 2019 sono i seguenti : imprese -5,61% (638 - 676) , operai versanti +6,43% (4386  - 4121) dato positivo dovuto all'incremento di lavoratori sui cantieri del Terzo Valico dei Giovi , totale massa  salari, che è il vero indicatore del settore -5,87% (55.458.000 – 58.919.000) e totale ore lavorate -6,86%  (4.850.654 – 5.207.852).

Paolo Tolu: "Purtroppo i dati relativi a ottobre confermano che il settore fa fatica a  risollevarsi e questo nuovo semi-lockdown sta creando ancora notevoli disagi. Nel panorama piemontesi i  dati della provincia di Alessandria sono i migliori dovuti soprattutto ai cantieri del Terzo Valico dei Giovi che  hanno lavorato anche durante il periodo di blocco".

In Piemonte la situazione non è migliore - dichiara il Segretario Organizzativo FENEAL UIL PIEMONTE Tiziana  Del Bello - rispetto all'anno precedente la massa salari in Piemonte è diminuita del 10,07 % (358.560.000 – 398.730.000) , le ore lavorate sono diminuite del 10,81% (32.161.578 – 36.059.380) , il numero di lavoratori  versanti è rimasto stabile (28552 – 28517) ed il numero imprese è diminuito del 3,57% (5.932 – 6.152) .

Il territorio con la perdita maggiore sia in massa salari che in ore lavorate risulta Novara, -12,57% (massa  salari) e – 13,47% (ore lavorate) mentre ha attutito parzialmente il colpo Alessandria . I dati del calo massa  salari per ogni provincia sono i seguenti : Asti -11,33%, Biella -8,92%, Cuneo -10,31, Torino -11,05, Verbania  -7,94 e Vercelli -11,18.

Nel periodo però la contrattazione nel settore non si è fermata, infatti sono stati portati a termine  numerosi accordi tra le parti, con riferimento soprattutto a SANEDIL , cioè l'integrazione sanitaria per i  lavoratori edili con numerose prestazioni da richiedere presso la Cassa Edile tramite le Organizzazioni  Sindacali che vanno a sostituire le vecchie prestazioni Cassa Edile, è un accordo importante perché unifica  tutte le prestazioni in Italia a partire da Aosta sino a Ragusa.

Conclude Tiziana Del Bell segnalando che altri importanti accordi sono il Fondo Prepensionamento  Lavoratori Edili ed il Fondo Incentivo Occupazione sempre da richiedere presso gli Enti Bilaterali , sperando  che possano permettere ai lavoratori anziani di poter accedere alla pensione ed ai giovani di poter entrare  nel settore che è diventato uno dei più specializzati.

Nel frattempo siamo sempre pronti a vigilare per il rispetto delle regole sia contrattuali che sulla sicurezza.

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Ecco il discorso di SALVATORE TRABONA, MINATORE DEL TERZO VALICO ed RSU DELLA FENEALUIL PIEMONTE esposto ai partecipanti alla manifestazione dello scorso venerdì in Piazza S. Maria di Castello ad Alessandria

La terribile crisi, iniziata sul finire del primo decennio degli anni duemila, non ha risparmiato il settore edile, anzi è cominciata anticipatamente già a partire dal 2008 e lo ha colpito pesantemente decretando la chiusura  di gran parte delle imprese con pesanti ripercussioni sull'occupazione e sulla regolarità nei cantieri.

Nel territorio dell'Alessandrino è stata une vera e propria ecatombe purtroppo sono scomparse parecchie imprese storiche.

La crisi, pur a fronte di timidi segnali di ripresa (a seconda delle aree interessate), è ancora in essere ed è sempre più preoccupante per la durata.

Nel 2008 i lavoratori regolari versanti in Cassa Edile ad Alessandria erano circa 8500 attualmente sono  4000 quasi il 50%.

Ben più di 4500 lavoratori in meno nella sola provincia di Alessandria circa 25000 in meno in tutto il Piemonte.

Le imprese attive regolari ad Alessandria nel 2008 erano circa 1500 ad oggi il numero è sceso a 700 ben 800 imprese in meno. La media attuale dei lavoratori per impresa è di 3,5.

E stato un crollo che mediaticamente ha fatto meno rumore di altri settori perchè se chiude un impresa con 3 dipendenti difficilmente finisce sui giornali a meno che i lavoratori non salgano sulle gru (ed è avvenuto  spesso) ma sommando tutte le imprese che non esistono più, il numero di disoccupati diventa impressionante.

Il crollo in edilizia ha anticipato di 3 anni la grande crisi di tutti i settori ed è il compartimento che fatica di più ad uscirne, c'è stato un timido cenno di ripresa nell'estate 2019 bloccato immediatamente dall'evento pandemico COVID.

Dopo il Covid il settore sta ripartendo con fatica e si confida nelle decisioni prese dal governo sulle opere strategiche e sul Superbonus 110% anche se bisogna proseguire spediti prima che il crollo sia definitivo.

Il blocco dei licenziamenti e la proroga della Cassa integrazione guadagni hanno aiutato a mantenere attualmente i posti di lavoro ma siamo preoccupati di cosa possa accadere appena questi provvedimenti terminano rischiamo di avere ulteriori licenziamenti e un aumento della disoccupazione.

La crisi è stata acuita anche dalle scelte di tutti i governi che si sono succeduti (sia di centrodestra che centrosinistra) perchè non hanno accelerato il sistema delle infrastrutture, anzi sono state rallentate, basti pensare che in Piemonte tutte le grandi opere sono state contrastate ed hanno avuto iter difficoltosi con un numero impressionante di imprese fallite.

La Torino Lione forse partirà a breve, la Città della Salute è ancora sulla carta, i lavori al Col di Tenda sono ripartiti da poco dopo un blocco di quasi un anno, l'autostrada Asti Cuneo non è ancora conclusa, l'unico lavoro che procede è il Terzo Valico dei Giovi che dopo esser stato messo in discussione è proseguito senza interruzioni in seguito al crollo del Ponte Morandi.

Come dicevo nella mia presentazione sono un minatore che lavora  sul terzo valico, ed essendo residente nel territorio posso dire che senza questa grande opera, che ha portato una boccata d'ossigeno nel nostro territorio, sarei quasi sicuramente uno dei tanti disoccupati di cui parliamo nelle nostre statistiche e probabilmente anche tanti miei compagni di lavoro.

Una parte degli imprenditori edili ha pensato di difendersi dalla crisi operando unicamente sul versante dei costi contrattuali, fuggendo dall'applicazione del  contratto edile e applicando altri contratti.

Il dumping contrattuale, così creato, ha alterato notevolmente i principi basilari di una corretta e libera concorrenza, danneggiando le imprese sane che si sono trovate a competere con imprese irregolari  e costringendo i lavoratori ad operare in cantieri meno sicuri, con salari più bassi e con meno contributi versati, rinunciando anche alle prestazioni erogate dal Sistema Bilaterale di Settore tramite la Cassa Edile.

Lavoratori impegnati sullo stesso cantiere, spalla a spalla con tutele differenti e salari notevolmente più bassi costretti ad accettare qualsiasi imposizione per poter portare la pagnotta a casa e questo lo riscontriamo anche sulle grandi opere.

Dobbiamo ricordare che la formazione sulla sicurezza e la formazione edile dei lavoratori che operano in un cantiere sono specifici e devono essere erogati dagli enti bilaterali di settore, pertanto nei cantieri l'unico contratto regolare è quello edile.

I dati e le previsioni economiche indicano come lo stato di salute del Paese non sia rassicurante, i dati sulla crescita e sull'occupazione sono ancora sconfortanti.

Per prevenire a tale situazione è necessario rilanciare il lavoro; alle infrastrutture vanno affiancate le opere per la messa in sicurezza del territorio, con i cambiamenti climatici, ad ogni temporale si hanno sempre strade e paesi alluvionati; per far fronte a questi due aspetti sarebbero necessarie, per la nostra provincia, fare investimenti importanti.

Inoltre, la riqualificazione degli edifici e dei centri storici, l'adeguamento alle normative sul risparmio energetico e all'antisismico con l'introduzione di nuovi

materiali, il Bonus 110% dovrebbero produrre anch'essi lavoro di qualità che possa determinare lavoro per la parte sana del sistema, e salario per i lavoratori.

Il rinnovo del CCNL pone le nostre rispettive Organizzazioni di Rappresentanza davanti a scelte importanti ed impegnative, per quanto attiene il ruolo ed i compiti degli Enti Bilaterali Contrattuali, la qualità dei nostri Enti è riconosciuta a livello nazionale, dalle imprese e dai lavoratori; il lavoro da fare però non è per questo meno impegnativo.

Pensiamo che le sfide che dobbiamo affrontare possano e debbano rappresentare un'opportunità per far tornare a crescere il settore.

Il settore edile può fare da traino all'economia nazionale però bisogna sempre salvaguardare il lavoro regolare ed in sicurezza, purtroppo l'edilizia è ancora un settore dove ci sono troppi morti e infortuni spesso alcuni non vengono nemmeno conteggiati perchè sono lavoratori non in regola e senza tutele.

Il settore edile deve ripartire, ma soprattutto ripartire in sicurezza

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"La strage continua"
Un altro lavoratore ha perso la vita durante lo svolgimento della propria mansione. E' accaduto nuovamente ieri quando un operai edile, SOTIRI KOSTANDIN, 58 anni, Albanese da 27 anni in Italia, ha perso la vita in un cantiere edile dell'Ovadese.

L'ennesimo infortunio mortale accaduto in provincia di Alessandria dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto siano urgenti interventi efficaci per contrastare quella che è diventata una vera emergenza nazionale con undrammatico aumento dei morti sul lavoro.
Purtroppo molte altre priorità ed "emergenze" vengono poste all'attenzione pubblica e sono oggetto di interventi del Governo e di provvedimenti legislativi mentre la tutela della salute nei luoghi di lavoro è totalmente assente dal dibattito politico.

Considerato inoltre anche la scelta del Governo di intervenire modificando e semplificando la legislazione sugli appalti non appare coerente con la necessità di fornire in questo settore maggiori garanzie in merito alla tutela della salute nei luoghi di lavoro.
L'aumento degli incidenti sul lavoro e, soprattutto, degli infortuni mortali, richiede uno sforzo importante da parte di tutti con scelte politiche conseguenti.
ancora molto si può e si deve fare a patto che Imprese e Politica vogliano davvero investire sulla sicurezza sul lavoro.
Purtroppo le disposizioni del Governo che, con la legge di bilancio 2019 ha ridotto di oltre il 30% i premi assicurativi antinfortunistici che le imprese hanno l'obbligo di pagare all'Inail, non pare vadano in questa direzione .
Proprio per questo è importante contrattare sul territorio e con le stazioni appaltanti misure a sostegno della sicurezza e della dignità del lavoro.


Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL di Alessandria

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