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Ancora una volta ci tocca ribadire che nelle giornate festive non esiste l’obbligo al lavoro.

La scelta delle aziende della grande distribuzione alimentare di aprire al pubblico i supermercati anche nelle giornate festive pasquali manifesta un atteggiamento insensibile nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che, anche in piena pandemia, non si sono mai fermati.

Questo per garantire a tutti l’approvvigionamento dei generi alimentari. Il personale della grande distribuzione organizzata in questo lunga emergenza sanitaria sta dimostrando alto spirito di servizio verso la collettività, garantendo 7 giorni su 7 gli acquisti essenziali.  

Questo avviene anche nel nostro territorio, ancora pesantemente colpito dalla pandemia e in cui la principale istituzione, la Regione Piemonte, ha sempre trascurato le condizioni delle migliaia di persone che operano nei nostri settori.  Almeno nelle giornate festive è giusto che anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio possano godere di una giornata di riposo con le loro famiglie

Sulla base delle norme contrattuali e di legge vigenti e per giurisprudenza consolidata, il personale può rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative nelle festività, senza incorrere in sanzioni. La UILTuCS resta a disposizione per i lavoratori che vogliono un supporto per comunicare al datore di lavoro questa scelta esercitando un proprio diritto.

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La catena Carrefour protrae ancora la volontà di estendere l'orario di apertura di alcuni punti vendita in Italia, trasformandoli in negozi aperti 24 ore su 24.

Da domani, 1 luglio, anche il Carrefour di Tortona applicherà il nuovo orario, che arriva come una doccia fredda.

Maura Settimo, Segretario territoriale UILTUCS Alessandria: "Come UILTUCS non possiamo che comprendere le preoccupazioni dei lavoratori davanti a una realtà nuova per l'intero Paese, figuriamoci per una cittadina di provincia come Tortona. Ci chiediamo se è davvero il caso, se l'estensione del servizio sia realmente  necessaria, credendo che le abitudini dei consumatori non cambieranno, ma certamente lo faranno le conseguenze di questa introduzione, come il rischio di creare degli squilibri tra lavoratori."

Carrefour motiva la novità "Per essere sempre più vicini alle esigenze ed i bisogni dei nostri clienti!", come dice uno slogan, ma chi pensa ai lavoratori?

La catena dovrà infatti assumere lavoratori precari con contratti non adeguati.

Crediamo che questa scelta, portata avanti con ostinazione dall'azienda anche sull'esercizio commerciale tortonese, sia una strategia che non porterà alcuna ricaduta positiva né sul fatturato e nemmeno, purtroppo, sul fronte occupazione e aumenti salariali .

Che prezzo avrà questa nuova strategia sui lavoratori? Già si prospettano turni massacranti e ripercussioni pesanti sulla vita privata dei dipendenti e delle loro famiglie. Ricordiamo che da mesi, con ripetute iniziative, scioperi e manifestazioni, rivendichiamo il rinnovo del contratto nazionale, respinto proprio da rappresentanti della Grande Distribuzione.

Il territorio non ha bisogno di questo servizio e non è trascurabile anche il fronte sicurezza.

Abbiamo già fatto una richiesta di incontro all'azienda per avere risposte e tutele per i lavoratori.

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In allegato l'ipotesi di accordo del CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE Carrefour.

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In allegato le immagini del presidio e del volantinaggio fatto dai dipendenti della grande distribuzione, impiegati nei centri Iper, Esselunga, ecc...

Questi gli scatti realizzati questa mattina in Piazza Marconi ad Alessandria.

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Sabato 7 novembre spesa a rischio per tante famiglie a causa dello sciopero proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS UIL. "Dopo due lunghi anni di trattative, abbiamo deciso di proclamare due giornate di sciopero, la prima il 7 novembre, la seconda il 19 dicembre a ridosso del periodo natalizio, per dare un segnale forte a Federdistribuzione e far capire ai clienti di queste catene che la comodità dell'apertura prolungata fino a tardi la sera e sette giorni su sette ha un elevato costo che le aziende vogliono far pagare ai lavoratori", commenta Maura Settimo, Segretario generale UILTuCS Alessandria.

Il settore della grande distribuzione è formato da catene importanti come Esselunga, Unes, Iper, per citare quelle presenti sul territorio alessandrino, ma anche Auchan, Rinascente, Ikea si sono distaccate da Confcommercio e sono ora rappresentate da Federdistribuzione.

Mentre per i lavoratori di altri gruppi del settore commercio c'è stato il rinnovo del contratto con un aumento salariale di 85 euro, quelli rappresentati da Federdistribuzione vivono in un limbo in attesa di vedere rinnovato il proprio contratto.

Il sindacato rivendica un contratto che non crei discriminazioni e disparità di trattamento tra lavoratori che operano nello stesso settore, mentre Federdistribuzione chiede un contratto che non prevede aumenti salariali e avere mano libero sulla flessibilità e gli orari di lavoro.

Ancora non si è aperto alcuno spiraglio per il rinnovo di un contratto così importante che interessa un gran numero di lavoratori impiegati nei grossi gruppi nazionali ed esteri.

Ricordiamo che in alcune province gruppi come Carrefour hanno già iniziato a tenere aperti i supermercati 24 h, con forti disagi per tutto il personale, prevalentemente di sesso femminile.

I grossi gruppi devono capire che serve un contratto rinnovato, con aumenti stipendiali che permettano una vita dignitosa e il rafforzamento di una regolamentazione degli orari di lavoro.

A scioperare saranno tutti i lavoratori di Coop, Iper, Esselunga e Unes, gruppi ben presenti su tutto il territorio provinciale. Lavoratori e sindacati promuoveranno un volantinaggio in Piazza Marconi ad Alessandria e davanti all'Iper, fuori dal centro commerciale Oasi di Tortona, a partire dalle ore 9.

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In occasione dell'incontro del 3 luglio scorso, Federdistribuzione ha dichiarato di voler proseguire nell'identificazione delle priorità da essa individuate per la definizione di un nuovo contratto affrontando il tema della produttività. A titolo di premessa ha quindi aggiunto che – nell'attuale contesto economico caratterizzato a suo dire da una crisi strutturale del comparto – risulta difficile non ipotizzare misure strutturali su questo argomento, ma ha dichiarato di aver compreso che siccome tale carattere di strutturalità delle misure sulla produttività potrebbe impedire il decorso del negoziato, si è dichiarata pronta a non farne un dogma, a condizione di comprendere quali potrebbero essere i contenuti di quel "patto per la crisi" che dovrebbe accompagnare il testo di rinnovo del CCNL, rimarcando altresì che esiste uno stretto legame tra questo possibile vero recupero di produttività e la definizione della materia salariale, su cui per altro ha dichiarato di non essere al momento disponibile ad entrare nel merito.

Il primo elemento da affrontare in tale ambito sarebbe per Federdistribuzione l'orario di lavoro, con la sottolineatura che in questa fase non è interessata a definire nuove norme in tema di flessibilità del lavoro, perché ciò che le sta a cuore è la quantità dell'orario di lavoro individuale. Riconoscendo che la loro ipotesi iniziale di riconduzione dell'orario contrattuale a 40 ore settimanale per tutti non è praticabile, Federdistribuzione ha ritenuto di poter proporre oggi la cancellazione per tutti di 32 ore di permesso retribuito, vale a dire l'eliminazione totale dei permessi per quanti oggi operano a 38 ore settimanali e una decurtazione di 32 ore di ROL per quanti operano invece in regime di 40 ore settimanali "senza stare a guardare se tali ore derivano in forza di legge o di contratto."

Dato però che tale misura da sola è giudicata da Federdistribuzione insufficiente a garantire quel recupero di produttività che ritiene indispensabile, ad essa dovrebbero aggiungersene altre quattro, e precisamente:
1. L'eliminazione dei due giorni di ferie oggi previsti aggiuntivi rispetto alle 4 settimane di ferie previste per legge;
2. La modificazione della norma contrattuale relativa al pagamento di una giornata aggiuntiva di retribuzione a fronte del mancato godimento della giornata festiva del 4 novembre;
3. Modificare la base di calcolo del trattamento di fine rapporto, circoscrivendola alla sola paga base, contingenza e terzo elemento nazionale;
4. Intervenire sugli scatti d'anzianità, o eliminandoli o sospendendone la maturazione.

Come UILTuCS abbiamo replicato innanzitutto reiterando ancora una volta la nostra richiesta che Federdistribuzione fornisca l'elenco delle norme del vigente contratto e dell'accordo di rinnovo del 2011 che non è sua intenzione modificare, rimarcando che giacché nella riunione di oggi la medesima richiesta è stata formulata anche dalla Filcams-CGIL ci aspettiamo che ad essa venga finalmente dato seguito, allo scopo di fare chiarezza e pulizia circa le reali intenzioni dell'associazione datoriale. Ciò detto, l'ipotesi formulata di togliere 32 ore di permesso retribuito o ROL a tutti i lavoratori non ci trova concordi anche in considerazione del fatto che quanto proposto non si limiterebbe a intervenire esclusivamente su un derivato contrattuale, e costituirebbe l'abrogazione per via contrattuale di un diritto riconosciuto in forza di una legge dal 1977 a fronte della cancellazione di 4 festività allora intervenuta per effetto del cosiddetto Accordo Lama-Agnelli che si proponeva anche con quella misura (oltre che con il superamento della norma che prevedeva il pagamento a carico dell'INPS dei primi tre giorni di malattia e con la definizione del cosiddetto "punto unico di contingenza") di realizzare un recupero della produttività del lavoro e di ridurre l'assenteismo.

Abbiamo quindi ribadito la nostra indisponibilità a mettere mano all'istituto degli scatti d'anzianità, sia in termini assoluti, sia perché anche se temporanea tale misura intrinsecamente trascinerebbe i suoi effetti oltre la durata di vigenza del contratto, a meno di non prevedere una data di "sbarramento" di tale misura che avrebbe degli effetti di palese iniquità in quanto colpirebbe alcuni lavoratori (quelli che maturerebbero lo scatto prima di tale data) e altri no. Assai difficile ci sembra inoltre prevedere la cancellazione di due giornate di ferie o il venire meno del pagamento della giornata aggiuntiva del 4 novembre, mentre per quanto attiene l'ipotesi di non ritenere più utili ai fini del Trattamento di Fine Rapporto tutti gli elementi salariali aggiuntivi rispetto a paga base, contingenza e terzo elemento nazionale (ossia, a titolo esemplificativo, gli scatti di anzianità, i superminimi mensilizzati individuali e collettivi, tutte le indennità mensilizzate e i terzi elementi provinciali, laddove esistenti) ci siamo detti del tutto indisponibili. A tale riguardo abbiamo ricordato la norma contenuta all'art. 208 del vigente contratto e la relativa nota a verbale, che contraddistingue in modo da noi ritenuto impeccabile e immodificabile i caratteri della retribuzione prevista dal vigente contratto, chiedendo se fosse intenzione di Federdistribuzione porvi mano e ribadendo che essa è per noi intangibile.

In seguito Federdistribuzione ha ritenuto necessario ritornare sui concetti sopra descritti, rimarcando per l'ennesima volta che è il contesto economico "che impone di toccare degli argomenti complessi e difficili, perché a imporlo sono tutti gli indicatori di andamento del settore" precisando che a suo dire gli istituti presi in considerazione non hanno influenza sulla busta paga netta dei lavoratori, mentre il ricorso ad essi, unitamente agli altri tre elementi sollevati in occasione degli incontri svoltisi la settimana passata (Bilateralità, Mercato del Lavoro e deroghe contrattuali), sono indispensabili a realizzare un recupero di produttività, a cui risultano imprescindibilmente connessi i meccanismi, i tempi e l'ammontare stesso dell'esito salariale del rinnovo contrattuale. In aggiunta a quanto prima affermato – inoltre – Federdistribuzione ha dichiarato che secondo lei sarebbe necessaria una riflessione aggiuntiva su come sia possibile stimolare la nuova occupazione. In particolare, dopo aver dichiarato che non è sua intenzione procedere all'identificazione di nuove tipologie di contratto di lavoro e che non ha preclusioni sul metodo con cui tale incentivazione alle nuove assunzioni si possa realizzare, sia esso a carattere strutturale o temporaneo, lascia alle organizzazioni sindacali il compito di formulare delle ipotesi, ma nel far ciò ha dichiarato formalmente che comunque essa considera l'ambito temporale delle misure non strutturali coincidente con la durata di vigenza del contratto.

Come UILTuCS abbiamo a questo punto replicato che l'affermazione di Federdistribuzione secondo cui le misure proposte in tema di produttività nel confronto di oggi "non hanno influenza sulla busta paga netta dei lavoratori" ci risulta in parte non vera e in parte frutto di un puro artificio dialettico. Come si può infatti affermare che eliminare il pagamento della giornata del 4 novembre non sia influente sulla busta paga? Come non vedere che ogni intervento sugli scatti di anzianità va a ledere la legittima aspettativa di chi ne ha uno in corso di maturazione di vedersi erogata la somma corrispondente alla normale scadenza? Come non rilevare che l'ipotesi di ridurre la base di calcolo utile ai fini del Trattamento di Fine Rapporto ha degli effetti diretti in termini di retribuzione differita, ovvero di accantonamento degli importi nel Fondo di Previdenza Integrativa, qualora il lavoratore vi abbia aderito? Come non ricordare poi che l'impianto sulle deroghe contrattuali proposto in occasione dell'incontro del 27 giugno, e non accettato dalla nostra organizzazione, non mancherebbe di determinare ricadute pesanti sia in termini di orario che di retribuzione? Infine, abbiamo ribadito che l'identificazione del periodo "temporaneo" con la durata di vigenza del contratto non è praticabile in quanto ciò renderebbe tali misure temporanee solo nella forma ma strutturali nella sostanza, giacché ad esse andrebbe comunque applicata la clausola di ultravigenza contrattuale fino al successivo rinnovo. Abbiamo inoltre precisato che non a caso la proposta di un possibile percorso per un rinnovo del contratto formulata dal nostro Segretario Generale nel mese di maggio muoveva da una circoscrizione del periodo di validità dell'eventuale documento aggiuntivo sulla crisi ben limitata all'interno della durata di vigenza contrattuale, e che mai avrebbe potuto coincidere con essa. Ed in ogni caso abbiamo ribadito che tale proposta, essendo stata respinta, non è più sul tavolo del negoziato. Ne consegue tra l'altro che non ci sentiamo in obbligo di fornire noi una proposta su come i nuovi assunti possano essere ulteriormente penalizzati a fronte delle misure già esistenti in forza di legge e di contratto tese a ridurre inizialmente il loro costo unitario del lavoro (apprendistato e graduale maturazione dei permessi retribuiti).

Alla richiesta di Federdistribuzione di indicare nuove date di incontro "a seguito di un necessario periodo di riflessione" abbiamo dato la nostra disponibilità per il giorno 16 luglio e per l'intera settimana compresa tra il 28 luglio e il 1° agosto, rimarcando altresì il fatto che le quattro giornate di trattativa appena conclusesi hanno ancora una volta palesato non solo la persistente distanza tra le reciproche posizioni, quant'anche la considerazione pressoché nulla da parte di Federdistribuzione delle richieste contenute nella piattaforma rivendicativa unitaria, a cui viene costantemente contrapposta la riproposizione dei temi oggetto della piattaforma datoriale con aggiustamenti assolutamente marginali e talvolta idonei a indurre ulteriori motivi di contrasto, ragione per cui una fase di attenta riflessione ci sembra assolutamente opportuna innanzitutto e per lo più proprio da parte loro.

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